Negri: Legge omofobia, si va verso il totalitarismo

di Riccardo Cascioli 26-07-2013

Monsignor Luigi Negri

«Questo della legge sull’omofobia è un fatto gravissimo, è la sconfitta dello Stato laico e l’affermarsi di una nuova tendenza totalitaria. E in tutto questo la cristianità sembra assente». E’ quanto afferma monsignor Luigi Negri, arcivescovo di Ferrara-Comacchio in questa intervista a La Nuova Bussola Quotidiana, primo pastore italiano a prendere chiaramente posizione su questo tentativo di far passare con una procedura d’urgenza la legge anti-omofobia che – come La Nuova BQ sta documentando da settimane –  è una legge contro la libertà di espressione e contro la libertà religiosa.

Monsignor Negri, perché una legge sull’omofobia è un fatto gravissimo?
Intanto questa legge è un’ammissione di impotenza da parte dello Stato.

In che senso?
In tutta questa vicenda ci sono delle questioni sostanziali che vengono ridotte o addirittura dimenticate. La prima è che alla coscienza dell’uomo della strada – quale io sono – non è affatto chiaro perché lo Stato abbia bisogno di difendere particolarmente una certa categoria di cittadini. Questa legge in sostanza dice che ci sono dei cittadini che devono essere difesi nei loro diritti al di là dei diritti che ogni cittadino italiano gode per il fatto che è parte della società italiana. E’ evidente allora che c’è una debolezza dello Stato: è come se lo stato dicesse che c’è bisogno di qualcosa di eccezionale per consentire a questi cittadini italiani di vivere adeguatamente i loro diritti di cittadini. Il che mi sembra obiettivamente una cosa assurda.
In ogni caso nessuna spiega in che cosa questi cittadini omosessuali – pratici o teorici che siano – devono essere particolarmente difesi. E vorremmo sapere quali sono le ragioni di necessità obiettiva, culturale, storica e sociale per cui si invoca questa situazione di eccezionalità. Perché anche situazioni di fatto, retaggio del passato e che comunque in Italia sono un fenomeno abbastanza ridotto, sono più che altro segno di inciviltà e di barbarie che si aiuta a risolvere con l’educazione e non con le leggi.

Peraltro lo si fa con una procedura d’urgenza, lasciando indietro situazioni che ogni cittadino può giudicare ben più importanti: la crisi economica, il lavoro, la lentezza della giustizia.
E infatti non si comprende questo carattere di urgenza, un’urgenza tale da autorizzare la presentazione di un disegno di legge che – lo si vede dalle reazioni –  apre scenari impegnativi. E qui entra un secondo punto di estrema gravità, ovvero la strada che si è scelta per questa difesa di una categoria particolare.

Si riferisce al reato d’opinione?
Esattamente. Perché la strada che si è scelta poco o tanto finirà per adombrare nel nostro paese il reato di opinione. E qualsiasi, pur frettoloso, studioso della realtà sociale e politica dell’Europa sa che il reato di opinione non è un segno né di democrazia né di una concezione ampia e seria della vita sociale. Nel caso specifico, accadrà che il solo esplicitare le ragioni per cui in forza di precise convinzioni di carattere personale, sociale, culturale, religioso si ritiene che l’omosessualità sia una realtà non condivisibile, metterà in una posizione di discriminazione. Il cattolico, per esempio, che ritiene in perfetta buona fede sul piano della sua esperienza personale di appartenenza alla grande tradizione della Chiesa cattolica che l’omosessualità sia un fatto di disordine, potrà essere addirittura inquisito perché metterebbe in crisi i diritti della minoranza-maggioranza omosessuale.

In sostanza lei dice che a essere discriminati sarebbero coloro che, ad esempio, ritengono ingiusto il matrimonio tra persone dello stesso sesso.
Si aprirebbe una discriminazione gravissima di carattere teorico ancorché pratico fra le varie opinioni presenti nel nostro paese. E questo ci riporterebbe a una situazione più o meno implicita di dittatura. Ricordo che la laicità della nostra vita sociale è ribadita in maniera esplicita dalla Carta Costituzionale che ha messo fine a un periodo di dittatura dove i delitti di opinione erano all’ordine del giorno. Ora si vorrebbe  che una opinione, che delle opzioni di carattere sociale vengano di fatto privilegiate dallo Stato al punto che chi in qualche modo ha delle obiezioni di carattere culturale e religioso su queste posizione corre il rischio di essere considerato reo di delitti o di reati di opposizione a una convinzione che non può e non deve essere messa in discussione. In una situazione autenticamente laica e democratica non ci devono essere posizioni che non possano essere discusse, che non possano essere accettate e che possano essere vissute con piena libertà in una vita sociale che proprio nella diversità delle posizioni trova la sua ricchezza.

Però la Costituzione vieta anche delle opinioni.
Certo, la Costituzione ha stabilito ben prima di questo disegno di legge che ci sono delle opinioni che possono e debbono essere contestate dallo Stato, ma si tratta di quelle che mettono tra i loro principi fondamentali e i loro obiettivi la distruzione della situazione culturale e sociale che caratterizza il nostro paese. Non è certo questo il caso. Pare evidente quindi che questi iper-apostoli – se può essere usata questa espressione – questi cittadini le cui convinzioni non possono e non debbono essere messe in discussione, rappresentano un fatto di anomalia e quasi una metastasi nella vita della nostra società. La nostra società vive se tutti i nostri cittadini italiani possono essere veramente liberi di vivere, di esplicitare, di attuare nella vita sociale quelle convinzioni – anche le più diverse – che hanno raggiunto per un cammino personale di coscienza, di approfondimento, di educazione, in cui consiste la loro identità profonda.

