La guerra di satana

di Annalisa Colzi

siria-guerra-damascoIl 26 giugno del 1981 a Marija, la veggente di Medjugorje, mentre scendeva dalla collina del Podbrdo, apparve di nuovo la Madre di Dio, la quale con le lacrime agli occhi le disse: “Pace, pace, pace, solo pace. Pace tra Dio e gli uomini e pace tra gli uomini”.

Il significato di queste parole Marija e gli altri veggenti lo capirono solo dopo 10 anni. Infatti il 26 giugno del 1991 scoppiò la guerra in Bosnia. Furono anni di furia satanica e molti in questa guerra perdettero tutto quello che avevano.

Sono passati  32 anni da quell’evento disastroso; trentadue anni in cui la Madonna ci ha esortato in tutti i modi a ritornare a Gesù perchè stare con Lui vuol dire ottenere la pace del cuore e quando uno ottiene questa pace la estende anche alle persone e ai luoghi in cui vive.

Dopo 32 anni la Madonna attraverso Ivan, nelle apparizioni straordinarie sul Podbdro o alla Croce Blu, ci esorta di nuovo, in modo particolare, a pregare per la pace. Leggiamo gli ultimi quattro messaggi.

Messaggio del 17 giugno 2013 (Ivan)

Cari figli, sono venuta qui e mi sono presentata come Regina della pace. Anche oggi in modo particolare vi invito a pregare per la pace. Pregate per la pace, particolarmente nelle vostre famiglie. Pace, pace, cari figli! Apritevi al dono della pace! La Madre prega insieme con voi e intercede per tutti voi presso suo Figlio. La Madre vi ama con materno amore. Grazie, cari figli, per aver anche oggi risposto alla mia chiamata.

Messaggio del 24 giugno 2013 (Ivan)

Cari figli, vengo a voi gioiosa e con gioia desidero invitarvi anche oggi: accogliete i miei messaggi e vivete i miei messaggi. Cari figli, con voi desidero realizzare i miei progetti col mondo, con la Chiesa. In modo particolare oggi vi chiamo: rinnovate i miei messaggi, vivete i miei messaggi. All’inizio mi sono presentata come Regina della pace. Anche oggi in modo particolare vi invito a pregare per la pace: per la pace nel cuore dell’uomo, per la pace nei vostri cuori, perché la pace viene dai vostri cuori. Cari figli, la Madre prega per tutti voi, la Madre vi ama tutti col suo amore materno e presenta tutti voi presso suo Figlio. Cari figli, anche oggi desidero dirvi grazie: grazie per avermi accolto, perché continuerete ad accogliere i miei messaggi ed a viverli.

Messaggio del 5 agosto 2013 (Ivan)

Cari figli, anche oggi, in questa mia grande gioia, guardando tutti voi con cuore aperto e con cuore gioioso, vi invito tutti a pregare responsabilmente per la pace. Pregate, cari figli, affinché la pace regni nel mondo, affinché la pace regni nel cuore degli uomini, nel cuore dei miei figli. Perciò siate i miei portatori di pace in questo mondo inquieto; siate il mio segno vivo, un segno di pace là dove vi incontrate con gli uomini, nella vostra parrocchia. Siate il mio segno, siate la mia luce, il mio specchio per gli altri. Sappiate, cari figli, che sono sempre con voi, che prego per tutti voi e che intercedo per tutti voi presso Gesù, presso mio Figlio. Perciò perseverate nella preghiera. Grazie per aver detto sì anche oggi alla mia chiamata.

Messaggio del 23 agosto 2013 (Ivan)

Cari figli, anche oggi vi invito: aprite i vostri cuori alla pace. Cari figli, pregate. Pregate il Re della pace affinché vi doni la pace. Apritevi a Lui, Egli è il vostro Re. Cari figli, particolarmente in questo tempo pregate per la pace nel mondo, pregate per i miei progetti che desidero realizzare, progetti di pace. Pregate, cari figli! Pregate affinché la pace regni nel mondo. Grazie per aver detto di sì anche oggi alla mia chiamata.

In modo chiaro ed inequivocabile la Gospa ci sta esortando a pregare per la pace, a pregare perché si realizzino i suoi progetti di pace. Non meraviglia questa esortazione così accorata se guardiamo agli eventi di guerra che stanno per esplodere. Se l’America attaccherà la Siria, presumo che ci saranno gravi conseguenze per il mondo intero.

Ecco perché ritengo opportuno diffondere questo comunicato di Tempi ed esortarvi a sottoscrivere l’appello contro l’intervento militare in Siria http://www.tempi.it/appello-contro-guerra-siria#.Uh72k39GM0F

Il Signore vi benedica

volantino settembre 2013

Complottismo… da strapazzo – San Malachia (2° parte)

di Luca Resti

imagesFacendo una “sana ricerca” su San Malachia ci si rende facilmente conto che il povero San Malachia non centra proprio nulla con queste presunte profezie… ma queste sono apocrife scritte circa 400 anni dopo la sua morte e attribuite a lui…

Leggiamo insieme queste notizie:

“E’ dimostrato, con argomenti storico-filologici, che le cosiddette profezie di san Malachia non solo non furono affatto scritte dal santo vescovo d’Armagh (San Malachia appunto), ma sono anzi l’opera interessata, e molto più recente, d’un falsario.

