L’Oms gioca al dottore con i bebé

di Giovanna Arcuri

31-10-2013

omsSe la pianta piccola cresce storta, l’albero non sarà mai dritto. Pare però che ci sia qualcuno che abbia tutto l’interesse affinché la pianticella cresca storta e così rimanga in futuro. Ci riferiamo al documento “Standards for Sexuality Education in Europe” elaborato nel 2010 da 19 esperti – 16 donne e 3 uomini – e poi firmato dal Centro Federale per l’Educazione alla Salute, un organismo del governo tedesco, e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sezione europea (Oms). Si tratta di alcune linee guida utili ai “politici, alle autorità educative e sanitarie e agli specialisti” del settore per impartire, come Europa comanda, l’educazione sessuale ai minori di 53 paesi dell’area europea e zone limitrofe. Il Centro Federale tedesco, vero cervello di tutta l’operazione, si occupa di cooperazione internazionale ed è membro di EuroHealtNet una rete no profit di enti pubblici e privati europei che operano all’interno del mondo della sanità.

Queste linee guida tornano alla ribalta oggi perché ad esse rimanda la bozza di risoluzione dell’europarlamentare Edite Estrela dal titolo “Salute e diritti sessuali e riproduttivi”, bozza che come abbiamo ricordato da queste colonne qualche giorno fa è stata rimandata dal Parlamento europeo alla Commissione per i diritti della donna e l’uguaglianza di genere. Il contenuto della risoluzione Estrela nella sezione che riguarda l’educazione dei minori deve molto all’apporto fornito dagli “Standards for Sexuality Education in Europe”.

Il documento dell’Oms composto di 65 verbosissime pagine si apre chiarendo che il compito di condurre i bambini e i ragazzi alla scoperta delle loro facoltà sessuali ricade prima di tutto sulla scuola, sugli psicologi, psicoterapeuti e sessuologi e non sui genitori che “non sono all’altezza del compito” e poi questi spesso “si imbarazzano ad affrontare l’argomento”. Meglio lasciar fare ad altri dunque.

Le linee guida proseguono stabilendo che l’educazione sessuale deve iniziare sin dai primissimi giorni di vita e deve perciò essere inserita come materia obbligatoria nelle scuole primarie e secondarie.

La parte più interessante del documento è quella finale dove attraverso uno schema diviso per fasce di età si indicano le informazioni da fornire ai giovanissimi educandi e le capacità che questi devono sviluppare.

Proviamo a darne un sunto per tematiche trattate. In primis ci sono gli aspetti legati alla sessualità.  L’intenzione degli estensori era quella di fornire, così dicono, una visione “olistica” della sessualità, cioè omnicomprensiva. L’informazione data ai minori avrebbe dovuto quindi interessare la fisiologia, la psicologia, la sociologia, l’affettività, etc. Naturalmente gli aspetti morali non sono stati minimamente toccati e naturalmente la “visione olistica” è stata ridotta a miopia empirica perché gli elementi fisiologici della sessualità la fanno da padroni. Più che sessualità pare mera genitalità.

Innanzitutto per la fascia di età che va dai neonati – “zero anni” è ciò che si legge nelle linee guida – ai quattro anni è doveroso informare il bebè che esiste un vero e proprio “diritto di indagare la propria nudità e il proprio corpo e un diritto di essere curiosi”. Una volta che l’infante avrà esplorato il proprio corpo occorre spronarlo affinché comunichi le proprie sensazioni positive e negative e “manifesti le proprie necessità, voglie e limiti ad esempio nel contesto del ‘gioco del dottore’”. Il “gioco del dottore” poi pare che debba essere condotto in piena libertà perché un’altra indicazione preziosa è quella secondo cui il piccolo deve essere spronato a “seguire il proprio istinto”. Banale a dirsi che sin dai primi vagiti è salutare seguire la regola aurea che prescrive che ogni piacere venereo è di per se stesso buono. Infatti i pedagoghi dell’Oms ritengono doveroso, a beneficio dello scolaro infante, “informarlo sul piacere e sul godimento che si sperimenta quando si accarezza il proprio corpo e sulla masturbazione precoce infantile”. Subito dopo scatta la remora di tranquillizzare il piccolo: occorre infatti fargli capire che “il piacere delle parti intime è aspetto normale nella vita di tutti”. Sdoganata così la masturbazione e qualche acerbissimo giochino erotico in età da culla si passa, per i fanciulli di 4-6 anni, a stimolarli in merito alla condivisione dei loro “problemi sessuali” (quali potrebbero essere tali problemi in questa età rimane un mistero) e a confortarli in merito al fatto che “qualsiasi sentimento è ok”. Come ogni piacere va bene per il fatto di essere piacevole così è anche per i sentimenti. Per i più grandicelli, parliamo di bambini tra i 6 e i 9 anni, è già tempo di parlare di eiaculazione e mestruazioni.