Insomma lei ritiene che questa legge, se passasse, ci farebbe scivolare verso una nuova forma di totalitarismo.
Mi pare oggettivo che si stia risvegliando una tendenza totalitaria nella vita sociale dello Stato, perché tutte le volte che in una situazione sociale e politica si privilegia una posizione a danno delle altre, che vengono in qualche modo ridotte quando non negate, si crea una ferita nella vita democratica e laica del paese. Vorrei ricordare a quei signori che hanno presentato questo disegno di legge e a maggior ragione a tutti quelli che si preparano a discuterne che il Novecento, il XX secolo, è terribilmente ricco di esperienze sociali in cui dei cittadini sono stati privati della loro libertà di vivere esplicitamente le convinzioni profonde della loro esistenza e sono stati addirittura privati della vita perché le loro convinzioni erano considerate negative o minacciose per lo stato, fascista o comunista che fosse.

Oggi domina il laicismo…
…Che ha una doppia faccia: la faccia di una realtà che ha intrapreso una battaglia anche lunga per l’affermazione dei principi fondamentali della laicità del paese, della società e dello Stato; ma – e questo è innegabile storicamente a meno di negare l’evidenza – dal laicismo è sorta anche quella tendenza di carattere totalitario sul piano ideologico e politico per cui la gente è stata privata crudelmente della propria possibilità di esprimere i propri diritti. Questo semplicemente perché le loro convinzioni non coincidevano con le convinzioni di taluni che lo Stato o il Partito aveva fatto proprie e riteneva assolutamente indiscutibili. E tali convinzioni si imponevano a tutti i cittadini con la forza della violenza di stato.

C’è però da dire che anche tra i cattolici non pare esserci un giudizio chiaro e univoco.
E’ indubbio che mentre il Paese è impegnato per volontà dei legislatori e del Parlamento in uno snodo difficilissimo della sua vita sociale sembra che la cristianità italiana non sia presente. E per cristianità intendo la realtà istituzionale della Chiesa, le realtà laicali, le realtà associative, tutto il complesso del popolo di Dio che vive oggi in Italia, senza evidenziare maggiori o minori responsabilità. La cristianità non è presente con una chiarezza di motivazioni, con una chiarezza di identità. La libertà è un valore assolutamente unico e indivisibile, bisogna lavorare per la propria libertà – ci invitava Giovanni Paolo II – perché lavorare per la propria libertà è lavorare per la libertà di tutti, accettare di ridurre o perdere la propria libertà è perdere e ridurre la libertà di tutta la società.

Lei dice che non c’è una chiarezza di motivazioni, eppure la Dottrina sociale della Chiesa è molto chiara su questi punti.
Avremmo infatti tutta la forza del Magistero sociale che non ha mai fatto sconti di fronte alle pretese delle istituzioni, qualunque esse siano, di intervenire nello spazio della libertà di coscienza personale.  Le proprie preferenze culturali, le proprie preferenze sessuali, le proprie pratiche sessuali sono un fatto che attiene alla libertà della coscienza individuale, personale, di gruppo, non sono una competenza dello Stato. Se lo Stato interviene non importa se per difendere o attaccare le concezioni e pratiche di carattere personale o sessuale, compie lo stesso errore di identificare la sua azione in campi in cui non può e non deve intervenire.
In questa vicenda della legge sull’omofobia c’è dunque in gioco la libertà della coscienza personale e sociale, c’è in gioco la laicità dello Stato. Per la cristianità italiana è una grande occasione per una testimonianza corale.

Intende la necessità di una battaglia?
Non si devono scomodare termini verso i quali c’è una assoluta e motivata idiosincrasia – battaglia, confronto, e così via – ma certamente è necessaria una testimonianza corale della cristianità. Proprio la passione per la nostra identità di fede ci rende appassionati per la vita e la democraticità del paese. Come ricordava Giovanni Paolo II nella terza, straordinaria, parte della Redemptor Hominis, proprio per l’esperienza di fede ecclesiale che viviamo noi siamo buoni cristiani e autentici cittadini del nostro paese, senza nessuna riduzione e senza nessuna discriminazione.

Lei crede che un ripensamento del Parlamento sia ancora possibile?
Quello che è in gioco è sostanziale, per cui mi auguro che prevalga quella famosa cosa che Manzoni diceva essersi perduta o essersi nascosta durante la grande querelle sulla peste di Milano: il buon senso. Mi pare che ci voglia una grande iniezione di buon senso da parte di tutti quelli che intervengono in questa vicenda, che non ci siano scompensi di carattere demagogico, populistico, che non fanno bene al nostro paese, già così provato dal punto di vista della identità culturale e sociale.

Annunci

32 thoughts on “

  1. This reminds me of mer totalitarian communist system in the former Yugoslavia, when we knew the law “On the verbal offense” when the words were sometimes severely punished such as acts. God have mercy on Europe!

  2. Si mettono in evidenza le incongruenze per stanare “la volpe”.
    Berlusconi ha detto che andrà in galera, lasciamolo meditare. Se poi vuoi andare da lui a chiedere lumi sulla situazione politica italiana, vai pure, ma fallo nell’ora d’aria, te lo consiglio.
    Una volta che il berlusca sarà in galera, spero che prenderai altri esempi. Tempo addietro ti avevo consigliato di togliere la foto sul comodino, ma……
    Esprimiti sul reato d’opinione, e prova a delineare come la pensi!!
    Se per caso un’omosessuale dichiarasse che il termine famiglia è appropriato solamente per il “triangolo” naturale (vedi procreazione), come reagiresti?
    Sarebbe poliginica o poliandrica? O nucleare?
    Mi raccomando prendi come cartina tornasole il berlusca con l’abbronzatura a righe, lui se ne intende di famiglia….almeno nello sfasciarla.
    Un oki e tutto passa, ma la legge contro la libera opinione resta, e Berlusconi non è sufficiente, passiamo ad altro.
    Per te LIRReverendo

  3. Ecco le conseguenze di una legge contro la libertà di pensiero e di opinione.
    Il “reato” di opinione: sembra di tornare alla censura delle peggiori dittature e, di fatto, ci si torna. Satanic law.
    Really, God have mercy on Europe!

