Il purgatorio nelle visioni della B. Emmerick

imagesDa Le Visioni sul Purgatorio:
“Vidi le punizioni di alcuni peccati susseguirsi e trasmettersi fino agli ultimi discendenti, come qualcosa di naturalmente necessario. Come la maledizione maledice, la benedizione benedice e il sacro santifica. Personalmente sono molto sensibile alla benedizione e alla maledizione, al sacro e al profano; mentre il sacro mi attira, ed io lo seguo senza resistenza, il profano mi respinge, mi fa paura e mi desta orrore. Devo combatterlo con la fede e la preghiera. Particolarmente chiara mi si manifesta questa sensibilità quando entro in contatto con i corpi dei defunti e le ossa degli esseri umani. Una volta mi fu sufficiente il contatto con pochissima polvere dei resti di un corpo per entrare in rapporto con la sua anima. Esiste una certa relazione tra tutte le anime e i loro resti mortali; vidi chiaramente questi resti nelle più differenti condizioni ed aspetti durante le mie contemplazioni sulle tombe e cimiteri. Infatti ebbi la percezione che le ossa dei resti di alcuni defunti emanassero una luce da cui fluiva benedizione e guarigione; da altre invece ricevetti differenti gradi di miseria e bisogni e perciò sentii la necessità di supplicare, pregare e offrire penitenze per ottenere aiuto ed intercessione per loro. Presso alcune tombe poi ricevetti la percezione di orrore e spavento. Quando pregavo durante la notte nel cimitero, ricevevo da tali tombe un sentimento di orrore più oscuro della notte stessa. Alcune volte vedevo qualcosa di nero e straziante salire da queste tombe che mi faceva rabbrividire. Quando cercavo di penetrare in queste tenebre, per recare soccorso a queste anime, finivo per venire respinta da una forza ignota, come se queste punizioni fossero state necessarie alla purificazione. La viva convinzione della santissima giustizia di Dio mi si presentò ancora una volta sotto la forma di un Angelo che mi allontanò dal terrore di una certa tomba. Per ogni tomba avevo la precisa sensazione della differente energia emanata: chiarezza, oscurità, tenebre, come pure colonne splendenti e armoniose di luce viva oppure forti e deboli raggi, che provenivano dalle povere anime, a seconda della misura del loro bisogno. C’erano anche quelle che non potevano dare alcun segno ed erano nel Purgatorio dimenticate dai viventi e senza possibilità di comunicare con il corpo della Chiesa. Quando pregavo su queste tombe, sentivo una voce affaticata proveniente dal profondo della terra che mi sussurrava: “Aiutami. a venir fuori”. Allora mi assaliva un sentimento di impotenza, di non poter far nulla per quelle poverette. L’unica cosa che potevo fare, per queste anime dimenticate, era quella di pregare quanto più potevo, con sempre maggior fervore. Allora scorgevo, su queste povere tombe, molte ombre grigie e in seguito alle pietose e intense preghiere, tali ombre assumevano un colore più chiaro. Mi fu poi spiegato che quelle tombe, che io vedevo e percepivo in modo così diverso, sarebbero state dei defunti non ancora del tutto dimenticati; di coloro che attraverso il grado delle loro pene purganti, oppure per mezzo dell’aiuto e delle preghiere dei loro amici viventi, stanno in un rapporto più o meno consolatore con la Chiesa militante sulla terra. Esse avrebbero la possibilità di comunicare con la comunità. Queste sono in uno stato di sviluppo tale da comprendere la luce e la beatitudine, e ci supplicano di aiutarle perché non possono farlo da sole; quello che noi possiamo fare per loro viene offerto a Nostro Signore Gesù Cristo. Queste anime mi appaiono come poveri carcerati, che potrebbero essere sollecitati e salvati attraverso la bontà degli altri esseri mediante una parola, una supplica, una mano tesa attraverso la grata. Quando io contemplo un cimitero queste apparizioni si manifestano alla mia anima nei diversi gradi di luce o di tenebre. Mi sembra tutto come un giardino che non viene curato e resta parzialmente incolto, ma se io mi prendo la premura di pregare e agire nel modo giusto allora le piante cresceranno e rifioriranno e tutto riprenderà a vivere. Il seme germoglierà e crescerà, la pioggia e la rugiada cadranno rigogliose sul giardino. Ah! Se tutti gli uomini potessero vedere e rendersi conto di queste cose certamente si impegnerebbero come me lavorando il giardino. Quando giungo a tali contemplazioni nel cimitero mi convinco sulle possibilità potenziali della diligenza cristiana e dell’amore che si può ricevere da una comunità… Dio mi ha donato spesso la grazia di farmi vedere molte anime passare, con infinita gioia, dal Purgatorio al Cielo. Spesso quando prego nei cimiteri, presso le tombe, vengo disturbata in modo cattivo, pauroso, e vengo maltrattata dagli spiriti maledetti, oppure dal maligno stesso. Apparizioni orribili e chiassose mi circondano e vengo gettata qua e là sulle tombe e maltrattata, ma ho avuto sempre la grazia da Dio di non temere mai e perciò sono rimasta sempre illesa, e quando venivo disturbata raddoppiavo le mie preghiere. Ho sempre ricevuto molte grazie dalle care e povere anime. Se tutti gli uomini avessero voluto dividere con me questa gioia quanto fluire di grazia ci sarebbe sulla terra! Purtroppo, invece, le grazie vengono dimenticate e dissipate, nonostante le povere anime invochino tanto gli uomini sussurrando alle loro orecchie! Le anime restano così piene di desiderio e con le più differenti pene, e nei differenti luoghi attendono tanto l’aiuto e la redenzione. Nella misura in cui è grande il loro bisogno così lodano pure il nostro Signore e Salvatore. Tutto quello che noi facciamo per loro causa in esse una gioia infinita.

