La dottrina di Papa Francesco

di don Matteo Graziola

Al direttore – Dispiace molto a un pro life come il sottoscritto leggere le parole durissime scritte da due pro life come me, Gnocchi e Palmaro, contro Papa Francesco, accusato di propugnare un Cristo senza dottrina né verità. Dispiace veramente vedere dei cattolici convinti prendere posizione contro colui che affermano essere il termine della loro obbedienza, cioè il Sommo Pontefice della chiesa cattolica.
Il mio tuttavia non è solo dispiacere, ma anche indignazione, perché chi ha scritto quelle parole ha dimostrato di non voler capire il vero senso dell’attuale magistero petrino e soprattutto ha dimostrato di non avere alcuna affezione verso la persona del Pontefice. Cerco di motivare queste due amare affermazioni.

Anzitutto va detto che non è affatto vietato per un cattolico esprimere delle critiche su certe opinioni espresse da un Papa o su certi suoi comportamenti. Lo si capisce dal celebre episodio del rimprovero pubblico che l’apostolo Paolo ha fatto nei confronti dell’apostolo Pietro nella lettera ai Galati (Gal 2,11ss) o dalla famosa tradizione del Quo vadis Domine o da tanti altri fatti della storia della chiesa. Tuttavia le critiche devono avere due caratteristiche essenziali per essere veramente cattoliche: in primo luogo l’amore alla persona del Papa e il desiderio di aiutarlo, in secondo luogo l’onestà nell’osservazione dei fatti e nella conoscenza degli elementi in gioco. Sono proprio queste due caratteristiche che mancano nell’intervento di Gnocchi e Palmaro.

In primo luogo dunque manca l’amore a Papa Francesco: quell’amore che ti fa pregare che il Signore lo protegga e lo illumini, che ti fa sperare che possa fare del bene a tutti, che ti fa desiderare di dargli una mano, che ti fa trepidare nel caso cadesse in qualche equivoco o errore e ti fa fare di tutto per aiutarlo a superare il pericolo. Questo amore si fonda su un riconoscimento decisivo: che quell’uomo è stato scelto da Dio per guidare la sua chiesa, che in lui è Cristo stesso che offre la roccia a tutti i fedeli per essere certi della loro unione con Lui, Cristo, e che il Papa anche se sul piano delle opinioni può dire cose inopportune o anche sbagliate, nel livello ultimo del suo magistero egli non può sbagliare e non può cadere in nessun equivoco e deve essere obbedito da ogni discepolo di Cristo. La vecchietta di grande fede citata da Gnocchi e Palmaro come presunto bersaglio dei discorsi pontifici, proprio in nome della sua fede da loro lodata non avrebbe mai sottoscritto un articolo contro il Papa, neanche nel caso in cui fosse stata veramente lei il bersaglio ingiusto delle sue invettive. E avrebbe invece facilmente scoperto, a differenza di Gnocchi e Palmaro, che questo Papa continuamente loda la fede delle nonne, la loro testimonianza cristiana, la loro dedizione ai valori cristiani della famiglia e della vita.

E proprio qui si apre il secondo aspetto del problema. I nostri due duri critici pontifici (ma sembrerebbe più coerente chiamarli “giudici”) hanno dato in realtà un quadro del tutto fuorviante del magistero di Papa Francesco, identificandolo con alcuni interventi secondari (le omelie di Santa Marta non sono considerate dal Papa stesso parte del suo insegnamento ufficiale, ma solo riflessioni collaterali) e dimenticando completamente tutti i suoi insegnamenti magisteriali e tutti i fatti eloquenti del suo pontificato. Di più, hanno dato ai suddetti interventi secondari una interpretazione acritica, non dimostrata, scontata, senza accorgersi che il loro vero significato potrebbe essere del tutto diverso da quello che loro gli hanno attribuito. Per esempio, chi ha detto che il bersaglio polemico di Papa Francesco, parlando di cristiani ideologici, siano i cristiani che credono nella legge naturale, nelle verità di fede e di morale, nei dogmi della chiesa, nei valori non negoziabili e via dicendo? Palmaro, che se non vado errato era presente come organizzatore alla Marcia per la Vita dello scorso maggio a Roma, ha già dimenticato che Papa Francesco intervenne pubblicamente ed energicamente a sostegno della marcia, in contrasto con la gran parte del mondo ecclesiastico italiano “aperto e moderno” che la osteggiava? E il discorso ai medici ginecologi che il Papa ha pronunciato il 20 settembre, tutto incentrato sull’opposizione all’aborto in nome della fede e della ragione, è stato mai visto dai nostri due informatissimi interlocutori?

