Curare le ferite dell’anima

di Annalisa Colzi

il_figlio_prodigo[1]E’ dal 13 marzo del 2013 che i giornalisti, chiamiamoli progressisti, cercano in tutti i modi di far dire al Pontefice cose inerenti ai loro gusti e ai gusti di tutti coloro che desiderano giustificare il peccato.

Titoloni di aperture varie da parte della Chiesa inondano anche il web che riportano articoli giornalistici di basso spessore.

L’ultimo titolo che ho letto mi ha fatto sobbalzare sulla sedia “Divorziati, gay e aborto, l’apertura di Francesco”. A primo impatto ho avuto l’impressione che il Santo Padre aprisse le porte al peccato, ma poi conoscendo i mezzi mediatici ho pensato che, certamente, il significato del titolo era ben diverso dal contenuto dell’intervista. Infatti…

Il Papa, nell’intervista rilasciata ad Antonio Spadaro della rivista Città Cattolica, non fa altro che ribadire ciò che è scritto nel Catechismo della Chiesa Cattolica.

«Io vedo con chiarezza — dice il Papa — che la cosa di cui la Chiesa ha più bisogno oggi è la capacità di curare le ferite e di riscaldare il cuore dei fedeli, la vicinanza, la prossimità. Io vedo la Chiesa come un ospedale da campo dopo una battaglia. È inutile chiedere a un ferito grave se ha il colesterolo e gli zuccheri alti! Si devono curare le sue ferite. Poi potremo parlare di tutto il resto. Curare le ferite, curare le ferite… E bisogna cominciare dal basso».

Facciamo attenzione alle parole sottolineate. Il Papa non dice che non dobbiamo far presente cosa è il peccato ma per forza questo deve avvenire dopo aver curato le ferite e per curare bisogna cominciare dal basso, cioè dall’accoglienza. Sono in fondo anche le parole della Regina della Pace quando ci dice di non parlare troppo ma di essere e di accogliere.

Ritornando alle parole del Papa mi vengono in mente due parabole, quella del buon samaritano e quella del figliol prodigo.

Nella prima parabola un uomo lungo la strada incappa nei briganti che lo picchiano e lo lasciano in mezzo alla strada mezzo morto.

Come non vedere in questi briganti l’azione del maligno?

Quante anime, lungo la strada della vita, si lasciano affascinare dal maligno, dalle sue luci che nascondono le tenebre, quanti giovani finiscono, a volte in modo inconsapevole, nelle sue grinfie?

Ed ecco allora che passa un sacerdote e subito dopo un levita, ma entrambi non si fermano.

Quante volte siamo talmente intenti a coltivare il nostro orticello spirituale da tralasciare il nostro prossimo? Quante volte ci fa più comodo andare alla Messa la domenica, forse anche tutti i giorni, seguire i precetti vari ma poi non avere il tempo di aiutare i nostri fratelli feriti, stanchi e scoraggiati dal maligno?

E la parabola del figliol prodigo è ancora più chiara al riguardo del curare le ferite.

Ci sono due figli, uno che segue le tenebre mentre l’altro va tutti i giorni a Messa, prega, digiuna, vive in castità.

Un giorno, dopo essere stato in mezzo ai maiali (peccati), il peccatore stanco della sua vita poiché non ha più niente decide di trovare rifugio nella casa di suo padre (la Chiesa). A dire il vero è attratto più dai beni della Chiesa che dalla contrizione del peccato ma l’Amore che incontra lo sconvolge. Il padre, nonostante il fetore insopportabile che emana essendo stato fino a poche ore prima in mezzo ai maiali, lo abbraccia. Non gli dice: “Prima vai a lavarti (confessione dei peccati) e poi facciamo festa”. No, prima facciamo festa perché eri perduto e io ti ho ritrovato. Adesso curerò le tue ferite…

Ecco il discorso del Papa: curare prima le ferite e poi con il tempo insegnare la via della santità.

Il figlio maggiore, invece si arrabbia di questo Amore del padre, non lo accetta perché egli, pur essendo stato sempre con il padre, di fatto non ha mai amato.