Il 2 novembre 1819 Anna Katharina così raccontò: Giunsi con la mia guida in un luogo oscuro, mi inoltrai nel medesimo per consolare le anime che potevo vedere solo parzialmente, di alcune vedevo soltanto il volto. Si trovavano le une vicino alle altre, immerse nell’oscurità, ma ognuna separata come in una propria cella. Alcune soffrivano la sete, altre il freddo, altre ancora il caldo, e non potevano aiutarsi reciprocamente, erano immerse in un’infinita sofferenza e nostalgia. Vidi moltissime di queste ultime venire redente e trasferite in un luogo sopraelevato, è impossibile descrivere la loro gioia; durante il breve passaggio verso questo luogo più alto ricevevano di nuovo la veste e le insegne del rango che avevano ricoperto durante la loro vita sulla terra. Questo luogo sopra il Purgatorio era quello delle loro riunioni ed era come se fosse stato recinto da spine. Qui vidi redimersi molti medici, essi furono accolti dai loro compagni di categoria in una specie di processione, e furono guidati in questo luogo sopraelevato. Vidi pure molti soldati prelevati, gioii per quelle povere anime che avevano ucciso, così anche alcune monache e giudici; in particolare notai molte ragazze, le quali avrebbero avuto l’opportunità sulla terra di dedicarsi alla vita conventuale, venire prelevate da suore beate. C’erano antichi sovrani e anime provenienti da famiglie reali, religiosi e anche molti contadini. Tra tutte queste anime si trovavano molti miei conoscenti ed altri che provenivano dai più diversi luoghi, riconoscibili per il loro abbigliamento. Tali anime erano raggruppate per categorie e a seconda di queste si muovevano verso diverse direzioni, dove perdevano la loro caratteristica terrena per acquisire una veste beata di luce. Nel Purgatorio riconobbi non solo dei miei conoscenti ma anche i loro parenti che non avevo mai visto prima. Vidi povere anime abbandonate dai parenti sulla terra o che non sono ricordate da nessuno, e fedeli, che non pregano. Prego sempre particolarmente per loro.”