Come ricorda l’erudito bibliotecario Giuseppe Fumagalli, le presunte profezie furono pubblicate per la prima volta dal benedettino Arnoldo Wion, nel I volume del suo Lignum vitae, ornamentum et decus Ecclesiae (Venezia, 1591). In séguito, esse sono state spesso riprodotte (nonostante la condanna dei papi). «È quasi certo – commenta il Fumagalli – che codesta scrittura è apocrifa», cioè non autentica: con tutta probabilità essa fu composta durante il conclave dal quale uscì eletto papa Gregorio XIV (Niccolò Sfondrati), nell’anno 1590. Si trattò, a quanto sembra, d’un tentativo di favorire uno dei papabili, il cardinal Girolamo Simoncelli, orvietano. Ora, è noto che nelle profezie ogni papa è indicato da una breve frase allegorica, che dovrebbe alludere alla sua patria, al suo cognome, al suo stemma o a qualche circostanza o fatto notevole del suo pontificato. Ebbene, è facile osservare che, per tutti i papi che precedettero Gregorio XIV, la frase è assai calzante, e l’identificazione precisa; in séguito, invece, l’identificazione è possibile, perlopiù, solo a condizione di stiracchiamenti nient’affatto convincenti. Luigi Fumi attribuì la compilazione di queste pseudoprofezie a un noto falsario, Alfonso Ceccarelli, decapitato, appunto per i suoi falsi, nel 1583.”

Dunque lasciamo allo Spirito Santo la LIBERTA’ di agire senza creare o alimentare false leggende che fanno soltanto del male…


A questo link trovi al 1a parte dell’articolo

https://annalisacolzi.wordpress.com/2013/08/26/complottismo-da-strapazzo/

Volantino

Complottismo… da strapazzo

di Annalisa Colzi

imagesPrima c’erano i Maya e la loro fine del mondo, poi passata questa baggianata, con l’elezione di Bergoglio al soglio pontificio, sono subentrate le stupidate del secolo: Ecco il papa nero, il papa della fine del mondo, il papa del numero 13 e giù con inverosimili ragionamenti legati alle profezie di Malachia e a quelle di Nostradamus. Baggianate che distraggono dalle cose essenziali e che sono pericolose per l’anima.

C’è un desiderio di complottismo impressionante nell’aria ma che, appunto, rimane per aria e non ha nessun fondamento.

La cosa essenziale è che noi abbiamo un Santo Padre che sta riequilibrando la vita spirituale di tante anime.

Giovanni Paolo II è stato il Papa che ha contribuito a far crollare il comunismo e, con il suo carisma, ha fatto sentire a tanti giovani il desiderio di donarsi interamente a Gesù. Questo è riuscito a farlo in vita ma anche dopo morto. Ho conosciuto giovani che durante il suo funerale si sono convertiti anche guardandolo solo in televisione. E il maligno durante gli esorcismi sbava e grida insulti al Grande Pontefice ogni volta che viene chiesta la sua intercessione. L’ho sentito con le mie orecchie durante le preghiere di liberazione e di esorcismo.

Benedetto XVI è stato il grande Papa teologo. In quel momento serviva un Papa del genere per riposizionare alcune situazioni particolari.

Francesco è invece il Papa delle folle, degli ultimi (che non sono solo i poveri di soldi e di mezzi), il Papa di coloro che si erano allontanati dalla Chiesa a causa degli scandali.

A Papa Francesco è stato dato un carisma particolare, adatto allo spirito del tempo. E che gli sia stato dato un carisma particolare lo si capisce dall’accoglienza che ha avuto subito dopo l’elezione. Non un sentimentalismo vuoto ma una partecipazione alla vita di Cristo, ecco che cosa è avvenuto in piazza San Pietro quel 13 marzo 2013. Altro che numerologia. Lo Spirito Santo, attraverso il nuovo Pontefice, ha investito tutta la piazza e tutti i cuori che erano dietro gli schermi. Dio è sceso con potenza in mezzo al suo popolo perché il popolo, mai come oggi, ha bisogno di amore, carità, umiltà ma soprattutto di rivedere Gesù nella sua semplicità, nel suo dire a Zaccheo: “Scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua”.

Volantino

 

  

  

Messaggio del 25 agosto 2013

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“Cari figli! Anche oggi l’Altissimo mi dà la grazia di essere con voi per guidarvi verso la conversione. Ogni giorno io semino e vi invito alla conversione per essere preghiera, pace, amore, grano che produce centuplo. Non desidero che voi, cari figli, vi pentiate per tutto ciò che potevate, ma non volevate. Perciò’, figlioli, di nuovo dite con entusiasmo: “Desidero essere un segno per l’altro.” Grazie per aver risposto alla mia chiamata. “

L’ inganno di satana

index

E’ impossibile tacere quando molti credenti che si professano cattolici cadono nella rete del diavolo. Presumo anche in buona fede ma è opportuno, ogni tanto, richiamare il popolo di Dio ad essere guardingo contro i falsi messaggi dati dai falsi profeti.

E’ con sommo dispiacere che torno a parlare dei falsi messaggi da gesù cristo ma, visto che ancora in molti continuano a credere a certe castronerie divulgate attraverso internet, non posso che intervenire nella speranza che a molti si aprano gli occhi.

Leggendo i messaggi di questa presunta maria della divina misericordia, non ho potuto fare a meno di raffrontare questi scritti con gli scritti di tanti medium, di tanti presunti contatti con l’aldilà da parte di circoli spiritistici. Stesso linguaggio: 99 cose buone e 1 malefica.

In effetti i messaggi di gesù cristo sono pieni di cose buone e giuste ma improvvisamente vi è qualcosa di subdolo, di ingannevole. E’ questo il metodo di satana che dice 99 cose buone e poi ce ne infila una diabolica che allontana dalla vita spirituale.

Prendiamo in esame un messaggio che parla del segreto di Fatima, argomento che stuzzica la curiosità di molti, anche della sottoscritta perché anche io ritengo che il terzo segreto non sia stato rivelato in pienezza.

Ecco allora la furbizia del maligno che trova un argomento stuzzicante per penetrare con malizia nella mente delle persone e insinuare che Papa Francesco è falso.

Ho dato al mondo le profezie nel 1917, ma l’ultimo segreto di Fatima non è stato rivelato, talmente era terrificante per quelli che erano all’interno della Chiesa Cattolica.

L’ultimo segreto di Fatima resta ancora sconosciuto ai figli di Dio, anche se una parte di esso vi è stato rivelato il 26 gennaio 2012. Pochissimi all’interno della Chiesa ne sono a conoscenza. Ora, la parte successiva del segreto finale di Fatima deve essere rivelata, in modo che io possa mettere in guardia l’umanità dalle conseguenze di ignorare il mio intervento per aiutare a salvare le anime.