Dopo aver letto le udienze generali sulla chiesa, con tutta la loro architettura dogmatica e dialettica unitamente alla loro forza pedagogica, si può onestamente ritenere che questo Pontefice voglia una fede senza dottrina e senza verità? Papa Bergoglio ha precisato con grande forza che Cristo è veramente e fisicamente risorto, che è presente realmente nell’Eucarestia, che san Francesco ha fatto tutto per Cristo e non per un inesistente ecologismo ante litteram, che non si può separare Cristo dalla chiesa e la chiesa da Cristo, che la chiesa vive tutta per la presenza di Cristo e non può essere ridotta a una realtà sociologica (“non è una Ong!”), che la verità esiste ed è il bene per l’uomo, che il Santo Rosario va recitato ogni giorno in famiglia, che la veglia di preghiera per la pace deve essere in adorazione davanti all’Eucarestia (anche per i musulmani!), che i suoi maestri sono Teresina di Lisieux, i mistici, don Giussani, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI…: chi non vede il contrasto durissimo di tutte queste affermazioni con la mentalità relativistica, antidottrinale, politicamente corretta, intimistica e dualista che domina anche dentro tanta parte del mondo cattolico? Anche le affermazioni sul primato della coscienza sono pura e semplice dottrina tomistica, ribadita dallo stesso Papa Benedetto.

E che dire infine del suo rapporto con la gente, del suo spendersi senza difese per abbracciare ogni uomo? Come si fa a non commuoversi vedendo il suo rapporto con la gente in piazza San Pietro quando passa con la Jeep e si ferma a ogni bambino, a ogni malato, a ogni persona che tende le mani verso di lui? Non per affermare una propria bravura, ma la vicinanza di Cristo, l’amore di Cristo, la misericordia di Cristo.
Cari Gnocchi e Palmaro, mi spiace dirlo, ma sforzarsi di dare di questo Papa un’immagine “eretizzante” e rovinosa per la dottrina è un’operazione di grave disonestà intellettuale.

Chiedetevi piuttosto qual è il vero bersaglio delle sue più pepate e “sudamericane” affermazioni (non si dimentichi che un certo modo provocatorio e enfatico di parlare fa parte dell’indole ispanica, la quale ama il contrasto tra singole affermazioni provocatorie e un insieme complessivo di grande equilibrio e di strenua fedeltà alla tradizione; bisogna un po’ conoscerli questi ispanici, che si infiammano subito ma stanno bene attenti a non provocare incendi). Questo bersaglio è forse la fede? o la morale? o la ragione? No, nessuna di queste tre, ma l’ipocrisia: questo è il vero obiettivo polemico di questo Papa. L’ipocrisia di chi abbraccia la vocazione al sacerdozio per poi votarsi alla carriera e alla ricerca del potere, l’ipocrisia di chi ha qualche incarico di responsabilità nella chiesa e usa questa posizione per coltivare i propri interessi invece di quelli delle persone a lui affidate, l’ipocrisia di chi pensa a essere a posto davanti a Dio per poi essere libero di non pensare più a Lui, l’ipocrisia di comunità cristiane sempre meglio organizzate e sempre meno missionarie nella realtà in cui vivono, l’ipocrisia di chi riduce il Vangelo a una dottrina sociologica, l’ipocrisia di chi sottomette la verità alla mentalità mondana dominante, l’ipocrisia di chi sottoscrive tutta la morale cristiana ma non condivide poi una briciola della passione di Cristo per la salvezza dell’uomo, l’ipocrisia di intere comunità ricche che fanno finta di non sapere che ci sono altre comunità nella miseria, l’ipocrisia di chi usa la verità per condannare le persone invece che i peccati… insomma: l’ipocrisia di chi non ama né Dio né gli uomini e usa la verità per affermare che va tutto bene così.