Ritorniamo all’intervista:

“Il confessore, ad esempio, corre sempre il pericolo di essere o troppo rigorista o troppo lasso. Nessuno dei due è misericordioso, perché nessuno dei due si fa veramente carico della persona. Il rigorista se ne lava le mani perché lo rimette al comandamento. Il lasso se ne lava le mani dicendo semplicemente “questo non è peccato” o cose simili. Le persone vanno accompagnate, le ferite vanno curate”.

Più chiaro di così non si può parlare, solo chi non vuol capire, o meglio solo chi vuol capire ciò che gli fa piacere svia il senso di queste parole.

Il Papa apre sì la porta ma alla Misericordia ma nella carità che altri non vuol significare che dire la verità con carità, perché la carità è verità.

«Non possiamo insistere solo sulle questioni legate ad aborto, matrimonio omosessuale e uso dei metodi contraccettivi. Questo non è possibile. Io non ho parlato molto di queste cose, e questo mi è stato rimproverato. Ma quando se ne parla, bisogna parlarne in un contesto. Il parere della Chiesa, del resto, lo si conosce, e io sono figlio della Chiesa, ma non è necessario parlarne in continuazione».

Se annunciamo il Cristo, se trasmettiamo il suo amore, se scopriamo la bruttezza del maligno allora l’anima convertita riscoprirà anche il valore della castità, della vita, dell’amore tra un uomo e una donna. E’ Cristo che deve cambiare il cuore, è lo Spirito Santo che attraverso il dono della Sapienza, della Scienza e della Fede parlerà al cuore e alla intelligenza dell’anima.

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38 thoughts on “Curare le ferite dell’anima

  1. Grazie Annalisa! Meno male che ci sono persone come te a fare VERA informazione.
    Verissimo quando scrivi

    “Quante volte siamo talmente intenti a coltivare il nostro orticello spirituale da tralasciare il nostro prossimo? Quante volte ci fa più comodo andare alla Messa la domenica, forse anche tutti i giorni, seguire i precetti vari ma poi non avere il tempo di aiutare i nostri fratelli feriti, stanchi e scoraggiati dal maligno?”

    Come è vero anche per me quanto hai scritto! E unisco le tue parole a quelle di Padre Gasparino che qualche minuto fa ho postato su Facebook:

    “[…] C’è chi cerca lontano il povero, e non sa che ha un povero che gli pesta i piedi ogni giorno in casa sua. Comincia dal povero di casa tua. In casa hai sempre un povero di turno, qualcuno che ha bisogno di te. Guai se lo trascuri, guai se non cominci da li. Poi vai dal povero che ti aspetta fuori dell’uscio di casa tua. […]”

    Che Maria Santissima ci aiuti ad essere le sue mani tese, senza giudicare nessuno, e vivendo sempre nella preghiera fiduciosa!

  2. Signora Annalisa, sono daccordo in tutto e per tutto con Papa Francesco, e con il suo blog che da testimonianza proprio a quello che Papa Francesco ci invita a fare. Ma il Papa parla di persone che cercano o accolgono l’aiuto della chiesa e si lasciano curare le ferite, vedi, come dice nell’articolo, l’esempio del figluol prodigo, del buon samaritano, della samaritana al pozzo e altro… Ma con persone che non accettano di farsi curare e anzi pretendono di far valere le loro ragioni con offese, insulti e tanto astio (vedi stupendizia, sandro di marco e altri) non ho capito cosa e come dovremmo fare… Lei cosa consiglia? Cordiali saluti, Luciano

  3. Ma certo che il Papa segue la sua linea, nello spirito della Carità evangelica, e nel solco del Magistero, Tradizione e Sacre Scritture.
    Cosa credono certe persone, che ora tutto diventi all’improvviso una sagra populista a base di salsiccia e vino??
    Mancherebbe…
    Se qualcuno si illude, sta fresco.

