La Bibbia e le altre opere

 di Salvatore Di Fazio

Ultimamente sono accaduti due eventi che mi portano a scrivere di nuovo sulla Valtorta.
Sono passati 3 mesi dall’articolo che Annalisa ha scritto sulla Valtorta QUI, nel quale è anche avvenuto un botta e risposta tra me e altri lettori (potete leggerne ancora i commenti).

I due eventi sono stati una cena con amici e una piccola chiacchierata con un sacerdote amico.

Il sacerdote amico, il quale segue il blog, ha trovato utili i commenti all’articolo di cui sopra; mentre durante la cena con gli amici, è stato ripreso il discorso sull’opera della Valtorta. Non che io stessi impazzendo dalla voglia di parlarne, ma così fu.

Comunque è stata una cena molto carina, abbiamo mangiato bene e mi ha dato alcuni spunti per scrivere questo articolo, nel quale proverò a rispondere ad alcune domande che sono nate appunto nel contesto della cena.

Comincio subito con un parere positivo sull’opera della Valtorta, la quale sicuramente aiuta il lettore nell’esercizio della fantasia, per poter meglio immaginare gli eventi del Vangelo ed altri eventuali momenti a contorno di cui non abbiamo alcun riferimento storico.

Ma abbiamo due considerazioni da tener presenti:

1 – l’appartenenza di questo testo all’Indice
2 – la lettera dell’allora Card. Ratzinger, QUI

La lettura dell’opera della Valtorta aiuta il lettore ad immaginare le vicende del Vangelo

Ma è anche importante tentare di capire qual è il giusto atteggiamento da tenere nei confronti di questa opera. Per farlo proverò a rispondere a delle affermazioni nate durante la cena.

Prima affermazione: l’opera della Valtorta è Parola di Dio

Una risposta breve e concisa è NO non lo è. Tentiamo di vedere perché alla luce del Magistero.

Al numero 97 del Catechismo della Chiesa Cattolica (vi consiglio di averne una copia in casa) leggiamo: «La sacra Tradizione e la Sacra Scrittura costituiscono un solo sacro deposito della Parola di Dio, nel quale, come in uno specchio, la Chiesa pellegrina contempla Dio, fonte di tutte le sue ricchezze.»

Il numero 97 altro non è che la sintesi dell’articolo 10 della Dei Verbum, nella quale possiamo leggere: «10. La sacra tradizione e la sacra Scrittura costituiscono un solo sacro deposito della parola di Dio affidato alla Chiesa; nell’adesione ad esso tutto il popolo santo, unito ai suoi Pastori, persevera assiduamente nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione fraterna, nella frazione del pane e nelle orazioni (cfr. At 2,42 gr.), in modo che, nel ritenere, praticare e professare la fede trasmessa, si stabilisca tra pastori e fedeli una singolare unità di spirito (14).

L’ufficio poi d’interpretare autenticamente la parola di Dio, scritta o trasmessa (15), è affidato al solo magistero vivo della Chiesa (16), la cui autorità è esercitata nel nome di Gesù Cristo. Il quale magistero però non è superiore alla parola di Dio ma la serve, insegnando soltanto ciò che è stato trasmesso, in quanto, per divino mandato e con l’assistenza dello Spirito Santo, piamente ascolta, santamente custodisce e fedelmente espone quella parola, e da questo unico deposito della fede attinge tutto ciò che propone a credere come rivelato da Dio.

È chiaro dunque che la sacra Tradizione, la sacra Scrittura e il magistero della Chiesa, per sapientissima disposizione di Dio, sono tra loro talmente connessi e congiunti che nessuna di queste realtà sussiste senza le altre, e tutte insieme, ciascuna a modo proprio, sotto l’azione di un solo Spirito Santo, contribuiscono efficacemente alla salvezza delle anime.».

Ciò significa che Dio parla tramite la Divina Tradizione (si intende questo per Tradizione, non le tradizioni umane) in quanto «essa trasmette integralmente la parola di Dio affidata da Cristo Signore e dallo Spirito Santo agli apostoli e ai loro successori, affinché, illuminati dallo Spirito di verità, con la loro predicazione fedelmente la conservino, la espongano e la diffondano» (cit. DV 9) , la quale ci consegna le Sacre Scritture.

Pensandoci bene senza la Tradizione, e il Magistero che la riconosce, non avremmo neanche la Bibbia. Infatti chi ha scelto quali libri inserire nella Bibbia? Quale lettere e quali Vangeli? E perché?