  4. Magari allora puoi chiarirmi le idee tu. Quello che ho letto (che riporto sotto) parla chiaramente di “atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi o motivati dall’identità sessuale della vittima”. Mi sono perso qualcosa ?

    a) con la reclusione fino a un anno e sei mesi chiunque, in qualsiasi modo,
    diffonde idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero incita a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi o motivati dall’identità sessuale della vittima;

    b) con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, in qualsiasi modo,
    incita a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi o motivati dall’identità sessuale della vittima

  5. Dimentichi tutte le varianti di appartenenza. associazioni, organizzazioni, ecc.
    Quindi se annuncio la Genesi in Chiesa indicando la visione cristiana riguardo la famiglia, come interpreti la legge? se insegno ai miei figli che la famiglia naturale è composta da un uomo e una donna, come interpreti la legge? Se a scuola nell’ora di Religione Cattolica faccio disegnare la famiglia mamma, papà e figli, ispirata alla Sacra famiglia, come interpreti la legge?
    Se poi non vado al matrimonio di rito civile di mia figlia che si sposa con Agata, un gender che tra 6 mesi tornerà maschio per le detrazioni fiscali più favorevoli, come interpreti la legge?
    Se vuoi vado avanti…..ma penso sia sufficiente.
    Come al solito ti fermi alla superficie (per comodo), ma la sostanza è più profondo e latente. Rileggi tutta la legge mancino e ultime aggiunte e vai in profondità.
    In tutti i casi la legge anti discriminazione, metterà in risalto solo una cosa, che siete discriminati, perché bisognosi di protezione, ma questo è già scritto e penalmente rilevabile in tutte le leggi sulla persona, ma l’obiettivo è spostare l’asse. noi poveri eterosessuali saremo catalogati come eterosessisti (vedi legge), ma l’unica (e non è poco!) consolazione è che le battaglie civili le potremo fare in coppia (uomo e donna) e non solo come femminini e maschietti o mezzo e mezzo Nella divisione, ciò che vince è la solitudine.
    Sempre meglio della tristemente famosa rupe tarpea, ma per questo le menti sono già al lavoro.
    sempre per te LIRReverendo

  6. Sfogati prima che la Legge sia varata, perchè non sarà retroattiva, non vorrei che qualche demonio ti denunci per istigazione alla violenza (bella contraddizione!), sai andare contro (a tue parole) ad una satanic law….
    Astuzia e linguaggio, su coraggio.
    Per te LIRReverendo

  7. Ahimé, non ho astuzia diabolica e linguaggio ingannevole, mi considero figlio della Luce, e non di questo mondo o, peggio, delle tenebre.
    So solo che così iniziano i totalitarismi, e che quasi sicuramente la legge maledetta sarà approvata.
    Sarà il totalitarismo della massoneria e del satanismo, certamente, e poi di cos’altro? dei bunga bunga omo omo? della pedofilia (civilissima, dannata Olanda) e della distruzione famiglia normale? dell'”eutanasia” sui bambini terminali e sui dementi (Olanda)? del nuovo (dis)ordine mondiale massonico riservato?
    Che confusione!!
    Irreverendo, cosa vuoi che ti dica?

  8. Tranquillo fratello in Cristo
    ho già allertato penalisti e civilisti (amici) per l’analisi della legge, onde ripararsi nell’arte del linguaggio e dell’oratoria ed essere pronti a contrattaccare legalmente e “civilmente”. Se una legge è contro la Costituzione non è assoluta, ho la sensazione che si stanno dando la zappa sui piedi, beh! sempre meglio dello zapping, del mobbing e del solving, ma questi sono problemi ante Berlusca, aspettiamo la Cassazione per preparare la cassa, che rimarrà come sempre vuota.
    sempre per te e con te LIRReverendo

  9. “ oggi ci siamo detti questo, l’abbiamo chiamata

    alternanza. Si nasce, si muore o semplicemente

    si sta. Ogni probabilità di fuga si frantuma

    sotto la scarpa di un padrone “

    Lucia M. Ingranata

    (confronto omo sì, omo no: padrone il tempo)

  10. “Si appoggia sulle spalle la stanchezza di gennaio,
    le carcasse dei gatti non avranno esequie
    – scoloriranno – e l’ultimo a passare
    non se ne accorgerà di averle calpestate.”

    Più che Ingranata, mi sembra una granata.

    Boh!! lasciamola scoppiare.

    Il tempo appartiene al Dio di Gesù Cristo, noi lo accogliamo come dono.

    LIRReverendo

  11. Grazie a Gesù Cristo noi siamo custodi del tempo e camminiamo con Lui, il Re.
    Dio ha dato Dio ha tolto. Non siamo semplici tenenti o nullatenenti, ma coredentori e umili strumenti. Chi ha tempo non perda tempo.
    Camminiamo verso l’incontro con la Verità e, anche, se la poesia serve, non distraiamoci in terzine e quartine, ma seguiamo la Parola che non conduce all’oblio, ma all’identità, essere a immagine e somiglianza.
    Per te LIRReverendo

  12. Perfettamente d’accordo.
    La poesia mi piace e mi ha aiutato non poco, insieme a Luigi Paraboschi, che è credente, e che per primo mi ha dato delle dritte fondamentali sulla poesia e soprattutto sulla fede in Gesù-Dio.
    Per me è stata un mezzo importante, forse anche decisivo.
    Poi si continua, certamente.
    (Sono sempre io, Fabio, ho piantato facebook e relativo account perché mi sono stancato delle scemenze che ci sono. Il computer di questo blog, su un grande numero di nomi che ho proposto, mi ha accettato solo questo casuale “fhrui”…).

