Il più grande spettacolo dopo il Big-Bang… è Lui. L’Evento dopo l’Avvento

di Nicola Pierce
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L’EVENTO dopo L’AVVENTO

c’erano una volta

Darwin, Marx, Renan:

coraggio, il meglio è passato!

Il “modernismo” è voluto andare oltre la legge naturale e ora sta raccogliendo i frutti della sua semina: mostri fuori controllo, ragazzini che non hanno più il senso del limite e uccidono per futili motivi, per una segnalazione errata di fuori gioco, perché vivono in una società senza rispetto che ha generato una società senza limiti. Non c’è rispetto per la vita, perché c’è libero aborto e libera eutanasia, non c’è rispetto per la famiglia perché c’è libero divorzio e libera unione omosessuale. La felicità non è nella libertà, intesa come fare tutto ciò che si vuole che sarà sempre relativa ma è nella risposta alle nostre più profonde esigenze che sono molto più pressanti delle semplici necessità contingenti.

di Nicola Peirce

Nicola Peirce

Abbiamo, grazie a Dio, ormai archiviata la profezia Maya “fine del mondo”, rimane, però, in ballo la questione, per gli irriducibili cultori dell’evento planetario, che non si trattasse, in effetti, della fine del mondo ma dell’inizio di una nuova “era”. In attesa di questa nuova era siamo costretti ad avere a che fare con quella presente che, pensandoci bene, così come l’abbiamo ridotta non è certamente il massimo della vita.

D’altronde “pulvis es et in pulverem reverteris”, siamo polvere e vogliamo ricondurre tutto alla nostra stessa natura, siamo ossessionati da questa necessità di confermare il nostro “essere” polvere attraverso la complicità con tutto ciò che ci circonda. Il nostro corpo è formato per il 60% da acqua e per il rimanente 40% da minerali di vario genere: calcio, ferro e altri, insomma polveri e questo mix di polveri più l’acqua, produce fango …provare per credere! Qualcuno però da questo mix ha tratto invece la vita, quella in forma umana ma a questo creatore, ultimamente, non diamo molto credito, mentre ci ostiniamo a dare credito a noi stessi e continuiamo imperturbabili a produrre fango. Non c’è miglior testimone di questa pervicacia da porcile della televisione, è sufficiente accenderla per costatare facilmente con quanta vigoria e dedizione il genere umano è impegnato in questa produzione e diffusione di fango.

 IL PIÙ GRANDE SPETTACOLO DOPO IL BIG BANG?… NO, MOLTO MEGLIO DEL BIG BANG!

Big bang? No., c’è qualcosa di infinitamente più grande di cui stupirsi…

In realtà l’era corrente, da non confondere con l’età storica corrente, quella così detta moderna, ha avuto un inizio che definire spettacolare, pur nella sua semplicità, è riduttivo. Un inizio che coincide con il conteggio degli anni, almeno per noi occidentali, fin qui trascorsi e corrisponde ad un evento ben preciso: una nascita, sì, una semplice e normalissima nascita. Immagino o almeno lo spero per voi, abbiate tutti capito che mi riferisco a quella nascita, alla nascita con la N maiuscola, in quella grotta o stalla, con il bue e l’asinello o senza, non ha grande importanza, come disse il Papa Emerito Benedetto XVI, ciò che importa è l’evento: il Natale, dal latino: natus, nasci.

La caratteristica spettacolare di quell’evento, talmente spettacolare da superare anche il big bang, è di averci annunciato, forte e chiaro: “…non siete fango, non siete solo acqua e polvere, siete di origine divina e chi vi ha creato, vi ama e intende togliervi da questo fango che continuate a produrre e nel quale vi divertite a sguazzare e per farlo è diventato polvere e acqua anche Lui come voi, per rendervi comprensibile come fare per ritornare allo stato originale dal quale provenite, cioè a ‘faccia a faccia’ con Lui, ‘santi e immacolati al suo cospetto nella carità (ndr: nell’amore)’, nella piena felicità e immortalità!”. Insomma non c’è male come inizio di una nuova era, le premesse erano buone, non trovate?

 NELL’ATTESA DI JOSHUA… LONTANI DA YHWH!

Eva o Pandora… E’ sempre appropriato il detto: “La curiosità è femmina”!

Da un’era di attesa (ndr: avvento) e d’incerto futuro, nella quale ci trovavamo prima dell’evento Natale, siamo entrati in un’era di cammino pieno di speranza verso una meta ben precisa: la piena felicità! Ci sarebbe stato di che essere contenti ma… e sì, purtroppo, c’è un ma ed è il cuore dell’uomo. Quel cuore corrotto da un altro accadimento, un evento primordiale, diciamo “originale”, che ha dato inizio all’era dell’attesa, dell’avvento, di quel Natale di Joshua (ndr: Gesù che significa salvezza o salvatore), del riscatto. Immagino che, anche in questo caso, abbiate capito che questo evento “originale” al quale mi riferisco è quello che ha a che fare con un frutto su un albero, un serpente e la solita insopprimibile curiosità femminile!

