“Uno di noi”: consegnate le firme al Viminale

2 milioni di sottoscrizioni in tutta Europa: grande successo della petizione che chiede all’Unione europea che il diritto alla vita d’ogni essere umano sia riconosciuto fin dal concepimento

Roma, 11 Novembre 2013 (Zenit.org) Federico Cenci |

homeL’atmosfera che aleggia nella sala stampa del Viminale è carica di soddisfazione. Nel giorno in cui si consegnano le firme raccolte per la campagna Uno di noi, gli organizzatori gongolano. E ne hanno ben donde. Infatti, il totale delle persone che hanno sottoscritto la propria adesione, per chiedere all’Unione Europea il riconoscimento della dignità umana dell’embrione, ha raggiunto la ragguardevole quota di 1.891.406.

Non è tutto: tale cifra è destinata a lievitare ancora, giacché le firme raccolte su carta (a differenza di quelle digitali) necessitano di un processo di controllo particolarmente scrupoloso e lento.

“Il risultato è davvero straordinario”, afferma Carlo Casini, presidente del Movimento per la Vita e del comitato italiano Uno di Noi. Gli fa eco Michele Trotta, coordinatore per l’Italia della campagna, il quale esulta: “Abbiamo gettato il cuore oltre l’ostacolo”.

L’iniziativa, del resto, era partita nello scetticismo generale. Nell’aprile 2012 in pochi si sarebbero immaginati che si potesse raggiungere quel milione di adesioni fissato dal Trattato di Lisbona come soglia minima per l’accoglimento di petizioni europee promosse dai cittadini. Ora che la cifra fissata come requisito base potrebbe essere persino raddoppiata, l’entusiasmo pervade gli animi di quanti si sono adoperati per raggiungere l’obiettivo.

Prima della consegna agli addetti del Ministero dell’Interno dei settanta pacchi contenenti i fogli con le oltre 600mila firme raccolte in Italia, gli organizzatori hanno tenuto una conferenza stampa per tracciare un bilancio dell’iniziativa e annunciare i prossimi passi.

Il presidente Carlo Casini, ringraziando tutti i volontari che hanno permesso il raggiungimento di un simile traguardo, ha parlato di una lodevole esperienza di democrazia diretta. Finora, su più di trenta tentativi, soltanto altre due petizioni europee erano riuscite a superare, seppur per poco, la soglia di un milione di firme (una petizione per l’acqua potabile e un’altra contro la vivisezione).

“In un momento di grandi lacerazioni – ha aggiunto Casini – lo straordinario risultato di Uno di Noi rappresenta una testimonianza di unità e pacificazione tra i cittadini, di ogni confessione e Paese, in nome della dignità umana e dei diritti dell’uomo”. Casini ha quindi posto l’accento sul “valore ecumenico” dell’iniziativa: “C’è stata un’adesione molto forte da parte di Paesi cristiani ortodossi come la Grecia, Cipro e soprattutto la Romania, oltre che di Paesi protestanti: l’Olanda è stato il primo Paese a presentare la raccolta”. L’Italia, con le sue 600mila firme, guida la classifica staccando la Polonia, seconda a quota 250mila. “È da qui che bisogna ricominciare – ha concluso Casini – per creare un rinnovamento civile e morale su scala europea”.

L’eventuale riscontro positivo da parte dell’Ue alla richiesta in questione non vincolerà gli Stati in materia di temi sensibili. “Le istituzioni europee non possono imporre agli Stati di non liberalizzare l’aborto o di non effettuare ricerche sugli embrioni vivi, ma possono decidere se elargire finanziamenti ad attività che portano alla distruzione dell’uomo anche nella fase embrionale”.

Il rispetto dell’embrione umano è stato già sancito – ricorda il comitato Uno di noi – dalla sentenza del 2011 della Corte europea nota come “sentenza Brüstle”. In quell’occasione i giudici stabilirono la non brevettabilità di cellule umane vive ai fini della ricerca scientifica. La sentenza accolse il principio per cui “sin dalla fase della sua fecondazionequalsiasi ovulo umano deve essere considerato come un embrione umanodal momento che la fecondazione è tale da dare avvio al processo di sviluppo di un essere umano”.