Questo perché, così annotano le linee guida, occorre sempre anticipare le problematiche sessuali rispetto ai tempi naturali di apprendimento del bambino: si deve giocare in contropiede e così se una certa cosa sul sesso non si è ancora affacciata nell’innocente testolina del pupo ecco che l’Oms ci pensa lei a farglielo presente anzitempo. Ovviamente, tengono a precisare, le favolette sulla cicogna e cavoli sono bandite perché “miti” e stereotipi. Occorre puntare tutto sulla cruda realtà e che nessun pargolo per piacere si scandalizzi e si metta a piangere.

I 9 e i 12enni, sempre all’insegna del “prima è meglio è”, devono essere aiutati “a decidere in modo responsabile se avere o non avere esperienze sessuali”.

In ossequio allo spirito che anima molte organizzazioni internazionali che si occupano di fecondità e maternità, se parli di sessualità non ti puoi esimere dal parlare anche di contraccezione. Fino ai 5 anni i bambini vengono risparmiati dall’apprendere a forza qualcosa su questo tema, ma allo scattare del sesto anno ecco che è doveroso inoculare nelle loro verdissimi menti i rudimenti della contraccezione ed anche qualche nozione sulla “pianificazione familiare”. Tra i 9 e i 12 anni hanno già le competenze necessarie per districarsi tra le “differenti tipologie di contraccettivi” e per comprendere il “loro uso”. È dovere dell’educatore inoltre sfatare i molti “miti della contraccezione”. Infine è necessario “incoraggiarli ad usare realmente un domani preservativi e contraccettivi”. Tutto questo a 12 anni.

Per i 12-15enni, consci che ormai stanno già avendo le loro prime esperienze sessuali, è importante formarli su quelle condotte o abitudini che potrebbero rendere inefficaci le metodiche contraccettive.

La contraccezione in questo documento è testa di ponte poi per transitare a parlare dell’aborto. Già prima che il cittadino dell’Unione Europea si muova a carponi, questi deve far sua la massima sessantottina che recita: “il mio corpo appartiene a me”. Una mente così ben (de)formata un giorno quindi non avrà problemi a decidere di abortire il figlio non voluto e di porre fine alla propria esistenza non più piacevole perché il suo corpo è solo suo. Verso i 9-12 anni invece occorrerà spiegare che ci sono “pericoli e conseguenze del sesso non sicuro (gravidanze indesiderate)”. Rimanere incinta quando ancora si va a scuola e come una gravidanza indesiderata potrà pesare anche sulle proprie scelte lavorative future sono invece temi da toccare tra i 12 e i 15 anni. Quando comunque arriva un figlio non voluto, così si consiglia, c’è sempre la “pillola del giorno dopo”. Infine per gli over 15 è bene far sapere loro che “il diritto di aborto” è tutelato dall’Europa e che c’è la Corte Europea dei diritti dell’uomo pronta a dare loro una mano in tal senso.

Nelle linee guida c’è anche spazio per trattare della fecondazione artificiale – argomento adatto per i bambini di soli 6 anni – e della maternità surrogata – tema consono ad un ragazzo di 15 anni.

