“Uno di noi”: consegnate le firme al Viminale

2 milioni di sottoscrizioni in tutta Europa: grande successo della petizione che chiede all’Unione europea che il diritto alla vita d’ogni essere umano sia riconosciuto fin dal concepimento

Roma, 11 Novembre 2013 (Zenit.org) Federico Cenci |

homeL’atmosfera che aleggia nella sala stampa del Viminale è carica di soddisfazione. Nel giorno in cui si consegnano le firme raccolte per la campagna Uno di noi, gli organizzatori gongolano. E ne hanno ben donde. Infatti, il totale delle persone che hanno sottoscritto la propria adesione, per chiedere all’Unione Europea il riconoscimento della dignità umana dell’embrione, ha raggiunto la ragguardevole quota di 1.891.406.

Non è tutto: tale cifra è destinata a lievitare ancora, giacché le firme raccolte su carta (a differenza di quelle digitali) necessitano di un processo di controllo particolarmente scrupoloso e lento.

“Il risultato è davvero straordinario”, afferma Carlo Casini, presidente del Movimento per la Vita e del comitato italiano Uno di Noi. Gli fa eco Michele Trotta, coordinatore per l’Italia della campagna, il quale esulta: “Abbiamo gettato il cuore oltre l’ostacolo”.

L’iniziativa, del resto, era partita nello scetticismo generale. Nell’aprile 2012 in pochi si sarebbero immaginati che si potesse raggiungere quel milione di adesioni fissato dal Trattato di Lisbona come soglia minima per l’accoglimento di petizioni europee promosse dai cittadini. Ora che la cifra fissata come requisito base potrebbe essere persino raddoppiata, l’entusiasmo pervade gli animi di quanti si sono adoperati per raggiungere l’obiettivo.

Prima della consegna agli addetti del Ministero dell’Interno dei settanta pacchi contenenti i fogli con le oltre 600mila firme raccolte in Italia, gli organizzatori hanno tenuto una conferenza stampa per tracciare un bilancio dell’iniziativa e annunciare i prossimi passi.

Il presidente Carlo Casini, ringraziando tutti i volontari che hanno permesso il raggiungimento di un simile traguardo, ha parlato di una lodevole esperienza di democrazia diretta. Finora, su più di trenta tentativi, soltanto altre due petizioni europee erano riuscite a superare, seppur per poco, la soglia di un milione di firme (una petizione per l’acqua potabile e un’altra contro la vivisezione).

“In un momento di grandi lacerazioni – ha aggiunto Casini – lo straordinario risultato di Uno di Noi rappresenta una testimonianza di unità e pacificazione tra i cittadini, di ogni confessione e Paese, in nome della dignità umana e dei diritti dell’uomo”. Casini ha quindi posto l’accento sul “valore ecumenico” dell’iniziativa: “C’è stata un’adesione molto forte da parte di Paesi cristiani ortodossi come la Grecia, Cipro e soprattutto la Romania, oltre che di Paesi protestanti: l’Olanda è stato il primo Paese a presentare la raccolta”. L’Italia, con le sue 600mila firme, guida la classifica staccando la Polonia, seconda a quota 250mila. “È da qui che bisogna ricominciare – ha concluso Casini – per creare un rinnovamento civile e morale su scala europea”.

L’eventuale riscontro positivo da parte dell’Ue alla richiesta in questione non vincolerà gli Stati in materia di temi sensibili. “Le istituzioni europee non possono imporre agli Stati di non liberalizzare l’aborto o di non effettuare ricerche sugli embrioni vivi, ma possono decidere se elargire finanziamenti ad attività che portano alla distruzione dell’uomo anche nella fase embrionale”.

Il rispetto dell’embrione umano è stato già sancito – ricorda il comitato Uno di noi – dalla sentenza del 2011 della Corte europea nota come “sentenza Brüstle”. In quell’occasione i giudici stabilirono la non brevettabilità di cellule umane vive ai fini della ricerca scientifica. La sentenza accolse il principio per cui “sin dalla fase della sua fecondazionequalsiasi ovulo umano deve essere considerato come un embrione umanodal momento che la fecondazione è tale da dare avvio al processo di sviluppo di un essere umano”.

Pertanto il comitato Uno di noi altro non chiede che le Istituzioni dell’Unione agiscano coerentemente con quanto la Corte ha già riconosciuto. Prima di sapere la risposta di Bruxelles a questa richiesta passerà però ancora qualche mese. Carlo Casini ha spiegato che, una volta consegnate le firme di tutti i Paesi all’Unione europea, bisognerà attendere tre mesi per le ulteriori verifiche e la registrazione della richiesta. Terminata questa fase, la Commissione europea sarà obbligata, entro altri tre mesi, a dare una risposta, la quale dovrà essere preceduta da un’audizione ad alto livello degli organizzatori.

A quel punto, almeno un risultato sarà stato sicuramente ottenuto: l’ingresso del dibattito sul diritto dell’embrione umano – invocato da 2 milioni di cittadini – nell’agenda dell’Unione europea.

