Il principe dei mass media

UN AMICO HA CONDIVISO UN MIO VIDEO CON UN SUO COMMENTO. LO RINGRAZIO DI VERO CUORE E VI INVITO AD ENTRARE NEL SUO BELLISSIMO SITO:  http://jesusinnetwork.it/?p=696

Vale la pena per tutti, ma se siete giovani genitori o avete delle responsabilità nelle vostre comunità, che siate laici o sacerdoti consacrati vi consigliamo di dedicare poco più di un’ora a questo video, nel quale Annalisa Colzi, introduce ed orienta ad un corretto uso dei mezzi di comunicazione di massa elettronici, svelandone alcuni segreti, mettendoci tutti in guardia su un argomento che pur essendo noto viene trattato in maniera “underground” anche dalla stessa Chiesa Cattolica.

Annalisa Colzi è originaria della provincia di Prato. Accreditata da Padre Gabriele Amorth, ha scritto libri molto interessanti su tematiche spirituali, psicologiche e sociali. E’ sposata ed è consacrata nella Comunità dei Figli di Dio, la comunità monastica fondata da don Divo Barsotti. I membri di questa comunità vivono da monaci, in mezzo agli uomini. Integrati nelle strutture sociali. Lavorano in ufficio, a scuola, in fabbrica, in prima linea tra la gente… uomini e donne, giovani e anziani, sposati e non. Ogni loro attività umana è consacrata al Signore, sono al servizio di Dio, ovunque testimoni di Cristo con la loro vita.

Paolini e quel carisma che non c’è più

jesus1_2014

L’ultima cosa che lessi dei paolini è  Famiglia Cristiana, ma parliamo del ’99 o giù di lì. Dopo di che mi sono allontanato dalla fede (colpa della rivista?) e ho riletto qualcosa solamente nel 2009. E devo dire che ho trovato la situazione di Famiglia sCristiana veramente allarmante! Si, sCristiana è il termine migliore per definire quel popò di rivista.

Da allora non leggo Famiglia sCristiana da tanto (grazie a Dio!) e dopo le ultime chiacchiere con alcuni paolini, ne passerà di tempo prima che ne riprenderò una copia in mano. D’altronde non è neanche passato un anno da quando, nelle pagina di Famiglia sCristiana, si potevano trovare una pubblicità di propaganda alla ideologia gay (ah il dio denaro!), leggi QUI.

Ora, come ben sapete, i paolini non sono editori solamente di Famiglia sCristiana ma, ahimè, sono editori anche di altre riviste (giusto per poter fare più danno possibile. Sapete se aumentate il carico di fuoro potete fare più morti in campo!), tra queste abbiamo Jesus.

L’immagine quì a fianco è quella del primo numero di Jesus del 2014. Carino no?!
Il sommario è anche corposo e vi sono firme più o meno famose, più o meno interassanti. Ma la più interessante, secondo me, è quella del GRANDE: Vito Mancuso!!!!!

E la cosa è così tremenda che anche l’amico Socci ha scritto una bella battuta alla fine del suo ultimo post, QUI.

Magari qualcuno di voi si domanderà: ma chi è questo qui?

No beh, se non conoscete il dott., Teologo, Sua Santità, Sua Eterodossia Vito Mancuso non siete amici miei!
Per farla breve, ma molto breve perché si potrebbero scrivere capitoli interi, Vito Mancuso è quello che:

Dice che il Cristianesimo è una religione violenta
Tradisce il card. Carlo Maria Martini, dopo averlo detto suo padre spirituale
Decide che Gesù era un relativista!!!!
Dal quotidiano dove fa il teologo, Repubblica, spara perle di saggezza New Age
ProEutanasia
“Problemi” con il dogma dell’infallibilità petrina

Potrei continuare ancora ed ancora ma già ne ho noia io… figuriamoci voi.

Cmq eccovi bell’impacchettato la teologia paolina. Pubblicità e teologi pro-gay, teologi che devono ancora capire da che parte stare e via così.
Mi spiace per quei buoni paolini che ci sono, perché sono sicuro che qualcuno che si salva nel mucchio ci sarà.