E’ grazie a Tradizione e Magistero che possiamo leggere le Scritture. Tutte e 3 vivono di un legame strettissimo.

Ultima nota. Il Cristianesimo non è una religione del libro (questa affermazione spero l’abbiate già sentita in precedenza), noi non siamo legati alla Bibbia, come un ebreo alla Torah o un musulmano al Corano. La nostra fede si basa in un rapporto con una Persona Viva, Gesù Cristo, il quale è Parola di Dio, in un senso che va oltre al nostro capire.

Benedetto XVI scrisse nella sua Esortazione Apostolica Verbum Domini al numero 7: «Gesù Cristo, nato da Maria Vergine, è realmente il Verbo di Dio fattosi consustanziale a noi. Dunque l’espressione “Parola di Dio” viene qui ad indicare la persona di Gesù Cristo, eterno Figlio del Padre, fatto uomo».

La Parola di Dio è Gesù Cristo

Seconda affermazione: la Valtorta è la Penna di Dio, Cristo le ha dettato tutto

Dire che la Valtorta è la Penna di Dio e paragonarne gli scritti, sia da un punto di vista teologico che storico, con i libri presenti nelle Sacre Scritture crea non pochi problemi.
Innazitutto è bene ribadire cosa ci insegna il Magistero. E lo facciamo prendo come riferimento il numero 11 della Dei Verbum: «Le verità divinamente rivelate, che sono contenute ed espresse nei libri della sacra Scrittura, furono scritte per ispirazione dello Spirito Santo La santa madre Chiesa, per fede apostolica, ritiene sacri e canonici tutti interi i libri sia del Vecchio che del Nuovo Testamento, con tutte le loro parti, perché scritti per ispirazione dello Spirito Santo (cfr. Gv 20,31; 2 Tm 3,16); hanno Dio per autore e come tali sono stati consegnati alla Chiesa (17) per la composizione dei libri sacri, Dio scelse e si servì di uomini nel possesso delle loro facoltà e capacità (18), affinché, agendo egli in essi e per loro mezzo (19), scrivessero come veri autori, tutte e soltanto quelle cose che egli voleva fossero scritte (20).

Poiché dunque tutto ciò che gli autori ispirati o agiografi asseriscono è da ritenersi asserito dallo Spirito Santo, bisogna ritenere, per conseguenza, che i libri della Scrittura insegnano con certezza, fedelmente e senza errore la verità che Dio, per la nostra salvezza, volle fosse consegnata nelle sacre Scritture (21). Pertanto «ogni Scrittura divinamente ispirata è anche utile per insegnare, per convincere, per correggere, per educare alla giustizia, affinché l’uomo di Dio sia perfetto, addestrato ad ogni opera buona».

Ho messo in grassetto quei punti che più ci possono tornare utili per capire meglio come dovremmo rapportarci con i testi scritti da santi (la Valtorta non è stata canonizzata) durante delle apparizioni private o dialoghi interiori.

E’ interessante notare che il Magistero riconosce solamente le Sacre Scritture come sacre in tutte le sue parti, perché Dio a assistito in maniera particolare e del tutto unica i loro autori. Questo non avviene per gli altri testi, i quali possono contenere delle verità ma non sono assistiti alla stessa maniera delle Sacre Scritture. Per questo questi testi possono essere letti ma con le dovute distanze.

Vorrei portare un esempio tratto dall’opera della Valtorta:
1 – L’incontro con le romane nel giardino di Giovanna di Cusa, VIII, cap. 167, poema 27.

Non abbiamo alcun riferimento storico per poter dire se l’avvenimento è realmente accaduto. E come questo tanti altri (di cui non ricordo tutti i capitoli), ad esempio: la professione di fede al Dio Trinitario di Giovanni Evangelista; oppure il discepolo filosofo o il bambino che viene portato al tempio da Pietro; etc, etc.

Terza affermazione: come possiamo credere che solamente 4 piccoli Vangeli possono racchiudere 3 anni di vita pubblica di nostro Signore

Effettivamente la presenza di solamente 4 piccoli Vangeli di fronte ad una vita pubblica di 3 anni, dove nostro Signore si è speso per la conversione di Israele possono sembrare pochini.

In più una lo stesso evangelista Giovanni ammette: «24 Questo è il discepolo che rende testimonianza su questi fatti e li ha scritti; e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. 25 Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù, che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere».

Ma a questo dubbio ci risponde sempre il Magistero quando, appunto, sottolinea che nella Bibbia troviamo quei libri considerati canonici. Ovviamente non posso liquidare la canonicità dei testi in due righe di articolo. Ma è importante sapere che nella Bibbia, Dio, ci fa avere tutti quei libri che Lui ha ritenuto opportuni per la nostra fede.

