I professori di Papa Francesco

di Eliseo Del Deserto

Papa-Francesco-preti-670x223-1371044862Papa Francesco è tornato a scuola. Anzi sembra debba ridare tutti gli esami. Peggio, il Conclave si è radunato nuovamente per valutare l’ortodossia del suo messaggio. Il tempo del magistero petrino e della cattedra di Pietro è un ricordo lontano. Non parliamo del dogma dell’infallibilità papale al quale non ha mai davvero creduto nessuno.

Tutti vogliono insegnare al Papa come si fa. E’ un vizio degli italiani, quello di voler sempre insegnare: un popolo di allenatori, onorevoli ed ora anche di teologi. In realtà l’italiano medio è un abile delegante, che preferisce lavarsene le mani, alla Ponzio Pilato, e dar sempre la colpa agli altri. Per non smentire il famoso proverbio: “Chi sa fa, chi non sa insegna!” gli italiani hanno sempre qualcosa da dire, ed io non faccio eccezione probabilmente.

Peccato che questa volta a far da maestrini siano gli stessi cattolici, attuando una dinamica similissima a quella dei farisei con Gesù. Anche Lui era criticato perché simpatizzava con i peccatori, spesso addirittura la sua predicazione si trasformava in un “ospedale da campo”, ma ai farisei, i figli in casa, la cosa dava estremamente fastidio.

Inizio a capire perché: Gesù era uno famoso, per capirci, se fosse stato dalla loro parte, sarebbe stata una vittoria. Invece Gesù li rimproverava, smascherava la loro ipocrisia continuamente e soprattutto parlava di misericordia, per gli impuri, per i peccatori. Una cosa di cui loro non erano assolutamente capaci, troppo impegnati ad essere giusti, perfetti.

Mi domando: perché lamentarsi di questo Papa? Ripenso a quel brano del Vangelo di Luca (Lc 7, 31-35) in cui Gesù dice:

“A chi dunque paragonerò gli uomini di questa generazione, a chi sono simili? Sono simili a quei bambini che stando in piazza gridano gli uni agli altri:
Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato:
vi abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!
È venuto infatti Giovanni il Battista che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: Ha un demonio. È venuto il Figlio dell’uomo che mangia e beve, e voi dite: Ecco un mangione e un beone, amico dei pubblicani e dei peccatori.”

Ci rendiamo conto per esempio della benedizione che abbiamo nel ricevere ogni giorno le sue parole? A volte sembra di avere un padre spirituale sempre vicino. E’ un profeta! Abbiamo il dono di sentire ogni giorno la voce di Pietro, di Dio. Lui ci scrive, ci telefona, ci abbraccia, ci regala il suo cappellino. E’ il Papa caspita non Belen!

Quando qualcosa è gratis e abbondante, noi che siamo dei pitocchi, siamo portati ad arraffare ed a sminuirne il valore. Avete presente i negozi di vestiti in tempo di saldi? Non ci rendiamo conto che invece siamo diventati ricchi, e che la ricchezza va custodita.
Di cosa ci lamentiamo? Il Papa non sta smentendo la dottrina della Chiesa, non sta dicendo nulla di nuovo. Non sta dicendo che crediamo in cose sbagliate ed obsolete. Ci sta solo insegnando a non essere bigotti ed ipocriti. C’è qualcosa che vale più delle nostre convinzioni. L’uomo non è fatto per il sabato, ma il sabato per l’uomo. Ci sta aiutando a spostare per un attimo lo sguardo dalle nostre certezze per scoprire il vero tesoro dell’amore, che è più prezioso di qualsiasi decalogo. Proprio come ha fatto Gesù che non si è arroccato sui suoi principi, ma si è lasciato squarciare il cuore dal nostro peccato, per incontrarci fino in fondo, per oltrepassare la nostra intimità e raggiungerci nei nostri inferi.

Se incontrate un’anima affamata d’amore è inutile disquisire su come apparecchiare la tavola. Prima l’uomo deve incontrare l’Amore e poi sarà disposto a cambiare la sua vita. Sennò saremo solo figli castrati che fanno le cose per dovere e non per amore. So cosa vuol dire! Agli occhi di tutti sei il bravo bambino ed invece dentro covi un rancore divorante e una solitudine che stordisce. Se siete davvero credenti è perché questo Amore l’avete sperimentato anche voi. Sennò cominciate a farvi delle domande.

Basta giudicare le parole del Papa, invece fatevi giudicare dalle sue parole ed aprite il vostro cuore, non al peccato, ma all’amore! Basta stravolgere le parole del Papa, fatevi invece stravolgere dalle sue parole. Dio vuole misericordia, non il sacrificio!

In casa c’è festa. Fate festa con i peccatori che hanno scoperto che Dio è Amore. Fate festa con noi!

http://eliseodeldeserto.blogspot.it/2013/09/i-professori-di-papa-francesco.html

volantino doppio 2013 ottobre

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42 thoughts on “I professori di Papa Francesco

  1. non capisco quale sia il problema
    questo Papa è amato da tutti.. xè è vicino a tutti noi che siamo tutti peccatori
    è il Papa della misericordia e del perdono
    ma chi ha il coraggio di criticarlo?
    esistono al mondo persone così perfette da permettersi un qualsiasi giudizio negativo su di Lui?
    No.. non esistono, xè chiunque sia su qs terra è un essere umano e come tale fallibile e peccatore
    O forse costoro pensano di sostituirsi a Dio?
    Buona giornata

  2. Un bellissimo articolo Annalisa, vivi complimenti. Ne approfitto per complimentarmi anche con Padre Livio, che dopo l’articolo molto critico contro il Santo Padre di due illustri giornalisti cattolici sul Foglio, collaboratori di Radio Maria, ha scelto di porre fine alla loro collaborazione con la nostra radio.