In questa lotta difficilissima contro l’ipocrisia è ben possibile che qualche affermazione sia stata sproporzionata o poco felice, ma nel complesso la gente ha sentito subito “a pelle” che questo Papa sta cogliendo nel segno e sta spingendo tutti (tutti!) a un cambiamento salutare. Perché riconosciamolo, abbiamo bisogno tutti di cambiare, anche quelli che non avevano sbagliato niente o almeno pensavano che fosse così…

Cari Gnocchi e Palmaro, volete davvero aiutare il Papa a essere perfetto in tutte le sue parole? Allora prima di tutto amatelo, sostenetelo, comprendetelo, pregate per lui, commuovetevi per lui e con lui, lasciatevi cambiare da lui. E quindi potrete, se sarà il caso, aiutarlo anche a non sbagliare un colpo.

© – FOGLIO QUOTIDIANO

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27 thoughts on “La dottrina di Papa Francesco

  1. Papa Francesco ci sta insegnando la strada per la Verita’, purtroppo i “sepolcri imbiancati” sono ancora presenti.

    da: un poveraccio

  2. Stanno venendo fuori gli ipocriti, i sepolcri imbiancati, coloro che hanno ucciso Gesù con il proprio “io” pur di fare carriera!!! VERGOGNA.. purtroppo nelle nostre parrocchie possiamo imbatterci con tipi cosi. .Mettiamoci in preghiera!!
    .

  3. Grazie per questo intervento,sull’ortodossia del Papa non ci sono dubbi,è malizioso pensarlo. Questo Papa è erede di tutta la tradizione dei Gesuiti in campo missionario,inculturazione della Fede,apertura alle culture, evangelizzazione e promozione umana,attenzione ai più bisognosi. Il problema è che Lui non ha sposato le tesi dei tradizionalisti ma la dimensione missionaria della cHIESA

  4. Condivido quello che ha scritto Don Matteo; tuttavia spezzo una lancia a favore dei due giornalisti, facendo presente che per via di alcune “dichiarazioni” di Papa Francesco è scesa in campo la congregazione della dottrina della fede, probabilmente per correggere un pò il tiro su queste dichiarazioni, che estrapolate dal contesto ne hanno stravolto il contenuto; del resto non è cosa nuova che i mass-media facciano di questi giochetti mediatici, lo hanno fatto da sempre, anche con Benedetto XVI e Papa Giovanno Paolo II.
    Inoltre è pur sempre vero che un’intervista non è certamente un insegnamento della Chiesa! A volte ho notato che Papa Francesco è più indulgente per certi aspetti riguardanti la morale (divorziati, donne che hanno abortito, omosessuali…), ma d’altra parte non si possono invece negare certi atteggiamenti più severi rispetto ad altri temi (attenzione ai poveri ed ai più deboli). Probabilmente ha degli argomenti a cui tiene di più rispetto ad altri magari dovuti alla sua storia, ma ciò non vuo dire che cancelli millenni di dottrina cattolica.

  5. Ricordiamoci tutti Gesù Cristo è stato rifiutato proprio da quelli di casa sua…. Il Papa è contestato dai suoi perchè sta facendo benissimo, mi commuovo sempre nel vederlo in
    mezzo alle persone sofferenti sento che porta la speranza del Cristo risorto.
    E ricordatevi al diavolo da molto molto molto fastidio… lui vuole far passare tutto ciò che è malefico in bene. Forza allora tutti noi che amiamo Dio e la Chiesa e Papa Francesco preghiamo incessantemente e ricordiamoci sempre che il maligno non prevarrà su di essa.