Naturalmente la sessualità così come è stata concepita dall’Oms non deve conoscere barriere di nessun genere, è proprio il caso di dirlo. Ed infatti dagli zero ai 4 anni bisogna spiegare al pargolo che questi vanta “il diritto di scoprire la sua identità di genere”. Tra i 4-6 anni sono già pronti per fagocitare qualche nozione di base “sull’amicizia o sull’amore tra persone dello stesso sesso” e sul fatto che esistono “concezioni diverse di famiglia”. Arrivati ai 9 anni sono ormai svezzati, ben disposti a sapere che esiste una “differenza tra identità di genere e sesso biologico”, questo anche perché bisogna far nascere in loro “una favorevole disposizione verso l’uguaglianza di genere nei rapporti interpersonali e nella scelta del partner”. Giunti alla soglia dei 12 anni è tempo di illustrare i prodigi della provetta magica, capace di dare figli anche a coppie omosessuali. Un accenno infine viene fatto al fenomeno del coming out delle persone omosessuali.

La fondazione spagnola CitizenGO sta raccogliendo firme on line per tentare di bloccare la diffusione di questo documento. Ecco il link del sito dove poter firmare: http://www.citizengo.org/it/443-ritiri-il-documento-standards-sexuality-education-europe?sid=MzE4MDcxNDc4NTg3MDMx

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-loms-gioca-al-dottore-con-i-bebe-7631.htm

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25 thoughts on “L’Oms gioca al dottore con i bebé

  1. Questo è il sovvertimento dell’ordine naturale su cui si basa il creato. diffondiamo l’appello e sempre preghiamo per un mondo migliore

  2. A questo punto direi … OMS=Organizzazione Mondiale del Sesso . Ma come fare noi genitori? La scuola è obbligatoria e le lezioni anche… Cosa fare? Quando leggo articoli del genere, mi viene voglia di scappare con la mia famiglia su un’isola deserta per proteggerla….

  3. Qualcuno nell’Oms si e’ bevuto il cervello ed ha ingoiato anche il contenitore.
    Questi ci vogliono condizionare la vita e privarci di ogni liberta’.
    Non mi stupirebbe se decidessero quante volte al giorno i fanciulli si devono masturbare e che il prodotto di tale pratica deve essete raccolto in un programma di raccolta differenziata per la cura e la prevenzione di malattie genetiche verosimilmente dannose per le sorti dell’umanita’.
    Complimenti generazione di fenomeni quali siamo.
    Stiamo consegnando un futuro piu’ che roseo e lodevole ai nostri posteri che ci ringrazieranno per l’eternita’ delle intuizioni di questa esilarante generazione (sic!)

  4. Intanto…(da http://www.riscossacristiana.it/deliri-sessual-pedagogici-delloms-gli-applausi-di-avvenire-di-elisabetta-frezza/)
    …”Avvenire, invece, ben si guarda dal contrapporsi frontalmente ad organismi che, magari, torna utile non inimicarsi del tutto, e si esibisce in una folle acrobazia ermeneutica; per affrontarla, si avvale del solerte aiuto dell’esperto di turno, blasonato “collaboratore” nazionale dell’ufficio CEI per la pastorale famigliare, uno (testuale) “del calibro di Michelangelo Tortalli, medico sessuologo clinico, membro della Federazione italiana sessuologia scientifica”.

    Il dottor Tortalli – che ci sorride in foto dalla pagina del quotidiano – esordisce elogiando i molti aspetti positivi del documento, che – afferma – apre l’educazione sessuale “a un approccio olistico” (cioè, spiega: “che comprende la persona nel suo intero”) e così “si sforza di compiere un passo avanti rispetto al passato, non riducendo la sessualità a un singolo evento ma proponendola piuttosto come un ‘progetto’ capace di coinvolgere la vita biologica”. Si rallegra poi del fatto che i genitori siano “i primi referenti della scuola nell’educazione sessuale” così come “referenti devono essere «la comunità, le organizzazioni religiose e le altre agenzie che operano a contatto coi giovani»”. Plaude convinto, infine, giudicandoli davvero favorevolmente “sorprendenti”, ai “passaggi che riguardano la spinosa questione del ‘genere’ (in inglese gender)”, che esprimerebbero attenzione a garantire che bisogni e problemi diversi, legati alle differenze maschile-femminile, trovino risposte adeguate.

