Il diavolo è di casa in Sicilia? Un esorcista risponde

Il diavolo è di casa in Sicilia? La parola a fra’ Benigno Palilla uno dei più noti esorcisti dell’Isola

padrebenigno_400La Sicilia è una terra d’esorcisti? Così sembra. La nostra Isola, si sa, è densa di mistero e il mistero rimanda inevitabilmente al sacro, ad una tensione nascosta sospesa tra la terra e il cielo. Questa forza segreta che si libera, nel bene e nel male, in ogni angolo dell’Isola potrebbe, magari, veicolare più facilmente certe tensioni occulte. È un caso, forse, che il più alto numero di sacerdoti esorcisti ufficialmente nominati dai vescovi si trovi proprio in Sicilia? Forse.

Nonostante il tema dell’esorcismo sia estremamente delicato e richieda non poca cautela nell’essere trattato, abbiamo cercato di capire qualcosa di più, intervistando fra’ Benigno Palilla. Il sacerdote francescano, incaricato dalla Conferenza Episcopale Siciliana per la formazione degli esorcisti in Sicilia, vive e svolge la sua attività nel convento ricavato nell’ex carcere di Corleone. Pratica esorcismi dal 2000, più di otto anni di esperienze estreme vissute tra autentiche possessioni e patologie psichiche.

Fra’ Benigno, su circa 100 preti esorcisti incaricati dalla Chiesa in tutta Italia, 20 si trovano in Sicilia. Come mai? Scherzandoci su, si potrebbe dire che la nostra è forse una terra “ad alta densità demoniaca”?

No, assolutamente. Non c’è alcun motivo recondito. Il numero dei sacerdoti esorcisti ufficialmente nominati dai vescovi, dipende dal numero delle diocesi. Dovrebbe esserci almeno un esorcista per diocesi, dal momento che in Sicilia le diocesi sono una ventina, i conti tornano. Non ci sono cause misteriose.

Lei vive a Corleone, città un tempo sinonimo di mafia. Come vive la sua speciale dimensione di guaritore in un tessuto sociale complesso come quello di Corleone?

È ovvio che non esiste un collegamento diretto tra il fenomeno mafioso e le forze demoniache. Ad esempio, Totò Riina, se avesse agito sotto l’effetto della possessione demoniaca, sarebbe di fatto innocente. Le azioni di mafia dipendono dall’inclinazione umana. Sono gli uomini a fare scelte sbagliate. Il diavolo potrebbe essere presente come “tentazione”, ovvero come amplificatore di scelte errate. Responsabile di queste scelte è l’uomo, il diavolo amplifica attraverso la tentazione, con cui cerca di allontanare l’uomo da Dio.

Addentrandoci fin dove possiamo sull’argomento, in che modo il demonio si avvicina all’uomo raggiungendo la possessione?

Ci sono tre diversi gradi progressivi. Le cosiddette “azioni straordinarie”: l’infestazione, la vessazione e la possessione. Con l’infestazione, meno grave delle azioni successive, il diavolo non agisce sull’uomo direttamente, ma sugli oggetti: ad esempio, armadi che vanno da una parte all’altra di una stanza, porte che si aprono, suppellettili che cadono da sole. Con la vessazione, il diavolo comincia a colpire il soggetto sia nel corpo che nella mente: nel primo caso si manifestano segni sul corpo, scritte sanguinanti o forti dolori; nel secondo caso il maligno si presenta sotto la forma di pensieri ossessivi o strane fissazioni. Infine, la possessione. È il grado di azione straordinaria più grave: il diavolo prende totale possesso della persona e causa la sospensione delle sue facoltà. Non c’è più l’uomo, ma è il demonio che si manifesta attraverso il corpo. Dopo questo invasamento, l’uomo non ricorda nulla perché ha vissuto uno stato di trance.

A volte il confine tra malattia ed una possibile possessione demoniaca è molto sottile. Come fa un esorcista a distinguere tra la patologia e la concreta azione del diavolo? Il sacerdote, in quesi casi è affiancato da una figura medica?

Certo, alcuni medici collaborano con noi, perché bisogna fare molta attenzione. La maggior parte della gente che viene da me a chiedere un esorcismo non ha in realtà contatti col demonio. Sono, per fortuna, rarissimi i casi veri di possessione. Le persone vedono i diavoli un po’ ovunque, credono di essere possedute ma non lo sono. Nella mia esperienza a Palermo, su 750 persone che sono venute da me in dieci mesi, solo una dozzina erano veramente disturbate dal maligno. Possono esserci casi patologici di disturbo della personalità, allucinazioni o forme di autosuggestione. Noi esorcisti riconosciamo subito i casi di vera possesione. Quello che ci orienta è l’avversione al sacro del soggetto posseduto, la manifestazione di un’intelligenza acutissima oppure quando viene mostrata una tenace volontà di odio fine a se stesso. Lì siamo davvero di fronte al demonio.

Fonte:
http://archivio.siciliainformazioni.com/societa/il-diavolo-e-di-casa-in-siciliala-parola-a-fra-benigno-palillauno-dei-piu-noti-esorcisti-dellisola/

Archivio storico:Maggio 2002 – Aprile 2012

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2 thoughts on “Il diavolo è di casa in Sicilia? Un esorcista risponde

  1. Vorrei sapere, a parte Padre Verde che ho avuto di conoscere e non mi trovo a mio agio, se ci sono altri esorcisti a Catania.Grazie

  2. Premesso che un esorcista è uguale ad un altro in questo campo, mi spiego non esiste un esorcista più “potente” di un altro, è solo il nome che porta a maggiore o minore affluenza e di conseguenza maggiore o minore notorietà.

    Premesso anche che il più delle volte è molto più utile un Sacerdote Esorcista come anche un Direttore Spirituale con cui non ci si sente a proprio agio, che con uno con cui ci si sente a proprio agio, nel nostro cammino spirituale e/o di liberazione, indico qui di seguito un altro sacerdote della Diocesi di Catania:

    Padre Carmelo La Rosa, della Chiesa di Santa Maria della Vena – Piedimonte Etneo (CT)

    Non so se svolge ancora il suo ministero o meno

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