Gay, il decalogo che rovescia la realtà

di Lucia Bellaspiga

LapresseFo_40143865_300Titolo: “Linee guida per un’informazione rispettosa delle persone LGBT”. Ovvero, le regole che i media dovranno seguire – secondo gli estensori del documento – nel parlare di lesbiche, gay, bisessuali e transessuali/transgender (questo significa la sigla). Le ha appena pubblicate il Dipartimento per le Pari opportunità (presidenza del Consiglio di ministri), insieme all’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, per educare, anzi “rieducare”, i giornalisti.
Un decalogo che distingue senza alcun margine di discussione i giornalisti buoni dai cattivi, quelli etici da quelli che scrivono cose scorrette.E non da un punto di vista linguistico, ma proprio contenutistico: ci viene indicato come ci è lecito pensarla, pena la violazione delle norme deontologiche (con relative sanzioni dall’Ordine dei giornalisti?). La bella notizia è che l’Ordine sul suo sito non ha fatto proprie tali “linee guida”, stilate da 29 associazioni tutte di settore. La cattiva è che ha dato il patrocinio al discutibilissimo documento che ipertutela lesbiche e gay rispetto agli eterosessuali e a qualsiasi altra categoria di esseri umani.Ma come nasce l’idea di trattare gli omosessuali con regole diverse da quelle che riguardano il resto dell’umanità? La risposta nell’introduzione del documento: l’Italia «non conosce ancora il concetto di crimine d’odio verso la comunità LGBT« ma «si sta adeguando» e «un progetto di legge contro l’omofobia è attualmente in discussione al Parlamento». Sia chiaro fin da ora che il rispetto è dovuto a tutte le persone, nessuna esclusa, e che sposiamo in toto il documento laddove chiede che gay e lesbiche non vengano insultati o discriminati in quanto tali, ma nemmeno è accettabile il contrario. Soprattutto non è accettabile il ritorno a dettami che impongano un punto di vista, tanto più se univoco, contrario alla fede, o al libero pensiero, o persino alla Costituzione. Questi i principali punti del decalogo:TEORIA DEL GENDER
Sesso e genere non vanno confusi. Il primo riguarda gli apparati genitali, il secondo è l’insieme di “elementi psicologici, sociali e culturali” che determinano l’essere uomo o donna. Due sfere indipendenti, avverte lo scritto, perché è solo l’identità di genere che permette a un individuo di dire “io sono un uomo, io sono una donna”. Tutto è liquido, tutto è relativo. E c’è ancora chi difende l’uso di concetti come “padre” e “madre”…LESBICHE O DONNE GAY?
Il bravo giornalista non userà parole come gay o omosessuale per le lesbiche, perché «in Italia da decenni il movimento lesbico si è legato con le istanze del femminismo», promuovendo appunto l’uso della parola. Farla entrare nell’uso comune è un passo importante, mentre l’aggettivo “saffico” richiama «atmosfere lascive e seducenti, adatte a stuzzicare anche il lettore maschio». Inutili i commenti.

IL TRANS O LA TRANS?
«Nella maggioranza delle persone il sesso biologico e l’identità di genere coincidono», ammette per una volta il testo. Ma le persone transessuali sentono di appartenere al sesso opposto e decidono per «la riassegnazione chirurgica del sesso». Come parlarne?, al maschile o la femminile? Dovremo appurare che cosa loro si sentono e, di volta in volta, «utilizzare pronomi, aggettivi, articoli coerenti con la sua espressione di genere». Giustamente si ricorda che non tutti le transessuali sono prostitute, e comunque è bandita la parola prostituta, sostituita da «lavoratrice del sesso trans».

FAMIGLIE E MATRIMONI
Se in Italia ancora non si è capito che la famiglia “tradizionale” non esiste e si insiste a pensare che quello tra due uomini e due donne non sia un matrimonio, la colpa è di tre concetti: «Tradizione, natura, procreazione». Pazienza se è la Costituzione a parlare di «famiglia come società naturale fondata sul matrimonio»: le “famiglie gay” dovranno essere semplicemente chiamate “famiglia”, esattamente come «quelle in cui i genitori appartengono a due generi diversi», così come parleremo semplicemente di “matrimonio”, non più di matrimonio gay, come a dire che i due concetti coincidono.

UTERO IN AFFITTO
Guai a dire le cose come stanno: è vero che se due gay desiderano procreare devono affidarsi all’utero di una donna che ospiti lo sperma di uno dei due e l’ovulo di un’altra donna ancora. È vero anche che sia l’utero che l’ovulo provengono da un mercato turpe e ricattatorio. Ma «utero in affitto contiene in sé un giudizio negativo» e «non lascia spazio alla formazione autonoma di un’opinione».

UNA CAMPANA SOLA
In caso di dibattito, no al contraddittorio: si inviteranno e intervisteranno solo persone LGBT. Sgraditi anche esperti e psicologi perché tendono a «depoliticizzare» le questioni. Vietato naturalmente sostenere che i figli hanno bisogno di due genitori, una madre e un padre.