  4. Io credo che il nostro caro Santo Padre Francesco stia lanciando a tutti un grande messaggio di misericordia e di amore invitando al cambiamento alla conversione personale , all’amore del prossimo che non è sicuramente facile sopratutto per noi discepoli di Cristo che a causa della fede in Lui ( ci aveva avvisati ) veniamo bersagliati ogni momento da persone anche in buona fede le quali credono che tutte le aperture antimorali siano progresso. Il loro errore grande è quello di pensare che quando legalizzi una cosa tutto diventa fattibile perchè la legge lo ha decretato, dimenticando che Dio di questi ragionamenti non si interessa. Ecco allora che le parole di Papa Francesco vengono continuamente strumentalizzate apposta e vengono ricordate solo quelle che fanno comodo .Bene fa Annalisa a ricordarlo ed anche noi lo dovremmo fare con tutti quelli con cui veniamo a contatto e che ci chiedono la nostra opinione.

  5. Quello che mi aveva lasciato perplesso è:

    «Io vedo con chiarezza — dice il Papa — che la cosa di cui la Chiesa ha più bisogno oggi è la capacità di curare le ferite e di riscaldare il cuore dei fedeli, la vicinanza, la prossimità. Io vedo la Chiesa come un ospedale da campo dopo una battaglia. È inutile chiedere a un ferito grave se ha il colesterolo e gli zuccheri alti! Si devono curare le sue ferite. Poi potremo parlare di tutto il resto. Curare le ferite, curare le ferite… E bisogna cominciare dal basso».

    Facciamo attenzione alle parole sottolineate. Il Papa non dice che non dobbiamo far presente cosa è il peccato ma per forza questo deve avvenire dopo aver curato le ferite e per curare bisogna cominciare dal basso, cioè dall’accoglienza. Sono in fondo anche le parole della Regina della Pace quando ci dice di non parlare troppo ma di essere e di accogliere. ”

    Cioè questo accogliere e curare le ferite cosa significa…? ascoltarli con pazienza e non ignorarli (come fecero il sacerdote e il levita nella parabola del buon samaritano), anche a costo di insulti o umiliazioni? ma evidentemente il Santo Padre Francesco si riferiva a quelli che cercano o accolgono l’aiuto della Santa Chiesa con cuore sincero. Comunque ascolterò il vostro consiglio e li ascolterò in silenzio come fece Gesù

  6. cioè in sostanza da quello che ho capito, dal discorso di Papa Francesco, per noi non cambia niente e continuiamo a fare quello che abbiamo sempre fatto… LIRReverendo mi illumini lei perchè sono un pò nel pallone, grazie

  7. Io penso che sia l’occasione per rimettersi in movimento e prendere coscienza di essere Cristiani Cattolici. Un nuovo modo di parlare (sempre in linea con il Magistero) e un riappropriarsi e tornare a “essere per il mondo”. Dobbiamo affrontare una nuova sfida per la Chiesa.Il Papa dice che dobbiamo uscire dai “salotti” e assumerci la responsabilità di testimoniare l’amore di Dio che ha cambiato la nostra vita. Vivere la Pace del Signore ed essere pronti al martirio, che si esplica in differenti modi (non solo cruento), per esempio solitudine, emarginazione, discriminazione, ecc. Ricominciare a sentire la necessità di essere uniti, pur nella frammentazione della società. Essere in continuo ascolto e discernimento, filtrando tutte le notizie, i clamori, gli scandali, ecc.
    tempo al silenzio, tempo all’annuncio, tempo all’apologetica, tempo delle scelte. Preghiera, digiuno (non solo pane), coscienza, scelte, mani tese.
    Sempre per te LIRReverendo

  8. DOVE hai letto che il Papa parla ” di persone che cercano o accolgono l’aiuto della chiesa” ?? DOVE ? Il Papa parla dell’atteggiamento dei cristiani non di coloro che non lo sono o che peccano. Spiega l’atteggiamento che i cristiani dovrebbero tenere verso tutti coloro che sono lontani dalle parole della Chiesa. Il Papa non dice “l’omosessualita’ e’ una cosa giusta” (non mi aspettavo che lo dicesse)…dice semplicemente che c’e’ un altro modo per avvicinarsi a coloro che peccano ed e’ quello dell’amore e della misericordia che non sbattergli continuamente il faccia il fatto che VOI pensate che andranno all’inferno, e ripetere parole come “immondi”, “satanici”, “perversi” etc etc QUESTO E’ QUELLO CHE FATE QUI ! C’e’ un modo cristiano, in cui si pone l’accento su quello che si ha in comune, non su quello che ci divide. C’e’ il RISPETTO, anche nella divergenza. E poi ci sono migliaia di altre emergenze nella vita dei cristiani, nella nostra quotidianita’, che non gli omosessuali ! Qui si OSSESSIONA solo su questo !

