“Amerai il prossimo tuo come te stesso”. Non questo, il prossimo!

Una delle tante cose che mi fa “ridere” del comportamento di tanti cristiani è l’ideologia del “volontariatismo”. Il comandamento è: bisogna fare volontariato.
Noto questo “volontariatismo” sopratutto nelle femminucce, le quali si fanno facilmente prendere da quello che, loro credono, era lo spirito della Beata Teresa di Calcutta; mi fa ridere non perché lo reputo sbagliato ma perché lanciati verso questo  “volontariatismo”, dimentichiamo chi ci sta accanto.

Mi spiego meglio.
Sto vivendo in terra straniera e, come la maggior parte dei migrati, non ho parenti in giro per la città. Poco tempo fa sono stato molto male; tre giorni di febbre da cavallo. Durante la degenza, avevo un incontro di preghiera in parrocchia. Mi chiama un ragazzo per sapere se quella sera avrei partecipato, ed ovviamente la risposta è stata negativa, spiegando le motivazioni. Alla fine del loro incontro di preghiera (all’incirca 10 persone) ricevo i messaggi e la telefonata solamente di due maschietti (altro che femminucce). Degli altri nulla, neanche una mail!
Questo mi ha fatto meditare su alcune parole di Cristo riguardo l’Amore.

Innanzitutto sono partito dal versetto che tutti usano nel caso di  “volontariatismo”: Mt22, 39 Amerai il prossimo tuo come te stesso.

Come sempre è necessario capire il contesto di questo versetto, partendo da quello precedente: «37 Gli rispose: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. 38 Questo è il più grande e il primo dei comandamenti.  39 E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso40 Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti». (Mt 22,37-40).

Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente

Sembrerà banale, forse scontato, ma  in molti non fanno caso a: il più grande dei comandamenti è il primo!!! Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente.
Amare Dio significa innanzitutto tendere a quella perfezione che Cristo comanda (Mt 5,48) ed è un comando che ci da affinché possiamo veramente e totalmente attuare il secondo.
Scriveva Sant’Agostino: «Un’ala è: Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Ma non rimanere attaccato a una sola ala, poiché se credi di averne una, non hai neppure quella. Amerai il prossimo tuo come te stesso. Poiché  se non ami tuo fratello che vedi, come potrai amare Dio che non vedi? (1 Gv 4,20). Aggiungi anche un’altra ala; in tal modo potrai volare, così estirperai la cupidigia delle cose terrene e potrai porre stabilmente la carità nei beni celesti. In quanto ti appoggerai a queste due ali, frattanto avrai il tuo cuore in alto, affinché il cuore, tenuto in alto, a suo tempo trascini in alto anche il tuo corpo. Non devi nemmeno credere che avere tutte le penne ti sia difficile: di questo amore veramente si possono cercare nelle Scritture molteplici precetti che potranno essere meditati da chi legge e da chi ascolta, ma tutta la Legge e i Profeti si compendiano in questi due precetti» (Discorso 68).

Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri (Gv 13, 34-35)

Nell’insegnamento di Cristo tutto è divinamente intrecciato ed equilibrato. Così che amare totalmente il Padre, come Lui ci ha dimostrato, è fondamentale per potere amare il prossimo; coloro che sono più prossimi a noi (parenti e amici) e riuscire così ad amare anche i nostri nemici.

ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. (Mt 5, 44-45)

Come possiamo mai immaginare di riuscire ad amare i nemici, se già in un gruppo di ragazzi o in una parrocchia dove si prega tutti insieme ci dimentichiamo facilmente della persona che mi sta accanto, o se non amo i miei parenti (al di là del torto subito e della giustizia che deve essere soddisfatta)?
Come chi è lontano dall’Amore di Cristo, guardandoci, potrà mai invidiare il nostro rapporto con Dio e il nostro rapporto gli uni gli altri, se non abbiamo presente cosa significa Amare Dio e il prossimo?

Un giornalista americano, vedendo Madre Teresa lavare un uomo coperto di piaghe esclamò: “Io non lo farei per un milione di dollari!” E lei, ridacchiando: “Nemmeno io!”

Reputo totalmente inutile questo “volontariatismo” che altro non è che la smania di far qualcosa che ci appaghi umanamente. Madre Teresa, questo lo sapeva bene, infatti lei è riuscita a fare quello che ha fatto perché innanzitutto metteva il suo rapporto con Gesù Eucarestia! Madre Teresa, come la Chiesa, non è una onlus. Non dico che le onlus non vanno bene, ma le onlus non devono testimoniare: l’Amore che ci dona il Padre tramite Cristo, la Madonna e la Chiesa, l’Amore che noi ricambiamo al Padre, e l’Amore del Padre che noi ricambiamo ad amici e nemici!