——————————————————————————————————–

Spero che questo possa tornare utile a chiarire anche la posizione della Chiesa, nel suo Magistero, di fronte all’opera della Valtorta.
Trovo importantissimo riportare QUI il riferimento di una risposta di p. Angelo Bellon op alla domanda: Il valore morale del pronunciamento della Congregazione dell’Indice e la lettura dei libri di Maria Valtorta

Annunci

77 thoughts on “La Bibbia e le altre opere

  1. Continui a metterci in bocca cose mai dette, Salvatore. Purtroppo, sarà un mio limite, non riesco a spiegarmi meglio di quanto non mi sia già spiegato.

    Che c’entra l’Opera di una mistica cattolica con i protestanti o col Corano?
    Mah…

    Tanto vale chiuderla qui, a maggior ragione che la Chiesa non obbliga nessuno a credere alle rivelazioni private.

    Io, Gisella e altri, fondamentalmente abbiamo testimoniato che l’Opera valtortiana ci ha grandemente aiutati ad avvicinarci a Cristo e alla Sua Chiesa. Eminenti consacrati e teologi non hanno trovato alcunché di riprovevole in essa. Va bene così.

    Per quanto riguarda l’articolo, l’abbiamo sicuramente letto, e io non trovo nulla da obiettare. Sono vari commenti successivi, ad essere in qualche modo stonati col discorso che abbiamo tentato di fare.

    Ripeto, infatti, che se l’ispirazione viene considerata SOLO nel senso inteso dalla Dei Verbum, NON si spiegherebbero in alcuna maniera le scelte di svariati Pontefici, che hanno dato ascolto ad anime mistiche, evidentemente ritenendole davvero ispirate dallo Spirito Santo. Dunque non è, come tu ti ostini ad affermare, che il Magistero NEGHI queste cose: i Papi stessi le confermano, con le loro scelte.
    E fanno bene, perché non si tratta di insegnamenti “canonici”, ma “ispirati” sì.

    E che esistano “ispirazioni divine”, al di fuori dei Libri canonici, lo può confermare un qualsiasi serio teologo. Padre Angelo, ad esempio, scrive: “Per alcuni casi particolari la scelta o disposizione può avvenire per vie speciali di ISPIRAZIONE DIVINA, come S. Claudio de la Colombière per S. Margherita M. Alacoque, o il P. Soposko per S. Faustina Kowalska”.
    http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=1811

    Esistono dunque “vie speciali di ispirazione divina”: il Signore, infatti, continua ad accompagnare il Suo popolo passo per passo, anche grazie a questi Doni.

    **
    Ora, quando si è trattato di combattere palesi eresie, come quelle della pseudoveggente irlandese, siamo partiti dalle eresie, appunto, per concludere necessariamente che tali “messaggi” NON possono venire da Dio.

    In altri casi, quando appunto eresie non vi sono, il testo in esame può essere ispirato o meno; però, non essendoci eresie, di certo “non fa male”, come invece accade nel caso delle sciocchezze propinate dai molti falsi profeti che ci sono in giro.

    **
    Come ho avuto modo di dire in passato, è lodevole l’intenzione di istruire i fratelli, ANCHE in merito al modo di rapportarsi con queste cose, come dici tu.
    Ma… tale impegno andrebbe profuso a favore di chi si lascia impelagare da veggenti palesemente fasulli, e non contro quelli come noi, che MAI abbiamo affermato cose eretiche, né tantomeno invitiamo alla lettura di cose che vanno contro la Dottrina.

    Ti ringrazio in ogni caso per aver tenuto aperto il discorso: magari potrà servire a qualche fratello di fede, che capita da queste parti.

  2. Semplice se ispirati non sono solamente i libri della Bibbia, può esserlo qualsiasi testo

  3. (28 gennaio 1947).
    Dice Gesù:
    […
    L’opera che viene data agli uomini attraverso il piccolo Giovanni non è un libro canonico. Ma è sempre un libro ispirato, che Io dono per aiutarvi a comprendere certi passi dei canonici e specie a comprendere ciò che fu il mio tempo di Maestro e a conoscermi: Io, Parola, nelle mie parole. Né Io, né tantomeno il portavoce, che per la sua assoluta ignoranza in questo ramo neppure sa distinguere teologia dogmatica da quella mistica o da ascetica, né sa sottigliezze di definizioni, né conclusioni di Concili, ma sa amare e ubbidire e ciò mi basta né altro voglio dal portavoce né Io né lui diciamo che l’Opera è libro canonico. In verità, però, Io vi dico che è libro ispirato, non essendo lo strumento capace a scrivere pagine che neppure comprende se Io stesso non glie le spiego per levargli il timore.
    …]
    (da: i Quaderni 1945-50, Maria Valtorta ed. CEV)