Obama su aborto, ogni donna abbia diritto di scelta

NEL CASO IN CUI QUALCUNO ABBIA ANCORA DEI DUBBI SI CHI E’ OBAMA, LEGGETE COSA DICE A PROPOSITO DELL’ABORTO

images“Confermiamo il nostro impegno a favore del principio guida secondo cui ogni donna deve essere in grado di fare le proprie scelte sul suo corpo e la sua salute”. Lo sostiene Barack Obama a 41 anni dalla sentenza della Corte Suprema che legalizzo’ l’aborto. ”Ribadiamo – prosegue Obama – il nostro fermo impegno a proteggere l’accesso della donna a una assistenza sanitaria sicura e a prezzi accessibili e il suo diritto costituzionale alla privacy, compreso il diritto alla libertà riproduttiva”. ”Siamo determinati a ridurre il numero di gravidanze indesiderate, sostenere la salute della madre e del bambino, (COME? UCCIDENDOLO?) e continuare a costruire comunità sane e sicure per tutti i nostri figli. Perché questo – conclude Obama – è un Paese dove ognuno merita di avere la stessa libertà e le stesse opportunità per realizzare i propri sogni”.

GIA’, TUTTO QUESTO MENO CHE AI BAMBINI AI QUALI INVECE E’ TOLTA  L’OPPORTUNITA’ DI REALIZZARE I PROPRI SOGNI VISTO CHE LA MADRE LO HA UCCISO.

COMPLIMENTI PRESIDENTE, SE SUA MADRE AVESSE RAGIONATO COME LEI E AVESSE ABORTITO, LEI NON AVREBBE POTUTO REALIZZARE I SUOI SOGNI.

John Money e “identità di genere”

dottor John MoneyNel video del cafe teologico: il genere sessuale è una scelta?, Roberto Marchesini spiega l’identità di genere; questa teoria dove viene posta la distionzione fra sesso, che identifica le caratteristiche biologiche e fisiologiche di una persona, ovvero i suoi organi genitali e l’apparato riproduttivo, mentre il genere identificherebbe il ruolo, comportamento, attività e attributi socialmente ad un uomo o una donna. Questa, in breve, è la teoria di genere.

Sempre nel video il dott. Marchesini fa un impotante riferimento ad una storia, realmente accaduta, dove il dott. Money è il protagonista principale.
Il dott. Money è l’ideatore dell’espressione identità di genere.

La storia che interessa noi è alquanto lunga ed è ben descritta in vari blog, siti internet, libri etc. Ma proverà a farne un riassunot e, alla fine del post, lasciarvi alcuni riferimenti interessanti.

I protagonisti principali di questa storia sono, come già detto, il dott. John Money, i coniugi Reimer con i loro gemelli Bruce e Brian.
Durante un intervento di routine nel 1967, il pene di Bruce viene bruciato e staccato. I coniugi, disperati, vengono a conoscenza del dott. Money, il quale nel frattempo pubblicizzava la sua teoria nelle TV americane. Quindi si rivolgono a lui.

Il dott. John Money è entusiasto del caso. Aveva la possibilità di dimostrare sue due gemelli, monozigoti, la sua teoria. Se Bruce veniva cresciuto come una ragazza (ricordiamo che ai tempi aveva solamente 7 mesi) e venivano affrontate le opportune operazioni chirurgiche e ormonali, affinché il corpo del ragazzo diventasse quello di una ragazza, la sua teoria poteva essere dimostrata e lui poteva godere di maggior fama.

Nel 1972 il dott. Money canta vittoria. Bruce, adesso Brenda, era una perfetta donna, mentre il fratello un perfetto uomo. La forza dell’educazione e dell’ambiente in cui si viene cresciuti.

In realtà non tutto andò così e il dott. Money non portò a conoscenza molti dettagli che vennero a galla dopo un’indagine dei dott.ri Diamond, da lungo tempo critico delle teorie di Money, Sigmundson.

Fin dall’inizio Brenda voleva fare la pipì in piedi, aveva decisamente orientamenti maschili sia nel giocare che nel vestire, dimostrava problemi con i coitanei, era taciturno e chiuso. Nel 1978 il dott. Money fa parlare Brenda con un transessuale e, Brenda, una volta uscito dal colloquio minaccia il suicidio ai suoi genitori se l’avessero riportato dal dott.

La teoria di genere viene già da allora smantellata (ma ancora le lobby LGBTI erano troppo deboli per portare avanti la battaglia) ma, purtroppo, la storia di Bruce non è a lieto fine.