http://purgatorio.altervista.org/doc/testimonianze/emmerick/visioni.html

Bologna Federica

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39 thoughts on “Il purgatorio nelle visioni della B. Emmerick

  1. ricordiamoci sempre di pregare per le anime del purgatorio…pensate a quelle che non hanno più nessuno che prega per loro o che qui hanno parenti che non pregano perchè non credono nell’esistenza del purgatorio, quanto aspettano qualcuno che preghi per loro!!!!

  2. E’ vero quanto detto da Silvia, preghiamo sempre gli uni per gli altri e anche per le anime del purgatorio, certi che queste mai si dimenticheranno di noi

  3. le anime del purgatorio non possono più pregare per se stesse ma per noi si…e quando saliranno a Dio ormai rese sante dalla misericordia del Signore grazie anche alle nostre preghiere, …saranno certamente riconoscenti…sono aiuti preziosi ….noi per loro e loro per noi.

  4. Ti adoro o Croce Santa (da recitare 50 volte al venerdì e 33 volte al Venerd’ Santo)
    L’eterno riposo

    che altre preghiere conoscete per i defunti?

  5. scusi Gian Luca se mi permetto, ma per me l’importante è recitare le preghiere col cuore e con cuore sincero senza pensare ad essere ricambiati, io non sopporto vedere la gente soffrire sia qui in terra e a maggior ragione nella solitudine del purgatorio. Gesù ci invita a pregare per i più bisognosi della sua misericordia. cordiali saluti

  6. La più grande preghiera per le Anime Sante del Purgatorio è quella data dall’Angelo a Fatima: O Gesù mio perdona……
    La Madonna nelle presunte apparizioni a Medjugorje, invita a recitare così: Angeli e Santi pregate con noi. In quanto le anime Sante e gli Angeli si uniscono (e non si sostituiscono) alle nostre preghiere nella Comunione dei Santi. In questo modo la preghiera è rafforzata e sostenuta e donata alla Regina dei Santi, la Madre celeste che la offre a Gesù unico mediatore presso il Padre.
    Per voi LIRReverendo

  7. Scusate se vado fuori tema: avete sentito della catechista 63enne di Segrat, Marilù De Pinto, accusata di omofobia da “Repupplica” perchè rea di aver insegnato la dottrina cattolica circa l’omosessualità ai suoi ragazzi cresimendi(omosessualità devianza e malattia spirituale)? Hanno addirittura proposto di allontanarla dall’insegnamento. Cioè degli atei conclamati vorrebbero reclutare catechisti cattolici conformi ai propri desiderata!!! A quanto leggo sui giornali il parroco si sarebbe dissociato da quanto detto dalla Catechista la quale è da giorni oggetto di insulti e minacce sul web e in paese. Vi rendete conto di che cosa inaudita è accaduta??? Ora non pretendo che il parroco assuma le difese della povera catechista(sarebbe stato un atteggiamento fraterno, ma lasciam perdere, questo sarebbe chiedere troppo) ma che almeno difendesse la Dottrina della Chiesa ed il Vagelo di Gesù, forse anche questo è chiedere troppo ad un “pastore di anime”?!? Sono sconcertato, allibito e rammaricato.mi piacerebbe trovare un modo per offrire la mia totale soliderietà all’impavida sorella! Ovviamente Repubblica ha cancellato dal sito web online l’articolo, della serie lanciare il sasso e tirar indietro la mano, lasciando la sig.ra in balia dei lupi da cui il suo pastore aveva il DOVERE di difenderla!!! Cara Annalisa non puoi far qualcosa a riguardo, mi farebbe davvero piacere!!!