Pertanto il comitato Uno di noi altro non chiede che le Istituzioni dell’Unione agiscano coerentemente con quanto la Corte ha già riconosciuto. Prima di sapere la risposta di Bruxelles a questa richiesta passerà però ancora qualche mese. Carlo Casini ha spiegato che, una volta consegnate le firme di tutti i Paesi all’Unione europea, bisognerà attendere tre mesi per le ulteriori verifiche e la registrazione della richiesta. Terminata questa fase, la Commissione europea sarà obbligata, entro altri tre mesi, a dare una risposta, la quale dovrà essere preceduta da un’audizione ad alto livello degli organizzatori.

A quel punto, almeno un risultato sarà stato sicuramente ottenuto: l’ingresso del dibattito sul diritto dell’embrione umano – invocato da 2 milioni di cittadini – nell’agenda dell’Unione europea.

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Per riflettere

decism_lavpiedi“Ogni uomo esiste in virtù dei suoi nemici. Chi non ha nemici ha forma d’uomo ma è, nelle cateratte delle generazioni, una gocciola insapora, senza nome e senza luce.

I nemici sono necessari al forte per dimostrare la sua potenza; allo stoico, per mettere alla prova la sua inalterabilità; al superbo, per sentire i suoi limiti; e – finalmente – ai cristiani che dai nemici imparano l’umiltà e il più difficile amore”

Domenico Giuliotti

I simboli massonici di Renzo Piano

di Annalisa ColziImmagine

C’è qualcosa di strano, molto strano… o forse no, è tutto molto semplice, fin troppo semplice.

Solo qualche mese fa il Presidente Napolitano nomina, di sua spontanea volontà, quattro senatori a vita. Senatori a cui verrà elargito ogni mese un bel gruzzoletto.

Strano, in tempi di crisi, in cui alcune famiglie non sanno neppure come sbarcare il lunario, Napolitano nomina quattro senatori a vita. Chissà perchè?

Ma la cosa più strabiliante è che uno di questi senatori a vita è Renzo Piano, quel Renzo Piano che ha progettato la nuova Chiesa di san Pio Da Pietrelcina. Una Chiesa costata 36 milioni di euro (69 miliardi di vecchie lire) e che è piena di simboli massonici (parola di un francescano esperto di massoneria).

Ora quel Renzo Piano alcuni mesi fa è stato fatto senatore a vita da Napolitano. Chissà perchè… 

Madre Teresa di Calcutta e l’aborto

MADRE-TERESA-DI-CALCUTTACari amici di tutta Italia, oggi Gesù viene in mezzo a noi ancora una volta come bambino come il bambino non nato – ed i suoi non lo accolgono. Gesù divenne un fanciullo in Betlemme per insegnarci ad amare il bambino.

Il bambino – non nato – il feto umano – è membro vivente della razza umana – come te e me – creato ad immagine e somiglianza di Dio – per grandissime cose – amare ed essere amato. Perciò non c’è più da scegliere una volta che il bambino è stato concepito. Una seconda Vita – un altro essere umano è già nel grembo della madre. Distruggere questa Vita con l’aborto è omicidio, anzi peggio di ogni altro assassinio. Poiché chi non è ancora nato è il più debole, il più piccolo e il più misero della razza umana, e la sua Vita dipende dalla madre – dipende da me e da te – per una Vita autentica. Se il bambino non ancora nato dovesse morire per deliberata volontà della madre, che è colei che deve proteggere e nutrire quella Vita, chi altri c’è da proteggere? Questa è la ragione per cui io chiamo i bambini non ancora nati, i più poveri tra i poveri. Se una madre può uccidere il suo stesso figlio nel suo grembo, distruggere la carne della sua carne, Vita della sua Vita e frutto del suo amore, perché ci sorprendiamo della violenza e del terrorismo che si sparge intorno a noi?

L’aborto è il più grande distruttore di pace oggi al mondo – il più grande distruttore d’amore. La mia preghiera per ciascuno di voi, che voi possiate battervi per Dio, per la Vita e per la famiglia, e proteggere il bambino non ancora nato.

Preghiamo.