  6. (Detto che, da quello che vedo in un commento poco sopra, purtroppo oggi si sta dando la stura a tutte le reazioni più becere e perverse… tutti dobbiamo stare attenti a che compagni di strada ci troviamo a fianco…)

    G&P possono senz’altro meritare critiche per il fatto di esagerare o viaggiare sul filo del rasoio; anche mercé la bordata di attacchi ricevuti, privi di carità cristiana nei loro confronti (si sprecano le occasioni in cui ho sentito inneggiare al loro staccarsi dalla Chiesa, quasi fosse una cosa da desiderare “così imparano” a uscire dai ranghi), che li potrebbe ancor più fare incaponire nella critica.

    E ci sta il discorso di questo articolo, sul partire dall’amore. Lo faccio mio perchè è un rischio sempre presente, quello di far prevalere il disappunto e la voglia di rimproverare.

    Ma attenzione! E’ completamente fuori bersaglio il senso principale della critica qui contenuta.
    Non è che G&P vogliano, per loro spirito di divisione e critica malevola, cercare il significato più brutto e distorto delle parole del Papa; nè che ignorino il suo Magistero, per concentrarsi invece su aspetti secondari, come le interviste riportate, o i gesti, le parole a braccio…
    Al contrario, sta proprio qui il fulcro della critica: G&P, capendo di comunicazione e di media moderni molto più della somma delle teste di interi dicasteri vaticani, osservano che queste interpretazioni malevole e distorte, tutte centrate su aspetti secondari invece che sul Magistero, sono le uniche che passano! Sono le uniche che pesano, vengono riportate dalla grancassa mediatica, potranno portare conseguenze macroscopiche!
    A che serve che un centinaio di addetti ai lavori possano togliersi la soddisfazione di dedicare una mezza giornata a compitare tutto il materiale uscito da e sul Papa nella settimana precedente, per valutarne l’ortodossia, opportunità pastorale e saggezza, arrivando compiaciuti alla conclusione che, ma pensa un po’, il Papa è perfettamente ortodosso (se si ha la pazienza e la conoscenza per scavare approfonditamente…) se nel frattempo invece dieci milioni di persone ricevono un messaggio contrario, fuorviante, manipolato?
    Se il racconto è distorto, e per tutti il Papa è quello raccontato da Scalfari, che senso ha parlare di quello che avrebbe voluto dire veramente, e di quello che scrive o proclama ufficialmente, che non verrà invece granchè notato? (E quando anche lo si nota, non pesa perchè si pensa sia un atto dovuto, d’ufficio… molto più succosa e rivoluzionaria una idea sfuggita, su cui ricamare sopra, come un “Chi sono io per giudicare”.)
    Ma, appunto, “fool me once: shame on you, fool me twice: shame on me!”
    Se il problema di comunicazione persiste, è giusto criticare il Papa e i suoi collaboratori per il fatto di esporsi ad un gioco al massacro, nella velleitaria speranza di non alienarsi un mondo che lo disprezza.

  7. Non dimentichiamo anche che Papa Benedetto promise obbedienza al futuro pontefice.
    Grazie dell’articolo.
    Andrea

  8. L’essenziale è Gesù Cristo. Tutto il resto è secondario.
    Se ho letto bene, l’ha ripetuto oggi Papa Francesco.
    Mi auguro che questi G&P prima o poi ritrovino Gesù: quello del Vangelo, quello della Carità.
    Perché nei loro scritti di questo non c’è più traccia.
    Al sig. AlphaT dico di non preoccuparsi: tanta gente comune ha molto più buon senso di certi sapienti e di certi studiosi.
    “hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli” (Mt 11,25)
    Non turba proprio che G&P “critichino” il Papa (chiamala critica…ma li avete letti??) ma non sbandieratemeli come cristiani da imitare. (anche se sicuramente saranno meglio di me)

  9. Non dico che per la maggior parte delle persone le parole entrano da un’orecchio e ..escono dall’altro, ma sicuramente non stanno lì a mettere tutti i puntini sulle “i”…
    Quello che invece colpisce è la testimonianza di vita, la coerenza tra quello che si predica e quello che si fa.
    E’ difficile non restare colpiti da Papa Francesco, anche da parte di persone che comunque rifiutano il cristianesimo e forse continueranno a rifiutarlo.