Insomma questo “volontarismo” tutto è tranne che l’Amore che realmente Cristo ci insegna. Si, magari una sera sfameremo qualche bocca ma spiritualmente non abbiamo fatto alcun progresso e, quindi, non riusciremo mai a cambiare e migliorare questo modo come Madre Teresa.

Ah la prossima volta che sto male… una telefonata fammela.

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18 thoughts on ““Amerai il prossimo tuo come te stesso”. Non questo, il prossimo!

  1. Salvatore hai proprio colto nel segno,credo che questo sia il problema di molti cristiani che, per rifarci al Vangelo del giorno,sono,o meglio siamo diventati insipidi,però guardando le altrui miserie scopriamo anche le nostre attraverso un esame di coscienza,allora comprendiamo gli altri e correggiamo noi stessi. Io credo che poco si batte il chiodo sul principale comandamento dell’amore. S. Agostino lo spiega bene :tutto parte dall’amore ,ma direi anche dall’. INNAMORAMENTO e per innamorarci non abbiamo un interruttore ma solo il desiderio,la ricerca,la lettura dei Vangeli,e ancora ricerca nelle pieghe della nostra vita ,della nostra quotidianità ,allora succede il miracolo perché Gesù ha detto: chi cerca trova,a chi bussa verrà aperto,a chi chiede verrà dato perché è’ Lui che si fa trovare,e’ Lui che ci apre le porte,e’ Lui che ci risponde. Così succede che Lui entra in noi è noi in Lui,ed è’ in questa unione che noi amiamo il prossimo. Voglio anche ricordare una frase di madre Teresa: Signore fa che io ami più che essere amata.

  2. Ho 64 anni, ho cresciuto 4 figli e nella mia vita non ho fatto volontariato però una cosa te la posso dire: pur riconoscendo che scrivi benissimo e tante cose interessantissime credo che il GIUDICARE non si addica al cristiano piuttosto un po’ di umiltà non guasterebbe. Il Cristiano deve combattere la sua battaglia portando amore anche con forza, ma sempre Amore. E chi ti dice che le “femminucce” come le chiami meschinamente te, nel loro volontariato seguano un progetto di DIO, chi sei tu per giudicare? Un po’ di dolcezza non guasterebbe:

  3. Sandra qui funziona così. Loro hanno capito tutto, gli altri non hanno capito niente ! Salvatore scrive ““volontariatismo” sopratutto nelle femminucce, le quali si fanno facilmente prendere da quello che, loro credono, era era lo spirito della Beata Teresa di Calcutta” perchè, capisci, solo Salvatore, lui e lui solo, ha capito qual era lo spirito di Madre Teresa. E che dire del “soprattutto le femminucce” (ci mancava il commento macista) ? Una sana dose di cristiana umiltà non farebbe male, ma è assolutamente inutile, la loro supponenza ed arroganza è arrivata a dei livelli davvero scandalosi.

  4. Senza stracciarsi tanto le vesti, cerchiamo di non usare la parola giudicare esageratamente, altrimenti quì non si puo più dire niente. Esiste anche la critica costruttiva , e se , qualcuno se ne risente, potremmo dubitare che ha la coda di paglia. . A Maurizio dico solo una cosa, anche perchè io sono di quelli che hanno capito tutto. Leggersi bene però la storia di Madre Teresa di Calcutta. Alzata alle 4 (Una volta era alle 5 ma dopo ci aggiunse un’ora di adorazione ) quindi dalle 4 alle 5 tutte le suore in Adorazione . Alle 5 Santa Messa. Poi colazione e solo dopo in giro dai poveri di Calcutta. Qualè la base di tutto ????? Non serve molto per arrivarci. Un caro saluto a tutti

  5. Maurizio, sempre libero di non leggere e volgere il tuo sguardo a lidi che tu ritieni più umili

  6. Sandra, il tuo “non giudicare” non è lontanamente quello Evangelico. Ovvero si giudica la mancanza non la persona.
    Il termine “femmminucce” è voluto come il termine “volontariatismo”. Dici che sbaglio? Bene… di fatto: 1 – stai giudicando (quindi vai contro quanto appena da te scritto); 2 – non hai mai letto una biografia di Madre Teresa.

    Ti rinnovo l’invito fatto a Maurizio. Puoi sempre andare a leggere da qualche altro lido qualcuno più umile di me e che non giudica. Nessuno ti obbliga a leggere le cavolate che scrivo io.

  7. Bruno, è una battaglia persa. Chi non vuol capire troverà anche una virgola messa fuoriposto senza assaggiare il nocciolo della questione.
    Tra parentesi sono convinto che, parlandone con le persone dell’aneddoto, non solo mi capiranno ma anche si correggeranno. Purtroppo è sempre un problema di cammini spirituali.
    C’è chi l’ha e chi invece punta sempre il dito sul: giudicare; hanno loro la verità in tasca… etc etc etc

    Sempre i soliti, inutili discorsi

  8. Ale, pienamente d’accordo. Quello che scrivo vuole essere innazitutto un richiamo a me, Affinché io stesso nel futuro, dovesse capitare qualcosa di simile, mi possa comportare in maniera differente; ad esempio, non mettendo lo studio o la lettura, di fronte a qualche mio prossimo nel bisogno. Anche se questo non dovesse farmi molta simpatia.