  13. Ci vorrebbero pagine per rispondere punto per punto. Intanto la legge Mancino punisce gia’ gesti, azioni, affermazioni perpetrati ai danni di minoranze per odio razziale o religioso..e non mi sembra che non permetta di criticare la Chiesa o una minoranza, quindi perche’ dovrebbe essere diverso per gli omosessuali ? Nel frattempo, ancora una volta, qui c’e’ gente che offende e paragona gli omosessuali ai pedofili (vedi Fabio Martini), ma nessuno dice niente. C’e’ solo da sperare che se una legge verra’ approvata non permetta piu’ questo tipo di paragoni.

  14. Le tue parole sono già una risposta. Incrociare continuamente le affermazioni e trasformare sempre contro se stessi, risulta essere una precomprensione, comprensibile, ma pericolosa. Se una persona nell’esprimersi indica la famiglia naturale come propria visione, e nel contempo esprime preoccupazione per leggi olandesi a favore della pedofilia e dell’eutanasia, subito si urla all’omofobia (anzi sottolineando di sentirsi discriminati in quanto paragonati!!).
    Questo è l’esempio lampante di quanta confusione la legge istilla nella mente di persone omosessuali, gender o quant’altro, e di come verrà utilizzata per distruggere la libertà di espressione.
    Se io dico a morte gli omossessuali, la legge deve punirmi, ma se esprimo il disaccordo su una certa visione di vita, la legge, attraverso la distorsione, vuole farmi martire, e il sangue dei Martiri è il seme dei Cristiani.
    Ci ritroveremo come al solito nell’arena con i leoni, ma almeno riconoscete che il pollice verso sarete voi con le vostre precomprensioni, ma la mano di quel pollice sarà qualcun altro, che quando sarà necessario se lo taglierà quel pollice. Non fatevi utilizzare, non fatevi ideologizzare, non fatevi strumentalizzare. Io come Cristiano cattolico sono pronto a difendervi come Persone, perché tali dovete rimanere in quanto lo siete. Dico questo perché questa legge vi auto discrimina e non garantisce neanche a voi la libertà di espressione. Come ci sono persone che sentono di cambiare sesso per opportunismo, ci sono persone che possono riconoscere di scoprire di non essere più omosessuali e di poterlo annunciare al mondo in quanto liberi.
    Ma quel pollice verrà costretto a rivoltarsi verso il basso e altri leoni scenderanno nell’arena.
    Per te LIRReverendo

  15. Ciao Annalisa, mi ha segnalato il tuo blog un’ amica, e visto il tema voglio raccontarti una storia…

    “C’era una volta, nemmeno troppo tempo fa, un gruppo facebook titolato 10.000 a favore delle adozioni gay. E c’era un gruppo speculare opposto, chiamato 10.000 contro le adozioni gay. Entrambi i gruppi avevano circa 7-8 mila iscritti, prossimi al raggiungimento del target di 10.000.
    Al tempo io ero un po’ più giovane, un po’ meno inadaffarato nel lavoro, un po’ più speranzoso… mi ero iscritto al secondo, quello contro le adozioni gay, e lì partecipavo attivamente alla discussione.

    Nel primo gruppo, nel quale ogni tanto sbirciavo, tutto filava liscio, nessun intervento indesiderato o messaggio provocatorio, era perfino palloso: gli admin e qualche altro eccentrico personaggio commentavano cosa succedeva “altrove” nel web e poco altro.

    Nel secondo gruppo ho trovato un sacco di amici, è stato una interessante piattaforma di discussione dove ho appreso il 90% di quello che oggi so in tema di LGBT e dintorni, discutavamo civilmente tra noi e con eventuali ospiti… erano sorti anche dei gruppi collegati, finchè un giorno…

    La più elementare logica della comune convivenza suggerirebbe che non si va in un club di Interisti a gridare Forza Milan, ma a quanto pare Voltaire (quello del “non condivido ciò che dici…”) non si applica a chi si oppone all’ideologia lesbogaypedo e quindi, dapprima alla spicciolata e poi sempre di più, come una vera invasione, iniziarono ad arrivare i provocatori, gente dedita ad insultare, a denigrare, ad irridere chiunque intervenisse nel gruppo, con maniacale dedizione, post per post. E ci offendevano, e ci provocavano quotidianamente, e il gruppo -nonostante i continui interventi di pulizia da parte degli admin- iniziava a diventare un “letamaio”… Prima o poi qualcuno si spazientiva, rispondeva alle provocazioni e “puf”, magicamente spariva da Facebook, ma nel complesso resistevamo.

    E poi è arrivata la triste svolta: i gruppi collegati sparivano o venivano “occupati”, cambiando di bandiera (poi abbiamo scoperto che succedeva quando tutti gli admin venivano bannati da FB, ciascuno poteva appropriarsi del gruppo) e anche i singoli amici iscritti giorno dopo giorno sparivano. Mi pare di ricordarli uno a uno, come caduti di una guerra per la civiltà: Alberto Attolico, Alberto Merizzi, ecc. ecc. E abbiamo scoperto che era stato creato un gruppo FB con 3-4.000 iscritti dal titolo “Rimuoviamo l’omofobia dalla rete”, gestito da tali Luca M. e Katia R., che altro non era che una gigantesca lista di proscrizione: un elenco di siti e persone sgradite ai lesbogaypedo -anche per il solo fatto di esternare contrarietà alla loro delirante ideologia- e gli iscritti avevano la “mission” di passare il sabato sera a fare a FB massicce segnalazioni di “abuso” nei confronti dei gruppi e delle persone linkate per farle sparire dalla rete. Non solo gruppi la cui cancellazione era doverosa tipo: “froci al rogo”, “ripristiniamo il reato di omosessualità” ecc., ma anche ogni singola voce di dissenso. E un giorno toccò “finalmente” anche al gruppo 10.000 contro le adozioni gay, e il giorno dopo io stesso nel collegarmi a Facebook ho trovato il desolante messaggio di “account rimosso”.