    E’ triste che per il presunto intento di tutelare i semplici, si sia pietra d’inciampo ai semplici.
    Perché questo è l’unico risultato sicuro di certi dotti studiosi, che si perdono nei rivoli della loro saccenza.

  10. Oggi 11 nov. si ricorda S Martino di Tures, vescovo, che volendo scuotere il suo clero da abitudini consolidate e comode, venne molto osteggiato. Anche S Carlo Borromeo, vescovo di Milano, volendo cambiare le abitudini del clero, e oltre che da critiche venne colpito alla schiena con un colpo di archibugio, fortunatamente si salvò. Pertanto critiche a Papa Francesco sono la cosa ovvia, ed è bene che siano manifestate, come fanno Gnocchi&Palmaro che al termine del loro articolo scrivono: “Prima o poi ci si dovrà pur risvegliare dal grande sonno massmediatico e tornare a misurarsi con la realtà”. Quale realtà immaginano o conoscono P&G non lo so, però voglio dire grazie a PAPA FRANCESCO. Lui sì ci ha risvegliato dal grande sonno, che per P&G è la realtà, forse?

  11. Chi ha tirato fupri il discorso delle vecchie zitelle?
    Mi dite chi ha tirato in ballo il discorso di chi conta le preghiere a proposito della recita del rosario?
    É evidente che molti mon hanno letto la lettera di quell’insegnante argentina che si definisce perplessa.
    I due giornalisti hanno semplicente reso pubbliche quelle che sono le perplessità di molti del Francesco uomo e come papa farebbe meglio a prestare attenzione a quello che dice e a quello che fa. Anch’io sono perplesso anzi sconcertato, e una telefonata servirebbe a poco. Ascolto il papa perché mi parli di Cristo. Invoco la Sua benedizione attraverso ol papa. Buonappetito non è previsto nemmeno dal galateo. Il linguaggio è importante. Per non parlare poi quellp che ha fatto ai Francescani dell’Immacolata.

  12. Chiedo scusa per il tono polemico nel post precedente. Voglio chiarire la mia posizione. Io amo il Papa come figura, per quello che rappresenta.
    Il resto rappresenta un mio problema. . Non voglio mettere sulla cattiva strada altri che vivono serenamente.
    Vi chiedo scusa.
    Vincenzo

  13. G&P vogliono aiutare il Papa?
    Forse, ma forse a convertirsi alla “vera cattolicità”: leggesi …Lefebvre…
    Oh, non è un delitto, ma diciamoci le cose come stanno.
    http://www.webster.it/libri-tradizione_vero_volto_chi_sono-9788871985695.htm

    Del resto rileggetevi la loro “costruttiva” critica:
    http://www.ilfoglio.it/soloqui/20109
    Dire che Papa Francesco fa un’ “imponente esibizione di povertà”, parlare “un’assordante manifestazione dell’anticristo”…
    Fate un po’ voi…

    @Vincenzo: qualche tradizionalista si sente un po’ spiazzato?
    Comunque possiamo essere UNO solo nella Carità, e non solo coi tradizionalisti…
    Rispettandoci, ma senza prenderci in giro…

  14. Credo,, caro fratello Stefano
    Che tu abbia capito male. Non ho preso in giro nessuno. Ho semplicemente esternato alcune perplessita’ che avrei fatto meglio a tenermi dentro. Se vedo delle cose, se ascolto certe parole, se leggo certe dichiarazioni ho il diritto di essere perplesso.. e girandomi intorno ne vedo tanti di perplessi. Io ho semplicemente sbagliato ad esternarle in questo post sul blog, inducendo gli altri a leggermi. Ma non ho inventato niente. Ho riportato cose riprese dalla viva voce del papa e ampiamente documentato.
    Piccola precisazione, i francescani dell’Immacolata non sono lefebriani ne’ io appartengo a questo nobilissimo ordine.
    Se ti puo’ far piacere, sono un senplice Cattolico alla ricerca della perfezione, avendo come riferimento la Verita’ in Persona. Non penso di me di essere tradizionalista lefebriano,, ne bigotto ne tanto meno modernista. L’unica etichetta che mi si possa attribuire e’ quella di credente Cattolico,
    Se ti sei risentito mi scuso. Ma dimmi per cosa? Per le mie perplessita?
    Tuo fratello in Cristo
    Vincenzo

    Ps. Gli uomini a volte sbagliano, e’ umano. Non ho criticato il Papa ma l’uomo.
    Le monache non sono vecchie zitelle e il Santo Rosario non puo’ essere paragonato ad un’attrezzo contapreghiere. Nemmeno gli atei avevano mai osato tanto. La lettera dell’insegnante argentina perplessa e’ su internet… basta cercarla.