  3. eliseo del deserto, hai scritto delle cose giustissime, condivido tutto… anch’io sento nell’aria critiche velate a Papa Francesco: usa troppo bene i media ecc.; ma tant’e’, tutti i personaggi scomodi danno fastidio a qualcuno… io dico: non ti curar di loro ma guarda e passa… RINGRAZIO LO SPIRITO SANTO PER AVERCI DONATO PAPA FRANCESCO

  4. Sembra proprio che i problemi maggiori Papa Francesco li abbia “in casa”.
    Ma del resto i principali avversari di Gesù stesso, furono gente della “chiesa” di allora…

    In questi giorni, grazie forse alla presa di posizione di Radio Maria, i “tradizionalisti” (tipo: blog.messainlatino.it) stanno tenendo un “profilo più basso”…
    (spesso più che “criticare”, era un “demolire”)

  5. cara annalisa, ma perchè ti avvali della collaborazione di un omosessuale conclamato come Eliseo per criticare chi osa criticare Francesco? Forse perchè gli omosessuali sono i prediletti di Francesco? Francesco ha detto: chi sono io per giudicare. Se l’ha detto lui, perchè tu ed Eliseo vi permettere di giudicare chi dissente da Francesco?
    entrambi manifestate poca misericordia…

  6. va bene tutto…ma far passare bergoglio come vittima….e silurare 2 persone x un semplice parere…ricominciamo a parlare piu di Gesù e meno di bergoglio…un abbraccio in Cristo…

  7. Cara Annalisa, stavolta dissento. Papa Francesco sta creando realmente dei problemi dottrinali con le sue interviste. O torniamo a tirare in ballo la legge naturale, o non capiremo più niente. Ti mando un testo che abbiamo appena scritto (la firma è mia, ma il peso di mia moglie è decisivo) Ciao Giovanni

  8. Gentilissima Maria Bonfante, grazie per questo interessantissimo articolo a me sconosciuto, mi sembra di capire che lei lo proponga per giustificare coloro che in qualche modo contestano l’operato di papa Francesco, vedi, per esempio, i due collaboratori di radio maria allontanati da padre Livio, come dice Mario Girondi. In ogni caso trovo molto apprezzabile il suo intervento. Grazie per una sua eventuale risposta e cordiali saluti. Luciano

  9. Certo che crea “problemi”!!
    Perché va’ alla sostanza delle cose, perché si preoccupa più di salvare che di giudicare! (Gv 12,47)

    Di problemi ne aveva creati parecchi anche un altro, 2000 anni fa alla chiesa di allora…
    A chi vuole la vita tranquilla i problemi non li crea Papa Francesco, ma Gesù!
    S.Paolo elenca le tre cose che “rimangono”: fede, speranza e carità.

  10. Gentilissima Maria Bonfante, ammetto la mia ingnoranza: mai sentito nominare questo Grossatesta.
    Ma non trovo di alcun interesse o attinenza quanto riportato.

    Forse che essere Papa esime dal fare un qualunque errore?
    Il dogma dell’infallibilità è chiaro sugli ambiti in cui questo si applica.
    C’è chi si straccio le vesti a sentire un’altro dire: “se mi sbaglio mi corrigerete”.

    In che cosa Papa Francesco sta andando contro Gesù o contro la Chiesa?
    Forse perchè si preoccupa più di salvare che di giudicare?

  11. Omosessuale conclamato???? Ma allora non sai o non hai capito nulla di cosa ha scritto Eliseo fino ad ora

  12. …va bene tenere aperte le porte della chiesa per fare entrare quelli che sono fuori. ma bisogna prestare attenzione, anche , a che non escano quelli che sono già dentro…..(San Pio X)

  13. Forse dovremmo andare a vedere bene le cose; i problemi non li crea ma li stanno creando tutti quei giornali laicisti che approvano l’ateismo ( parola per me inesistente) e che in base ad alcune sue parole di Misericordia verso tutti cercano di strumentalizzarlo a proprio favore. Allora vengono evidenziate la borsa nera che porta o il fatto che abbia detto “chi sono io per condannare i gay” od altro, non evidenziando che ha detto che il demonio è il principio e fine di ogni male e che le regole della chiesa non si toccano.. Tirano l’acqua al loro mulino, tutto qui il punto . O magari come il giornalista ottantanovenne che forse capisce che è alla fine della propria esistenza e cerca qualcosa. (dimenticando che ha avuto tanti anni a sua disposizione ed anche parecchi papi da interpellare Boh io ho i miei dubbi . però che ne sò; di certo non posso mettere il bavaglio alla Misericordia di Dio. Però volevo ricordare che non si uccidono le persone solo con le armi. Secondo me la penna e la linqua ne hanno fatte fuori di più- Sia lodato Gesù Cristo

  14. Vero, però due studiosi di spicco che, in mezzo alle loro pur lecite critiche, arrivano a dire che Francesco vuole stravolgere il Vangelo (quando lui aveva semplicemente detto che il Vangelo va applicato nel contesto storico in cui ci si trova), e che non ha rispetto per il Santissimo, perché non si inginocchia alla Consacrazione (in realtà i problemi alla schiena di Bergoglio sono ormai ben noti: altro che non rispetto del Santissimo), beh… qualche sospetto di parzialità viene, al lettore non prevenuto.
    Alla veglia di preghiera per la pace in Siria e nel mondo, Francesco è rimasto lungamente in ginocchio di fronte al Santissimo: come mai ciò non viene rilevato? Perché ci si ostina a voler far passare l’idea di un Papa quasi-eretico e quasi-sacrilego?