    Persi foto, collegamenti, amici, video… persino la mia Farmville che avevo speso tempo e denaro (anche vero) per fare crescere. Bollato come omofobo e cancellato dalla rete… io… che non ho mai assecondato di una virgola insulti e provocazioni… che con educazione e senso critico -sotto nickname- da quasi dieci anni anni commento e dibatto notizie in tema LGBTP sulle maggiori testate online, persino sul blog di Delia Vaccarello, ancora da quando è nato quasi dieci anni fa e si chiamava “1, 2, 3… liberi tutti”, senza mai infrangere la netiquette ed essere bannato, nonostante i miei interventi spesso molto critici e in controtendenza.

    Inutile il reclamo a Facebook per farmi ridare l’account… Inutile anche la denuncia/querela redatta con cura -sono avvocato- e presentata alla polizia postale per diffamazione ecc. ecc. La pratica è stata archiviata per impossibilità di individuare gli autori. Forse per un caso di pedofilia online avrebbero fatto una rogatoria a Palo Alto per avere i nomi dei responsabili dei fatti, ma essendoci in gioco “solo” la libertà di tutti noi…

    Da allora ho sempre tenuto un profilo il più basso possibile nella lotta online contro l’omosessismo dilagante. Mai più interventi con il mio nome e la mia faccia, sempre sotto nick, e mai con account che mi sarebbe dispiaciuto perdere. Ma la realtà si evolve… in peggio, in senso gay-fryendly se non addirittura in senso gay-accompliant.

    Una volta su il Giornale, Il Gazzettino, Repubblica, Il Corriere, l’Unità ecc. di dieci commenti che postavo per risvegliare le coscienze della gente, per invitarli a ragionare con la loro testa, ne passavano almeno 8-9, poi sempre di meno. E poi sono arrivate le registrazioni obbligatorie. Io non ho nulla da rimproverarmi, non ho paura di infrangere la netiquette (nel senso che NON la infrango), ma coi tempi che corrono ho paura a registrarmi perchè ho paura che mi arrivino a casa, quello si… Sai che bello alzarsi alla mattina e trovarsi magari l’auto devastata con su scritto “Omofobo di m….”.

    Oggi si e no riesco a scrivere qualcosa su Il Giornale, mentre su altre testate oramai sono ospite conosciuto e sgradito, e anche se non arrivano a bannarmi i miei commenti appaiono -forse- solo se intervengo in tema di UFO o altre “baggianate”.

    E’ evidente il progressivo asservimento della stampa, anche quella che dovrebbe essere liberale, di destra, alle lobby lesbogaypedo e al loro modo di indottrinare la gente… Chiunque può sperimentarlo. Basta scegliere un nick, andare su Il Gazzettino -per esempio- e alla prima notizia in tema gay scrivere -sempre per esempio- “froci di m…, è giusto bastonarli” (scusa il francesismo) e vedrai che verosimilmente il commento passa, così com’è. Poi alla successiva notizia si può scrivere: “veramente mi risulta che l’omosessualità sia stata rimossa dal DSM, nel 1973, solo per opportunità politica, per favorire i gay, non perchè abbiano scoperto o dimostrato che non è una malattia” e vedrai che un simile commento, ancorchè rispettoso nei toni e dal contenuto veritiero e facilmente verificabile, non passerà MAI.

    Ecco, questa è la mia storia, una storia che riguarda non solo me ma anche la società italiana, la mentalità italiana, i media italiani… ed è una storia che sembra ripetersi oggi, con la differenza che la battaglia tra società civile da un lato e lesbogaypedo dall’altro -sotto l’egida menzognera della lotta all’omofobia- questa volta si svolge non sul piano virtuale ma sul piano reale.

    Se la legge contro l’omofobia passerà, visto -alla luce dei precedenti- il tipo di democrazia “a senso unico” che i LGBTP vogliono proporci/imporci, chi divulgherà verità scomode agli stessi, chi si dimostrerà contrario alle loro istanze non sparirà più “dalla rete”, ma sparirà “dalla circolazione”, recluso per un periodo anche piuttosto lungo e poi “rieducato” nelle associazioni gay.

    E’ importante combattere questa battaglia, è una battaglia di civiltà e di democrazia. Solo che io non ne ho più nè il tempo nè e la forza. Mi sono reiscritto ex novo a Facebook e non voglio perdere “tutto” un’altra volta. Confido in chi come te ha ancora voglia di esporsi, di prendere posizione… ma devi essere consapevole su cosa ti aspetta. Loro non sono democratici, non tollerano il dissenso, hanno oramai consolidati appoggi nei media, nella magistratura, nel mondo dell’istruzione, in parlamento… Mettersi contro di loro significa -ad oggi- essere soli contro una lobby potente, che usa ogni strumento, anche quello giudiziario, avvalendosi di una rete di avvocati gay o simpatizzanti tali, esperti nelle varie branche del diritto e sponsorizzati dalle varie associazioni, mentre noi, in caso di processo, i soldi dobbiamo metterceli di tasca nostra, mentre la stampa nel frattempo ci addita come “omofobi”, cioè come i nuovi mostri degni del massimo disprezzo… Una battaglia impari, quindi.