  9. Per nulla facile, per nessuno… ma porta tanta felicità e ti circonda di persone che realmente ti vogliono bene, poche/molte non si sa, ma che ti Amano realmente.

  10. Bellissimo questo post! E’ vero tutto purtroppo vero ahime’. Se pensassimo che dovremo un giorno lasciare le nostre cose e prepararci alla gioia vera, forse ci ameremmo di piu’ in Dio. Scusi ma lei e’ un sacerdote? Se si e’ proprio una bella anima…

  11. interessante spunto di riflessione, sul concetto di amare Dio ed amare il prossimo tuo come te stesso.
    nonostante la durezza sono d’accordo con il concetto di “volontarismo” attuato da certe persone non per aiutare gli altri ma, in fondo, per sentirsi migliori e sentirsi “a posto con la coscienza”.
    Spesso mi sono sentita criticata perché “non aiuto gli altri e non faccio volontariato”: mi occupo “solo” della mia famiglia dei miei figli e dei miei genitori anziani e cerco di fare il mio lavoro il meglio possibile e con onestà.
    ebbene per qualcuno questo non basta perché per essere “brava” dovrei abbandonare tutto ed occuparmi degli altri…….

  12. Vai benissimo cosi’. La tua priorità e il tuo amore cristiano deve (come già fai) riversarsi su tuo marito, i tuoi figli e i tuoi genitori anziani.
    Questo “solo” che fai è la cosa più gradita a Dio. L’importante è guardare quello che fai come manifestazione dell’Amore di Dio per te che tu riversi negli altri.

  13. Mi dispiace per te, ma io i libri di Madre Teresa li ho letti per non dire altro, e seguito nell’affermare il mio pensiero: tu stai offendendo il tuo prossimo e a me dispiace per tutte le persone che ci mettono l’anima nell’aiutare gli altri anche nell’anonimato e poi quel “femminucce” è veramente deplorevole!
    e questo clima di critica e di J’accuse veramente triste ! Come vuoi se ti senti continua così!

  14. Credo che tu non abbia proprio colto il punto principale del post. Il problema non e’ fare volontariato il problema e’: perche’ faccio volontariato? cos’e’ primario per me?

    Visto che conosci cosi’ bene Madre Teresa, saprai anche della famosa scenetta nella quale, ad una persona che le disse: “Io non farei quello che lei fa neanche per un milione di dollari“, lei rispose “neanche io lo farei“.

    Allora cosa muoveva Madre Teresa? Era “volontariatismo” o era qualcos’altro che la spingeva? Se si, cosa? Perche’?

    Cosa faceva lanciare San Francesco fra le bracciadei lebbrosi?
    Il volontariato che fa l’ONU, UNICEF, Telefono Azzurro e compagnia briscola, e’ paroganibile a quello di Madre Teresa? Loro fanno un volontariato migliore? Aiutano veramente l’essere umano?
    Madre Teresa o San Francesco, perdevano tempo quando stavano delle ore e a volte dei giorni d’avanti all’Eucarestia o pregare invece di aiutare i poveri?

    Ma, sopratutto, queste domande ce le poniamo!?

  15. Accenno ad uno spunto di riflessione mio: la figura di San Giuseppe. Per sintetizzare in uno slogan: l’obbedienza nell’ordinarietà; il resto ne han scritto Santi e Papi ben più e meglio di me.

  16. Il primo volontariato che si fa è in famiglia con la moglie ed i figli e viceversa . Tenere in piedi la famiglia così attaccata e vituperata in questi tempi , mi sembra una alta fonte di volontariato. Quindi anche i nonni lo fanno con i nipoti , e così ogni volta che riusciamo ad aiutare una persona anche solo con una parola buona è bene ( se poi si aggiunge anche l’occasione materiale per chi ne è in grado tanto meglio). Poi esiste un volontariato sottile , in aiuto a tutto il mondo con onlus di vario tipo ( così mi faccio un pò di viaggi). Qui non vado oltre perchè ci sarebbero troppe cose da dire. Madre Teresa non ha mai fatto volontariato perchè lei ha aiutato i poveracci , gli ultimi con Cristo dentro di Lei. Quando lei abbracciava un lebbroso era Cristo che lo abbracciava, perchè Lei lo aveva dentro. Ringrazio Giulio per il pensiero su San Giuseppe… Obbedienza nell’ordinarietà, concordo pienamente . Sam Giuseppe il grande dimenticato il silenzioso padre putativo di Gesù, Però guardiamo che risultati , come ha tirato su il figlio di Dio anche con la severità umana . Molto bello grazie. Un caro saluto a tutti.

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