    Più passano i mesi, più i vari siti e blog tradizionalisti-integralisti si danno da fare per criticare, e criticare, e criticare ancora… e in mezzo a tutto ciò NESSUNO, di quelli che scrivono tali articoli, invita a pregare e a digiunare, perché fare il Papa, pur con tutta l’assistenza del Divinissimo, non è certo cosa semplice, e ogni Papa ha bisogno della vicinanza spirituale e delle preghiere del Popolo di Dio.

    I molti integralisti farisaici che prosperan0 oggi vogliono una chiesa (minuscola voluta) a modo loro, e NON tengono in alcun conto che, se il Papa sta cercando un dialogo (anche) con gli atei, non può certo usare il medesimo linguaggio e il medesimo rigore dottrinale che userebbe parlando con dei cattolici già avanti nel cammino di fede.

    Il fatto che Francesco stia facendo certi tentativi, NON significa che lui voglia stravolgere la Chiesa o la Dottrina: l’ha detto più volte, lui, di essere pienamente “figlio della Chiesa”; così come ha ribadito la necessità di rispettare la vita umana dal concepimento alla morte naturale (nel discorso ai medici cattolici); così come ha detto che “la porta è chiusa” (GPII si è infallibilmente pronunciato), parlando del sacerdozio femminile; e ha stigmatizzato fortemente tutti coloro che dipingono un San Francesco ecologista e buonista.

    Come mai il Popolo di Dio, al contrario dei tanti studiosi criticoni (studiosi che, tra l’altro, hanno pure i loro grossi meriti… ma appunto per questo dovrebbero sempre sorvegliarsi, per non cadere in superbia: la superbia di saperne sempre e comunque persino più del Papa), non nutre alcun dubbio circa la bontà del Papa attuale?
    Forse proprio perché non si perdono in vane elucubrazioni; e anche perché non hanno quell’atteggiamento ipocritamente farisaico secondo il quale “la salvezza spetta SOLO a quelli che si comportano e la pensano COME ME”.

  15. carissimi,
    come è stato per i suoi predecessori, vedremo con il tempo quali frutti porterà il “nuovo” stile… da alcuni cristiani “tiepidi” mi è stato detto è più vicino alla gente, vedrai quanti ne porterà vicino alla Chiesa… io dico solo vedremo perchè poi chi si riavvicinerà (?!) alla Chiesa poi dovrà fare i conti con Vangelo, Catechismo della Chiesa Cattolica, il Magistero di 2000 anni di storia ecclesiale… io sto alla finestra e osservo (non giudico) spero in cuor mio che il cammino del pontefice attuale sia nel solco della Chiesa, conosciamo la storia e le storture che alcuni Pontefici hanno generato ma faccio tesoro prima delle Parole di Cristo “le porte degli inferi non prevarranno” e poi di un oratore che disse un giorno: “di malefatte ne stono state realizzate dai pontefici ma in nessuno non si è trovato discontinuità di magistero”… e poi ricordiamo una fra tutte, Santa Caterina da Siena, lei (donna) va fino ad Avignone e preso per il bavero riporta a Roma un Papa timoroso e adagiato in quella corte francese… gli esempi di ieri ci fanno comprendere che neanche oggi possiamo essere immuni da “scivoloni”, io sto alla finestra e osservo, prego e confido che lo Spirito Santo illumini la mente di Papa Francesco almeno in quei momenti che è necessario confermare il cammino della Chiesa della sua tradizione (non tradizionalista, badate bene!) di Magistero, nei suoi punti saldi (i dogmi), nel Catechismo… questi punti non sono imposizioni della “cattiva maestra chiesa” ma nel senso autentico dell’interpretazione del messaggio evangelico che è stato affidato appunto alla Chiesa stessa da Gesù… Papa Francesco non può che proseguire il cammino già intrapreso dalla Chiesa nei secoli, se così non fosse si genererebbe una particolarità, una responsabilità enorme già nei confronti di tanti santi, martiri e fedeli che nei secoli hanno dedicato la loro vita con fedeltà a Gesù e con amore alla Chiesa stessa…
    con affetto, in Gesù, Paolo

  16. Sono fedele a mia moglie perché la AMO o perché è un precetto? (il che non vuol dire che non ci sia anche quello…)
    Quando arrivo sulla vetta di una montagna sono pieno di gioia, o mi lamento della fatica fatta?

    Per tornare a noi: abbiamo incontrato Cristo RISORTO?
    O siamo solo oppressi dal peso di norme e precetti, a tal punto che ci da fastidio se ad altri è perdonato un errore?
    Se trovo l’AMORE le rinunce non mi pesano, anzi, altrimenti …siamo solo delle gnole che riducono una proposta d’amore a precetti di cui non facciamo che lamentarci…

    Cosa testimonia la nostra vita?
    (la mia innanzi tutto…)

  17. Non sta stravolgendo il Vangelo…ma molte volte “semplifica” certi contesti (come la storia della coscienza, pentimento o dei divorziati) e la stampa manipola le notizie a suo piacimento, tutti possono essere cristiani e fare cmq i comodi loro….questo purtroppo sembra dovuto alla sua “fretta” di far giungere i messaggi….altri Papi invece spiegavano nelle virgole il significato di tali frasi….