La Chiesa è stata infestata, dall’interno, dai nemici di Dio. Essi – e ci sono una ventina di loro che la controllano dall’interno – hanno creato il più grande inganno. Hanno eletto un uomo che non viene da Dio, mentre il Santo Padre, a cui era stata affidata la Corona di Pietro, è stato accuratamente rimosso.

I dettagli che rivelai, sono che ci sarebbero stati due uomini che avrebbero portato la corona di Pietro negli ultimi tempi. Uno soffrirà a causa delle menzogne che sono state create per screditarlo e che lo renderanno un prigioniero virtuale. L’altro eletto porterà alla distruzione, non solo della Chiesa Cattolica, ma di tutte le Chiese che onorano il Padre mio e che accettano gli Insegnamenti di mio Figlio, Gesù Cristo, Salvatore del mondo.

Ci può essere un solo capo della Chiesa sulla terra, autorizzato da mio Figlio, che deve rimanere Papa fino alla sua morte. Chiunque altro, che pretende di sedere sulla Sedia di Pietro, è un impostore. Questo inganno ha un solo scopo, quello di consegnare le anime a Lucifero e queste anime, che non avranno saputo nulla, avranno poco tempo per essere salvate”.

Questo messaggio è un inganno diabolico. Prima della mia conversione ho letto tanti libri con argomenti legati alla medianità e vi garantisco che questo è il linguaggio di satana.

Satana odia Papa Francesco e cerca in tutti i modi di screditarlo, ma fate attenzione voi che seguite alla lettera questi messaggi perché rischiate davvero di finire all’inferno perché andare contro il Papa è andare contro lo Spirito Santo, è andare contro Gesù Cristo, è andare contro la Verità.

Vi scongiuro di lasciare perdere queste falsità e di gioire per l’operato di Papa Francesco il quale, grazie al suo carisma, sta riportando tante anime all’ovile.

Che il Signore ci faccia dono del suo discernimento.

volantino da Cava

Il diacono, questo eroe sconosciuto e maltrattato

san_francescoSe esiste una figura nell’Ordine Sacro della Chiesa che è ignorata per non dire bistrattata dai fedeli, è il diacono (dal greco διάκονος (diákonos), ovvero servitore).

Il diacono nasce agli albori della Chiesa (Atti 6,1-15), ne furono eletti 7 dagli apostoli «ed elessero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro, Nicànore, Timòne, Parmenàs e Nicola, un proselito di Antiochia.» (Atti 6,5).

Gli apostoli desideravano che i diaconi si prendessero carico del compito della distruzione quotidiana delle mense, ovvero dovevano distribuire equamente gli averi in modo tale che gli apostoli potessero continuare la loro predicazione.

Ma, come sempre nella storia della Chiesa, mentre i fedeli (apostoli e non) pensavano in piccolo, Dio volle donare alla Chiesa questa nuova figura.

Così che “subito dopo” la preghiera di consacrazione, «Stefano intanto, pieno di grazia e di fortezza, faceva grandi prodigi e miracoli tra il popolo» (Atti 6,8).
Come se ciò non fosse abbastanza, Dio volle fare la Grazia del martirio a Stefano e da allora lo ricordiamo come Protomartire, ciò primo martire della storia della Chiesa.

Il 26 Dicembre è il giorno in cui la Chiesa Cattolica lo festeggia.

Il diacono, il quale è subordinato direttamente al Vescovo, si occupa di vari ministeri a seconda del suo stato e delle sue possibilità. In quanto esistono diaconi ordinati dopo il sacramento del matrimonio.

Il Beato Giovanni Paolo II così ribadiva, il 30 Novembre 1995, alla plenaria Congragazione per il clero (riporto alcune parti, tutto il discorso può essere lettohttp://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1996/documents/hf_jp-ii_spe_19951130_cong-clergy_it.html):  «… Mediante l’imposizione delle mani del Vescovo e la specifica preghiera di consacrazione, il diacono riceve una peculiare configurazione a Cristo, Capo e Pastore della Chiesa che, per amore del Padre, si è fatto l’ultimo e il servo di tutti (cfr. Mc 10,43-45; Mt 20,28; 1Pt 5,3) …  In virtù del sacramento ricevuto, viene impresso un carattere spirituale indelebile, che segna il diacono in modo permanente e proprio come ministro di Cristo. Egli non è più, di conseguenza, un laico né può ridiventare laico in senso stretto (cfr. CCC, 1583) … il diacono non è un impiegato o un funzionario ecclesiastico a tempo parziale, ma un ministro della ChiesaLa sua … è una missione! Ciò che si riferisce alla vita e al ministero dei diaconi potrebbe essere riassunto in un’unica parola: FEDELTA’. Fedeltà alla tradizione cattolica, fedeltà al Magistero, fedeltà all’impegno di rievangelizzazione»

continua il Beato GPII: «… così i diaconi permanenti appariranno nella loro vera identità di ministri di Cristo e non come laici particolarmente impiegati nella vita della Chiesa»

Il diacono ha anche potere di somministrare sacramenti quali: battesimo, matrimonio, è ministro ordinario della Santa Comunione, esercita il ministero della parola (ovvero, durante una celebrazione Eucaristica è lui che DEVE leggere il Vangelo, qual’ora fosse presente anche il Santo Padre), può impartire benedizioni di persone, luoghi e oggetti, benedizioni eucaristiche e presiedere il Rito delle Esequie e altre liturgie fuori della Messa.

Esistono varie chiavi di lettura applicabili agli Ordini Sacri; una delle più affascinati equipara il vescovo a Dio Padre, Gesù al diacono e lo Spirito Santo al presbiterio.

Ultima chicca la Beata Vergine è diaconessa (non in senso di Ordine Sacro) di Dio (ancella del Signore).