    Certo poi – lo ammette bontà sua anche il nostro luminare, ma prudentemente posponendo ai complimenti la pars destruens del suo intervento -, seguono “indicazioni pratiche in molti casi discutibili”. Per esempio, nell’insegnamento dagli 0 ai 4 anni si partirebbe con suggerimenti dettati da assoluto buon senso, come il promuovere “tenerezza e contatto fisico come espressioni di amore e di affetto”, per approdare a qualche “assurdità” come la “masturbazione infantile precoce” e, tra i 4 e i 6 anni, quella delle “relazioni tra persone dello stesso sesso”.

    Per i successivi rilievi critici – che riguardano le istruzioni all’uso nonché al modo di procurarsi preservativi e contraccettivi a nove anni, l’insegnamento del diritto all’aborto (che, effettivamente, non sta tanto bene chiamare così), al coming out (cioè la dichiarazione della propria omosessualità) e alla fecondazione assistita a dodici anni – il dottor Tortelli cede però la parola alla sessuologa Paola Di Maria.

    Forse gli pareva, altrimenti, di infierire troppo.

    L’esperta di sostegno rileva come, nella sua seconda parte, il documento difetti “di quel senso ‘olistico’ annunciato all’inizio” e indulga in una “visione della sessualità̀ appiattita sulla biologia e del tutto priva di orizzonti di significato veri”. Una visione, conclude commossa la signora, “di cui i nostri bambini – così sensibili e disorientati – non hanno davvero bisogno”.

    Queste le posizioni del giornale dei vescovi.

    Sconcerta incappare in simili vette di tendenziosità dispensate dalle colonne di un quotidiano sedicente cattolico, che – sulla carta – dovrebbe essere capofila nella guerra contro la dittatura laicista che ci attanaglia in una vera e propria morsa suicida. Sconforta apprendere che, per Avvenire, rapinare i bambini della loro innocenza e i loro genitori del diritto di educarli, in fondo e fino a un certo punto, vada pure bene; basta non esagerare.

    I nuovi mostri che allungano le mani sui nostri figli e vogliono indottrinarli al pensiero unico pansessualista sanno ora di contare su di un alleato insperato.

    Che dire? Chissà che al direttore Tarquinio o a qualche collaboratore della CEI sovvenga, sia pur tardivamente, l’unico commento che al riguardo sarebbe suonato opportuno:

    «Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare» (Marco: 9,42)”

  5. Rieccomi qui, sempre io, sempre cattolico e capo scout…
    Forse leggendo questo blog dovrei cominciare a definirmi cattolico critico.
    Ma perche’ continuiamo a prendere di petto le cose per poi portare avanti una battaglia a spada tratta senza approfondire, approfondire, approfondire?
    Io ho la fortuna/sfortuna di essere sposato con una psicologa e pedagogista e le cose non sono del tutto come questo articolo vuole farci credere, o meglio possono e DEVONO essere interpretate in modo diverso…
    Educazione sessuale, contraccettivi e quant’altro sono un obbligo in una societa’ come la nostra, vorrei vedere quanti di noi in qualita’ di genitori sono capaci di rinchiudere in una campana di vetro i propri figli. La chiave e’ il corretto mix di informazione medica associata ad una corretta educazione morale…
    Tanto per fare il grillo parlante vi dico che anche gli ambienti che consideriamo piu’ sani non sono immuni, gruppi scout, gruppi parrocchiali, grest ecc.
    Si chiamano impulsi e sono naturali, bisogna quindi imparare a conoscerli e gestirli…

    Vivete i giovani per capirli aiutarli e guidarli…

    Come sempre cordiali saluti.