  18. Non vorrei passar per “troll” nel replicarLe.
    Quindi obbedisco a Padre Ariel e…”vado a farmi benedire” 🙂

    Credo che anche in quest’epoca servano soprattutto testimoni GIOIOSI del’Amore di Dio…

  19. Carissima Maria, la ringrazio per la sua premurosa risposta che ho molto apprezzato e che invita a riflettere. Cordiali saluti. Luciano

  20. Carissimo LIRReverendo, niente buondimotta sono diabetico perciò solo fette biscottate integrali mulino bianco. Ne approfitto per dirle che sono scandalizzato per come viene trattato Priebke… Gesù non è morto sulla croce anche per lui? Non voglio coinvolgerla, perciò se lo ritiene non mi risponda. Sempre in obbedienza al mio parroco, al mio vescovo e a Papa Francesco. cordiali saluti Luciano

  21. Gentilissimo e carissimo Luciano, posso solo indicare la posizione della Chiesa Cattolica:

    La posizione canonica della fraternità La Pontificia Commissione “Ecclesia Dei” affermava, in due lettere datate 18 gennaio 2003 e 5 settembre 2005, che i fedeli, che assistono alle Messe della Fraternità sacerdotale San Pio X, non sono scomunicati, come non lo sono nemmeno i sacerdoti che celebrano, che invece sono sospesi. I fedeli possono assolvere all’obbligo domenicale assistendo ad una messa celebrata da un prete della Fraternità sacerdotale San Pio X e contribuire alla questua, non commettono peccato coloro che prendono parte ad atti ecclesiali lefebvriani senza condividere lo spirito scismatico del movimento.

    Il 2 luglio 2009 papa Benedetto XVI torna sulla questione della posizione canonica della Fraternità, con il motu proprio Ecclesiae unitatem: dopo aver ricostruito il processo di parziale riavvicinamento, il pontefice sostiene che «le questioni dottrinali, ovviamente, rimangono e, finché non saranno chiarite, la Fraternità non ha uno statuto canonico nella Chiesa e i suoi ministri non possono esercitare in modo legittimo alcun ministero».

    Il resto lo lasciamo al Signore.

    Per lei sempre LIRReverendo

  22. Grazie LIRReverendo per la sua precisa ed esaudiente risposta, e dice bene, ho capito, il resto lasciamolo al Signore…

  23. Commenti sui Papi ne hanno sempre fatto tutti, quindi non vedo nessuno scandalo o stracciamenti di vesti alla Caifa, se qualche giornalista cattolico come Palmaro e Gnocchi che ho il piacere di leggere su altre riviste di fede, hanno espresso una loro opinione. Questo è un altro sintomo della strumentalizzazione che sta attuando il Padre di tutti i Giornali italiani con il suo seguito in quasi ogni città coi quotidiani . Il mio rispetto per il Santo Padre perchè io lo chiamo così ( per me il Papa deve essere un metro sopra tutti) invece qualcuno lo ha voluto abbassare fino a noi togliendoli quell’autorità che gli spetta. Mossa astutissima del demonio travestito da giornalista… Mi ricordo quando elessero il Santo Padre Benedetto xvi i commenti di qualche sacerdote marxista ( senza tema di essere smentito ) disse : Adesso siamo a posto , torniamo al medio Evo. Tranquilli tutti illuminati, illuministi atei vari e gnostici , continuate così . La strada della perdizione l’avete intrapresa bene . Ora su suo invito andate anche a confessarvi cercando il dibattito invece di enumerare i vostri peccati . Grazie Padre Ariel per la sua testimonianza… detto questo invito tutti i credenti in Cristo fratelli di fede ad offrire ore di Adorazione Eucaristica , Comunioni Rosari Sante Messe per la salute spirituale del nostro Santo Padre Francesco (io lo chiamo così ). Papa Francesco lo lascio chiamare da quelli che dicono : finalmente un Papa per i poveri, salvo poi non fare niente per convertirsi. Chiedo preghiere per Lui perchè è già in qualche occasione che vedo il suo volto preoccupato e stanco.. Un caro saluto a tutti siano sempre lodati GESU’ E SUA MADRE MARIA e un caro saluto al caro Santo Padre Francesco

  24. E’ vero Gesù viene per i malati ed i peccatori, insegna misericordia e perdono … ma tutto è indissolubilmente collegato alla redenzione , alla guarigione interiore .. la Maddalena .. il lebbroso sanato.. il buon ladrone…il figliol prodigo .. hanno chiesto perdono , si sono purificati e hanno scelto il cammino verso la santità passando dalla porta stretta: è questo il cammino di ogni cristiano! Papa Fs.co e/o la Chiesa non dice nulla di nuovo, la chiesa ha sempre aperto le porte ai divorziati , ai separati ed anche agli omossessuali, .. ma il porre l’accento solo su un aspetto della Verità offre ed agevola una lettura falsata, ed è un dato di fatto che oggi il mondo laico e in parte anche in quello cattolico-inizi a pensare alla comunione ai divorziati risposati etcc.. , ritenendo che questo sia il pensiero del Papa e della nuova dottrina della chiesa. Dobbiamo restare vigili e percepire i cambianti per non permettere che i valori del Vangelo su cui fonda la ns CHIESA vengano piano piano .. stravolti …. d’altronde ormai è noto il piano massonico di distruzione della ns Chiesa .. attaccata nel suo stesso seno (in gran parte già attuato con cambianti via via introdotti negli anni ) e pur menzionati in profezie ‘autorevoli’!

  25. Non sta stravolgendo il Vangelo, e non manca di rispetto al Santissimo: eppure è ciò che ho letto, nell’articolo di Gnocchi e Palmaro. E mi chiedo se davvero ci sia un interesse per la verità, oppure si vuole sempre e solo criticare ad oltranza…

    Sul “semplificare”, non vedo dove stia il problema; quando parla ai cattolici (come è stato nel suo discorso ai medici cattolici di qualche tempo fa) usa un maggior rigore formale; quando parla a chi sta fuori della Chiesa usa delle semplificazioni. Da sempre, questo è un giusto metodo pedagogico. Non si arriva alle equazioni differenziali, senza prima aver assimilato le regole-base della matematica. E così in altri ambiti.