    E attenzione che ora vi è una ulteriore “fregatura” insita nel nuovo plug-in social di Facebook, quello che sempre più testate usano per i commenti degli articoli anzichè ricorrere a forum proprietari.

    Ebbene, visto che con tale strumento uno conserva la possibilità di eliminare i messaggi postati, nel momento in cui venisse approvata la legge anti-omofobia, egli avrebbe comunque la possibilità/l’obbligo di rimuovere eventuali post “omofobi”, e pertanto se non lo fa e il post rimane visibile in rete il “reato” si considera permanente e quindi con la nuova legge potrebbe un giorno essere “messo a tacere” per cose che ha scritto magari anni prima su pagine di riviste visitate “di passaggio” delle quali nemmeno si ricorda l’esistenza.

    Bene, lascio quindi a te e a chi legge decidere con maggiore consapevolezza se e quanto continuare a esporvi (il gruppo “rimuoviamo l’omofobia”, ancorchè sotto altro nome, è ancora attivo e Luca M. e Katia R. continuano impuniti ad amministrarlo, diffamando online i “dissidenti” e ridendo di quelli che già hanno fatto bannare), augurandomi comunque che non vogliate “mollare” e sperando anzi che riusciate a ingrossare le fila della resistenza.

    Per quanto riguarda me, questa storia ha una morale. Io sono contro e condanno fermamente ogni forma di violenza, ma non vi è solo la violenza fisica, vi sono anche forme più insidiose. Anche bollare come “omofobo” uno che dissente dalle adozioni gay, additarlo al pubblico disprezzo, fargli saltare l’account Facebook per ridurlo al silenzio è violenza. Per cui, mancando possibilità di ottenere giustizia per via ordinaria, la mia conclusione, per quanto cinica, è una sola: finchè non avrò avuto indietro il mio vecchio account, con la Farmville al punto in cul l’avevo lasciata, quando leggerò “ragazzo preso a sprangate perchè gay” -pur condannando fermamente e per principio l’aggressione- dal punto di vista “empatico” non potrò fare altro che provare e, all’occorrenza, manifestare pubblicamente la più TOTALE INDIFFERENZA per l’accaduto.

    Vi lascio questa storia, reale, la mia storia e quella di tanti altri, a testimonianza del modo in cui si muove la società odierna.

    Cordiali saluti. Alberto F.

    Un saluto a te e Famiglia.

  16. Scusa ma, ti definisci non omofobo, rispettoso, etc e poi scrivi piu’ volte “lobby lesbogaypedo” associando continuamente gli omosessuali alla pedofilia ? Complimenti davvero.

  17. Caro Sandro, benchè formalmente distinte associazioni gay e associazioni pedo si associano da sole.Lo sapevi che nel 1994 sotto la presidenza Clinton, che ha minacciato di revocare ingenti finanziamenti, l’ILGA (International Lesbo Gay Association) fu sbattuta fuori dall’ONU dove era accreditata come organismo consultivo perchè al suoi interno contava più di 800 associazioni pedofile? Se ci aggiungi che hanno comunanza di obiettivi, metodi, argomentazioni ecc. direi che si può più che legittimamente parlare di lobby lesbogaypedo. Il che non significa che sono gli omosessuali ad essere anche pedofili, non fraintendermi, anche se dal punto di vista scientifico oggettivo si può anche ritenere che omosessualità e pedofilia (e necrofilia, feticismo, zoofilia ecc.) siano modi diversi di manifestarsi di uno stesso disturbo in cui la normale attrazione uomo-donna è sviata verso qualcosa di diverso… Ciò chiarito, se pensi ancora che io sia intollerante (?) e/o omofobo non posso che pensare che tu sia uno di quelli che con la scusa dell’omofobia vogliono mettere il bavaglio ad ogni forma di dissenso. Saluti.

  18. A parte il fatto che da una veloce ricerca sull’argomento leggo che le organizzazioni pedofile ai tempi associate all’ILGA erano 3 (NAMBLA, MARTJN e PROJECT TRUTH) e non 800 (complimenti per questa magistrale manipolazione dei fatti)………e che nel 1994 la Gay & Lesbian Alliance Against Defamation (GLAAD) ha ufficialmente dhichiarato che “deplora gli obiettivi della North American Man Boy Love Association’s (NAMBLA), che includono l’appoggio al sesso tra uomini adulti e ragazzi e la rimozione della protezione legale per i bambini. Questi obiettivi costituiscono una forma di abuso nei confronti dei bambini e sono ripugnanti per GLAAD”…Ed a parte il fatto che anche grazie a queste iniziative condanna della pedoflia, la sezione europea dell’Ilga nel 2006 è stata ri-accreditata come organizzazione avente status consultivo. Seguendo la tua stessa logica e sulla base di tutti gli scandali pedofili verificatisi all’interno della Chiesa e spesso purtroppo coperti dalle gerarchie ecclesiastiche, cosa dovremmo concludere ? Che la Chiesa è un ritrovo di pedofili ? O che siccome la stragrande maggioranza di coloro che promuovono e sfruttano la prostituzione sono eterosessuali, gli eterosessuali sono tutti puttanieri ? Vogliamo parlare della società eterosessuale dei nostri nonni e bisnonni, che considerava i “casini” dei luoghi dove intrattenersi con tutta tranquillità?
    Il punto è che bisognerebbe proprio piantarla di vedere gli omosessuali come “gli altri” e semplicemente vederli come “altri” esseri umani, alcuni dei quali purtroppo, pedofili………………esattamente come altre migliaia di eterosessuali. Mi sembra evidente che il tuo continuo associare gli omosessuali alla pedofilia abbia solo un intento offensivo (come del resto fanno molti su questo forum). Personalmente non me ne strasgfrega niente di cosa dicano l’ILGA, l’Arcigay o chicchessia (per quanto mi sembra evidente, al contrario di quello che sostieni tu, che queste associazioni si sono dissociate dalle associazioni pedofile). E’ vero che le organizzazioni omosessuali si occupano di difendere i diritti della comunità omosessuale e che per questo si guadagno spesso le simpatie degli omosessuali. Ma ciò non significa che queste associazioni “rappresentino” gli omosessuali. Io non ti ho dato dell’intollerante. Penso semplicemente che tu sia una persona maleducata, poco rispettosa del prossimo ed in evidente malafede (basta leggere le panzane che scrivi, “più di 800 associazioni pedofile”).