Girano voci di diaconesse nei primi tempi della Chiesa. In realtà per loro vale lo stesso concetto della nostra Santissima Madre, ovvero non appartengono all’Ordine Sacro ma, non per questo, la loro attività all’interno della Chiesa è da meno.

Non si potrebbe mai avere una Chiesa che fa a meno della Madonna solo perchè non è un sacerdote ordinato?
Bisogna quindi ricordare che Ella è Madre della Chiesa, che è Corpo Mistico di Cristo.

Elenco santi diaconi in ordine sparso (alcuni nomi vi stupiranno!):
Santo Stefano Protomartire (26 Dicembre)
San Francesco d’Assasi (4 Ottobre)
San Lorenzo (10 Agosto)
San Filippo detto “evangelista” (11 Ottobre)
San Cirillo di Eliopoli (28 Marzo)
Sant’Ireneo (7 Aprile)
San Filippo (12 Maggio)
San Teofilo (8 Gennaio)

per l’elenco completo: http://www.diaconi.biz/vecchio-sito/santi-diaconi.htm

Miracolo a Buenos Aires

GIORGIO NAPOLITANO VISIT POPE FRANCISPapa Francesco, quando era ancora vescovo a Buenos Aires, ha autorizzato una ricerca scientifica su un presunto miracolo eucaristico nel periodo 1992-1996, chiamato appunto il miracolo eucaristico di Buenos Aires. Lui stesso da cardinale si è recato diverse volte ogni anno presso la chiesa di Santa Maria, -dove oggi sono esposti i segni di questo prodigio-, ad ufficiare l’adorazione eucaristica.

Si tratta di un caso poco conosciuto e sul quale, per decisione del parroco e dei suoi fedeli, non si voluto è fare del clamore mediatico. Tuttavia dopo la nomina di Bergoglio al soglio pontificio la “notizia” si sta diffondendo ed è stata riproposta recentemente sul sito web di una rivista polacca. In Italia ne ha parlato recentemente Antonio Socci, il quale ha anche svolto indagini sul posto.

 

DESCRIZIONE DEI FATTI
I fatti cominciano nel 1992, lo stesso mese e anno in cui papa Francesco viene nominato nominato vescovo ausiliare di Buenos Aires. Gli eventi accadono nella chiesa parrocchiale di Santa Maria nel centro di Buenos Aires: il 1° maggio 1992, un venerdì, due pezzi di Ostia sono stati trovati sul corporale del tabernacolo e su indicazione del parroco, padre Alejandro Pezet, messi in un recipiente d’acqua posto poi nel tabernacolo, così come chiede la prassi in questi casi. Nonostante il passare dei giorni, le particole non si sono sciolte e venerdì 8 maggio 1992 i due frammenti hanno assunto un colore rosso sangue. Domenica 10 maggio 1992, durante la messa serale sono state notate delle gocce di sangue anche sulla patena, il piattino su cui si pone l’ostia. Il sangue venne fatto analizzare da un medico locale e da alcuni ematologi, si rilevò che si trattava di sangue umano.

Dopo questi segni, il 15 agosto 1996 durante la Messa della festa dell’Assunzione di Maria, finita la distribuzione della Comunione, una donna si è avvicinata a padre Miracolo eucaristicoPezet dicendogli di aver trovato un’Ostia sul retro della chiesa. Il sacerdote, seguendo ancora una volta la prassi, l’ha messa in una ciotola di acqua perché si sciogliesse, riponendo il tutto nel tabernacolo. Pochi giorni dopo, il 26 agosto 1996 si è notato che la particola, anziché dissolversi, si era trasformata in un frammento di carne sanguinosa. Della metamorfosi della particola venne informato direttamente l’arcivescovo Quarracino e il vescovo ausiliare Bergoglio, futuro pontefice, ricevendo da lui il mandato di far fotografare da un professionista ciò che era accaduto (le foto sono datate 6 settembre 1996, qui a dx), spedendo tutto a Roma.

 

ANALISI SCIENTIFICHE SUI CAMPIONI
Dopo alcuni anni, vedendo che non vi era traccia di decomposizione, l’arcivescovo Bergoglio ha autorizzato analisi approfondite: un campione di tessuto è stato inviato ad un laboratorio di Buenos Aires, dove si è scoperto che i globuli rossi e bianchi del sangue e dei tessuti erano di un cuore umano. Il laboratorio ha anche riferito che il campione di tessuto aveva le caratteristiche di un uomo ancora vivo, con cellule pulsanti come farebbero in un cuore. E’ utile sottolineare che l’origine de campioni è sempre stata mantenuta segreta per non inquinare i risultati.

Nel 1999 è stato chiesto al dottor Ricardo Gomez Castañón, noto neuropsicofisiologo boliviano, di condurre alcuni test supplementari su entrambi i “casi”, quello del 1992 e quello del 1996. Il 6 ottobre 1999, alla presenza di rappresentanti del vescovo, il dottor Castañón ha prelevato un campione del sangue sul frammento inviandolo, come racconta lui stesso, al laboratorio di genetica Forence Analitycal di San Francisco. Il 28 gennaio 2000 sarà reso pubblico che sul materiale inviato è stato trovato DNA umano, confermando dunque le indagini precedenti: si tratta di sangue umano con codice genetico umano. I campioni sono stati inviati anche al professor John Walker, dell’Università di Sydney in Australia, il quale ha rilevato a sua volta che si tratta di cellule muscolari e cellule bianche del sangue, tutte intatte. La ricerca ha dimostrato che questi tessuti sono infiammati, quindi la persona a cui appartengono ha subìto un trauma. Nel 2003 il prof. Walker ha comunicato a Castañón che questi campioni “possono corrispondere” al tessuto infiammato di un cuore.