  15. La mia nota era sui sig.G&P, cui facevi riferimento, e che mi sembrano proprio di quella corrente…
    Il Santo Rosario è importante se, goccia dopo goccia, gli permettiamo di cambiare il nostro cuore di pietra…
    Se qualunque “pio esercizio” mi serve solo per dire a me stesso “l’ho fatto sono posto”, e non gli permetto di cambiare la mia vita …c’è qualcosa che non va’, anche se l’errore è in me, non tanto nel “pio esercizio”.
    E’ Gesù stesso, più che Papa Francesco, che ci spinge a cercare il senso autentico dei “gesti”, perchè il fine deve essere l’incontro con Gesù, non quel “gesto”.
    Temo che molti vogliano fermarsi a qualche “gesto”, per dire “sono a posto” e non sono interessati ad un vero rapporto con Gesù(che ti stravolge la vita!). Altrimenti…non saremmo nella crisi di valori in cui siamo…
    Ti auguro una buonissima giornata.
    Stefano
    (conosco monache SANTE e monache …zitelle)

  16. Accetto la tua riflessione ma i giudizi tuoi e quelli di Francesco faccio fatica a digerili.
    In quanto alle monache zitelle io sono piu’ fortunato di te e di Francesco. . . non sono riuscito a conoscerne nemmeno una.
    Scusami!

    Vincenzo

  17. @LIRReverendo
    Penserei di andare sul sicuro. Quindi, visto che hai queste conoscenze, passerei prima da casa tua, ti vengo a prendere e andiamo insieme. Cosi’ me la/le presenti tu e non sto a perdere tempo.
    Ti ringrazio anticipatamente per la tua disponibilita’.
    (apprezzo comunque la battuta)
    Vince

  18. A furia di criticare, si scade – più o meno inconsapevolmente – nella menzogna. Leggo G&P, e leggo che il Papa vuole stravolgere il Vangelo, e che manca di rispetto al Santissimo.
    Ora, con tutta la considerazione per la loro cultura, e per il bene che certamente hanno fatto, come posso prendere per “buona”, una critica del genere?
    Quando si scivola nella menzogna, occorrerebbe ricordare chi, Cristo, ha chiamato “padre della menzogna”.
    Quando si scivola nella menzogna, e nella critica fine a sé stessa (fra tutti i criticoni che crescono sempre più, avete mai letto anche solo un accenno, un flebile invito alla preghiera e alla conversione? Io no), bisognerebbe fermarsi e riflettere, perché c’è qualcosa che non va.

    Don Matteo, grazie di cuore.

  19. Il Santo Padre Francesco è sempre nei nostri cuori ; come tutti i Papi è stato eletto dallo Spirito Santo . Essendo un essere umano anche lui è soggetto alla materia. Detto questo non mi straccio le vesti di fronte agli scritti di Gnocchi e Palmaro (anche perchè non mi chiamo Caifa come tanti altri); ho letto molti loro articoli e non ho travisato in nessuno alcunchè di offensivo verso il Santo Padre. Essendo molto preparati su temi religiosi , vedono determinate cose meglio di noi e magari possono lasciarsi uscire anche commenti più determinati di quanto non possiamo affrontare noi. Il Santo Padre è sempre nelle mie e spero vostre preghiere e così lo sono tutti quelli che difendono l’ortodossia di santa Madre Chiesa così attaccata da ogni parte (particolarmente dall’interno dai cosidetti catto….nda) . detto questo un caro saluto in Cristo e Maria

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