  4. SS. Papa Pio XII (1876-1958)
    Pontefice dal 2-03-1939 al 9-10-1958

    Il 26 febbraio 1948 il Papa Pio XII, che aveva ricevuto il manoscritto di Maria Valtorta dalle mani del suo confessore, il Padre Agostino Bea (futuro Cardinale), accorda un’udienza speciale al Padre Migliorini, confessore di Maria Valtorta, al suo confratello Padre Berti (professore di teologia dogmatica) e al loro superiore, il Padre Andrea M. Cecchin, o.s.m. (Servi di Maria).
    Il suo giudizio era favorevole. Così consigliò di pubblicare l’opera senza togliere nulla, neppure le dichiarazioni esplicite di riportare delle “visioni” e dei “dettati”; ma nello stesso tempo non approvò il testo di una presentazione che parlava di fenomeno soprannaturale. Secondo il consiglio del Papa, ogni interpretazione doveva essere lasciata al lettore: “Pubblicate l’opera così com’è. Non vi è motivo di esprimere un’opinione quanto alla sua origine, che sia straordinaria o no. Chi legge capirà.”

    Fonti: Quanto detto è stato confermato, anche sotto giuramento, da testimoni oculari. Queste testimonianze dell’imprimatur papale sono conservate dai Servi di Maria nella Basilica di Santa Annunziata a Firenze dove è sepolta Maria Valtorta.
    http://www.scrittivaltorta.altervista.org/parlano_di_lei.htm

  5. Marziam forse, come e’ accaduto ad altri, non hai capito che qui’ non si parla del favore o no dell’opera. Si parla di come, chi la legge, dovrebbe rapportarsi con essa.

    Non vedo perche’ questo nesso logico non vuole esser capito.
    Pur se il papa Pio XII si e’ esperesso a favore, cio’ non toglie il rapporto con l’Ispirazione, la Canonicita’ e con la Bibba dell’opera.

  6. Volume I pag 417:
    “…l’uomo era la perfezione del creato aveva dell’angelo lo spirito e dell’animale la completa bellezza.”
    “ma sono venuto per gli uomini? per fare degli uomini degli angeli”
    Potete dare un’interpretazione? A noi poveri ignoranti?
    Grazie LIRReverendo

  7. •E’ l’anima quella che distingue l’uomo dall’animale e lo fa dio sopra tutti gli altri esseri creati, dio-re che domina, soggioga, comprende, istruisce, provvede, e lo fa dio per sua origine e destino futuri.
    E’ l’anima quella che, illuminata dalla sua divina origine, sa, vuole, può, con forza già semidivina; forza che Dio potentemente sorregge e aiuta quanto più l’anima si eleva nella giustizia e l’uomo si divinizza con una vita di giustizia. 90-91.Rm 12.2.48

    •Vedete com’è buono Dio? Alla materia concede di procreare, di essere quasi dei piccoli creatori, ma a tutti gli spiriti concede di ricreare se stessi, perché l’anima, data da Dio, può ricrearsi e super crearsi, raggiungendo la dignità eccelsa di figli di Dio, compartecipi della gloria eterna del Padre. 206 – Az. 7.7.46

    •Dio creò l’uomo composto di due sostanze, una detta corpo, inizialmente creata col fango e susseguentemente procreata con la carne e col sangue dell’uomo, e di una detta anima, la quale, creata di volta in volta da Dio, e per una sola volta e per una sola carne, scende ad unirsi alla carne che si forma in un seno. Senza l’anima l’uomo sarebbe una creatura animale guidata dall’istinto e dalle doti naturali. Senza il corpo l’uomo sarebbe una creatura spirituale con doti soprannaturali d’intelligenza, volontà e grazia come gli angeli. 28.1.47

    •L’anima che lascia la carne che l’animava si trova immediatamente di fronte alla Divinità che la giudica, senza necessità di salire e presentarsi alle soglie del beato Regno. E’ catechismo che Dio è in Cielo, in terra e in ogni luogo. E perciò l’incontro avviene dovunque. (…)
    (ricordare dettato 15.1.44) 28.1.47