  8. scusi LIRReverendo se mi permetto di correggerla, ma Gesù a Fatima ci insegnò: O Gesù, perdona le NOSTRE colpe preservaCI dal fuoco dell’inferno… e non: O Gesù mio, perdona le MIE colpe preservaMI dal fuoco dell’inferno… Come pure ci insegno il Padre Nostro e non il Padre Mio. chiedo scusa di nuovo ma mi sembra importante, sempre riguardo alla comunione fraterna e al fatto che Dio non fa preferenze. Di nuovo. p.s. peccato che lei sia astemio le volevo proporre un fiaschetto di quello buono…

  9. Leggere questo articolo oggi, nel 16 anniversario della morte per un incidente del mio ex….. sembra messo apposta… fa riflettere.

  10. Ma cosa dice??? Anche io come LIRREVRENDO dico Gesù mio, per dimostrazione spontanea di affetto nei confronti di Gesù, il resto della preghiera la recito, e sono certo che come me anche LIRREVERENDO, come tutti gli altri. Questa sua precisazione poteva risparmiarsela

  11. vada a vedere come è stata rivelata esattamente ai pastorelli, poi faccia come crede.

  12. Ma lei è duro d’orecchi!!! Non ho detto che la recito diversamente da lei! Ho solo detto che anche io mi appello Gesù con l’aggettivo possessivo mio per questioni mie di confidenza e affetto poi la recitò normalmente ( perdona le nostre colpe, preservaci etc)! Ma lei lo capisce l’italiano o la prossima volta devo ricorrere all’ostrogoto o ai segnali di fumo! Abbia pazienza ma non può accusare gli altri di cose si inventa lei di sana pianta! Si dia una regolata!

  13. Calma fratelli in Cristo
    Luciano e preciso (suo merito), poi dalle sottigliezze passa alle sottilette, e finisce tosto tosto. Alessandro s’incerina il capo e prende fuoco come lo Spirito santo.
    Diciamo le stesse cose, fratelli avanti nel Signore.
    Vostro LIRREverendo

  14. «… Io stesso, quando ero professore, ho visto come lo stesso Vescovo che, prima del Concilio, aveva licenziato un insegnante che era realmente irreprensibile, per una certa crudezza nel discorso, non è stato in grado, dopo il Concilio, di allontanare un professore che ha negato apertamente verità della fede certe e fondamentali. Tutto questo conduce tantissima gente chiedersi se la Chiesa di oggi è realmente la stessa di ieri, o se l’hanno cambiata con qualcos’altro senza dirlo alla gente…» (card. Joseph Ratzinger, 13 luglio 1988).

    Si licenziano insegnanti perfettamente in linea con la Dottrina, e si tollerano preti eretici, addirittura esaltandone le “qualità”, con funerali in pompa magna, e prestando il fianco a numerosi sacrilegi, come abbiamo visto ben di recente…

    Invito chi può, a offrire riparazione, approfittando del prossimo venerdì: http://www.preghiereagesuemaria.it/devozioni/festa%20del%20sacro%20cuore%20di%20gesu.htm

  15. che pazienza che ci vuole…. anche un bambino avrebbe capito che volevo sottolineare il fatto che il MIO è scorretto come sarebbe scorretto dire Padre Mio al posto di Padre Nostro, se non ci arriva provi a farselo spiegare dal lirreveredo che lui l’ha capito benissimo. con questo punto!

  16. Non è scorretto: piuttosto è personalizzato.
    Noi possiamo dire: “Padre nostro”, proprio perché ciascuno di noi – in virtù della Redenzione operata da Cristo, che ci ha nuovamente resi figli di Dio – può dire, e non sbaglia a dirlo, “Padre mio”.

    E, per inciso, è molto più diffusa la formula: “Gesù mio, perdona le nostre colpe…”, che non l’altra: “Gesù, perdona…”.

    E questa è una bellissima cosa, proprio per il motivo spiegato da Alessandro. Molti, evidentemente, hanno compreso il senso di “Abbà”, Papà.

