Ricevi l’Eucaristia con timore e tremore perchè è Dio fatto carne

di Francesca Pannuti

images.phpQualche tempo fa ebbi la possibilità, in occasione di una conferenza, di conoscere il cardinale Athanasius Schneider, Vescovo ausiliare dell’arcidiocesi di Maria Santissima in Astana (Kazakhstan, dove è Segretario generale della Conferenza dei Vescovi Cattolici) e Presidente della Commissione liturgica. Ne ricevetti un’impressione molto forte, come di essere di fronte ad una persona che emana dal suo volto, dai suoi occhi, dal suo portamento e dal suo modo di parlare e di vestire una profonda intensità spirituale. E questa sensazione mi viene confermata dalla lettura dell’agile libretto (neanche 100 pagine) uscito poco tempo fa per i tipi della Libreria Editrice Vaticana col titolo Corpus Christi. La Santa Comunione e il rinnovamento della Chiesa, che ha per autore proprio il Cardinale.

La tesi di fondo che si ritrova in esso è che «la pratica delle Comunioni indegnamente ricevute rappresenta ai nostri giorni la piaga più profonda nel Corpo Mistico di Cristo» (p. 41); quindi il rinnovamento della Chiesa, oggi, non può non passare innanzitutto attraverso una ripresa seria del fervore sacramentale. Ma, da che parte iniziare?

La superficialità e la trascuratezza nei confronti di questo sacramento si rilevano innanzitutto a livello interiore laddove si riceve la Comunione in stato di peccato mortale. Mi viene da riflettere quanto poco si propone nell’omiletica e nella catechesi, soprattutto infantile, al fine di non “turbare” i bambini e di non “spaventare” gli adulti, la spiegazione della distinzione tra peccato mortale e peccato veniale. Ma non ci si rende conto che ciò provoca infinita confusione, non essendo questo un concetto così facile e intuitivo. Confusione che induce sicuramente anche problemi psicologici, oltre che spirituali, ma soprattutto è causa di un approccio probabilmente errato o superficiale del sacramento dell’Eucaristia e della Confessione. Non possiamo non osservare le lunghe file di persone che accedono alla Comunione a fianco di confessionali desolatamente vuoti!

Il Cardinale, poi, nota come un altro rischio interiore sia la mancanza di consapevolezza di Ciò che si va a ricevere, quando si pensa che l’Ostia consacrata sia solo un simbolo oppure un alimento come un altro. Certamente, se questa mancanza di fede non viene corretta da una robusta formazione, non può che portare ad atteggiamenti esteriori di trascuratezza o addirittura di disprezzo. Il cardinale Schneider ritiene che la pratica così diffusa della comunione in mano (introdotta, nella forma che noi conosciamo, solo nel XVII dai calvinisti) non possa che generare quei pericoli che Paolo VI voleva che si evitassero, allorquando raccomandava il rito tradizionale della comunione in bocca, vale a dire la diminuzione della riverenza verso l’Augustissimo Sacramento dell’Altare, le profanazioni, l’alterazione della retta dottrina e della fede eucaristica (cfr. Enciclica Mysterium fidei). Si pensi al fenomeno, in questi ultimi anni diventato dilagante, dei furti di Ostie consacrate per fini sacrileghi, alla dispersione dei frammenti (gravissima, se si pensa che in ogni più piccola parte dell’Ostia consacrata c’è Gesù tutto intero in Corpo, Sangue, Anima e Divinità!), alla ricezione del sacramento con mani sporche (come si fa ad averle così pulite da permettere quella speciale riverenza, dopo essersi scambiati il “segno della pace”?), alla mancanza di segni evidenti di adorazione al momento della Comunione.

A tal proposito, il Cardinale afferma: «L’atto di porre con la propria mano l’Ostia sulla propria lingua sottolinea meno l’aspetto del ricevere, se lo si paragona all’atto di permettere alla mano altrui di porre l’Ostia sulla propria lingua. Quest’ultimo gesto esprime in modo assai suggestivo l’atteggiamento di essere bambino davanti alla grandezza di Dio, che è presente nell’Ostia Santa ed esprime poi anche la verità evangelica: “Se non tornerete come bambini…” (Mt 18, 3), si direbbe ‘se non tornerete come bambini piccoli’, addirittura ‘infanti’, poiché nella Sacra Scrittura si leggono le seguenti parole: “Come bambini appena nati bramate il puro latte spirituale per gustare come è buono il Signore” (1 Pt 2, 2-3). In fondo questo ‘latte spirituale’ è Cristo stesso, e specialmente Cristo nel cibo eucaristico. I bambini ricevono il cibo dal seno soltanto con la bocca, l’adulto, invece, porta da sé il cibo alla bocca con le mani. Le parole seguenti possono applicarsi anche alla Santa Comunione: “come bimbo svezzato in braccio a sua madre, come un bimbo svezzato è l’anima mia” (Sal 130, 2). Ebbene, Gesù non ha detto: “Se non diverrete adulti…”, ma il contrario» (ivi, p. 58).