    •L’anima, conservante l’esistenza sinché è unita al corpo – e in questa particolarità in tutti gli uomini uguale – ha in sé una parte eletta: l’anima dell’anima, dirò così, che col disamore a Dio e alla sua Legge e anche con la tiepidezza e i peccati veniali, perde la grazia di poter contemplare e conoscere, quanto lo può creatura e a seconda della perfezione raggiunta, Dio e gli eterni veri. 1.5.48

    Nel diluvio perirono i rami corrotti dell’umanità brancolante nelle tenebre conseguenti alla caduta, nelle quali e solo per i pochi giusti, come attraverso nebbie pesanti, giungeva ancora un solo raggio della perduta stella: il ricordo di Dio e della sua promessa.
    Perciò, distrutti i mostri, l’Umanità fu conservata e moltiplicata nuovamente dalla stirpe di Noè, giudicata giusta da Dio. Venne perciò resa alla natura prima del primo uomo: fatta sempre di materia e di spirito e rimasta tale anche dopo che la colpa aveva spogliato lo spirito della Grazia divina e della sua innocenza.
    Quando e come avrebbe dovuto l’uomo ricevere l’anima, se egli fosse il prodotto ultimo di un’evoluzione dai bruti? E’ da supporsi che i bruti abbiano ricevuto insieme alla vita animale l’anima spirituale? L’anima immortale? L’anima intelligente? L’anima libera? E’ bestemmia solo pensarlo. Come allora potevano trasmettere ciò che non avevano? E poteva Dio offendere se stesso infondendo l’anima spirituale, il suo divino soffio, in un animale, evoluto sin che si vuole pensarlo ma sempre venuto da una lunga procreazione di bruti? Anche questo pensiero è offensivo al Signore….
    Rm. 132 – 28.5.48

    Richiedo ancora spiegazioni ai poveri ignoranti e semplici, grazie.
    sempre LIRReverendo

  8. Scusa LIRReverendo, puoi riportare i riferimenti alle diciture della Valtorta?
    Io le ho trovate solamente dopo ricerche.

  9. Grazie LIRReverendo e Salvatore che donate il vostro tempo al servizio e difesa della Santa Chiesa Apostolica Romana, per il bene dei semplici e ignoranti come me che hanno bisogno di essere guidati nel discernimentoi delle verità di fede. Cordialmente luciano

  10. Nessuno risponde, perché nessuno qui è interessato a un onesto dialogo. Sei stato tu, infatti, il primo a non rispondere alla mia reiterata domanda su quali fossero le numerose incongruenze presenti nell’Opera, e di cui parli.
    Circa i passaggi riportati dall’irreverendo, cosa ci sarebbe da spiegare? Non sono già ben chiari di loro?

    Voi la ritenete “frutto esclusivamente umano”, e va bene così.
    Altri ci vedono il dito di Dio, e va ugualmente bene così, proprio perché la medesima Chiesa docente non ha trovato eresie, nell’Opera valtortiana.

    Andare avanti, a me pare solo uno spreco di tempo. Grazie per quel che avete fatto, se lo avete fatto con onesto desiderio di verità.

  11. Gustavo… tu continui a non volermi leggere o a non volermi intendere.

    Dove avrei mai scritot che lo ritengo “frutto esclusivamente umano”?

  12. Se dici che l’ispirazione è ESCLUSIVAMENTE dei Libri canonici, tutto il resto non può che essere frutto umano, essendo assente l’intervento (ispirazione, appunto) del Divinissimo.
    Non sei stato tu a mettere insieme Opera, protestanti e Corano?
    Ed è consequenziale: se lo Spirito Santo ha operato solo negli scrittori sacri, tutto il resto può essere accomunato sotto la dicitura “opere umane”.
    O no?

  13. No Gustavo… vedi che non mi leggi per nulla. Il fatto che l’opera non sia ispirata significa:

    a) non puo’ esser presa come vera in tutte le sue parti e/o in singoli passaggi e parole
    b) contiene sicuramente degli errori
    c) appunto perche’ non canonica non si puo’ ritenere ispirata e non puo’ esser messa paragonata al Vangelo o dei libri della Bibbia
    d) quanto sopra non significa che non puo’ contenere verita’ rivelate da Cristo.

    Questo e’ quello che tendo di dire da quando ho scritto l’articolo.
    Ma non volete capirlo.

    Addirittura se preso ad esempio la Summa Teologica e i scritti di Sant’Agostino.
    Ed ho ribadito che gli stessi punti valgono per queste opere.