Per approfondire la questione, i campioni sono stati inviati al più grande esperto in malattie del cuore: il dottor Frederic Zugibe (uno dei più eminenti esperti forensi degli Stati Uniti) della Columbia University di New York. La sua relazione è datata 26 marzo 2005 e si legge: “Il materiale analizzato è un frammento del muscolo cardiaco tratto dalla parete del ventricolo sinistro in prossimità delle valvole. Questo muscolo è responsabile della contrazione del cuore. Va ricordato che il ventricolo cardiaco sinistro pompa sangue a tutte le parti del corpo. Il muscolo cardiaco in esame è in una condizione infiammatoria e contiene un gran numero di globuli bianchi. Ciò indica che il cuore era vivo al momento del prelievo dal momento che i globuli bianchi, al di fuori di un organismo vivente, muoiono. Per di più, questi globuli bianchi sono penetrati nel tessuto, ciò indica che il cuore aveva subito un grave stress, come se il proprietario fosse stato picchiato duramente sul petto”. Ovviamente anche per il dott. Zugibe è stata omessa l’origine dei campioni e il suo team non era a conoscenza che arrivano da un’Ostia consacrata.

Testimoni di queste analisi furono due australiani, il giornalista Mike Willesee (tra i più noti in Australia, poi convertitosi al Miracolo eucaristico 3cattolicesimo) e l’avvocato Ron Tesoriero, i quali spiegarono successivamente al cardiologo che il campione da lui analizzato era stato prelevato nel 1996. Quanto il dottor Zugibe seppe dai due che quel materiale era stato inoltre tenuto per un mese in acqua e per tre anni in acqua distillata, restò esterrefatto. Ancor più sconvolto però quando scoprì, dal dottor Castañón, che quel frammento di cuore umano “vivente” era in origine un’Ostia, ossia un pezzetto di pane consacrato. Com’è possibile che un frammento di pane diventi un pezzetto di cuore umano? Com’è possibile che un tale reperto, prelevato nel 1996 da un uomo morto, per chi non crede al miracolo, possa essere ancora “vivo” dopo anni dal prelievo (le cellule del campione si muovevano)? In 15 minuti i globuli bianchi si disintegrano, come è possibile allora osservarli nel 2005 quando il campione è stato prelevato nel 1996? La risposta del dottor Zugibe è stata chiara: «Come e perché un’Ostia consacrata possa mutare e diventare la carne e il sangue di un essere umano vivente rimane un mistero inspiegabile per la scienza, un mistero al di fuori della sua competenza».

 

CONFRONTO CON LANCIANO E SACRA SINDONE
I dati prodotti dall’analisi del laboratorio di New York sono stati infine confrontati a quelli sviluppati dopo un’altro miracolo Eucaristico, quello di Lanciano, ancora una volta senza rivelare la provenienza dei campioni testati. Gli esperti hanno proceduto al confronto concludendo che le due relazioni di laboratorio avevano analizzato campioni di prova appartenenti alla stessa persona, segnalando che i due campioni di sangue hanno rivelato un tipo “AB” positivo. Il Dna trovato è anche identico a quello riscontrato sulla Sacra Sindone e sul Sudario di Oviedo. Le caratteristiche, inoltre, sono quelle di un uomo che è nato e vissuto nella regione del Medio Oriente.

 

Non sembra che dal Vaticano sia (già) stata riconosciuta l’attendibilità del miracolo, in ogni caso è utile esserne a conoscenza, consapevoli comunque che ogni miracolo eucaristico (e ne sono avvenuti diversi, nel corso dei secoli) è per i cattolici il segno del grande miracolo che avviene comunque ogni giorno, in tutte le chiese: la trasformazione del pane e del vino in Corpo e Sangue di Cristo.

http://www.uccronline.it/2013/07/03/il-miracolo-eucaristico-di-buenos-aires-e-le-analisi-scientifiche/

Lettera al Presidente del Consiglio

di Eliseo Del Deserto

209005_105460096263109_560291032_n“Un saluto a tutti voi che siete radunati in Piazza di Pietra. Mi chiamo Eliseo Del Deserto. Forse alcuni di voi avranno letto le lettere che ho pubblicato di recente sul mio blog. Grazie per il vostro affetto e la vostra stima. Spinto anche dall’entusiasmo che mi avete trasmesso, ho deciso di scrivere la mia ultima lettera, con la quale spero di poter contribuire positivamente alla nostra “battaglia”. Volevo sottolineare però, per correttezza, che la mia voce non si schiera. Non ho ancora aderito a nessuna delle organizzazioni che patrocinano la manifestazione, nonostante ne condivida l’obiettivo principale, quello di combattere contro questa proposta di legge. Augurandovi buone vacanze, spero di poter essere anche questa sera la voce di tutti. Con affetto sincerissimo!
Eliseo Del Deserto”

Egregio Sig. Presidente del Consiglio,

mi scuso in partenza perché sono un neofita nel campo della politica: mi sto avventurando in un territorio sconosciuto e spero di farlo con il rispetto dovuto. La politica non è un gioco, così come mi rendo conto non lo è la lettera che sto scrivendo. Vorrei avere la preparazione necessaria per dare il giusto valore ad ogni parola, così come fate voi politici, che ne conoscete il potere.

Il 5 agosto verrà discussa in Parlamento la proposta di legge Scalfarotto-Leone contro l’omofobia. Una legge che mi tocca da vicino, perché sono omosessuale e perché da adolescente sono stato vittima di bullismo. Una legge che nonostante la mia storia e la mia identità disapprovo. Ciò non significa che approvi atti di violenza o di discriminazione contro le persone, significa invece che tale proposta mi sembra inutile come un uomo che vada dal medico per farsi incidere un ascesso, quando ha la gamba in cancrena. La gamba in cancrena nella nostra società è la dignità, di tutti.

Pensi! Il mio ragionamento si è sviluppato questa mattina; a causa di un guasto tecnico della metropolitana, viaggiavo stipato su una linea pubblica, mi sono dovuto rassegnare al disagio che noi passeggeri stavamo vivendo. Non c’è niente come il servizio di trasporto pubblico, soprattutto nelle ore di punta o negli scioperi, che renda evidente ad un comune cittadino che non c’è più rispetto per la persona umana. Può sembrare una sciocchezza, infatti forse lo è, (anche se la inviterei a verificare di persona) ma da questo pensiero me ne sono nati altri, e altri ancora.