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18 thoughts on ““Uno di noi”: consegnate le firme al Viminale

  1. L’unione Europea. . . Una macchina complessa, capace di importi usi, costumi e modi di pensare. Il contrario e’ una battaglia impari.
    Io perso che ci sia piu’ unione tra le persone che tra gli onorevoli burocrati. Questa casta di politici che si e’ formata strada facendo ha imposto strane idee alle persone (popoli) che hanno altre necessita’(famiglia, lavoro casa, dignita’, solidarieta’. ecc,).
    Non bastavano i politici di casa nostra a massacrarci?

  2. Sono d’accordo con te caro Vince , però ti invito ad essere ottimista. Il cambiamento dei cuori avviene attraverso la preghiera ed è questo che continueremo a fare. Un altra cosa : bisognerebbe fare come fanno loro . Chi di noi ha la capacità si dedichi alla politica ed entri nel giro politico. Non è obbligatorio che si rovini : io credo che se uno prega riesce a resistere anche in quell’inferno. A piccoli passi Un piccolo consiglio : è molto meglio che in tutta Europa la gente torni a pregare Gesù Cristo come si deve, se si vuole un cambiamento altrimenti ………. Un caro saluto in Cristo e Maria

  3. Il cattolico oggi e’ un personaggio scomodo in tutti gli ambienti.
    Quei pochi politici cattolici che sono partiti in “quarta” si sono poi adattati senza tanti scrupoli. (vedi lo stesso casini e le polemiche dei giorni scorsi all’interno del movimento per la vita).
    L’intervento risolutivo dello Spirito Santo e’l’unica mia speranza. Ed in questo, hai ragione da vendete. . . Le nostre preghiere potrebbero anticipare il Suo intervento.

  4. La priorità è di ricominciare, prendendo coscienza, a dialogare sugli argomenti fondamentali riguardanti la persona, la famiglia, la società…
    Io invito le persone a farlo, ma senza risultato. Solo lamentele e poc’altro. Chi di voi è disposto a scrivere? A rimettersi in movimento? Attendo…
    Sempre LIRReverendo

  5. gentile LIRReverendo, io sono disposto a impegnarmi attivamente, a dialogare, a scrivere, per la difesa dei valori fondamentali dell’uomo, in primis la vita… ma come posso fare?
    abito a Brebbia (Varese). c’e’ qualcuno vicino a me?
    saluti cordiali ivan

  6. Non ho mai smesso di testimoniare e di criticare.
    La questione e’ che i cosiddetti “onorevoli” ci lasciano dire e ci lasciano fare, fino a quando poi un giorno ti dicono che questo non lo puoi piu’ dire (vedi leggi su omofobia) o questo non lo puoi piu’ fare (vedi inaugurazione scolastica o presepe),
    Ci tocca raccattare le firme per continuare a dire e a fare quello si e’ sempre detto e fatto da 2000 anni. Non so se siamo all’assurdo o e’un semplice finale di un film del “terrore”.
    La cosa che mi indigna piu’ di tutto e’ che quello che non riesce a fare la politica, poi ci pensa la magistratura a dare il colpo finale.
    Anche la chiesa e’ sotto schiaffo e quidi e’ cauta nel denunciare o protestare. Troppi personaggi all’interno della stessa hanno remato contro e quindi deve stare attenta. . . Infatti di questi problemi i nostri pastori se ne guardano bene dal divulgare notizie e denunciare. Questa notizia e iniziativa io lo appresa da questo blog. . Nelle parrocchie non se ne parla. I vescovi non ne parlano.
    Hanno altro a cui pensare.
    Caro IRREverendo, non mi chiedere cose impossibili perche’ economicamente non grandi mezzi, anzi non ne ho affatto, ma la mia disponibilita’ a testimoniare e a fare quello che e’ nelle mie possibilita’ non verra’ meno. Non la (ti) conosco, ma so che potremmo “battagliare” insieme.

  7. Non servono i soldi: servono, il cuore, la coscienza, l’obiettività, l’intuizione, il desiderio, la fermezza, la logica, la profezia, l’amore….la preghiera…i tuoi talenti.
    Oggi con il web si può lanciare campagne di informazione e analisi critica, e….
    al resto, se è volontà di Dio, ci pensa Lui ad aprire le “porte”.
    Io non chiedo l’impossibile, quella lo lascio fare al Signore…io cerco cuori, pulsanti per la Vita e per le Anime, disposti a donare e a donarsi.
    In arte LIRReverendo…ancora per poco!

  8. Non ho molta dimestichezza con il web (ho un tablet che spesso e volentieri mi fa i. .rritare per alcune funzioni non richieste) ma per quanto riguarda il far diventare ancora piu’ produttive queste sensibilita’ o atteggiamenti, non ho problemi.

  9. carissimo LIRReverendo, perdoni ancora una volta la mia povera testa di legno, ma perchè:” in arte LIRReverendo…ancora per poco! “? la saluto con grande e sincero affetto, luciano

  10. Impara l’arte e mettila da parte.
    Io sarò sempre con voi…se non scultore, sarò falegname.
    sempre per voi LIRReverendo

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