    I “cattolici” che vogliono “sempre e comunque” un linguaggio “adatto a loro” mancano di carità nei confronti delle pecore smarrite. Ed è noto come la pensava Gesù, sul dovere di andare alla ricerca di tali pecore. Non si può usare il medesimo metodo per tutti, così come non si può pretendere che un poppante possa nutrirsi di una bistecca, o comunque di un cibo solido: non ha ancora lo stomaco adatto. E non sono forse, i lontani, dei “poppanti nella fede”?

  26. Non condivido tutto il contenuto dell’articolo di don Ariel (soprattutto circa il fatto che questo Papa “piaccia a tutti” e non riceva critiche: proprio gli integralisti, che lo criticano ad ogni suo minimo movimento, smentiscono ciò; e non mi piace la tendenza a far di tutta l’erba un fascio, accomunando ipocriti e fedeli onesti), e lo dico come necessaria premessa.

    Ma, nel caso specifico, mons. Negri – proprio perché NON è un seguace del Gallo – avrebbe fatto meglio a tacere. Proprio lui, che generalmente scrive articoli molto condivisibili, ed è una delle poche voci “fuori dal coro” dei troppi buonisti, avrebbe dovuto dare man forte a don Ariel, nel deprecare i numerosi sacrilegi perpetrati durante i funerali del Gallo. Sacrilegi a cui proprio il capo dei vescovi italiani ha prestato il fianco. Quella è stata una pagina VERGOGNOSA, nella storia della Chiesa italiana.

    E penoso è anche il comunicato: “sentiamo il dovere di esternare le nostre scuse, anche se non abbiamo nessuna responsabilità”… ma appunto per questo (non hanno alcuna responsabilità) avrebbero fatto meglio a tacere, se proprio non volevano prendere le difese di chi, oggettivamente, stava dalla parte del giusto. Don Ariel, in questo caso.

    Tale “messaggio congiunto” non fa altro che dimostrare la tendenza di questo tempo anticristico: si punisce chi fa il bene, e si osanna e si premia chi opera il male.

    “Male”, in questo caso, sono stati quei funerali caratterizzati da numerosi sacrilegi (in primis la Comunione a un peccatore conclamato, notoriamente molto scandaloso, e per di più buddista [perché dovrebbe comunicarsi, se non è cattolico?], che non ha mai fatto pubblica ammenda dei propri peccati, come è richiesto in tali casi [peccato pubblico, che scandalizza molti]; e anzi nei giorni successivi – e già all’uscita dal funerale – ha rincarato la dose), e fa “male” vedere che nessun vescovo abbia “osato” rimproverare Bagnasco: hanno vigliaccamente taciuto, oppure ne hanno addirittura preso le difese.

    Preciso che non intendo dire che Bagnasco è un cattivo vescovo; però rimane la bruttissima sensazione di una parte della Chiesa (e proprio della Chiesa docente, a cui i fedeli dovrebbero far riferimento) che è vilmente e servilmente prona al politicamente corretto. Si cercano le lodi nelle piazze, piuttosto che dare una coerente testimonianza del Messaggio evangelico. In troppi casi accade questo.

  27. Buongiorno Gustavo, complimenti per ciò che hai esposto e che condivido in tutto. Vorrei proporti questa meditazione del beato Henry Newman, sperando di farti cosa gradita.
    Meditazione del giorno:

    Beato John Henry Newman (1801-1890), sacerdote, fondatore di una comunità religiosa, teologo
    Discorso “Le cerimonie della Chiesa”, PPS, vol.2, no.7

    La tradizione e la volontà di Dio

    Poco importa il modo con cui impariamo a conoscere la volontà di Dio, che sia mediante la Scrittura, mediante la tradizione apostolica o mediante ciò che San Paolo chiama la « natura » (cfr Rom 1,20), purché siamo sicuri che è veramente la sua volontà. In realtà, Dio ci rivela il contenuto della fede mediante l’ispirazione, perché è nell’ordine soprannaturale. Ma ci rivela le questioni pratiche del dovere morale mediante la nostra propria coscienza guidata divinamente.

    Le questioni di pura forma, ce le rivela mediante la tradizione della Chiesa, dall’esperienza nel metterle in pratica, benché non vengano dalla Scrittura. Ciò per rispondere alla domanda che possiamo farci : « Perché osservare i riti e le forme che non sono prescritti dalla Scrittura ? » La Scrittura ci trasmette ciò che occorre credere, a cui dobbiamo tendere, ciò che dobbiamo mantenere. Ma non ci dice il modo concreto di farlo. Quindi, poiché dobbiamo farlo in tale o tale modo preciso, è opportuno aggiungere qualcosa a ciò che ci dice la Scrittura. Essa ci raccomanda, per esempio, di unirci per la preghiera, e collega la sua efficacia … all’unione dei cuori. Ma siccome non ci indica né il momento né il luogo della preghiera, bisogna che la Chiesa completi ciò che la Scrittura si è limitata a prescrivere in linea di massima…

    Si può dire che la Bibbia ci dà lo spirito della nostra religione mentre la Chiesa deve formare il corpo in cui questo spirito si incarna…. La religione non esiste in modo astratto… Coloro che provano ad adorare Dio in un modo (dicono) « meramente spirituale » finiscono per non adorarlo affatto. La Scrittura ci dà lo spirito della nostra devozione, la Chiesa ce ne dà il corpo. E come non possiamo vedere lo spirito di un uomo senza il mezzo del corpo, così non possiamo capire l’oggetto della fede senza la sua forma esteriore.