  14. Va bene, tanto meglio se sono stato io a fraintendere.
    Però voglio puntualizzare che, circa l’aspetto storico, gli studi finora svolti (e sono stati tanti) non fanno che confermare la veridicità dell’Opera.
    Ed errori teologici non ve ne sono: se così fosse, la Chiesa per prima li avrebbe segnalati, e l’Opera sarebbe da rigettare.

    **
    Qualcuno, non ricordo se pure in questo blog, ha citato il discorso delle “tre Marie”, per dire che l’Opera NON è vera sotto alcuni punti (fra cui questo). Ma la verità è che “le tre Marie in una” non è un discorso che può essere squalificato con leggerezza.
    Riporto un intervento di P. Angelo (e questo è del 2013; perciò, come vedi, non è che dal 2008 in poi lui abbia cambiato parere, sulla bontà dell’Opera valtortiana; sottolinea anzi come “interessante” che anche Valtorta si inserisca in tale tradizione, nel discorso delle tre Marie): http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=2753


    4. Tuttavia la tradizione che identifica le tre donne con una sola HA DALLA SUA PARTE ARGOMENTI MOLTO FORTI.
    Il fatto che San Luca menzioni la Maddalena come prima tra le donne al seguito di Gesù fa pensare che si tratti proprio della peccatrice che con la sua conversione si diede tutta al Signore e si mise al suo seguito mettendovi tutte le sue sostanze.
    S. Giovanni al capitolo 11,2 del suo vangelo, dicendo che Maria sorella di Lazzaro era quella che unse d’unguento il Signore e gli asciugò i piedi coi suoi capelli, sembra descrivere la stessa unzione narrata da Lc 7,32-50.

    A questo si deve aggiungere che sia nella peccatrice come in Maria di Betania e come in Maria Maddalena SI MANIFESTA UN’IDENTITÀ DI CARATTERE E DI ABITUDINI, CIOÈ UN AMORE INTENSO PER GESÙ E UN DESIDERIO APPASSIONATO DI STARE CON LUI, come si evince da Mt 26,6: Mc 14,3; Lc 7,47 e 10,38-42; Gv 11,32-33 e 12,2-3), IL CHE DIMOSTRA CHE I TRE NOMI CORRISPONDONO A UNA PERSONA SOLA.
    Non c’è nulla di inverosimile che Maria di Magdala sia Maria di Betania, dislocatasi a Magdala per amministrare i beni che avevano in quella località, come asseriscono i Bollandisti (storici da tutti riconosciuti come accreditati); che nel frattempo si sia “persa” e che dopo la conversione si sia ricongiunta con Marta e Lazzaro, nella casa dove il Signore andava di frequente soprattutto nei primi giorni dell’ultima settimana della Sua vita.
    ED È BELLO PENSARE ANCHE CHE GESÙ, VENUTO A SALVARE I PECCATORI, ABBIA AMMESSO AL SUO SEGUITO UNA PECCATRICE PURIFICATA CON LE LAGRIME DEL PENTIMENTO E CHE QUESTA DONNA NON CONCEPISCA DI MEGLIO PER RIPARARE I PROPRI PECCATI CHE METTERSI TOTALMENTE AL SERVIZIO DEL SIGNORE E DELLA CHIESA.

    È interessante che la Valtorta s’inserisca in questa tradizione.

    Io penso che sarebbe costruttivo approfondire vari punti dell’Opera, fra di noi; però questo può essere fatto solo se si parte da una base comune.
    Se la pensiamo in maniera troppo diversa, va ugualmente bene; però ogni approfondimento è precluso.

  15. Ho corretto il mio commento. Cmq se vi sono degli errori teologici, la Chiesa non e’ dovuta a segnalare o riggettare un’opera. Questo avviene solamente se tale opera dovrebbe esser canonica!!! Cosa che non e’ piu’ possibile perche’ la definizione del Canone Cattolico si e’ conclusa con il Concilio di Trento (IV sessione, 8 aprile 1546)
    Infatti la Summa Teologica contiene degli errori e la studiamo cmq.

    Ho finito di leggere il tuo commento.

    Per avere un punto di riferimento sulle 3 Marie bisognerebbe chiedere da un esegeta (p. Angelo, che conosco personalmente) e’ un teologo morale. Con cio’ non voglio dire che non sappia il fatto suo ma che per
    una questione del genere, FORSE, un esegeta sarebbe migliore.

    Non dimentichiamoci che l’opera e’ comunque nella lista dell’indice.

    Ma, dopo tutto cio’, hai capito/sono riuscito a spiegare cos’e’ l’Ispirazione!?