    Gesù pregava, pregava il Padre Suo. Per Lui il Padre era “Abbà” e cioè babbo, il papà, cui Egli Si rivolgeva con accenti di infinita confidenza e di sterminato amore. Lo pregava essendo nel seno della Trinità, dove Egli è la Seconda Divina Persona (Chiara Lubich).

    La parola “Abbà” appartiene al linguaggio della famiglia e testimonia quella particolare comunione di persone, che avviene tra il padre e il figlio da lui generato, tra il figlio che ama il padre ed è da lui amato.
    Quando Gesù per parlare di Dio si serviva di questa parola, doveva meravigliare e persino scandalizzare i Suoi ascoltatori. Un israelita non l’avrebbe usata neanche nella preghiera.
    Solo chi si riteneva Figlio di Dio in senso proprio poteva parlare così di Lui e a Lui come Padre. “Abbà”, ossia “Padre mio”, “Babbo”, “Papà”! (GIOVANNI PAOLO II, UDIENZA GENERALE, Mercoledì, 1° luglio 1987).

  17. carissimo ne ero già al corrente! Sai comincio a pensare che le persecuzioni di cui parlava Gesù siano vicine anche per noi italiani!

  18. O.K. Gustavo, non voglio insistere anche se dentro di me sento più giusto dire come Gesù ci ha insegnato a Fatima, al limite io dire oh Gesù mio e dei miei fratelli, comunque dipende dalla sensibilità di ognuno di noi. complimenti per i suoi commenti li trovo molto profondi e costruttivi e grazie per la correzione fraterna. cordiali saluti

  19. Ancora una volta caro IRREVERENDO debbo darti ragione. Ma la cosa che mi preoccupa è che il sig. Messori non abbia ancora capito un tubo di quel che ho detto e creda ancora di aver ragione. Comunque è inutile andare avanti. Quel che conta è che di cose serie e importanti parliamo all’unisono, se non altro mi conforta pensarla in questo modo!!! saluti

  20. Grazie Dio Spirito Santo abbiamo Pastori come Benedetto XVI… prego per lui! Ha glorificato enormemente il Signiore nella sua vita e ha fatto tanto bene a noi pecorelle!!! E adesso anche Papa Francesco, mi chiedo ma come abbiamo abbiamo fatto a meritarci cotanta Misericordia!!I Siano lodati Gesù e Maria!!!

  21. scusate gli errori ma faccio sempre un’improba fatica a scrvere messaggi con l’iphone…

  22. Nessuna correzione (non hai mica sbagliato in qualcosa), solo una osservazione, caro Luciano.
    Non so da quanto tempo tu ti trovi in un cammino di fede, ma vedrai che pian piano verrà spontaneo pure a te il parlare in un modo più confidente.

    La confidenza non significa irrispettosità, ma deriva dalla consapevolezza dell’infinito Amore di Dio per ciascuno di noi.

    “Gesù mio e dei miei fratelli” è la stessa cosa che dire: “Gesù MIO, perdona le NOSTRE colpe…”: il “mio” esprime confidenza; il “nostro” esprime la nostra volontà di pregare per tutti.
    Ciò che conta è, in ogni caso, il PREGARE CON IL CUORE, ossia con amore e con retta intenzione. Non è strettamente necessario osservare una formula, piuttosto che un’altra, durante la preghiera personale (diverso il caso della preghiera comunitaria, e soprattutto della Messa).