    Ciao Gustavo e a presto. Luciano

  28. Mons.Negri non ha approvato “il funerale” don Gallo, ma non poteva non condannare il comportamento disdicevole di don Ariel.
    Disdicevole per un laico, figuriamoci per in sacerdote: che per esprimere dissenso bisogna arrivare agli insulti…

    Se per i sig.Gustavo e Luciano addirittura anche mons.Negri ha sbagliato…
    Non condivido, ma non mi interessa far pollaio qui.
    Buona giornata

  29. Caro Stefano, siamo sul blog di Annalisa nel quale lei propone vari temi e ci lascia liberi di esprimere i nostri commenti. Magari fossimo tutti concordi… ci sono invece contrasti che, se fatti in buona fede, possono però portare più vicino alla verità. l’importante è che siano costruttivi per tutti. Mons. Negri (del quale ho tutto il rispetto dovuto a un Vescovo) ha espresso la sua opinione e don Ariel la sua. L’importante è che noi ci si aiuti a vicenda nel crescere concordi nella fede. Cordiali saluti Luciano

  30. Concordo.
    Buonissima giornata

    PS: ma credo che un minimo di carità reciproca ci vorrebbe, mi riferisco al testo di don Ariel… (ti può scappare una frase, ma un’intero testo…)

  31. Don Ariel avrebbe potuto usare un linguaggio più rispettoso, ma ciò che ha scritto, NELLA SOSTANZA, è oggettivamente condivisibile, per ogni cattolico fedele alla Dottrina.

    I due monsignori, perciò, almeno in quel caso, hanno manifestato un bigottismo (culto della forma, infischiandosene della sostanza, che è quel che DAVVERO conta) tale per cui avrebbero fatto molto meglio a rimanere in silenzio.

    Si vuole criticare don Ariel per il suo linguaggio? Bene.
    Ma perché i numerosi sacrilegi perpetrati ai funerali del Gallo non hanno ricevuto, da parte di costoro, NEMMENO UNA PAROLA DI CRITICA?

    Stiamo attenti, Stefano: “ritagliare” solo le parti che ci fanno comodo NON È un buon servizio alla verità.
    Disdicevole il comportamento di don Ariel, dici… ma quanto più disdicevole il comportamento di Bagnasco (almeno in quell’occasione), e di tutti gli alti prelati che sono rimasti vigliaccamente in silenzio, o che col loro modo di fare hanno addirittura approvato il modo in cui quel funerale venne condotto!

    Non condividi? Come ha detto Luciano (che saluto e ringrazio per la meditazione che ha condiviso con noi), ognuno è libero di pensarla come vuole.

    Hai parlato di carità reciproca (però bacchetti solo don Ariel, ma non i due monsignori, che hanno sbagliato più di lui: e dove sta, la reciprocità?), ma non dimenticare che non può esserci carità, se manca la verità (o se mancano parti IMPORTANTI di verità, come in questo caso): Benedetto XVI docet.

  32. In verità non ho proprio voglia di attaccare nessuno, anzi.
    Ho solo cercato risposte ad attacchi a Papa Francesco…
    La saluto e Le auguro buona giornata.
    PS:
    Al limite dovrei prendermerla con quel “Matto” che è morto in croce e che vuole che ci consideriamo tutti fratelli…ma non credo mi convenga attaccarlo 🙂

  33. Di seguito metto un esempio in merito alla differenza fra chi ama e difende la verità “tutta intera”, e chi si lascia attrarre dal politicamente corretto, da quella carità priva di verità che altro non è che buonismo. Invito a notare come, se non si tiene sempre presente il necessario rispetto della verità, certe dichiarazioni paiono molto condivisibili, mentre in realtà sono subdole e pericolose. A furia di voler giustificare “porzioni di male”, si finisce col perdere del tutto il senso del peccato.

    ***
    COSÌ VICINI, COSÌ LONTANI
    di Alessandro Martinetti

    Bergoglio e Martini molto simili? Senza dubbio, ma anche molto diversi. Si pensi a quanto divergano su questioni delicatissime e caldissime anche per la Chiesa, come il riconoscimento legale delle unioni omosessuali e la depenalizzazione dell’aborto procurato.

    Mentre in Argentina divampava lo scontro sul disegno di legge che avrebbe legalizzato i cosiddetti “matrimoni” tra persone omosessuali e a questi ultimi avrebbe consentito l’adozione, l’arcivescovo di Buenos Aires fece leggere questo messaggio in tutte le messe di domenica 11 luglio 2010:

    “Spetta all’autorità pubblica tutelare il matrimonio tra un uomo e una donna attraverso il riconoscimento normativo, per assicurare e favorire la sua insostituibile funzione e il suo contributo al bene comune della società.

    Qualora si attribuisse un riconoscimento legale all’unione tra persone dello stesso sesso, o le si garantisse uno status giuridico analogo al matrimonio e alla famiglia, lo Stato agirebbe illegittimamente e si porrebbe in contraddizione con i propri obblighi istituzionali, alterando i principi della legge naturale e dell’ordinamento pubblico della società argentina.

    Le situazioni giuridiche di reciproco interesse tra le persone dello stesso sesso possono essere sufficientemente tutelate attraverso il diritto comune. Di conseguenza, sarebbe una discriminazione ingiusta nei confronti del matrimonio e della famiglia attribuire al fatto privato dell’unione tra persone dello stesso sesso uno status di diritto pubblico.

”Facciamo appello alla coscienza dei nostri legislatori affinché, nell’affrontare una questione tanto grave, tengano conto di queste verità fondamentali, per il bene della Patria e delle sue future generazioni”.