    Jean Pipette

  6. Ciao Jean Pipette
    a volte basta il semplice… buon senso… pero’ se io leggo quello che c’e’ scritto.. mi attengo a quello.
    Circa quanto da te scritto mi induce ad una piu’ attenta e severa riflessione. E cioe’ “esiste un ambiente immune da pulsioni di un certo tipo?” la mia risposta e’ “no”.
    Se consigliassi ad un mio simile l’uso dei contraccettivi, nella migliore delle ipotesi (della peggiore non ne voglio parlare) farei il gioco della grande distribuzione ma non sarei comunque coerente con il mio Credo.
    Mia moglie e’ una semplice casalinga ma con queste premesse dell’oms, lei pensa che il danno che provocherebbe tale decisione sarebbe immane. Ed io, se permetti, concordo con la mia e non con la tua di moglie.
    Mi sto sforzando poi di capire cosa intendi per giusto mix? Per caso fai il rappresentante di prodotti contraccettivi?
    Un’ultima riflessione. I giovani di tutte le generazioni andrebbero aiutatati sempre, indicando loro la strada maestra e non consigliando scorciatoie. Nel caso dell’oms, poi, mettendoli sulla strada sbagliata.
    Le critiche sono sempre ben accette ma qui si tratta di un evidente tentativo di manipolazione dell’innocenza da parte dell’oms.
    Quanto detto rimane una mia riflessione secondo coscenza e conoscenza. Ognuno rispondera’ della propria.

    Vincenzo

  7. Bravo Jean Pipette hai detto bene: tutti gli ambienti non sono sani ma non per questo non dobbiamo lottare affinchè diventino sani.
    Tu dici che questo articolo ci dice cose contrarie a ciò che l’OMS vorrebbe dire, giusto?
    Quindi ne deduco che non è vero che vogliono insegnare ai bambini la masturbazione, il gender e tutto il resto che è scritto in questo articolo. Se è come dici ti prego di illuminarci con un articolo in cui ci riporti la verità tutta intera. Cioè cosa desiderano fare quelli dell’OMS. Grazie a aspettiamo.

  8. Sono anni ed anni che programmi ed orientamenti della scuola vengono stabiliti da chi della scuola non fa parte… comunque, ciò che più mi preoccupa è la scomparsa dell’infanzia, l’annullamento della distanza tra mondo degli adulti e quello dei bambini…poveri noI!

  9. Buona sera,
    sorrido pensando alla possibilita’ di lavorare come rappresentante di contraccettivi 🙂 Forse ce ne sono gia’ troppi in giro.
    Ho letto nelle vostre risposte delle cose che mi sono piaciute molto, intanto lottare perche’ i nostri ambienti diventino e restino quanto piu’ sani possibile e poi la coerenza col nostro credo.
    Intanto va detto che questo documento e’ a livello medico e non a livello religioso, quindi nulla a che vedere col nostro credo.
    Ed ecco qui la distinzione, il problema sta nell’educare alla corretta conoscenza del proprio corpo e dei meccanismi che lo regolano, il che sembra diverso dall’espressione “insegnamogli a masturbarsi, ad usare un profilattico ecc…”, cosa che si distingue dalle relazioni umane che invece comportano la coerenza col nostro credo, dove la sessualita’ dovrebbe essere il complemento di un sentimento reciproco che pone le basi di una relazione.
    Ho per pura curiosita’ discusso di questo articolo con colleghi di diverse nazionalita’ e credo religioso, bhe’ le risposte sono state varie e disparate.
    Io non ho davvero nessuna risposta a questo, se non continuare a comportarmi secondo coscenza.

    @ vince, per mix intendo insegnare ai ragazzi entrambi gli aspetti quello medico e quello morale

    @ annalisa, non ho articoli che smetiscano o confermino, dico solo che l’interpretazione di ognuno di noi e’ dettata dal nostro background culturale e religioso. Colleghi mussulmani non hanno nemmeno voluto affrontare l’argomento, colleghi nord europei trovano la cosa piu’ che giusta.

    Adesso faccio la domanda cattiva, cos’e’ l’innocenza?