Lettera di Madre Teresa di Calcutta al Centro di Aiuto alla Vita di Casale Monferrato

Messaggio del 25 novembre 2013

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Cari figli! Oggi vi invito tutti alla preghiera. Aprite profondamente la porta del cuore, figlioli, alla preghiera, preghiera del cuore e allora l’Altissimo potrà operare nella vostra libertà e inizierà la vostra conversione. La fede diventerà forte così che potrete dire con tutto il cuore: ‘Mio Dio e mio tutto’. Comprenderete, figlioli, che qui sulla Terra tutto è passeggero. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Genitori addormentati

di Annalisa Colzi

locandina Convegno

Sono oramai diversi anni che giro l’Italia per tenere conferenze sull’azione del  maligno. Ore e ore per cercare di far capire con parole e esempi visivi la metodologia usata da satana in questi ultimi anni per portare i nostri giovani alla perdizione.

Devo dire che le persone presenti alla fine mi ringraziano ma ciò che mi crea dispiacere è di non vedere in queste conferenze la presenza dei genitori o comunque di vederne sempre un piccolo numero.

E allora mi chiedo se questi genitori hanno la più pallida idea di ciò che sta avvenendo nel mondo giovanile e mi chiedo anche se davvero sono interessati alla salvezza dei loro figli, sia spiritualmente che fisicamente.

Intanto mentre loro sonnecchiano c’è chi si dà un gran daffare. Leggiamo questo articolo dal titolo provocante ma che ben presto potrebbe divenire vero non solo a Basilea.

“MAMMA, ALL’ASILO CI HANNO INSEGNATO A TOCCARCI!”

Una frase scioccante, che mai vorremmo sentir uscire dalla bocca di un bimbo di quattro o cinque anni. Eppure, questa frase potrebbe ben presto essere pronunciata. Infatti, il Canton Basilea e alcuni comuni di Appenzello e San Gallo hanno deciso di introdurre nel proprio programma scolastico delle lezioni obbligatorie di educazione sessuale fin dalla scuola dell’infanzia. Gli insegnanti hanno a disposizione una “Sex-box” contenente tutta una serie di mezzi per meglio illustrare i concetti ai bambini: video ai limiti della pornografia, libri con immagini molto esplicite, peni di legno, vagine di peluche,… I bambini vengono incoraggiati a toccarsi e a scoprire che la sessualità e l’autoerotismo possono dare piacere. Uno dei libri utilizzati si intitola “Lisa und Jan” e contiene frasi e immagini molto esplicite, che lascio al lettore la briga di trovare in rete in quanto poco adatte ad essere inserite in un articolo. La Fondazione svizzera per la protezione dell’infanzia, autrice tra l’altro di un opuscolo per bambini da zero a sei anni in cui si invita a scoprire il gioco del dottore, all’autoerotismo e alla scoperta reciproca di ogni parte del corpo, considera questo libro adatto già per bambini di cinque anni!16- Kit Svizzera

Le lezioni di educazione sessuale introdotte dai cantoni di Basilea, Appenzello e San Gallo sono naturalmente obbligatorie: non vi è purtroppo alcuna possibilità per un genitore di dispensare il proprio figlio da questa “materia”. Questa brutta abitudine di delegare allo stato l’educazione di un figlio equivale a togliere ad un genitore la possibilità di discutere con lui di un determinato tipo di tematiche certamente importanti, ma che non vanno trattate già a quattro anni! Tematiche poi che sicuramente sono affrontate meglio e con più tranquillità in seno alla famiglia che non in una fredda aula scolastica, tra risatine dei bambini più scafati e imbarazzi dei più timidi.

Questa sessualizzazione precoce del bambino potrebbe prendere piede in tutta la Svizzera a partire dal 2014 mediante l’introduzione del Lehrplan 21 nella Svizzera tedesca, del Plan d’études romand in Romandia e dei Piani di studio del Ticino nel nostro cantone. Un gruppo di lavoro è attivo sulla tematica e l’introduzione delle lezioni di educazione sessuale obbligatorie fin dalla scuola dell’infanzia dovrà venire poi avallata dai direttori cantonali dell’educazione. La speranza è che essi si dimostrino responsabili e coscienziosi e non aderiscano a questo progetto.

Parallelamente a questo progetto, l’Ufficio federale della sanità pubblica ha fatto elaborare un documento dall’Alta scuola pedagogica di Lucerna che funge da filo conduttore per l’introduzione e lo svolgimento di corsi di educazione sessuale precoce nei cantoni. In tale documento, il bambino è equiparato a un vero e proprio essere sessuale (per info è possibile consultare il sito http://www.amorix.ch e scaricare dal menu “Principi” il documento in francese o tedesco “Educazione sessuale e scuola”, in particolare cap. 4.1).