    Suilo stesso argomento, invece, dialogando con il medico e politico Ignazio Marino, oggi sindaco di Roma, il cardinale Martini affermava:

    “Non è male, in luogo di rapporti omosessuali occasionali, che due persone abbiano una certa stabilità e quindi in questo senso lo Stato potrebbe anche favorirli. Non condivido le posizioni di chi, nella Chiesa, se la prende con le unioni civili. Io sostengo il matrimonio tradizionale con tutti i suoi valori e sono convinto che non vada messo in discussione. Se poi alcune persone, di sesso diverso oppure anche dello stesso sesso, ambiscono a firmare un patto per dare una certa stabilità alla loro coppia, perché vogliamo assolutamente che non sia? Io penso che la coppia omosessuale, in quanto tale, non potrà mai essere equiparata in tutto al matrimonio e d’altra parte non credo che la coppia eterosessuale e il matrimonio debbano essere difesi o puntellati con mezzi straordinari perché si basano su valori talmente forti che non mi pare si renda necessario un intervento a tutela. Anche per questo, se lo Stato concede qualche beneficio agli omosessuali, non me la prenderei troppo. La Chiesa cattolica, dal canto suo, promuove le unioni che sono favorevoli al proseguimento della specie umana e alla sua stabilità, e tuttavia non è giusto esprimere alcuna discriminazione per altri tipi di unioni”.

    Le parole si commentano da sole: la posizione di Bergoglio è nettamente divergente da quella del cardinale Martini ed è perfettamente collimante con il pronunciamento della congregazione per la dottrina della fede:

    “In presenza del riconoscimento legale delle unioni omosessuali, oppure dell’equiparazione legale delle medesime al matrimonio con accesso ai diritti che sono propri di quest’ultimo, è doveroso opporsi in forma chiara e incisiva. Ci si deve astenere da qualsiasi tipo di cooperazione formale alla promulgazione o all’applicazione di leggi così gravemente ingiuste nonché, per quanto è possibile, dalla cooperazione materiale sul piano applicativo. In questa materia ognuno può rivendicare il diritto all’obiezione di coscienza.

    Essi [i componenti delle unioni di fatto] possono sempre ricorrere – come tutti i cittadini e a partire dalla loro autonomia privata – al diritto comune per tutelare situazioni giuridiche di reciproco interesse” (Congregazione per la dottrina della fede, “Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali”, 3 giugno 2003, nn. 5 e 9).

    Bergoglio inoltre è fermamente contrario alla legalizzazione dell’aborto, come ha dimostrato inequivocabilmente con le sue iniziative in patria, distinguendosi per l’opposizione inflessibile a ogni ipotesi di depenalizzazione.

    In Argentina l’aborto procurato è illegale, tranne in caso di comprovato rischio per la vita della gestante e nel caso in cui il concepimento riguardi una donna mentalmente disabile e derivi da violenza sessuale. Nel 2012 il parlamento della città di Buenos Aires (forte di un contestato pronunciamento della corte suprema nazionale) tentò di introdurre una più ampia depenalizzazione, approvando una legge sui cosiddetti “aborti non punibili” poi bloccata da un veto del sindaco della città. L’opposizione dell’allora arcivescovo di Buenos Aires e presidente della conferenza episcopale argentina fu vigorosissima e chiarissima.

    Il 10 settembre il cardinale Bergoglio fece diffondere questo comunicato (“Sobre la resolución para abortos no punibles en la ciudad de Buenos Aires”):

    “Rispetto alla regolamentazione dei casi di aborto non punibili da parte delle autorità amministrative cittadine di Buenos Aires, prendiamo atto una volta di più della deliberata intenzione di perseverare sulla strada della limitazione ed eliminazione del valore supremo della vita, e della volontà di ignorare il diritto dei bimbi a nascere. Nei confronti di una donna in stato di gravidanza dobbiamo sempre parlare di due vite, le quali debbono entrambe essere preservate e rispettate, poiché la vita è un valore assoluto.

    La scienza biologica indica in modo evidente attraverso il DNA, la sequenza del genoma umano, che dal momento del concepimento esiste una nuova vita umana che deve essere tutelata giuridicamente. Il diritto alla vita è un diritto umano fondamentale.

    L’aborto non è mai una soluzione. Occorre ascolto, vicinanza e comprensione da parte nostra per salvare tutte e due le vite: rispettare l’essere umano più piccolo e indifeso, adottare ogni mezzo che possa preservare la sua vita, permettere la sua nascita ed essere, inoltre, creativi nell’individuare percorsi che rendano possibile il suo pieno sviluppo.

    Questa decisione amministrativa che amplia le ipotesi di depenalizzazione dell’aborto, cedendo alle indebite pressioni della corte suprema nazionale – la quale, peraltro, ha prevaricato le proprie competenze in palese violazione del principio di divisione dei poteri e delle prerogative federali – comporta conseguenze di natura giuridica, culturale ed etica, poiché le leggi improntano la cultura di un popolo, e una legislazione che non protegge la vita favorisce una cultura di morte.

    Di fronte a questa deprecabile decisione lanciamo un appello a tutte le parti coinvolte, ai fedeli e ai cittadini, affinché, in un clima di massimo rispetto, vengano adottati mezzi positivi di promozione e protezione della madre e del suo bambino in tutti i casi, a favore sempre del diritto alla vita umana”.

    Invece in un altro dialogo, ancora con Marino, il cardinale Martini mostrava una certa accondiscendenza a forme di depenalizzazione dell’aborto:

    “Mi sembra che anche su un tema doloroso come quello dell’aborto (che, come lei dice, rappresenta sempre una sconfitta) sia difficile che uno Stato moderno non intervenga almeno per impedire una situazione selvaggia e arbitraria. E mi sembra difficile che, in situazioni come le nostre, lo Stato non possa non porre una differenza tra atti punibili penalmente e atti che non è conveniente perseguire penalmente. Ciò non vuol dire affatto ‘licenza di uccidere’, ma solo che lo Stato non si sente di intervenire in tutti i casi possibili, ma si sforza di diminuire gli aborti, di impedirli con tutti i mezzi soprattutto dopo qualche tempo dall’inizio della gravidanza, e si impegna a diminuire al possibile le cause dell’aborto e a esigere delle precauzioni perché la donna che decidesse comunque di compiere questo atto, in particolare nei tempi non punibili penalmente, non ne risulti gravemente danneggiata nel fisico fino al pericolo di morte”.