  19. >>dal punto di vista scientifico oggettivo si può anche ritenere omosessualità e pedofilia (e necrofilia, >>feticismo, zoofilia ecc.) siano modi diversi di manifestarsi di uno stesso disturbo
    Quale punto di vista “scientifivo oggettivo”?? di quale “scienza
    parli? Quale scienziato accreditato sostiene queste schifezze ? Non so se ti rendi conto….stai paragonando un rapporto sessuale imposto da un adulto ed un minore, con tutto ciò che ne consegue in termini di molestie psicologiche e fisiche, una cosa peraltro vietata dalla legge, al rapporto affettivo tra due adulti consenzienti. Stai rapportando il mio rapporto affettivo di 7 anni con il mio compagno (con tutto quello che questo implica di vite condivise, amicizie, famiglie, etc) alla necrofilia, ad un tipo che prova orgasmi con dei cadaveri. Ma non ti vergogni ?

  20. No che non mi vergogno, perchè non è quello che ho scritto. A parte che semmai sono le tue fonti a non essere veritiere, tu, come tutti quelli che propagandano l’omosessismo, confondi (volutamente?) ciò che uno ha in testa (l’appetito sessuale) con il rapporto (sessuale, affettivo) che da tale appetito scaturisce. Un omosessuale, un eterosessuale eterosessuale, o un pedofilo, è tale anche se è “single” (o se non ha una vittima di turno, nel caso del pedofilo), ma dipanata questa confusione io proprio non ci vedo nulla di diverso dall’essere attratti da un altro uomo, o da un bambino, animale, cadavere, ecc., in tutti questi casi c’è un qualcosa di biologicamente deviante dall’unica attrazione “giusta”, coerente il senso ultimo della sessualità che è la riproduzione: quella uomo donna. L’unica differenza è “fuori” dalla testa degli interessati, nell’estrinsecazione intersoggettiva delle proprie preferenze, nel senso che due gay consenzienti non fanno male a nessuno e pertanto l’omosessualità è socialmente accettabile, mentre pedofilia e altre deviazioni no, in quanto vanno ad incidere su “beni” protetti quali l’integrità dei minori, il rispetto dei cadaveri ecc. Forse hai argomenti per dimostrare che l’attrazione omosessuale è in qualche modo più normale di quella verso i bambini?
    La scienza ti smentisce, anche quella ufficiale, quella filo-lesbogaypedo. Da quest’anno infatti, col DSM-V, la pedofilia non è più considerata una malattia bensì una naturale variante, come già l’omosessualità. E infatti non vi è alcun motivo logico per considerarle in maniera diversa, una normale e l’altra no.
    Solo che per una persona “normopensante”, non in conflitto di interessi tra razionalità e autostima, è assolutamente evidente che la pedofilia non può essere una normale variante, e pertanto ciò dimostra che la scienza oramai è asservita alle lobby lesbogaypedo, e se omosessualità e pedofilia devono essere alla pari, lo siano, ma come “disturbi”, non come naturali varianti.

    Per il resto, sapevi vero che Vendola ha affermato che la pedofilia è “il diritto dei bambini a fare sesso tra loro o con persone adulte”? Sapevi che il centro culturale omosessuale “Mario Mieli”, uno tra i più importanti, è intitolato ad un omosessuale che predicava che la pedofilia è una “pratica redentiva”? E allora non scandalizzarti se poi la gente si accorge che spesso gay e pedofili lottano assieme per lo sdoganamento reciproco delle rispettive tendenze…

    Comunque ti saluto, non risponderò ad altri tuoi post perchè 1) io ho “già dato”, ai tempi dei 10.000; 2) non mi sembra corretto alimentare trollate e flame sul blog di una persona sul quale sono solo di passaggio.

    Buone cose a te e al tuo compagno, e scusami se ritieni io ti abbia offeso, non era mia intenzione, io dico solo le cose come stanno, se poi tu, in ragione della tua condizione personale, sei particolarmente suscettibile e ne fai questione di dignità personale, non è certo colpa mia, ci sono un sacco di siti tipo gay.tv dove si dice solo ciò che ti fa piacere sentire dire e sui quali non sarò certo io a venire a intervenire. Saluti a tutti.