Io non sono quasi più giovane, e non ho ancora un lavoro dignitoso, e condivido l’appartamento con persone che non ho scelto, mi posso permettere solo l’affitto di una stanza singola e di mantenere un’auto non se ne parla neanche. Il lavoro, che a settembre terminerà, mi piace, sono affezionato alle persone con cui vivo, e a Roma probabilmente un’auto è meglio non averla. Il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto? Entrambe le risposte sono esatte, ma c’è una metà vuota che chiede di essere colmata. La vera dignità non è mai parziale.

Socialmente non mi sento discriminato come omosessuale, ma piuttosto come giovane precario! Siamo senza futuro, senza discriminanti, omosessuali ed eterosessuali.
Dal piccolo disagio mattutino, il pensiero quindi si è allargato a macchia d’olio, dalla mia situazione alla situazione economica dei giovani e degli italiani. Non è forse un’urgenza politica questa, che supera di gran lunga la questione dell’omofobia? Che sicuramente è un problema, io stesso l’ho dovuto affrontare, ma non è certamente il più urgente.

Sono tanti i casi e le categorie che hanno bisogno di assistenza e dignità nella nostra società. Penso agli anziani sempre più soli e poveri. E’ mai stato in una casa di riposo? Se c’è stato sicuramente ne sarà uscito profondamente toccato. Io personalmente mi sono augurato di morire prima di diventare vecchio.

Penso alle persone portatrici di handicap e a quei luoghi pubblici, come tante stazioni ferroviarie, dove ancora ci sono barriere architettoniche da abbattere. Sono tanti i problemi della nostra bella nazione, voi li conoscete certamente e non è lo scopo di questa lettera farne un’analisi dettagliata.

Come omosessuale e vittima di bullismo francamente preferisco si risolvano prima queste situazioni, che sento estremamente più urgenti della mia, perché io già sono tutelato dalla legge. Certo se la legge funzionasse… Ma il problema allora non sono le leggi, bensì il loro funzionamento. Una legge in più migliorerebbe davvero le cose? Dunque invochiamo una nuova legge o il funzionamento della giustizia?

Vorrei sottoporle un altro problema. Si dice che questa legge potrebbe avere come effetto, quello di impedire alle persone di esprimere un giudizio etico negativo sull’omosessualità o sulla transessualità. Ora! Mi potrebbe andar bene che, un uomo non accetti il suo corpo e si senta infelice come maschio e di conseguenza scelga di rimodellarsi ed operarsi per cambiare sesso, mi può andar bene che un omosessuale voglia essere felice con il suo compagno e lo possa essere; ma perché io che voglio riappropriarmi della mia identità naturale di maschio, legata anche al fatto che ho effettivamente un corpo e dei genitali maschili, non posso farlo, e perché non posso dire che la mia omosessualità mi rende infelice? Perché se lo faccio io potrebbe essere offensivo al punto di considerarlo reato? E perché invece una persona che nasce maschio, si fa asportare i genitali e deve prendere degli ormoni femminili per avere fattezze da donna, non è offensiva, anzi vorrebbero venisse tutelata di più? Questo proprio non lo capisco! Mi sembra davvero che il mondo sia caduto a testa in giù! Ma in nome di quale ragione o ragionevolezza è stato smarrito ogni buon senso?

E non considero qui il fatto che sono convinto non si debba penalizzare, oltre alla libertà di opinione, anche la libertà di religione, per difendere una condizione che, certamente va difesa, ma non a discapito dei diritti fondamentali dell’uomo, per una questione che potrebbe essere sicuramente risolta diversamente!

Il terzo punto che voglio toccare nella lettera riguarda il caso del ministro Kyenge. Senza strumentalizzarne la figura o le parole di altri, mi viene da domandarmi se possiamo pensare che questo Paese sia pacificato se ancora oggi vi sono uomini che ne discriminano altri per il colore della pelle? Ma non solo! Possiamo pensare che questo Paese sia pacificato se ancora oggi gli italiani del nord e gli italiani del sud sono divisi da pregiudizi, se gli abitanti dell’Emilia discriminano quelli della Romagna, e gli abitanti di Bergamo alta discriminano quelli di Bergamo bassa?

L’omofobia è la punta di un iceberg che ha un sommerso molto più pericoloso e riguarda una vera accettazione della diversità ed un reale rispetto della dignità della persona: sia essa omosessuale, trans, uomo, donna, anziano, immigrato, meridionale o semplice passeggero di un servizio di trasporto pubblico. Credo sia più urgente, oltre che necessario, recuperare prima questo senso trasversale della dignità della persona in quanto persona, per non rischiare di considerare solo gli ascessi e trascurare le cancrene.

Cosa intendo per “vera accettazione e reale rispetto”? Accettazione e tolleranza non è far finta che l’altro non sia diverso da me. Tante volte facciamo così no? Con la gente diversa, ci sforziamo di far finta di niente, che siano come noi, ma dentro lo sappiamo benissimo che non è così. Accettare non significa nemmeno assecondare i capricci dell’altro e i suoi deliri di onnipotenza, per non sembrare un retrogrado. Se il tuo corpo non è fatto per procreare con il mio, è inutile arrabbiarsi, ci ameremo in modo diverso, l’amore ha così tante sfumature! E tanti omosessuali nel mondo la pensano come me.

Accettare la diversità secondo me significa conoscere e riconoscere che abbiamo dei limiti, intesi anche come i contorni che definiscono la mia identità in modo differente dalla tua e nonostante ciò riconoscerci come persone degne di amore e rispetto. Riconoscerci fratelli, naufraghi sulla stessa zattera. Modellare forse le asperità più insidiose dei nostri tratti, ma mai omologarci. Davvero in alcuni paesi è proibito chiamare i genitori “mamma” e “papà” per non offendere le famiglie omosessuali? Questa non è integrazione! Questo è totalitarismo omologante! Genitore 1 e genitore 2? Come ci può essere vero rispetto, se per rispettare te, devo denigrare me!