    Anche a questo riguardo la netta differenza di impostazione e di convinzioni tra Bergoglio e Martini è evidente. Le rispettive parole sono eloquenti e non abbisognano di ulteriori delucidazioni.


    http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2013/10/16/bergoglio-e-martini-ecco-dove-non-concordano/

  34. In verità continui ad evitare “il nocciolo” della questione. Del resto era evidente fin dall’inizio, dal modo in cui ti ponevi di fronte al comunicato dei due monsignori.

    Quel “Matto” è morto in Croce proprio perché non Si volle piegare in alcun modo alla parte marcia della casta sacerdotale di quel tempo, ma disse a chiare lettere: “Guai a voi, scribi e farisei ipocriti!”.

    E proprio perché siamo tutti fratelli, è giusto che ci richiamiamo a vicenda, in caso di errore. Sempre il “Matto” di cui sopra ha invitato a richiamare chi sbaglia: da soli, con qualche testimone, e anche di fronte all’assemblea. Essere comprensivi e fraterni NON può in alcun modo portare alla tolleranza dell’errore. Ed è da vigliacchi prendersela sempre e solamente con gli inferiori (in questo caso un semplice prete), e difendere sempre e comunque (anche negando l’evidenza) i superiori.

    Buona giornata anche da parte mia, sperando che tu comprenda che, proprio in quanto ti considero un mio fratello, ti ho detto esattamente ciò che penso, evitando buonismi e ipocrisie.

  35. Gentile Stefano.

    mons. Luigi Negri non è certo un seguace di don Gallo ma quando un prete serio, onesto e non poco coraggioso, per difendere la Chiesa dalle note e incessanti oscenità del Gallo ha fatto una rampogna al suo potente vescovo, cioè al card. Bagnasco, ecco che mons. Negri si è comportanto peggio di quelli che difendono ideologicamente il Gallo, e con cieco clericalismo ha difeso il Bagnasco in errore pubblico ed in torto marcio, e ne spiego i motivi che sono gravi da parte di Negri, caduto nel vero e proprio paradosso canonico, per non usare il termine forse più pertinente di ignoranza.

    PUNTO PRIMO: il rev. Ariel Stefano Levi di Gualdo, che a quanto pare vive e opera a Roma è un presbitero incardinato nella diocesi di S. Marino Montefeltro (come dichiara lo stesso comunicato che lei sembra citare a demerito di questo prete), quindi il suo vescovo è il vescovo di S. Marino-Montefeltro, sede vescovile al momento vacante in attesa della nomina di un nuovo vescovo e affidata frattanto a un amministratore diocesano.
    Mons. Negri, quando si è svolto il fatto in questione, non era più vescovo di S. Marino-Montefeltro ma arcivescovo di Ferrara, quindi con giurisdizione sulla diocesi a lui assegnata e senza più alcun genere di giurisdizione canonica sulla diocesi sammarinese.
    Non aveva pertanto titolo e autorità alcuna per firmare un simile comunicato riguardante un prete non appartenente alla sua giurisdizione, e facendolo ha peccato di ignoranza e commesso un grave abuso, per il quale la persona censurabile sarebbe proprio mons. Negri.

    PUNTO SECONDO: quando si ammonisce pubblicamente un sacerdote, devono essere citati di prassi e di rigore i canoni violati. Solitamente con la formula più o meno seguente: il violazione ai dettati dei canoni n° … n° … n° …
    In questo comunicato non è assolutamente indicata alcuna legge canonica della Chiesa che questo chierico avrebbe violato, non avendone appunto violata alcuna.

    PUNTO TERZO: la frase con la quale mons. Negri dichiara e ammette che si riserva di confidare la vicenda al suo successore affinchè prenda provvedimenti a carico di questo chierico, che ripeto non ha violato alcun canone ma solo osato esercitare il riconosciuto diritto di critica all’operato di fatto censurabile di un cardinale, equivale il tutto e per tutto, non solo a una intimidazione resa pubblicamente, ma addirittura a una pubblica ammissione che è sua intenzione influenzare il giudizio e le scelte del futuro vescovo che sarà dato alla diocesi di S. Marino-Montefeltro.

    Questo comunicato denota in che modo don Gallo, che ha dichiarato di avere accompagnato personalmente delle prostitute al consultorio per abortire, viene protetto persino da mons. Negri, se in ballo c’è il potente Bagnasco, al quale Negri offre supinamente persino delle scuse non dovute per le critiche a lui rivolte da questo prete (che non è un suo prete ne un prete sotto la sua giurisdizione) colpevole di avere detto la verità e commentato dei fatti filmanti e documentati: Bagnasco che da la Comunione a Vladimiro Guadagno detto Luxuria che vestito da donna è salito sul presbiterio della chiesa a fare una inopportuna predica sul gender all’intero mondo cattolico, tra sventolii di bandiere rosse e canti di “Bella ciao”.

    Singolare poi il fatto che proprio uno come mons. Negri, in una questione in cui era in ballo un soggetto di non poco conto come don Gallo, giunga ad affermare che “Nella Chiesa possono convivere anche opinioni molto diverse”. Ammettendo in tal senso che l’agire di don Gallo non era in aperto contrasto con la dottrina e il magistero della Chiesa, ma che si trattava solo di semplici “opinioni diverse”.

    Se per una causa simile io ricevessi un comunicato del genere, ne andrei fiero, il rev. Levi di Gualdo non so invece quando ne sia rimasto male, non ho il piacere di conoscerlo di persona e credo che questo andrebbe chiesto a lui.

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