La significativa riduzione della pratica della Comunione sulla mano e l’adorazione in ginocchio quando si riceve la sacra Particola contribuirebbero, a detta del Cardinale, a suscitare sulla Chiesa un’abbondantissima effusione di benedizioni dello Spirito santo e quindi un sicuro rinnovamento: «Di fatto – afferma il Cardinale –, il ristabilimento dell’onore visibile del Corpo eucaristico di Cristo sarà uno dei mezzi più efficaci per rinnovare il Suo Corpo Mistico» (ibidem, p. 97), poiché «l’Ostia consacrata è bene più sacro e più grande di questa terra, in quanto si tratta del Signore stesso. Ne consegue che è necessario prestare massima cura alla maniera di amministrare la Santa Comunione, affinché non ci sia dispersione di più piccoli frammenti e per scongiurare il pericolo di sottrazione delle ostie» (ibidem, p. 53).

Viene così ampiamente citato san Francesco, che, in uno dei suoi scritti dichiara: «Facciamo attenzione, noi tutti chierici, al grande peccato e all’ignoranza che certuni hanno riguardo al santissimo corpo e sangue del Signore nostro Gesù Cristo e ai santissimi nomi e alle sue parole scritte, che santificano il corpo. Sappiamo che non ci può essere il corpo se prima non è santificato dalla parola.

Niente infatti possediamo e vediamo corporalmente in questo mondo dello stesso Altissimo, se non il corpo e il sangue, i nomi e le parole mediante le quali siamo stati creati e redenti “da morte a vita”.

Tutti coloro, poi, che amministrano così santi ministeri, considerino tra sé, soprattutto quelli che li amministrano senza discrezione, quanto siano miserandi i calici, i corporali e le tovaglie sulle quali si compie il sacrificio del corpo e del sangue del Signore nostro.

E da molti viene lasciato in luoghi indecorosi, viene trasportato senza nessun onore e ricevuto senza le dovute disposizioni e amministrato agli altri senza discrezione.

Anche i nomi e le parole di lui scritte talvolta vengono calpestate, perché “l’uomo carnale non comprende le cose di Dio”.

Non dovremmo sentirci mossi a pietà per tutto questo, dal momento che lo stesso pio Signore si consegna nelle nostre mani e noi l’abbiamo a nostra disposizione e ce ne comunichiamo ogni giorno? Ignoriamo forse che dobbiamo venire nelle sue mani?

Orsù, di tutte queste cose e delle altre, subito e con fermezza emendiamoci; e ovunque troveremo il santissimo corpo del Signore nostro Gesù Cristo collocato e lasciato in modo illecito, sia rimosso di là e posto e custodito in un luogo prezioso.

Ugualmente, ovunque siano trovati i nomi e le parole scritte del Signore in luoghi sconvenienti, siano raccolte e debbano essere collocate in luogo decoroso.

E sappiamo che è nostro dovere osservare tutte queste norme, sopra ogni altra cosa, in forza dei precetti del Signore e delle costituzioni della Santa Madre Chiesa.

E colui che non si diporterà in questo modo, sappia che dovrà rendere “ragione” al Signore nostro Gesù Cristo “nel giorno del giudizio”.

E coloro che faranno ricopiare questo scritto perché esso sia meglio osservato, sappiano che saranno benedetti dal Signore Iddio» (Lettera a tutti i chierici sulla riverenza del Corpo del Signore, nn. 207-209; grassetto mio).

La tesi del cardinale Schneider è corredata, poi, da ampia documentazione tratta dalla Sacra Scrittura, dal Magistero, da scritti spirituali e teologici e si avvale anche dell’ausilio della proposta di alcune belle preghiere e di un esempio particolarmente toccante, quello di un bambino vissuto in tempi di persecuzione alla fede, in Kazakhstan, Peter. Il piccolo è preso come esempio di bimbo santo che sopporta eroicamente una gravissima malattia fino alla morte, grazie al tanto desiderato nutrimento quotidiano dell’Eucaristia.

Occorre ora, dunque, secondo l’accorato appello del Cardinale, prendere consapevolezza del fatto che «Gesù Eucaristico, ovvero Gesù Cristo realmente, personalmente e sostanzialmente presente sotto le specie eucaristiche, in Corpo, Sangue, Anima e Divinità, è davvero il più povero, il più debole e il più indifeso nella Chiesa» (Corpus Christi, cit., p. 89).

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10 thoughts on “Ricevi l’Eucaristia con timore e tremore perchè è Dio fatto carne

  1. Una serie di argomenti più che condivisibili e di sacro approfondimento teologico! E Papa Francesco che ne pensa? E quanti chierici sono disponibili a distribuire l’Eucarestia con la dovuta sacralità?