La prego Egregio presidente, prenda in considerazione le mie parole. Non lasciatevi distrarre dalle false urgenze e soprattutto non vogliate distrarci se fosse questo lo scopo di alcuni. Preferiamo un paese dove tutti possono vivere in modo dignitoso piuttosto di un paese che nel nome di una presunta modernità, possegga un i-phone ma giri con le pezze al culo. Scusi il paragone audace ed il termine poco elegante!

Con tutto il mio rispetto e la mia stima, per lei e per la dignità di questo Paese che non cambierei nemmeno con l’America!

Cordialmente!

Eliseo del Deserto!

L’originale: http://eliseodeldeserto.blogspot.co.uk/2013/08/lettera-al-presidente-del-consiglio.html

… a proposito delle lobby gay.

Ciao Annalisa, mi ha segnalato il tuo blog un’ amica, e visto il tema voglio raccontarti una storia…

omofobia“C’era una volta, nemmeno troppo tempo fa, un gruppo facebook titolato 10.000 a favore delle adozioni gay. E c’era un gruppo speculare opposto, chiamato 10.000 contro le adozioni gay. Entrambi i gruppi avevano circa 7-8 mila iscritti, prossimi al raggiungimento del target di 10.000.
Al tempo io ero un po’ più giovane, un po’ meno inadaffarato nel lavoro, un po’ più speranzoso… mi ero iscritto al secondo, quello contro le adozioni gay, e lì partecipavo attivamente alla discussione.

Nel primo gruppo, nel quale ogni tanto sbirciavo, tutto filava liscio, nessun intervento indesiderato o messaggio provocatorio, era perfino palloso: gli admin e qualche altro eccentrico personaggio commentavano cosa succedeva “altrove” nel web e poco altro.

Nel secondo gruppo ho trovato un sacco di amici, è stato una interessante piattaforma di discussione dove ho appreso il 90% di quello che oggi so in tema di LGBT e dintorni, discutavamo civilmente tra noi e con eventuali ospiti… erano sorti anche dei gruppi collegati, finchè un giorno…

La più elementare logica della comune convivenza suggerirebbe che non si va in un club di Interisti a gridare Forza Milan, ma a quanto pare Voltaire (quello del “non condivido ciò che dici…”) non si applica a chi si oppone all’ideologia lesbogaypedo e quindi, dapprima alla spicciolata e poi sempre di più, come una vera invasione, iniziarono ad arrivare i provocatori, gente dedita ad insultare, a denigrare, ad irridere chiunque intervenisse nel gruppo, con maniacale dedizione, post per post. E ci offendevano, e ci provocavano quotidianamente, e il gruppo -nonostante i continui interventi di pulizia da parte degli admin- iniziava a diventare un “letamaio”… Prima o poi qualcuno si spazientiva, rispondeva alle provocazioni e “puf”, magicamente spariva da Facebook, ma nel complesso resistevamo.

E poi è arrivata la triste svolta: i gruppi collegati sparivano o venivano “occupati”, cambiando di bandiera (poi abbiamo scoperto che succedeva quando tutti gli admin venivano bannati da FB, ciascuno poteva appropriarsi del gruppo) e anche i singoli amici iscritti giorno dopo giorno sparivano. Mi pare di ricordarli uno a uno, come caduti di una guerra per la civiltà. E abbiamo scoperto che era stato creato un gruppo FB con 3-4.000 iscritti dal titolo “Rimuoviamo l’omofobia dalla rete”, gestito da tali Luca M. e Katia R., che altro non era che una gigantesca lista di proscrizione: un elenco di siti e persone sgradite ai lesbogaypedo -anche per il solo fatto di esternare contrarietà alla loro delirante ideologia- e gli iscritti avevano la “mission” di passare il sabato sera a fare a FB massicce segnalazioni di “abuso” nei confronti dei gruppi e delle persone linkate per farle sparire dalla rete. Non solo gruppi la cui cancellazione era doverosa tipo: “froci al rogo”, “ripristiniamo il reato di omosessualità” ecc., ma anche ogni singola voce di dissenso. E un giorno toccò “finalmente” anche al gruppo 10.000 contro le adozioni gay, e il giorno dopo io stesso nel collegarmi a Facebook ho trovato il desolante messaggio di “account rimosso”.

Persi foto, collegamenti, amici, video… persino la mia Farmville che avevo speso tempo e denaro (anche vero) per fare crescere. Bollato come omofobo e cancellato dalla rete… io… che non ho mai assecondato di una virgola insulti e provocazioni… che con educazione e senso critico -sotto nickname- da quasi dieci anni anni commento e dibatto notizie in tema LGBTP sulle maggiori testate online, persino sul blog di Delia Vaccarello, ancora da quando è nato quasi dieci anni fa e si chiamava “1, 2, 3… liberi tutti”, senza mai infrangere la netiquette ed essere bannato, nonostante i miei interventi spesso molto critici e in controtendenza.

Inutile il reclamo a Facebook per farmi ridare l’account… Inutile anche la denuncia/querela redatta con cura -sono avvocato- e presentata alla polizia postale per diffamazione ecc. ecc. La pratica è stata archiviata per impossibilità di individuare gli autori. Forse per un caso di pedofilia online avrebbero fatto una rogatoria a Palo Alto per avere i nomi dei responsabili dei fatti, ma essendoci in gioco “solo” la libertà di tutti noi…

Da allora ho sempre tenuto un profilo il più basso possibile nella lotta online contro l’omosessismo dilagante. Mai più interventi con il mio nome e la mia faccia, sempre sotto nick, e mai con account che mi sarebbe dispiaciuto perdere. Ma la realtà si evolve… in peggio, in senso gay-fryendly se non addirittura in senso gay-accompliant.