    (frasi e risposte di lupettti e ragazzini di reparto scout)

    – il mio fratellino lo ha portato la cicogna… dopo avergli fatto ascoltare il fratellino nella pancia della mamma per mesi interi… Ipocrisia???
    Perche’ non insegnargli che e’ il risultato di una ricerca fisica spinta dall’amore tra due persone?

    – ragazzina alle prese col menarca che disperata cerca di nasconderlo e poi scoppia in un pianto isterico perche’ si sente sporca non sa cosa succede e sopratutto non sa come spiegare ai genitori la cosa piu’ naturale del mondo… ancora ipocrisia???

    Potrei continuare con altri aneddoti ma credo abbiate capito il senso di cio’ che voglio dire.
    Comunque grazie, quando i discorsi sono costruttivi portano sempre frutti.

    Ciao
    Jean

  10. Non è una domanda cattiva: “Cos’è l’innocenza”, bensì è la domanda che tutti dovremmo farci. Le risposte dei lupetti e ragazzini sono lontani anni luce dal problema che stiamo affrontando. Qui non si dice di non parlare di sessualità ma certamente il tutto dovrebbe essere condito dall’amore che non è intesto l’amore da canzonette ma l’amore con la A maiuscola, detta anche Carità (quella di Dio).
    Che gusto c’è ad insegnare ad un bambino di 4 anni a masturbarsi? Oltretutto le pulsioni arrivano nell’adolescenza quando gli ormoni circolano più velocemente. Un bambino di 4 anni è innocente e puro fino al momento in cui non gli viene rappresentata la malizia.
    Le tue due domande, ripeto, sono domande naturali a cui gli stessi genitori devono e possono rispondere essendo di una normalità disarmante.
    Il problema, ripeto, è quando si riduce la sessualità a puro piacere. A questo punto possiamo dargli un giornalino porno e lasciare che imparino il piacere. Che cosa cambia?

  11. E’ il trionfo dell’ideologia lesbogaypedo. Già da tempo l’APA e l’OMS hanno sdoganato l’attrazione sessuale verso i bambini come orientamento sessuale come tutti gli altri, limitando la definizione “tecnica” di pedofilia -tuttora considerata malattia, anzi “disturbo”- a una serie di casi particolari che non sto ad elencare. Definizione così contorta e dalle maglie così ampie che la maggior parte dei pedofili -in senso comune- non potrebbero più considerarsi tali.
    Ma è ovvio che lo sdoganamento della pedofilia richiede un passo ulteriore: risolvere l’evidente problema della dannosità degli atti sessuali compiuti su un bambino.
    Ma i lesbogaypedo, per i quali ogni deviazione è sempre questione di “amore”, hanno sempre la risposta pronta. Gli atti sessuali su un minore sono dannosi perchè un bambino -per definizione soggetto sessualmente immaturo- non può comprenderli, non è pronto, non è preparato… A quanto pare l’OMS ha trovato la soluzione. Così i bambini saranno pronti a giocare al gioco del dottore… e possiamo immaginare con chi. Saluti.

  12. Mentre Gesù si avvicina verso di noi spedito, anche il male nascosto sotto varie forme si fa largo attraverso assocciazioni , convegni medici , seminari e purtroppo cattura anche persone in buona fede appartenenti anch’esse alla Parrocchia , perchè non difese dalla preghiera personale. Quando un male fisico aumenta noi aumentiamo la dose di medicine e antibiotici, quindi per lo stesso effetto fisico quando aumenta il male spirituale aumentiamo i rosari , le Sante Messe le ore di Adorazione e la frequentazione dei Santuari Mariani . Con gli scout , seduti in montagna , magari invece di parlare di sesso , compito da lasciare alla famiglia che il Padre eterno ha voluto per educare i figli , recitare insieme il Santo Rosario: vedrete che miglioramenti spirituali avverranno. Scusate se lo ripeto : in questi tempi il nostro parlare sia si si no no il di più viene dal maligno. Anzi ora basta se no non tengo fede a questo scritto. Sia lodato Gesù Cristo e una lode grande a Sua e nostra Madre Maria.