  16. @ Salvatore
    il link è il seguente: http://www.mariavaltorta.it/
    Le tematiche si trovano negli estratti tematici.
    @Gustavo
    1) “Circa i passaggi riportati dall’irreverendo, cosa ci sarebbe da spiegare? Non sono già ben chiari di loro?”
    Se sono chiari per tutti, a me non sembra, come lo spieghi a coloro che confondono gli uomini con gli angeli, e così via? Per esempio?
    Se credi che tutti siano in grado di “far propria” la Parola ispirata in maniera immediata e semplice, come sottolinei le numerose lacune e storpiature in essere tra i Cristiani Cattolici? Se le persone si riferiscono alla Parola di Dio canonica e storpiano o fraintendono, a che cosa si espongono ad una “parola”, per adesso prettamente umana?
    Ecco il rischi di continuare al “fai da te” senza conduzione. Attenzione a consigliare, perché, la Parola di Dio dice che due ciechi vanno nel burrone.
    2) “Andare avanti, a me pare solo uno spreco di tempo. Grazie per quel che avete fatto, se lo avete fatto con onesto desiderio di verità.”
    La sensazione è che quando non si può o non si vuole ammettere l’incomunicabilità, classica di che non legge e ascolta, e risponde per partito preso (integralismo direi!!), non può che tagliare in siffatto modo.

    Io cerco di non sprecare mai tempo, soprattutto quando riguarda il Signore. E se una mia parola (umana) può ispirare alla prudenza ed al discernimento anche uno solo di voi, non solo non ho perso tempo, ma anzi l’ho guadagnato alla Vita Eterna. Grazie del tuo tempo dedicato, anche se poco mi ha ispirato.
    Sempre per voi LIRReverendo

  17. Vorrei solamente sottolineare, senza alcun risentimento, che e’ stato chiesto il confronto e l’apertura dei commenti.
    Quando li avevo chiusi mi era stato detto che mancavo di pazienza, disponibilita’ e voglia di confrontarsi…

  18. Beh, se i commenti sono chiusi, di certo non vi può essere dialogo.
    Ma neppure si può andare troppo in là, se si hanno idee divergenti. Non è un’accusa, ma una semplice constatazione.

    **
    Rispondo anche all’irreverendo, e dico che non si possono ritagliare brevi passaggi, e pensare di poterli intendere con pienezza; quelle migliaia di pagine vanno affrontate (come in tutti i casi del genere) secondo uno studio organico.
    Del resto, le devianze si riscontrano anche in chi si limita a leggere i Libri canonici: tutto dipende dall’atteggiamento del singolo, dalla sua umiltà e dalla sua buona volontà.

    Circa il non leggere e non ascoltare, non posso che rimandare al mittente tali accuse; in questi mesi, ho scritto qui sopra decine e decine di paragrafi… ma è come se nulla avessi scritto, per certi versi.
    Sarò stato poco chiaro io? Può essere, ma rimane il fatto che non è stato possibile condurre un sereno ed edificante dialogo.

    Non è il mio, il “partito preso” di cui parli, ma il tuo. Tu, infatti, fondamentalmente ti sei sempre riferito a quella persona che, a tuo dire, “deviava” a causa dell’Opera valtortiana. Ti risposi fin dall’inizio, dicendoti che non puoi fare dell’eccezione una regola.
    Dici che occorre una guida, e chi lo nega? Ma questo vale per ogni ambito spirituale, e non solo per l’Opera.

    Di recente hai riportato il link a un articolo pieno di inesattezze, e critico per partito preso (come ho detto, se alla Lancillotti piace la Emmerich, non può piacere Valtorta, visto che Valtorta ha “corretto” la Emmerich in molti punti), nel quale non solo si storpia gratuitamente – e molto offensivamente – il nome di un’anima vittima, che SEMPRE è stata fedele alla Chiesa, ma si consigliano pure i libri di Dan Brown.
    Bassezze su bassezze… e tu riporti articoli simili, e parli a me di “non leggere e non ascoltare”?

    Se l’invito al discernimento di cui parli è questo, allora grazie: ne faccio volentieri a meno.

    E ricorda – ci tengo a sottolinearlo – che mesi addietro io ti stimavo molto; però non ho potuto non rilevare certi tuoi atteggiamenti coi quali non posso assolutamente essere d’accordo. Da lì in avanti, il tuo accanimento nei miei confronti è aumentato sempre più; ovviamente me ne dispiace, ma mentirei se dicessi che mi piace, certo tuo modo di fare.