  23. gentilissimo Gustavo, Gesù nella parabola della pecorella smarrita, una volta trovata la mise insieme alle altre 99, non la mise da sola o in un luogo particolare, ma con le altre. dire Gesù mio o padre mio lo trovo corretto come dici tu, ma solo durante la preghiera personale nella propria camera come ci invita Gesù. ma nella preghiera collettiva penso sia più giusto dire Padre nostro o Gesù perdona le nostre colpe… come penso sia più giusto (come dici tu)durante gli incontri di preghiera e in particolar modo durante la messa inginocchiarsi o sedere o stare in piedi o recitare le preghiere tutti insieme per evitare pericolosi esibizionismi. non so se mi sono fatto capire, comunque questa è solo la mia personale opinione. se sbaglio mi corregga siamo qui per questo… io la confidenza con Gesù l’ho avuta già dai 12 anni, ne ho 62, grazie a Gesù e al suo Santo Spirito, con il Padre sono fermo ad un sano timor di Dio, mi auguro di essermi fatto capire…

  24. [6 novembre 1986]
    Cari figli, oggi desidero invitarvi a pregare ogni giorno per le anime del Purgatorio. Ad ogni anima è necessaria la preghiera e la Grazia per giungere a Dio e all’Amore di Dio.
    Con questo anche voi, cari figli, ricevete NUOVI INTERCESSORI, che vi aiuteranno nella vita a capire che le cose della terra non sono importanti per voi; che SOLO IL CIELO È LA META A CUI DOVETE TENDERE.
    Perciò, cari figli, pregate senza sosta affinché possiate aiutare voi stessi e anche gli altri, ai quali le preghiere porteranno la gioia.
    Grazie per aver risposto alla Mia chiamata!

    **

    [alcuni estratti da: “Il manoscritto del Purgatorio – Suor Maria della Croce”]

    Quanta felicità in Cielo! Vi è una distanza sì grande tra il Purgatorio ed il Cielo!

    Talvolta abbiamo come un’eco delle gioie che gustano i Beati in Paradiso; ma è quasi una punizione, poiché ciò desta in noi un sì grande desiderio di vedere il buon Dio! In Cielo, pura luce; nel Purgatorio, profonde tenebre!

    Non fate nulla se non per far piacere al buon Dio.

    Prima di ogni azione, raccoglietevi un momento in voi stessa per vedere se quel che state per fare Gli sarà accetto. Tutto per il vostro Gesù! Oh, amateLo molto!

    Il buon Dio non nega mai le grazie che Gli vengono chieste in una orazione ben fatta.

    Sì, il buon Dio ama molto la Madre Superiora. Voi sapete che le ha dato una buona croce da portare, ecco la MIGLIOR PROVA del Suo Amore per lei.

    Datevi tutta, sacrificatevi, immolatevi per il buon Dio! MAI POTRETE FAR TROPPO PER LUI!

    Abbiate sempre il buon Dio presente in voi. DiteGli tutto COME AD UN AMICO e siate molto vigilante sul vostro interiore.

    Si deve agire col buon Dio come si agisce con un padre, con un amico molto affettuoso, con uno sposo assai caro. Bisogna che riversiate la tenerezza del vostro cuore su Gesù solo, tutta quanta, tutta quanta su di Lui!

    Dovete amar tanto il buon Gesù ch’Egli possa trovare nel vostro cuore una piacevole dimora in cui Si riposi, per dir così, dalle offese che riceve ovunque. Bisogna che Lo amiate per gli indifferenti, per le anime fiacche e per voi in primo luogo…

    Se Lo amerete molto, il buon Dio non vi negherà nulla.

    Quando uno ama realmente un suo simile, sapete che gira e rigira in tutti i versi attorno a lui per strappargli un sì in merito a quanto chiede e sempre l’ottiene… La stessa cosa si verificherà del buon Dio a vostro riguardo. Egli vi concederà tutto quel che Gli chiederete.

    IL BUON DIO VUOLE CHE VI OCCUPIATE DI LUI SOLO, DEL SUO AMORE, E DEL COMPIERE LA SUA SANTA VOLONTÀ.

    Pur occupandosi del buon Dio… bisogna parimenti occuparsi delle anime. NON VI SAREBBE GRAN MERITO A SALVAR SOLO SÉ STESSI.