Per la storia completa potete o guardare il video o potete leggere:

http://www.salutefemminile.it/Template/detailArticoli.asp?IDFolder=176&IDOggetto=5789
http://www.singlesexschools.org/reimer.html [ENG]
http://www.promiseland.it/2005/12/08/storia-del-bambino-che-qualcuno-volle-bimba/

Messaggio del 25 gennaio 2014

1380238_10202205563326364_278906684_n“Cari figli! Pregate, pregate, pregate perché il riflesso della vostra preghiera influisca su tutti coloro che incontrate. Mettete la Sacra Scrittura in un posto visibile nelle vostre famiglie e leggetela perché le parole di pace scorrano nei vostri cuori. Prego con voi e per voi, figlioli, perché di giorno in giorno siate sempre più aperti alla volontà di Dio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

San Gaspare del Bufalo, “gloria tutta splendente del clero romano”

di Federico Cenci

sgaspareC’è un filo di radiosa luce che attraversa secoli di storia del Cristianesimo. Sulla scia del protomartire Santo Stefano si collocano una moltitudine di uomini e donne che seppero affrontare con indefesso coraggio minacce, vessazioni, violenza e morte. Esempi di fedeltà a Cristo che rischiarano le tenebre dell’abbandono della speranza.

Dello stesso zelo apostolico e della stessa audacia del protomartire si rivestì, nel XIX secolo, un giovane prete romano, di nome Gaspare del Bufalo. Il Sinedrio con il quale dovette confrontarsi non fu quello di Gerusalemme, ma quello iniquo che si impose sul Campidoglio nel 1809, composto da soldati francesi desiderosi di demolire il potere temporale della Chiesa e di sradicare il Cristianesimo dalla società europea. Fu anche grazie alla resistenza di uomini come San Gaspare del Bufalo che il loro intento non si realizzò.

Nato il 6 gennaio 1786 da una famiglia di umili origini residente nei pressi della parrocchia di Santa Prassede, tra i rioni Monti ed Esquilino, Gaspare all’età di un anno e mezzo si ammalò di vaiolo, una malattia che in quegli anni costituiva una seria minaccia di morte. Malgrado un peggioramento delle sue condizioni di salute, gli effetti del morbo si ritirarono velocemente dopo che la madre invocò l’intercessione di San Francesco Saverio, il cui braccio si conserva nella chiesa del Gesù.

L’episodio segnò la vita del piccolo Gaspare. Durante l’infanzia si distinse per il tempo dedicato alla preghiera e alla penitenza, nonché alle opere di carità. Sotto le finestre del Palazzo Altieri, dove la famiglia si trasferì quando il padre cuoco trovò lavoro nella cucina della nobile famiglia romana, lo attendevano ogni giorno, nelle ore dei pasti, frotte di poveri. Essi avevano scoperto la disponibilità di Gaspare a fornirgli il cibo, sovente privandosi lui stesso del pasto.

I primi studi li fece presso il Collegio Romano, allora guidato da sacerdoti secolari per via della soppressione della Compagnia di Gesù. Indossata la talare nel 1798, si dedicò con instancabile dedizione all’assistenza spirituale e materiale nei confronti dei tanti bisognosi che affollavano la Roma di quel tempo. Gaspare divenne presto un volto conosciuto tra i “barozzari”, i carrettieri della campagna che avevano i loro depositi di fieno nel Foro Romano, chiamato allora “Campo Vaccino”. In molti si riavvicinarono ai Sacramenti grazie alle catechesi di Gaspare, che inoltre si prodigò per la rinascita dell’Opera di Santa Galla, della quale fu eletto direttore nel 1806.

Due anni più tardi, il 31 luglio, fu ordinato sacerdote e proseguì la sua missione, fondando nella chiesina di Santa Maria in Pincis, presso la Rupe Tarpea, un fiorente oratorio e centro di pietà. Quello che si sarebbe manifestato di lì a poco fu tuttavia un periodo infelice per il Papa e per la Chiesa. Già nel 1807 Napoleone, dopo aver minacciato e offeso Pio VII, invase i territori dello Stato Pontificio. Il 2 febbraio 1808 un corpo di fanteria francese entrò finanche a Roma, occupando Castel Sant’Angelo e il Quirinale, residenza del Papa.

San Gaspare visse quei momenti intensificando la preghiera e l’attività benefica e pastorale. L’8 dicembre 1808 fondò l’Arciconfraternita del Preziosissimo Sangue in San Nicola in Carcere. Presso questa chiesa, infatti, si venerava un’insigne reliquia del Sangue di Gesù, che consisteva in un pezzo di clamide di un antico soldato romano appartenente alla famiglia dei Savelli. Secondo la tradizione, questo soldato era presente sul Golgota durante la crocifissione di Gesù, e uno spruzzo del Sangue di Cristo colpì la sua clamide.

