Quella strada semplice che porta alla felicità

Domenica 13 Ottobre (a.c.) la liturgia ci ha proposto la lettura 2Re 5,14-17, nella quale si narra di un potente comandante dell’epoca: «Naaman, capo dell’esercito del re di Siria». Tale comandante «tenuto in grande stima e onore presso il suo signore, perché per mezzo di lui il SIGNORE aveva reso vittoriosa la Siria», aveva la lebbra.

Chi contraeva questa malattia, tutt’oggi qualcosa di terribile,  veniva allontanato dalla comunità per evitarne il contaggio (se Israelita, questa malattia veniva identificata con il castigo di Dio), quindi il problema del comandante era serio. Ma, venuto a sapere da una prigioniera israelita della fama di Eliseo profeta di Dio, decide di incontrarlo per chiedergli di pregare Dio per ottenere la grazia della guarigione. Prima che Naaman possa arrivare da Eliseo, questo: «gli inviò un messaggero a dirgli: «Va’, làvati sette volte nel Giordano; la tua carne tornerà sana, e tu sarai puro».

La reazione di Naaman è alquanto logica: «11 Ma Naaman si adirò e se ne andò, dicendo: «Ecco, io pensavo: egli uscirà senza dubbio incontro a me, si fermerà là, invocherà il nome del SIGNORE, del suo Dio, agiterà la mano sulla parte malata, e guarirà il lebbroso. 12 I fiumi di Damasco, l’Abana e il Parpar, non sono forse migliori di tutte le acque d’Israele? Non potrei lavarmi in quelli ed essere guarito?» E, voltatosi, se n’andava infuriato.».

Chi non avrebbe reagito così?

Ma Naaman viene fermato: «13 Ma i suoi servitori si avvicinarono a lui e gli dissero: «Padre mio, se il profeta ti avesse ordinato una cosa difficile, tu non l’avresti fatta? Quanto più ora che egli ti ha detto: “Làvati, e sarai guarito”?».

«14 Allora egli scese e si tuffò sette volte nel Giordano, secondo la parola dell’uomo di Dio; e la sua carne tornò come la carne di un bambino; egli era guarito.».

Credo che questo sia un brano bellissimo che ci insegna la bontà di Dio e come l’essere umano è contorto a causa del peccato.

Dio chiede a Naaman, tramite il suo profeta Eliseo, SOLAMENTE di tuffarsi 7 volte nel Giordano per essere guarito.
Mi domando: in quanti vorrebberro oggi essere guariti dalle malattie interne (peccati mortali, veniali e dalla infelicità della vita quotidiana) e da malattie esterne?
Dio continua a dirci, tramite il suo profeta, la Santa Chiesa Cattolica, di gettarci 7 volte (i 7 sacramenti) nel fiume del Suo Amore, per poterci guarire completamente, sopratutto dal peccato, il vero male, la vera Malattia.

Ma noi siamo come Naaman, vorremmo qualcosa di particolare e, probabilmente, impossibile da ottenere e rifiutiamo la semplicità che Dio ci dona per il nostro bene.

Tentiamo di essere saggi come i servitori di Naaman e decidiamoci di farci guarire dalla Chiesa tramite i 7 sacramenti che Dio ci ha donato tramite suo Figlio Gesù Cristo, per poter essere guarti e finalmente esser felici.

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3 thoughts on “Quella strada semplice che porta alla felicità

  1. Vero! Ringraziamo Gesù e Maria che ci hanno donato i sacerdoti, che purtroppo, vengono spesso accusati di non essere buoni esempi. Ricordiamoci che la Madonna ci chiede di non giudicarli…

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