Inoltre, dietro al paravento della prevenzione dell’AIDS, tramite l’introduzione della legge sulla prevenzione e sulla promozione della salute e tramite la revisione della legge sulle epidemie, la Confederazione sta creando le basi legali per i corsi di educazione sessuale obbligatori a partire dai quattro anni.

Contro queste proposte sono state raccolte quasi 92’000 firme tramite una petizione indirizzata alla Conferenza dei direttori cantonali dell’educazione.

Non vogliamo qui passare per moralisti; semplicemente riteniamo che vi sia un’età per ogni cosa. La prima e la seconda infanzia sono fatte per il gioco e il divertimento, per le storielle sulle api e i fiori, sui bambini nati sotto i cavoli o portati dalle cicogne. Se è vero che il mondo degli adulti è bombardato da stimoli sessuali in TV, sui giornali, al cinema o sui cartelloni pubblicitari, bisogna però avere ancora il coraggio di indignarsi e di porre un freno alla sessualizzazione precoce di un’età spensierata quale è l’infanzia.

Luca Paltenghi, segretario generale Giovani UDC Svizzera

http://www.ticinolibero.ch/?p=85348

L’aborto è un omicidio

di Annalisa Colzi

timthumb.phpL’aborto è il più grande crimine della storia. Milioni di bambini ogni giorno vengono trucidati senza pietà in nome della libertà. Di questi omicidi, se non gridiamo che è un delitto, un giorno saremo chiamati tutti a renderne conto a Dio.

Con grande piacere desidero condividere con voi due video. Il protagonista dei video è Giorgio Celsi, infermiere professionale che organizza insieme all’avv. Pietro Guerini le 9 ore di preghiera per la vita nascente. Ogni mercoledì pomeriggio distribuisce da solo davanti alla Mangiagalli volantini in favore della vita e contro l’aborto.

Mercoledì scorso è stato preso a torte in faccia dalle femministe. In queste torte pare che ci fosse qualche sostanza strana, visto che ora da quel che so Giorgio ha un occhio gonfio.

Nel secondo video si può notare la tolleranza delle femministe. E meno male che esiste la libertà di espressione… già, ma quest’ultima sembra che sia applicabile solo a loro.

Infine vi lascio alla lettura di una bella testimonianza dell’amico Daniele Meneghin

Sabato 2 novembre ho partecipato al gesto “9 ore di preghiera per la vita” e contro l’aborto davanti all’ospedale Niguarda di Milano, come faccio ormai da mesi. C’era oltre a me un bel gruppo di persone di tutte le età, dai baldanzosi ventenni delle valli bergamasche, ai rampanti cinquantenni, ai rocciosi pensionati della bassa padana. Non sono poi mancate le nostre solite contestatrici femministe con i loro cartelli, sempre uguali, pieni di violenza e di volgarità… Poverette! Abbiamo pregato anche per loro.
C’era anche un noto ginecologo ormai in pensione, il dott. Leandro Aletti, il quale ad un certo punto ha cominciato a darci testimonianza di quello che fece in favore della vita nascente quando era ancora in servizio. Ha raccontato, in modo appassionato, di quando gli è capitato di battezzare due bambini abortiti spontaneamente dalle loro madri, che erano ancora vivi quando lui è intervenuto.

Uno di questi bimbi visse appena 12 secondi, ma il dottore (allora aveva 25 anni!) riuscì comunque a chiedere un po’ d’acqua ai suoi collaboratori e a battezzarlo. Uno dei suoi colleghi medici, di 32 anni, gli disse in modo sprezzante una cosa del tipo “ma perché continui sempre a chiedere uno spruzzo d’acqua per battezzare? ma a cosa serve?”. Aletti rispose: “Questo bambino è vissuto appena 12 secondi, eppure io sono certo che è un uomo. Invece, per quanto riguarda te che hai 32 anni, non sono mica certo se tu sia un uomo o una bestia…!” (..il dottore non ha peli sulla lingua!)