Appena qualche mese più tardi, il 17 maggio 1809, Napoleone dichiarò cessato il potere temporale dei Papi. Per tutta risposta, Pio VII fece affiggere in città la bolla di scomunica. Gesto che provocò una decisa reazione napoleonica: il Papa fu imprigionato e deportato in Francia e tutti i dignitari pontifici furono rimossi. Un decreto, inoltre, ordinò che i cardinali, i vescovi, i parroci e i canonici prestassero giuramento di fedeltà all’Imperatore, pena l’esilio e il carcere per chi rifiutasse.

Il 13 giugno 1810 anche Gaspare fu convocato presso un posto di polizia. Alla richiesta di giurare fedeltà a Napoleone, giunse sferzante la risposta determinata e vigorosa del giovane prete “romano de Roma”, come amava definirsi: “Non posso, non debbo, non voglio”. Una frase che rimarrà celebre, giacché successivamente utilizzata anche da Pio IX durante la “questione romana”.

Il coraggio costò caro a don Gaspare. Insieme ad altri preti riluttanti, dovette subire l’allontanamento dagli affetti, l’impedimento della predicazione e l’asprezza di una dura detenzione. Fu incarcerato per circa quattro anni senza sapere se ne sarebbe mai uscito vivo, conobbe le celle a Piacenza, poi a Bologna, a Imola e infine nella medievale Rocca di Lugo.

Tornò a Roma agli inizi del 1814, subito dopo la caduta di Napoleone. Immediatamente si dedicò di nuovo al suo ministero, occupandosi di poveri, malati, carcerati e ragazze a rischio. Pio VII apprezzò il suo carisma e lo destinò alle missioni popolari per la restaurazione religiosa e morale. Gaspare decise di compiere questo ministero fuori dalla città, dove si fece conoscere per il suo straordinario talento, tanto che vennero coniati per lui gli appellativi di “terremoto spirituale” e “angelo di pace”. In molti affermarono di aver assistito a manifestazioni soprannaturali nel corso delle sue predicazioni.

Nel maggio 1814 fondò la congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue, e vent’anni più tardi, nel 1834, diede vita all’Istituto delle Suore Adoratrici del Preziosissimo Sangue, coadiuvato da Santa Maria De Mattias, conosciuta durante una sua missione nel Basso Lazio.

Il suo zelo apostolico non si arrese neanche dinnanzi alle minacce e agli attentati alla sua stessa vita di cui fu fatto oggetto. Nonostante la restaurazione del potere temporale della Chiesa, infatti, sacche d’insofferenza penetrarono e si radicarono un po’ ovunque in Italia. Le società segrete, soprattutto la massoneria, divennero così cospicue fucine di velenoso astio anti-cristiano. Esse attecchirono molto tra le classi facoltose, ove più forte era il desiderio di affrancarsi dal potere della Chiesa e il vezzo di dedicarsi a dottrine esoteriche. Gaspare predicò apertamente contro tali sette, riuscendo a convertire intere logge massoniche e mettendo sempre in guardia il popolo contro la propaganda satanica. Così, durante le sue missioni, Gaspare convinceva i fedeli a bruciare strumenti di peccato e deviazione come armi, libri e stampe oscene.

La sua predicazione schietta prese piede tra le persone più semplici, persino presso quei margini della società in cui si diffuse il fenomeno del brigantaggio. Inviato a predicare in mezzo ai briganti che infestavano lo Stato Pontificio da papa Leone XII, Gaspare riuscì a ridurre la terribile piaga nei dintorni di Roma brandendo il crocifisso e testimoniando la misericordia evangelica. Grazie a lui molti banditi abbandonarono la via del malaffare per tornare alla famiglia e all’amore cristiano.

Il 28 dicembre 1837, con lo sguardo rivolto al presepe donatogli dalle suore di Sant’Urbano, Gaspare morì sul suo letto, nel Palazzo Orsini sopra il Teatro di Marcello. Il suo culto si estese rapidamente, a Roma e anche in Francia, dopo la guarigione della nipote di Joseph De Maistre. Canonizzato da Pio XII il 12 giugno 1954, fu definito da Giovanni XIII nel 1960 “gloria tutta splendente del clero romano, che fu il vero e più grande apostolo della devozione al Preziosissimo Sangue di Gesù nel mondo”.

Il suo corpo riposa a Roma, nella chiesa di Santa Maria in Trivio, ove la sua tomba è esposta alla preghiera dei tanti fedeli che trovano in San Gaspare del Bufalo un degno erede, in quanto a coraggio e zelo apostolico, del protomartire Santo Stefano. La Chiesa lo ricorda il 28 dicembre.

http://www.zenit.org/it/articles/san-gaspare-del-bufalo-gloria-tutta-splendente-del-clero-romano