  9. Tu ancora non hai capito la differenza tra omossessualita’, lobby e matrimonio omosessuale.

  10. Si ai ragione, avrei dovuto dire: il Papa, secondo me, sottintende persone che cercano o accolgono l’aiuto della chiesa…ecc. Vedi io più che dirti di leggerti il catechismo della chiesa cattolica riguardo alla sessualità e perciò di vivere di conseguenza non posso e non voglio fare. Il Papa si è definito ultimamente un peccatore, anch’io mi definisco un peccatore, anzi un grande peccatore. Ma che tu venga in casa di Annalisa, coprirla di insulti e cercare di convincerci che tu, per ” amore ” metti il tuo membro nell’ano del tuo amico e vuoi farci credere che è cosa buona e giusta voluta da Dio, bè allora io penso che sei proprio uno stupido. Scusa il linguaggio forte ma è solo per mettere in chiaro le cose. Se sei convinto di essere nel giusto vivi la tua vita e non venire in casa degli altri a dire cosa devono fare in modo cosi insolente. MA TE CHI TI HA CERCATO!!! E se vuoi essere rispettato comincia tu a dare l’esempio. SE NON TI VA BENE QUELLO CHE SI FA QUI VATTENE E RICORDA: ANCHE SE LA LEGGE DEGLI UOMINI DOVESSE DARTI RAGIONE LA LEGGE DI DIO NO!!! e con questo chiudo

  11. poi ricorda, sul fatto di andare incontro ai peccatori con amore, come ci invita a fare il Papa adesso, io l’ho fatto buttando al pubblico la mia vita privata per cercare di aiutarti, ricordi? adesso veditela da solo io non ti risponderò più, almeno fino a quando verrai a piu miti consigli e ad un’apertura sincera nel nome di nostro Signore Gesù Cristo.

  12. Luciano, vedo che sei molto interessato a quello che io faccio tra le lenzuola, incluso scrivere volgarita’ (ovviamente non censurate, certe cose del resto stanno proprio bene su questo blog, danno una idea dello stile generale). A me di quello che fai (o che non fai) tu fra le lenzuola non me ne puo’ fregare di meno. Se poi tu dal profondo della tua visione bigotta della religione pensi che a Dio importa qualcosa o che questo possa essere argomento di discussione in tema di religione fai pure. Resta comunque che quello che scrivete qui sta lontano anni luce da quello che dice il Santo Padre.

  13. La verita’ e’ che questo Papa vi sta togliendo il pavimento sotto i piedi e che adesso vi trovate sempre piu’ ridicoli ed incattiviti, qui, a strillare contro questo e quello, mentre finalmente in Vaticano c’e’ un pontefice che mette l’accento su temi profondamente piu’ vicini alla morale cattolica.

  14. O.K. Salvatore obbedisco, però concedimi, se mi da del volgare perchè descrivo la nuda e cruda verita, lui che queste volgarità le fa cosa bisognerebbe dargli…?!

  15. Cioè aiutare e accogliere chi ha dei problemi ed è nella difficoltà esistenziale e morale.
    Hai proprio ragione, sta togliendo i pavimenti, così se cadiamo non ci facciamo male, ma non smetterà mai di chiederci di accogliere chi è nel bisogno e su strade che portano alla morte.
    Sempre per te LIRReverendo