L’altro caso riguardava l’aborto spontaneo del figlio di una donna indiana, che non volle saperne niente, abbandonandolo al suo destino. Il bimbo era ancora vivo quando Aletti arrivò al suo capezzale. Nessuno voleva intervenire, il neonatologo, gli infermieri ed i capisala si rimpallavano le responsabilità, finché il dottore, che era primario, li chiamò tutti intorno a sé ed al bimbo, prese dell’acqua e disse: “Leandro! (lo battezzò col suo stesso nome) Io ti battezzo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo!”
E’ stata una testimonianza bellissima e commovente, tanto più che il dottore ha imparato a vivere così da don Giussani, la mia stessa guida spirituale. Racconti simili ti riconciliano col mondo!

 

 

Pedofilia a festival gay, parte la denuncia

Victor_pedofilia_Giuristi per la VitaI Giuristi per la Vita hanno inoltrato in data 13 novembre 2013 un esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bologna, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per il minorenni di Bologna, alla Questura di Bologna, all’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza, ai Servizi Sociali ed al Sindaco del Comune di Bologna, in merito allo spettacolo coreografico intitolato “Victor”, che vedeva protagonisti un adulto e un bambino (si tratta del ballerino professionista Steven Michel e del tredicenne Viktor Caudron), andato in scena a Bologna venerdì 1 e sabato 2 novembre 2013 nell’ambito dell’undicesima edizione del festival gay-lesbico Gender Bender.

Nella presentazione dello spettacolo (scaricabile dal sito web) si legge: «Un uomo e un bambino danno vita a un duetto di corpi. Il primo ha già percorso un lungo cammino; il secondo vuole crescere il più in fretta possibile. Il risultato è una prova di potere giocata con armi impari. A fronteggiarsi sono la grandezza e l’onestà, la forza e l’innocenza, che in fondo non desiderano altro che incontrarsi a metà strada». Parimenti ha destato perplessità l’immagine fotografica, che si evince dallo stesso sito web, in cui l’uomo e il bimbo sono avvinghiati in un particolare abbraccio, quasi a “fondersi” in un unico corpo.

Secondo programma, la citata kermesse Gender Bender intendeva promuovere le relazioni omosessuali e l’ideologia del gender. La coreografia in questione aveva come protagonisti un uomo adulto e un bambino dello stesso sesso. In questo contesto, le immagini proposte già di per sé non potevano non essere lette come strumento di propaganda di pratiche pedofile. Appare quindi logico ipotizzare la ravvisabilità degli estremi della fattispecie di apologia e istigazione pubblica alla pedofilia, celate da pretesa libertà di espressione artistica. La documentazione reperita sull’esibizione era comunque sufficientemente rappresentativa della sua natura, sia per le movenze allusive di un’attrazione sessuale tra l’adulto e il bambino, sia per l’”abbigliamento” dei due ballerini. In un passaggio particolare l’adulto è a tergo del piccolo, mentre il bimbo tiene gli occhi chiusi. Né appaiono meno evocative le immagini fotografiche sul sito web .

Al riguardo è bene da subito  sottolineare come il legislatore italiano abbia avvertito l’urgenza di rafforzare la tutela dei minori, in un contesto culturale e mediatico nazionale e internazionale caratterizzato dalla massiccia azione degli “apologeti” della pedofilia. Con la legge 1 ottobre 2012, n. 172, infatti, è stata ratificata la “Convenzione del Consiglio d’Europa per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale”, detta anche “Convenzione di Lanzarote”.

In ossequio all’art. 4 della Convenzione citata, è stata creata una nuova fattispecie criminosa, quella prevista dall’art. 414 bis c. p. (istigazione a pratiche di pedofilia e di pedopornografia), in base alla quale, tra l’altro, «non possono essere invocate, a propria scusa, ragioni o finalità di carattere artistico, letterario, storico o di costume».

La fattispecie richiama l’art. 609 quater «atti sessuali con minorenne» e dunque sanziona espressamente l’istigazione pubblica e l’apologia della pedofilia.

Orbene nel nostro ordinamento esisteva già una norma che puniva coloro che si rendessero responsabili di istigare pubblicamente alla commissione di delitti. La Corte Costituzionale e la Suprema Corte ritengono tendenzialmente che l’art. 414 c. p. (istigazione a delinquere) sia da considerarsi come reato di pericolo concreto, con ciò bilanciandolo con il diritto di manifestazione del pensiero. «L’apologia punibile ai sensi dell’art. 414 c. p. ultimo comma, del codice penale  non è dunque, la manifestazione del pensiero pura e semplice, ma quella che per le sue modalità integri comportamento concretamente idoneo a provocare la commissione di delitti» (Corte Cost., 4 maggio 1970, n. 65). Il nuovo titolo di reato crea un bene giuridico diverso e più specifico rispetto a quello della più generica norma di cui sopra, che vede giustamente evidenziata e chiarita se non anticipata la soglia di punibilità, anche in ragione dell’uso penetrante e insidioso dei più moderni sistemi comunicativi.