  19. Solo un appunto.
    Nel caso dei libri canonici la corretta interpretazione e’ sempre quella in seno alla Chiesa.

  20. Ma pure nel caso di altri libri, “umani” o meno. Proprio l’avere a base il Magistero, è garanzia contro eventuali deviazioni. La Tradizione esiste per questo… altrimenti basterebbe la Scrittura… e avrebbero tutti ragione, dal loro punto di vista, protestanti compresi.

  21. No, non nel caso degli altri libri umani.
    Mi spiego meglio, non voglio che ci rifraintendiamo.
    Prendiamo in esempio la teologia domenicana e quella gesuita che sono diammetralmente opposte (la Chiesa non ha mai dato ragione ne all’una ne all’altra, vengono entrambe accettate)

    La Summa Teologica non necessita interpretazioni. Si legge cosi’ com’e’. Anche per gli altri testi possiamo ammettere la stessa cosa.

  22. @Gustavo
    Le persone non sono sempre in grado di leggere tutta l’Opera e farsene una ragione prendendo ciò che è buono in essa e lasciando ciò che è dubbio (per limiti personali o per l’opera stessa). Questo è il punto cruciale e non vuoi fartene una ragione. Io non combatto nessuno, ma combatto per la Verità che è un incontro, in quanto persona.
    Io non faccio mai battaglie ad personam. ma tengo la prua rivolta verso il discernimento.
    Quel link, messo appositamente, fa risaltare ancora di più la non chiarezza dell’argomento delicato. Credi che io sia così sprovveduto da paragonare la Valtorta con Dan Brown? Ma questo è ciò che “gira” in rete e nella mente delle persone “fai da te”. Contro e pro.
    Se l’hai presa contro personam, non hai inteso, o se non riesci, poco male, anche se fa nascere sofferenza. Forse è quello che esce che si può offrire per essere guariti dal Signore.

    “Due sono le necessità dell’uomo: L’amore e il dolore. L’amore che v’impedisce di commettere il male, il dolore che ripara il male. Questa è la scienza da apprendere: saper amare e saper soffrire. (…)
    Io sono venuto a santificare il dolore, soffrendo il Dolore per voi e fondendo i vostri dolori relativi al Mio infinito. Dando così merito al dolore. 23.9.43

    Resta il fatto è che io ti voglio bene e ti aspetto su questo blog.

    Sempre per te LIRReverendo

  23. Bene, ecco un tuo commento che non può non trovarmi d’accordo. E grazie anche per l’ottima citazione. Del resto, se siamo in buona fede, cerchiamo anche – tutti noi – di offrire il dolore (che può essere complesso e sfaccettato, come insegna sempre il Maestro valtortiano) per la santificazione nostra e altrui.
    Concordo sul fatto che la confusione è tanta, ma a maggior ragione dovremmo adoperarci per mostrare il bene che si può trarre dall’enorme lavoro svolto da quest’anima vittima, piuttosto che soffermarci su coloro che – in buona o cattiva fede, non lo so – si accaniscono per “dimostrare” che l’Opera andrebbe rigettata.

    **
    Salvatore, comprendo quel che vuoi dire. Del resto, l’approccio pastorale e teologico può essere estremamente variabile; purché non vengano contraddetti i principi cardine della Dottrina.

  24. Credimi e’ quello che dico e ripeto da quanto ho scritto quest’articolo. Per questo ho messo per prima, nell’articolo, quel commeto in positivo e in grassetto.

  25. Io non ho letto i libri di Maria valtorta. qualcuno mi regalò i quaderni del ’43 e ’44 anni fa . Li avevo incominciati ma poi li ho lasciati perdere. Forse non era il momento. Quello che voglio dire è questo : tutti questi post a commento ci fanno notare la massima libertà che Dio da alle sue creature. (una cosa bellissima) . Ci sono persone che hanno letto l’opera, la difendono e ve ne sono altre che rimandano sempre alla corretta interpretazione di quest’opera che è al di fuori dei Vangeli . A mio avviso tutto serve a migliorare la fede sempre rimanendo ancorati a quello che ci ha detto Gesù . Tutti abbiamo bisogno di stimoli nuovi , però ben vengano i commenti delle persone che ci ricordano sempre di stare ancorati alla parola di Gesù per non sbandare. Ci sono già troppi sbandamenti tra molti cristiani quindi un caro saluto a tutti e sempre avanti nel cammino spirituale verso la Pasqua. Quella del calendario ed anche quella personale quando ci toccherà.

I commenti sono chiusi.