    Amate molto il buon Dio! Oh, quanto felici sono le anime che possiedono codesto tesoro!

    La vostra grande pena personale, durante la vita, non sarà l’assenza di Gesù, bensì un gran dolore per tutti i dispiaceri recatiGli in passato, DISPIACERI OCCASIONATI DALLA SOVRABBONDANZA DI GRAZIE DI CUI EGLI VI HA RICOLMATO E DI CUI VI RICOLMERÀ, E L’IMPOTENZA A RICAMBIARGLI TUTTO L’AMORE CHE VORRESTE!

    NON FATE MAI NULLA, SENZA RACCOGLIERVI UN ISTANTE, E SENZA CHIEDERE CONSIGLIO A GESÙ CHE È NEL VOSTRO CUORE…

    Il buon Dio non domanda più di quanto si possa. SOLAMENTE I CUORI EGLI VUOLE TOTALMENTE SUOI.

    Per ottenere le Sue grazie, sia per voi, sia per la Comunità, bisogna che rinunziate a voi stessa dalla mattina alla sera, che in nessuna cosa ricerchiate voi medesima, che tutto sia ben nascosto agli occhi delle creature, e DIO SOLO SAPPIA TUTTO E VEDA I VOSTRI PICCOLI SACRIFICI GIORNALIERI, LUI SOLO, CAPITE!

    SAPETE PERCHÉ IL BUON DIO NON VI CONCEDE AL PRESENTE LE GRAZIE CHE GLI CHIEDETE? PER IL FATTO CHE NON AVETE ABBASTANZA FIDUCIA IN LUI.

    È vero altresì che TROPPO FACILMENTE DIMENTICATE LE GRANDI GRAZIE CHE IL BUON GESÙ VI CONCEDE. Egli vi seguita da presso dalla mattina alla sera, e voi a Lui vi sottraete più che potete. Non bisogna comportarsi così con un Dio sì buono, e sì buono soprattutto con voi.

    Ad ogni momento esaminate voi stessa, ESAMINATE IL VOSTRO CUORE PER VEDERE SE FATE PIACERE AL BUON DIO. Considerate inoltre se fate qualcosa che possa causarGli dolore. Ecco quel che attirerà sempre più su di voi gli sguardi benedetti del buon Gesù.

    Dovete amar tanto il buon Dio che, di qui a poco, Egli trovi nel vostro cuore una piacevole dimora, in cui possa, per così dire, riposarSi. BISOGNA CHE QUESTO BUON GESÙ VI DICA LUI STESSO LE SUE PENE, QUELLE CHE OGNI GIORNO IL MONDO GLI FA PATIRE; E, DA PARTE VOSTRA, SI RICHIEDE CHE GLI DIMOSTRIATE TANTO AMORE CH’EGLI NE RIMANGA CONSOLATO.

    SENTITE CALDO? AH! SE SAPESTE CHE CALORE V’È IN PURGATORIO A CONFRONTO DEL VOSTRO!

    UNA BREVE PREGHIERA CI FA TANTO BENE! CI RINFRESCA COME UN BICCHIER D’ACQUA FREDDA, DATO AD UNA PERSONA CHE HA GRAN SETE.

    AMATE TUTTI, MA NON CONFIDATE IN NESSUNO TOTALMENTE, in nessuno, perché Gesù vuole essere Lui solo il vostro grande confidente. Tutto per Lui e per Lui solo.

    COMPITE TUTTE LE VOSTRE AZIONI SOTTO LO SGUARDO DEL BUON DIO. Ve l’ho già detto: consultateLo prima di ogni cosa che dovete fare o dire. Oh! allora, quante grazie pioveranno su di voi!

  25. Molte volte si parla delle medesime cose, usando modalità differenti, e questo può portare a fraintendersi.
    Ho compreso quel che vuoi dire, e sono d’accordo con te. Del resto, la preghiera è un dialogo personale con Dio: ciascuno si esprima nella maniera che ritiene più consona. Parlo sempre della preghiera personale.