Una volta su il Giornale, Il Gazzettino, Repubblica, Il Corriere, l’Unità ecc. di dieci commenti che postavo per risvegliare le coscienze della gente, per invitarli a ragionare con la loro testa, ne passavano almeno 8-9, poi sempre di meno. E poi sono arrivate le registrazioni obbligatorie. Io non ho nulla da rimproverarmi, non ho paura di infrangere la netiquette (nel senso che NON la infrango), ma coi tempi che corrono ho paura a registrarmi perchè ho paura che mi arrivino a casa, quello si… Sai che bello alzarsi alla mattina e trovarsi magari l’auto devastata con su scritto “Omofobo di m….”.

Oggi si e no riesco a scrivere qualcosa su Il Giornale, mentre su altre testate oramai sono ospite conosciuto e sgradito, e anche se non arrivano a bannarmi i miei commenti appaiono -forse- solo se intervengo in tema di UFO o altre “baggianate”.

E’ evidente il progressivo asservimento della stampa, anche quella che dovrebbe essere liberale, di destra, alle lobby lesbogaypedo e al loro modo di indottrinare la gente… Chiunque può sperimentarlo. Basta scegliere un nick, andare su Il Gazzettino -per esempio- e alla prima notizia in tema gay scrivere -sempre per esempio- “froci di m…, è giusto bastonarli” (scusa il francesismo) e vedrai che verosimilmente il commento passa, così com’è. Poi alla successiva notizia si può scrivere: “veramente mi risulta che l’omosessualità sia stata rimossa dal DSM, nel 1973, solo per opportunità politica, per favorire i gay, non perchè abbiano scoperto o dimostrato che non è una malattia” e vedrai che un simile commento, ancorchè rispettoso nei toni e dal contenuto veritiero e facilmente verificabile, non passerà MAI.

Ecco, questa è la mia storia, una storia che riguarda non solo me ma anche la società italiana, la mentalità italiana, i media italiani… ed è una storia che sembra ripetersi oggi, con la differenza che la battaglia tra società civile da un lato e lesbogaypedo dall’altro -sotto l’egida menzognera della lotta all’omofobia- questa volta si svolge non sul piano virtuale ma sul piano reale.

Se la legge contro l’omofobia passerà, visto -alla luce dei precedenti- il tipo di democrazia “a senso unico” che i LGBTP vogliono proporci/imporci, chi divulgherà verità scomode agli stessi, chi si dimostrerà contrario alle loro istanze non sparirà più “dalla rete”, ma sparirà “dalla circolazione”, recluso per un periodo anche piuttosto lungo e poi “rieducato” nelle associazioni gay.

E’ importante combattere questa battaglia, è una battaglia di civiltà e di democrazia. Solo che io non ne ho più nè il tempo nè e la forza. Mi sono reiscritto ex novo a Facebook e non voglio perdere “tutto” un’altra volta. Confido in chi come te ha ancora voglia di esporsi, di prendere posizione… ma devi essere consapevole su cosa ti aspetta. Loro non sono democratici, non tollerano il dissenso, hanno oramai consolidati appoggi nei media, nella magistratura, nel mondo dell’istruzione, in parlamento… Mettersi contro di loro significa -ad oggi- essere soli contro una lobby potente, che usa ogni strumento, anche quello giudiziario, avvalendosi di una rete di avvocati gay o simpatizzanti tali, esperti nelle varie branche del diritto e sponsorizzati dalle varie associazioni, mentre noi, in caso di processo, i soldi dobbiamo metterceli di tasca nostra, mentre la stampa nel frattempo ci addita come “omofobi”, cioè come i nuovi mostri degni del massimo disprezzo… Una battaglia impari, quindi.

E attenzione che ora vi è una ulteriore “fregatura” insita nel nuovo plug-in social di Facebook, quello che sempre più testate usano per i commenti degli articoli anzichè ricorrere a forum proprietari.

Ebbene, visto che con tale strumento uno conserva la possibilità di eliminare i messaggi postati, nel momento in cui venisse approvata la legge anti-omofobia, egli avrebbe comunque la possibilità/l’obbligo di rimuovere eventuali post “omofobi”, e pertanto se non lo fa e il post rimane visibile in rete il “reato” si considera permanente e quindi con la nuova legge potrebbe un giorno essere “messo a tacere” per cose che ha scritto magari anni prima su pagine di riviste visitate “di passaggio” delle quali nemmeno si ricorda l’esistenza.

Bene, lascio quindi a te e a chi legge decidere con maggiore consapevolezza se e quanto continuare a esporvi (il gruppo “rimuoviamo l’omofobia”, ancorchè sotto altro nome, è ancora attivo e Luca M. e Katia R. continuano impuniti ad amministrarlo, diffamando online i “dissidenti” e ridendo di quelli che già hanno fatto bannare), augurandomi comunque che non vogliate “mollare” e sperando anzi che riusciate a ingrossare le fila della resistenza.

Per quanto riguarda me, questa storia ha una morale. Io sono contro e condanno fermamente ogni forma di violenza, ma non vi è solo la violenza fisica, vi sono anche forme più insidiose. Anche bollare come “omofobo” uno che dissente dalle adozioni gay, additarlo al pubblico disprezzo, fargli saltare l’account Facebook per ridurlo al silenzio è violenza. Per cui, mancando possibilità di ottenere giustizia per via ordinaria, la mia conclusione, per quanto cinica, è una sola: finchè non avrò avuto indietro il mio vecchio account, con la Farmville al punto in cul l’avevo lasciata, quando leggerò “ragazzo preso a sprangate perchè gay” -pur condannando fermamente e per principio l’aggressione- dal punto di vista “empatico” non potrò fare altro che provare e, all’occorrenza, manifestare pubblicamente la più TOTALE INDIFFERENZA per l’accaduto.

Vi lascio questa storia, reale, la mia storia e quella di tanti altri, a testimonianza del modo in cui si muove la società odierna.

Cordiali saluti

Un saluto a te e Famiglia.

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