Inoltre, va rilevato come per la medesima kermesse denominata “Il pelo nell’uovo” siano già intervenute le competenti autorità – ed in particolare la Direzione Territoriale del Lavoro di Bologna –  al fine  di garantire la salute fisica e salvaguardare la moralità della minore Olga Bercini, l’undicenne protagonista impegnata in una rivisitazione della celebre “Lolita” di Vladimir Nabokov. Stupisce come pari attenzione non sia stata prestata al bambino co-protagonista della coreografia “Victor”.

È necessario ricordare che lo Stato italiano, ratificando la Convenzione sui Diritti del Fanciullo approvata in sede Onu il 20 novembre 1989, con la L. 20 maggio 1991, n. 179, si è impegnato a proteggere il minore da qualsivoglia «lavoro che comporti rischi o sia suscettibile di porre a repentaglio la sua educazione o di nuocere alla sua salute o al suo sviluppo fisico, mentale, spirituale, morale e sociale» (art. 32). Tali aspetti di tutela, sopra soltanto accennati, e ben noti alle Autorità competenti anche in relazione alle vigenti norme nazionali, valgono sia per il piccolo attore, sia per possibili spettatori minorenni.  

Per questi motivi i Giuristi per la Vita hanno chiesto alla competente Autorità Giudiziaria di voler acquisire il video integrale dello spettacolo in questione, e ogni altra informazione e documentazione relativa, al fine di accertare se sia configurabile la fattispecie di cui all’art. 414 bis. c. p. (istigazione a pratiche di pedofilia e di pedopornografia), mentre tutte le altre Autorità pubbliche interessate sono state sollecitate a voler tempestivamente intervenire secondo le proprie competenze e i doveri ex lege loro incombenti, adottando i relativi provvedimenti del caso. Vedremo se qualcosa riuscirà a muoversi.

di Gianfranco Amato

http://www.prolifenews.it/notizie-dallitalia/pedofilia-festival-gay-parte-la-denuncia/

locandina Convegno

 

Un invito a tutti voi

di Annalisa Colzi

imagesDomenica 1° dicembre inizia il periodo di Avvento e per l’occasione abbiamo pensato di ritrovarci insieme per condividere la gioia di essere cristiani, figli di Dio e figli di Maria.

Il luogo scelto è Bologna essendo il punto più centrale sia per chi viene dal Centro sia per chi viene dal Nord. Mi dispiace solo per quelli del Sud ma presto troveremo un punto di ritrovo, non così lontano, anche per loro.

Quale il programma?

ore 9.50 ritrovo alla stazione di Bologna (uscita principale)

ore 10.30 Santa Messa Monastero di Santa Caterina in via Tagliapietre o nel caso non ce la facessimo ad arrivare in tempo (visto che ci muoviamo a piedi) andremo alla Messa al Duomo (San Pietro)

ore 12.00 Pranzo al costo di 10,00 euro (ancora non sappiamo se mangeremo le crescentine con affettati, squacquerone, rucola, acqua e… alzati dalla sedia oppure primo, secondo, acqua e caffè. Vedremo. Se poi rimane del tempo e qualcuno vuol gustare un gelato delizioso vi indicheremo una super gelateria.

ore 14.00 Tutti a pregare da Santa caterina da Bologna, la santa che è miracolosamente seduta da svariati anni e che è conosciuta come una grande combattente del diavolo. Chiederemo a lei la forza e il coraggio di essere sempre animati da grande zelo per la salvezza delle anime.

Per l’occasione vi parlerò anche di una idea che da diverso tempo balena nella mia testa e che servirà a richiamare le famiglie e i singoli alla preghiera.

E dopo una passeggiata in quel di Bologna… baci… abbracci e alla prossima.

Vi aspetto. E se decidete di venire mandatemi un messaggio per prenotare il pranzo.

Spero di vedervi.