  16. LIRReverendo possiamo per favore non rispondere? Tanto vieni quì solamente per alzare polvere

  17. IL MESSAGGIO CRISTIANO VIENE PRIMA DI ABORTO, DIVORZIO E OMOSESSUALITA’
    Questa è la parte su cui si sono concentrati maggiormente i media, ovvero la domanda sui tanti cristiani che vivono in situazioni non regolari per la Chiesa o comunque in situazioni complesse: divorziati risposati, coppie omosessuali, altre situazioni difficili. Come fare una pastorale missionaria in questi casi? «Dobbiamo annunciare il Vangelo su ogni strada, predicando la buona notizia del Regno e curando, anche con la nostra predicazione, ogni tipo di malattia e di ferita. A Buenos Aires ricevevo lettere di persone omosessuali, che sono “feriti sociali” perché mi dicono che sentono come la Chiesa li abbia sempre condannati. Ma la Chiesa non vuole fare questo. Durante il volo di ritorno da Rio de Janeiro ho detto che, se una persona omosessuale è di buona volontà ed è in cerca di Dio, io non sono nessuno per giudicarla. Dicendo questo io ho detto quel che dice il Catechismo. La religione ha il diritto di esprimere la propria opinione a servizio della gente, ma Dio nella creazione ci ha resi liberi: l’ingerenza spirituale nella vita personale non è possibile. Una volta una persona, in maniera provocatoria, mi chiese se approvavo l’omosessualità. Io allora le risposi con un’altra domanda: “Dimmi: Dio, quando guarda a una persona omosessuale, ne approva l’esistenza con affetto o la respinge condannandola?”. Bisogna sempre considerare la persona. Qui entriamo nel mistero dell’uomo. Nella vita Dio accompagna le persone, e noi dobbiamo accompagnarle a partire dalla loro condizione. Bisogna accompagnare con misericordia. Quando questo accade, lo Spirito Santo ispira il sacerdote a dire la cosa più giusta». E ancora: «Questa è anche la grandezza della Confessione: il fatto di valutare caso per caso, e di poter discernere qual è la cosa migliore da fare per una persona che cerca Dio e la sua grazia. Il confessionale non è una sala di tortura, ma il luogo della misericordia nel quale il Signore ci stimola a fare meglio che possiamo. Penso anche alla situazione di una donna che ha avuto alle spalle un matrimonio fallito nel quale ha pure abortito. Poi questa donna si è risposata e adesso è serena con cinque figli. L’aborto le pesa enormemente ed è sinceramente pentita. Vorrebbe andare avanti nella vita cristiana. Che cosa fa il confessore?».

    Ed ora il programma specifico di Papa Francesco a cui molti, noi per primi, dovranno fare proprio: «Non possiamo insistere solo sulle questioni legate ad aborto, matrimonio omosessuale e uso dei metodi contraccettivi. Questo non è possibile. Io non ho parlato molto di queste cose, e questo mi è stato rimproverato. Ma quando se ne parla, bisogna parlarne in un contesto. Il parere della Chiesa, del resto, lo si conosce, e io sono figlio della Chiesa, ma non è necessario parlarne in continuazione. Gli insegnamenti, tanto dogmatici quanto morali, non sono tutti equivalenti. Una pastorale missionaria non è ossessionata dalla trasmissione disarticolata di una moltitudine di dottrine da imporre con insistenza. L’annuncio di tipo missionario si concentra sull’essenziale, sul necessario, che è anche ciò che appassiona e attira di più, ciò che fa ardere il cuore, come ai discepoli di Emmaus. Dobbiamo quindi trovare un nuovo equilibrio, altrimenti anche l’edificio morale della Chiesa rischia di cadere come un castello di carte, di perdere la freschezza e il profumo del Vangelo. La proposta evangelica deve essere più semplice, profonda, irradiante. È da questa proposta che poi vengono le conseguenze morali […] l messaggio evangelico non può essere ridotto dunque ad alcuni suoi aspetti che, seppure importanti, da soli non manifestano il cuore dell’insegnamento di Gesù».