  2. Ringrazio Annalisa per la segnalazione. . Argomento scottante. Approfondire e’il minimo..
    Vincenzo

  3. Io sono uno di “bassa manovalanza”: rispetto chi capisce più di me, ma io sento altre priorità.
    Più che cosa combinano quei quattro gatti rimasti in Chiesa (me compreso), sento l’urgenza di testimoniare a chi è “fuori”.
    La mia vita quotidiana non è abbastanza coerente per essere una valida testimonianza: è questo l’aspetto su cui credo di dover lavorare …
    A me viene in mente quel Gesù che ha fatto fango con la saliva, e l’ha spalmanta sugli occhi del cieco …
    Ma ben mi guardo dal dire che non ci voglia rispetto e riguardo verso Dio, basta che questo non lo faccia considerare “lontano”.
    Nel senso che è un Dio che vuole essere Padre, anzi “Papino” (Abbà), non mi sembra gli interessino molto gli aspetti esteriori delle nostre liturgie, se queste poi non si traducono in un vissuto coerente.
    Ci misurerà sul rapporto con coloro che ci ha messo vicino, “prossimi”…
    Pregate anche per me …soprattutto se dico strafalcioni 😉

  4. Caro Stefano, fratello in Cristo
    spero di non offenderti dicendo che ti voglio bene, anche se non ti conosco (sono della bassa manovalanza anch’io)
    Siccome ti voglio bene approfittando dell’amore fraterno che ci lega a Cristo, ti faccio una domanda. “ma tu l’hai letto per intero l’articolo?” Perche’ nell’articolo in questione si parla di altro. Si parla di cose gravi per un sedicente Cattolico. L’articolo ci invita alla riflessione su atteggiamenti sbagliati che rasentano(?) il sacrilegio.
    Per lucrare preghiere ci sono anche tanti modi, il tuo mi risulta tra i piu’ intetessanti.
    Comunque ti voglio bene (lo dico veramente, senza ironia)

  5. Ti ringrazio e ti auguro ogni bene.
    Stefano

    PS:
    Da catechista incompetente sono interessato ai discorsi sulla nuova evangelizzazione.
    La maggior parte dei bravi ragazzi che ho avuto a catechismo, dopo la cresima NON VENGONO MANCO A MESSA!!
    Ravanare tra comunione in bocca o in mano…proprio non fa per me…
    Se Gesù soffra di più per le comunioni “indegne”, o per l’apostasia silenziosa e ovattata di tanti “cristiani”…lo lascio dire a chi ne sa più di me.
    Ci siamo venduti agli idoli del benessere, della sicurezza, della tecnologia …
    Sento molto attuali tanti richiami di Papa Francesco.
    Mi fermo qui, scusate…

  6. @Stefano
    capisco il tuo stato d’animo. Voglio comunque esternarti una mia riflessione su quanto da te scritto
    Per poter evangelizzare bisogna prima attingere.
    Se ho attinto bene poi posso anche seminare.
    Chi semina si preoccupa di farlo bene; i frutti matureranno con i tempi e i modi che Dio vorra’.
    Siamo ingolfati di messaggi di un certo tipo. Chi seduce conosce le nostre debolezze ma se abbiamo attinto bene forse riusciamo a salvarci. Il nostro sostentamento e’ l’Eucaristia se ci accostiamo con superficialita’ e strafottenza a poco valgono le opere di bene che facciamo. Perso al Santo Curato d’Ars o a San Francesco (visto che siamo in tema) vestivano da straccioni ma per il Santissimo non badavano a spese e pretendevano il massimo. Penso addirittura a Padre Pio che viveva una vita di stenti ma che volova fiori fresci tutti i gioni d’avanti alla statua della Madonna.
    Se non maturi una sensibilita’ del genere e’ difficile che l’evangelizzazione porti buoni frutti.
    Forse alcuni uomini di chiesa hanno fatto degli errori. L’importante e’ individuare quest errori per non perseverare.
    Avrei altro da dire ma e’ meglio che mi fermi qui.
    Un abbraccio fraterno
    Vince

  7. @Vince
    Non ho detto che non bisogna nutrirsi di Eucaristia&PAROLA…
    (la prox notte ho un turno di adorazione dalle 4 alle 5…)
    Parli di santi che credo dessero il massimo sia al SS e che al prossimo, ma l’esteriorità che davano era poca cosa rispetto a quanto davano di se stessi!!
    Ho paura che noi spesso facciamo il contrario …
    (guarda lo stile di vita e il crollo di valori e capisci chi è il vero “dio” di tanti con cui celebriamo l’Eucarestia…)
    Mi fermo qui e ti auguro una buonissima giornata!
    Stefano

  8. Devo comunicare che nel mio articolo ho fatto un errore: Sua Eccellenza, mons. Athanasius Schneider non è cardinale. Di questo mi scuso con Sua Eccellenza e con i lettori. Francesca Pannuti.

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