17 dicembre 2013
http://www.avvenire.it/Cronaca/Pagine/il-decalogo-che-rovescia-la-realta.aspx
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7 thoughts on “Gay, il decalogo che rovescia la realtà

  1. Ciao Annalisa,
    Oltre ai vari impegni che portiamo avanti con mia moglie, siamo sostenitori del comitato pistoiese della Manif pour tous, niente di nuovo per noi, sappiamo bene tutti che i poteri forti si celano dietro a questa proposta di legge “ddl Scalfarotto”.
    Inoltre la cosa terribile e che pochi sanno, specialmente chi come la signora vicina di casa non usa internet e c’è n’è sono molte, e’ quello che verrà dopo l’ approvazione del ddl: il sig. Scalfarotto ha detto chiaramente che fara’ da apripista a unioni e matrimoni omosex, adozioni da parte di coppie gay anche con utero in affitto, educazione alla masturbazione già dai 4 anni (già attiva in svizzera), sperimentazione sul’ interruzione di pubertà dei bambini con non chiaro genere sessuale (presso l’ ospedale di Careggi a Firenze, non è ancora partita ma ci sono forti spinte proprio da parte dei Medici e dello stesso ospedale).
    Personalmente penso che come cristiani a volte dobbiamo anche agire quindi per questo noi di Pistoia siamo già scesi in piazza lo scorso dicembre e sto’ facendo un autobus non per Medjugorje ma questa volta per Roma: dobbiamo andare in tanti, persone di tutti i tipi, famiglie comprese, questo sabato 11 alle 15 per manifestare contro questa legge che negherà la libertà di espressione, sì perché se dirai anche per sbaglio” ..per me la famiglia e’ composta da padre madre e figlio…” sarai penalmente perseguibile da sanzione economica fino alla reclusione per il reato di Istigazione all omofobia!
    Vi posso assicurare che non sono novelle ma queste cose stanno già accadendo in gran parte d’ Europa, i nostri figli e nipoti si potrebbero presto trovare a dover fare oblligatoriamente educazione alla masturbazione a 4/5 anni ( come sta accadendo nel Canton Ticino), però magari possono esonerarsi dall’ ora di religione.
    Chiunque fosse interessato ad unirsi a noi sabato per essere a Roma alle 15:30 può scrivermi o chiamarmi al 3337492988 il bus passerà da Pisa, Lucca, Pistoia, Prato, Firenze
    Un saluto a tutti,
    Marco

  2. Bravo Marco, quello che tu hai descritto è l’orrore allo stato puro, e molte famiglie non hanno ancora capito a cosa puntano le lobby gay, con la complicità della politica e soprattutto del Partito Democratico e di chi sostiene questo governo in Parlamento.

  3. Grazie per l’articolo Annalisa, grazie anche a te , Marco, per il tuo commento .Cioè, ormai siamo alla follia pura: genitore 1 e genitore 2 ( non padre e madre)e altro.Bhe, mi sembra evidente che si voglia distruggere la famiglia in tutti i modi.

  4. da quanto ho capito, se io affermo che sono la madre di mia figlia , commetto il reato di omofobia.
    adesso dovrei “vergognarmi” di essere madre, perchè se lo affermo commetto reato?
    io non voglio essere “genitore 2” o 1!!!

  5. continuo…. mia figlia mi chiama MAMMA e suo padre (ohibo’ mio marito) PAPA’, come tutti i figli del mondo del resto, e non genitore 1 o 2

  6. Caro Marco
    andare a Roma va bene, ma l’esperienza della Francia insegna. Le leggi le portano avanti, anche se tutti vanno in piazza.
    Per far cambiare la rotta bisogna unirsi nelle scelte. Vedi tutti dicono la propria (ed è giusto!), ma ognuno rimane alla finestra come se fosse uno “spettacolo” che non li riguarda.
    Bisogna prepararsi per le prossime elezioni (2015), ma siamo divisi e da sempre. Tutto va a scatafascio, noi discutiamo gli uni contro gli altri e poco cambia.
    Parlo con persone Cristiani Cattolici che sono impegnati in politica e mi rispondono che vogliono andare avanti con il “vecchio stile” e trovare il politico bisunto della vecchia repubblica, come rappresentativo. Oggi il web è favorevole (vedi effetto Grillo) ma nessuno ascolta, tutti parlano e nessuno ascolta. I blog Cristiani Cattolici fanno quadrato intorno e non permettono di unirsi, sembra la guerra dei poveri. Io sono convinto che unendosi si darebbe una spinta al cambiamento, dove ognuno apporterebbe il proprio carisma, rimanendo tale nello specifico.
    Siamo tanti e insieme si possono lanciare scelte comuni, lanciate in rete, e chi porta avanti le nefandezze dovrà rivedersi, per effetto dell’audience.
    Piccolo esempio: se domani sera dalle ore 19.30 alle 21.00 nessuno accende la televisione (es,. 1.000.000 di famiglie), lo sanno e si spaventano. Per raggiungere un 1.000.000 di famiglie cattoliche si può fare solo con il web. Ma i politicanti preferiscono raccogliere alcune decine di vecchiette e mettersi al riparo nei propri localismi (ho saputo che bastano poche centinaia di voti per farsi eleggere in senato….la usano come tecnica elettorale). Siamo in scadenza.
    Mi potete chiedere? E tu cosa fai?
    Io cerco di lanciare il http://ccimitalia.wordpress.com/
    ma nessuno risponde. Il CCIM non sono io, ma possiamo essere noi insieme.
    Con il passaparola in pochi mesi si può costruire una base di dialogo e nuova costruzione sociale….ma tutti parlano e pochi ascoltano.
    Sempre per voi LIRReverendo

  7. Le numerazioni mi ricordano vagamente qualcosa che successe 70 anni fa circa. Chiediamo ai nostri fratelli di fede ebraica che credono ancora nel Dio di Abramo di Isacco e di Giacobbe di dare una mano su questi temi che toccano indistintamente tutti coloro che hanno a cuore il futuro del mondo. Un caro saluto a tutti in Cristo e Maria

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