    Anche Alessandro si è fatto ben capire: come ha detto l’Irreverendo, stavolta veramente diciamo le stesse cose.

    Cari amici: fossero davvero questi, i problemi…

  26. Non mi piace molto il testo della B. Anna Caterina, non so neanche se è teologicamente corretto… Forse non ho capito bene, ma i peccati non si trasmettono alla discendenza….
    E un´altra cosa: il miglior suffragio per le B. Anime del Purgatorio è la S. Messa. E nella S. Messa si prega per i defunti, ho letto che ogni giorno si celebrano al mondo 400.000 messe. Allora non è che ci siano anime dimenticate o abbandonate del tutto. Certo, la comunione dei Santi, che confessiamo nel Credo, ci dovrebbe portare a pregare per parenti, amici ecc, ma anche per tante anime sconosciute… A volte mi chiedo: da dove cominciare? ci sono tante intenzioni per cui pregare, oltre a lodare, adorare, ringraziare! insomma, faccio quel che posso, cercando che la giornata diventi preghiera……

  27. gentilissima Lucia, ” da dove cominciare “, mi consenta un suggerimento: si affidi alla Santa Vergine con l’AVE MARIA, ci penserà Lei a intercedere per noi, come si recita nella preghiera ” prega per noi peccatori adesso e nell’ora della nostra morte “, e per i defunti la preghiera che ci ha insegnato Gesù a Fatima ” Oh Gesù, perdona le nostre colpe preservaci dal fuoco dell’inferno, porta in cielo tutte le anime specialmente le più bisognose della Tua misericordia” spero di esserle stato di aiuto. Cordiali saluti e buona giornata nel Signore

  28. scusi Lucia dimenticavo l’invocazione mattutina allo SPIRITO SANTO, che deve precedere sempre tutto

  29. San [Padre] Pio da Pietrelcina (1887-1968), cappuccino

    L’amore per Dio e per gli uomini

    Confesso innanzi tutto che per me è una grande disgrazia
    il non saper esprimere e mettere fuori tutto questo vulcano sempre acceso
    che mi brucia
    e che Gesù ha immesso in questo cuore così piccolo.
    Il tutto si compendia in questo:
    sono divorato dall’amore di Dio e dell’amore del prossimo
    Oh Dio! fatti sempre più sentire al povero mio cuore
    e compi in me l’opera da te incominciata.
    Sento intimamente una voce che assiduamente mi dice: santificati e
    santifica.
    Ebbene, mia carissima, io ciò voglio, ma non so da dove incominciare.
    Aiutami tu pure; so che Gesù ti vuole tanto bene e lo meriti.
    Dunque parlagli per me, che mi faccia la grazia di essere un figlio meno
    indegno di San Francesco,
    che possa essere di esempio ai miei confratelli
    in modo che il fervore continui sempre e si accresca sempre più
    in me da far di me un perfetto cappuccino.
    Lucia aggiungo questo pensiero di padre Pio sperando che tu lo gradisca.

  30. Ciao Ale, l’unica cosa che posso fare è scrivere qualcosa. Riesci a trovarmi il link dell’articolo? Mandalo alla mia mail: annalisa.colzi@alice.it
    Purtroppo questi sono i tempi in cui il maligno è scatenato ed è normale che accadano certe cose. Anche se normale non lo è.

  31. È ampiamente acclarato che il Brentano ci mise molto del suo, nel riportare le visioni della Emmerich, tanto che la Causa di Beatificazione fu portata infine avanti solo sulla base della sua vita, e non delle opere, che appunto, più che sue, erano del Brentano.
    Gli errori e le inesattezze teologiche che si riscontrano nei testi dipendono proprio dalle “aggiunte umane”: evidentemente al Brentano non bastava la semplice linearità delle rivelazioni celesti ad Anna Caterina…

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