    ======================================

    Credo che con questo il caso possa ritenersi chiuso, anche con buona pace di SandroDiMarco/ed alias vari.
    Si giudica il peccato non il peccatore. Ed ogni persona ha una storia particolare da tenere in considerazione.

    http://www.uccronline.it/2013/09/20/la-profondita-di-francesco-nellintervista-a-civilta-cattolica/

  18. E’ davvero incredibile come continuare a cambiare le carte in tavola ed a sbracciarvi in esercizi di interpretazione delle parole del Papa quando queste sono chiarissime per quello che dicono:

    “Non possiamo insistere solo sulle questioni legate ad aborto, matrimonio omosessuale e uso dei metodi contraccettivi. Questo non è possibile”

    E’ CHIARO O NO ???? Non potete continuare a OSSESSIONARE su questi temi (gli unici su cui vi concentrate su questo blog e nemmeno…..almeno 1/3 sono ESCLUSIVAMENTE sugli omosessuali) come se questi fossero gli unici problemi del mondo, perche’ i problemi dell’umanita’ SONO MOLTO PIU’ COMPLESSI.

    “Il parere della Chiesa, del resto, lo si conosce, e io sono figlio della Chiesa, ma non è necessario parlarne IN CONTINUAZIONE»

    E’ inutile che vi sbracciate ad interpretare queste parole, a fare i martiri, o chissa’ che. Esse sono CHIARISSIME, non hanno bisogno di interpretazioni. E parlano proprio di voi. Piu’ in la’ il Papa aggiunge.

    “Non dobbiamo ridurre il seno della Chiesa universale a un nido protettore della nostra mediocrità»

    Bene…di QUALE mediocrita’ credete che il Papa parli ? Non vi ronzano le orecchie ??

  19. Non c’e’ peggior sordo di chi non vuol sentire…

    Cmq te l’avremo detto in 15 almeno: non sei obbligato a leggere questo blog.

    Non rispondere che ti cancello.

  20. Bene Annalisa. I giornalisti (anzi, gli Editori) sanno bene che oggi la gente non approfondisce e quindi sparano titoli a loro uso e consumo… sta a noi “perdere” il giusto tempo per capire e santificarci. Grazie.
    Stefano

  21. Cari amici,interrompo momentaneamente l’obbedienza per invitare tutti voi ad elevare una Lode aMaria.Mia figlia è scampata miracolosamente al massacro di Nairobi,lei vive e lavora li e stava entrando in quel centro commerciale.Solo la prontezza della sua guardia del corpo ha impedito che si trovasse al centro della sparatoria..Invito ad una unanime preghiera per coloro che purtroppo sono rimasti uccisi.Se può servire come testimonianza,sappiate che la consacro ogni giorno alla nostra mamma del cielo.Chi vuole continui a pregare per coloro che sono ancora nelle mani di questi terroristi.Grazie di cuore!

  22. Bisognebbe iniziare a studiare una nuova (ma non troppo) malattia… la “cattofobia”, che porta gli interessati a comportamenti ossessivo-compulsivi tipo passare le proprie giornate a sfogliare il web a caccia di siti/blog/forum di ispirazione cattolica e ivi andare a trollare, specialmente su certi temi sociali di attualità… Come pure bisognerebbe iniziare ad usare la legge Mancino nel testo già vigente per fare arrivare qualche centinaio di querele per “cristianofobia” a chi non fa altro che esprimere/incitare al disprezzo gli appartenenti alla fede religiosa cattolica. Chi di Mancino ferisce… Saluti.

  23. Tutto questo trambusto che viene fatto per la legge sull’omofobia è per creare uno stato d’animo nelle persone . Così da rendere tutto normale quando normale non è (bisogna cambiare il pensiero delle persone), quindi il vero cristiano credente in Gesù Cristo diventa nemico e va eliminato moralmente e da parte di qualcuno anche fisicamente. Mi vengono in mente le parole degli abitanti di Sodoma che dicono a Lot e agli altri che avevano accolto gli angeli dicendo a loro di non abusarne che avrebbero concesso loro le figlie : come ti permetti tu di giudicarci?. Potranno arrivare tutte le leggi del mondo ma non potranno sostituire le leggi di Dio. Inviterei tutti alla calma e a non cadere nei tranelli che i figli delle tenebre ( che sono più astuti dei figli della luce. Vangelo di qualche giorno fa) ci tendono. E’ la loro specialità. Perchè ho visto caro Luciano che tu di solito così pacato e tranquillo ti sei arrabbiato un po. Pregherò per te ed anche per chi ti esaspera in questo modo. Un caro saluto a tutti .

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