  13. Intanto bisognerebbe comprendere chi sono i tuoi “colleghi”, (spero non boy scout!!).
    Il corpo, quindi, non è relazione umana? Non è linguaggio?
    Caro il mio liberal-scientific-relativist, è proprio la domanda giusta: “cos’è l’innocenza?”
    Treccani.it – a. Ignoranza del male, e quindi incapacità d’intenderlo e di commetterlo, per lo più propria dell’età infantile…,
    di persona che ostenta ingenuità, semplicità; frequenti le espressioni esclamative beata i.!, santa i. !,
    a proposito di bambini che ripetono innocentemente parole e frasi inadatte alla loro età, o, ironicam.,
    di adulti che mostrino o fingano un’ingenuità che ormai dovrebbero avere perduta.

    Forse è una risposta, per chi desidera camminarci dentro. Il fingere ingenuità su questi argomenti fondamentali dell’essere costitutivo in quanto persona, è proprio un caso di indebita appropriazione dell’innocenza. Rassicuriamoci, che la finzione finirà dopo l’unica realtà scientifica, che è la morte. Il sipario si abbasserà e la Verità si porrà di fronte…e preghiamo che l’innocenza perduta la si desideri sanare, implorando perdono. Certo, se il background, venisse purificato nel Sacramento della Riconciliazione…ma il metro di misura sono Musulmani e nord Europei, e il Signore continua a diffondere dal Suo santo costato aperto acqua e sangue, e noi costruiamo “ombrelli”, mentre i lupetti ululano e l’innocenza grida al cielo.
    Per voi LIRReverendo

  14. E se lo fanno, con la volontà di cambiare Scuola, l’Istituto Comprensivo, per paura di perdere il “numero” alunni, che rischia di essere declassato….meno soldi….meno…meno…
    Le famiglie hanno in mano l’arma, se unite, vincente.

  15. Grazie LIRReverendo che ci ricordi l’importanza del sangue ed acqua della Divina Misericordia , “L’umanità non troverà pace finchè non si rivolgerà alla sorgente della mia misericordia” ( Diario di Santa Faustina versetto 699). Chiudiamo gli ombrelli è molto meglio.

  16. @Jean Pipette
    “Intanto va detto che questo documento e’ a livello medico e non a livello religioso, quindi nulla a che vedere col nostro credo”.

    Caro Jean, ti prego di non usare gli aggettivi possessivi plurali come se nulla fosse.
    “Nostro”, di chi?

    Non certo il mio, né di molti altri che frequentano questo blog.

    La persona umana è UNIONE di anima e corpo, e la religione riguarda la persona, nella sua totalità. Perciò, altroché se il “livello medico” non ha a che vedere con la religione, almeno con quella cattolica.

    Puoi arrampicarti sugli specchi quanto ti pare, e puoi pure autoconvincerti che quel documento dica cose contrarie a quelle che dice, ma cerca almeno di comprendere che il relativismo morale arriva a uccidere l’anima, senza che questa se ne renda conto. Proprio a furia di minimizzare le brutte realtà, si finisce col giustificarle. E l’imbestialimento attuale è figlio di questo modo di procedere.

    Guai a chi scandalizza i piccoli!
    Guai a chi instilla malizie precoci nei fanciulli!

    Gesù è stato più che chiaro, a tal proposito, ma ormai il senso del peccato è quasi completamente perduto…

  17. Caro Gustavo vorrei aggiungere ; non solo il senso del peccato è stato perduto, ma siamo proprio nel tempo : guai a chi chiama il bene male e il male bene. Siano sempre lodati Gesù e Maria

  18. Di fronte al male che si dichiara tale, è facile mettersi sulla difensiva; più problematico è distinguere il male che si mostra con aspetto benevolo… così come è difficile discernere la qualità dei discorsi di chi si dichiara cattolico, ma in realtà assume atteggiamenti luciferini.
    Questo è il tempo anticristico: il bene viene punito, e il male viene esaltato e premiato.

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