  21. no Alberto, resta con noi, o almeno vienci a trovare ogni tanto. Cordiali saluti luciano messori

  22. Sandro, mi ero ripromesso di non continuare ma le spari troppo grosse. Ti rendi conto di cosa scrivi, e soprattutto del senso delle definizioni che riporti? Alla luce della definizione che hai tirato fuori (link, please) quindi un pedofilo che non ha nessun disagio nell’essere pedofilo ma anzi è ben contento di compiere atti sessuali con minori non può definirsi nè malato nè disturbato nè disagiato perchè la fattispecie non corrisponde a quella prevista nel manuale… E il secondo criterio? Quello del disagio all’area sociale circostante? Ti pare serio? Cioè un qualcosa è una malattia o non lo è non se pregiudica o no le normali potenzialità della persona interessata, bensì se da fastidio agli altri? Allora, scusami, se questo è un criterio scientifico anche voi omosessuali dovreste essere considerati malati, visto l’importante disagio sociale che provocate. E anche il riferire il disagio al bambino vittima del pedofilo per definire se quello è malato oppure no, non è una bestialità pura? Implica andare ad indagare se il bambino è rimasto turbato oppure no da atti sessuali compiuti su di lui… Esattamente quello che chiedono i pedofili: perchè presupporre che un minore ne abbia nocumento da atti sessuali compiuti su di lui? Andiamolo a vedere in concreto… in fondo quando Socrate incu..,a Platone , Platone aveva si e no 12 anni ed allora era tutto ok. Poi è arrivata la Chiesa sessuofoba, la sessualità è diventata tabù ed è per questo che un minore si trova impreparato davanti alla realtà del sesso, e quando la Chiesa tornerà nelle catacombe si tornerà all’età dell’oro, tutti potranno fare sesso con tutto/i e non si parlerà più di devianze, disturbi, malattie ecc…
    La verità è che se si abbandonano i criteri oggettivi, si finisce sempre per arrampicarsi sugli specchi con definizioni ipocrite e arzigogolate. Un pedofilo è malato in quanto sessualmente attratto dai bambini, cioè da forme di sessualità radicalmente incompatibili con la riproduzione.Punto. E le definizioni del DSM dal 1973 in poi in tema di disturbi dell’orientamento sessuale sono frutto non di accertamenti o dimostrazioni scientifiche ma di atti di lobbismo lesbogaypedo.
    Ma poi, perchè ti scaldi tanto? Sei forse tu la lobby lesbogay, per cui devi dimostrare che non hai nulla a che spartire coi pedo? Potrei pensarti affetto da una grave forma di “codadipaglismo” 😉
    Troppo comodo, poi, dissociarsi a parole dal Mario Mieli e da Vendola e poi magari ti trovo in prima fila ai gaypride da quelli organizzati. Ri-saluti.

  23. Grazie Alberto, sono riuscita soloa desso a leggere la tua lettera che condivido al 100%.
    La metto sul blog. Un caro saluto anche a te e un granzie per essere passato dal mio blog.

  24. Si, si, vabbè, vuoi avere ragione. Come bastasse dire “mi sono informato”, “ho ricercato”, “un esperto del ramo mi ha detto che…” per dire anche il vero. Un po’ autoreferenziale, non trovi? Ma per fortuna chiunque fosse incuriosito dalla vicenda può smentirti con pochi click sul Google.

    Pedofilia: qui ti sei dato la zappa sui piedi da solo con le tue citazioni, punto. Le definizioni “ufficiali” valgono sia per quello che dicono che per quello che non dicono. E, in materia, la definizione attuale di pedofilia (dopo quella precedente, che prevedeva come malattia non tanto l’orientamento deviante in sè quanto piuttosto la compulsività con la quale il pedofilo cerca “sollievo” ai suoi istinti devianti) lascia più che aperta la porta al “non-pedofilo”, o al “pedofilo non malato”, scegli un po’ tu, cioè al pedofilo ben consapevole del suo “orientamento” e che non ne prova disagio nè crea disagio agli altri (grandissima l’idea di definire “disagio” la condizione di un bambino fatto oggetto di simili attenzioni), che secondo la definizione non sarebbe quindi malato, da curare…
    In realtà, chi ha seguito anche i lavori preparatori sa benissimo che dietro alla nuova definizione c’è proprio il concetto che l’attrazione verso i bambini sia di per sè solo una “variante” dell’orientamento sessuale, come eterosessualità, bisessualità e omosessualità.
    La attuale definizione potrebbe semmai essere titolata a buon diritto “pedofilia ego-distonica” per parallelismo alla “figura” dell’omosessualità ego-distonica.
    In proposito, sull ICD (documento ufficiale OMS) alla voce “disturbo ego distonico” si prevede come “malattia” da curare non un orientamento sessuale “non ortodosso” ma proprio la “voglia” che uno ha di cambiare, il barlume di razionalità che ancora separa una persona dal totale plagio all’ideologia LGBTP e, guarda caso, tra i vari orientamenti che esemplificativamente si prevedono si annoverano proprio l’orientamento eterosessuale, bisessuale, omosessuale e PRE-PUBERE. Indovina un po’ di cosa si tratta… Sei sempre dell’idea che la scienza sia neutrale rispetto alle istanze dei LGBTP?

  25. A proposito, a questo punto vorrei proprio sentirtelo dire esplicitamente: “un pedofilo è una persona malata per il fatto stesso di essere sessualmente attratto da bambini, e come tale va curato nel rispetto della persona, e poi processato nel caso che assecondando la sua attrazione compia anche atti sessuali su minori”. O pensi qualcosa di diverso?

  26. Scrivi, scrivi… ma nel merito non dici nulla, ti limiti ad attaccare me personalmente ma la sostanza scarseggia alquanto. E intanto ancora non vediamo il link per vedere se la definizione che hai citato è proprio quella ufficiale, nè ti ho sentito dire la tua opinione sulla pedofilia come sopra chiesto. Per adesso quindi chiudo.

  27. Potrei sapere gentilmente perchè Monsignor Bettazzi (vescovo emerito di Ivrea è uomo di ben altra levatura) ? Qualche informazione grazie a meno che non si abbia come al solito sparlato :

  28. Vedo con piacere che mi hai risposto al blog del 7 agosto ore 14 13. Perchè il vescovo emerito di Ivrea è uomo di altra statura morale. Grazie sono ancora in attesa

I commenti sono chiusi.