Scherzo ovviamente, non se ne abbiano a male le donne, in realtà quell’evento primordiale è stato una scelta di autosufficienza dell’essere umano, di volontà decisionale nello stabilire cosa è bene e cosa è male, una scelta in parte condizionata da una tentazione esterna.Tentazione che ha trovato però terreno fertile nell’orgoglio o superbia che dir si voglia, dell’io umano e tanto per non smentirci e non farci mancare nulla, anche questa decisione “originale” è stata una scelta come il solito verso il basso, verso il fango, la prima della serie.

Abbiamo deciso di non dare più retta a Lui, a Colui (YHWH: Io sono colui che sono!) che con il fango crea e non sporca come facciamo noi. Colui, sempre lo stesso, che si è poi fatto acqua e polvere in quella grotta/stalla, come aveva annunciato e promesso nell’era dell’attesa, attraverso i suoi Profeti, per porre rimedio alla scelta “originale” decisamente sconveniente per noi. Per carità siamo tutti contenti, almeno a prima vista, perché abbiamo scelto noi liberamente! …e sì, siamo liberi, liberi di rotolarci nel fango! …che dire, forse potevamo scegliere meglio, o no?

POLVERE DI STELLE

Un evento che ha spaccato in due la storia

C’era un prima e c’è stato un dopo, quel Natale è stato uno spartiacque ben preciso, ha cambiato la storia, ha “fatto nuove tutte le cose …nella pienezza dei tempi”, questo è successo il 25/12/0000 e continua a succedere tutti gli anni. Da quel momento è stato possibile iniziare un cammino, seguendo le indicazioni di quel Natale, verso la meta della felicità promessa che molti, da allora, hanno tentato di raggiungere. Permettetemi un piccolo inciso: alcuni senz’altro hanno raggiunto quella meta, i Santi, altri probabilmente no e tra questi ultimi in prima fila ci sono quelli che usando a modo improprio il Natale e il suo messaggio hanno curato i propri interessi personali invece che quelli di Dio. Immagino che anche in questo caso abbiate capito che mi riferisco a quegli uomini che hanno usato la Chiesa, vera depositaria e latrice del messaggio “natalizio”, della buona novella, solo a proprio beneficio o in modo poco ortodosso, per non dire criminale.

Comunque, nonostante questi loschi figuri, la Chiesa è andata avanti da allora, da quel primo Natale ad oggi unica superstite tra tutte le “realtà organizzate” esistenti all’epoca e a molte di quelle che si sono succedute da allora ad oggi, superstite ai cambiamenti radicali della società, anche all’evoluzione della capacità conoscitiva dell’uomo e del suo progresso scientifico. Mi direte: se è così, come mai in 2013 anni non ci siamo ancora accorti definitivamente che siamo semi-divini come ci è stato rivelato e continuiamo, invece, a comportarci come semi-bestie senza seguire gli inviti di quel Natale e del suo messaggero: la Chiesa? …eppure di tempo ne è passato! Perché siamo “razza” di dura cervice e di memoria corta, perché siamo pieni e gonfi di orgoglio da far rabbrividire, perché preferiamo il fango alle acque limpide, perché quella scelta originale, quella della “mela”, ancora pesa e pesa anche molto!

Siamo belli tronfi nel nostro orgoglio di homo sapiens e tutti contenti e convinti, cerchiamo di abbassare tutto al nostro stesso livello: al fango, invece di cercare di elevare il nostro fango al cielo, anche perché è più facile e meno faticoso, tirare giù che non sollevare. E allora ecco che ci siamo applicati con tutte le nostre forze a portare giù, al nostro livello, le cose del cielo, quelle rivelate con quel Natale ma non per farle nostre e migliorarci ma, bensì per sfracellarle in terra, frantumarle, per ridurle in polvere e trasformarle in quel fango che a noi piace tanto, per giustificare, così, il nostro fango.

STATO LAICO?… DIREI, PIÙ CHE ALTRO, STATO DI MINORITA’ LAICO!

Il Natale? Da “nascita di Gesù, Dio fatto uomo, all’ “arrivo di Babbo Natale”, una sorta di rappresentante di commercio: abbiamo barattato Dio con un “bottegaio”!

E’ come se l’uomo avesse deciso che quell’evento debba essere cancellato definitivamente, dimenticato, quasi qualcosa da odiare, nonostante l’allettante messaggio di felicità che porta con sé. E con il messaggio, l’uomo, ha deciso che deve essere cancellato anche il suo messaggero privilegiato: la Chiesa. Senza disturbare le eclatanti ed illuminate (sigh!) politiche di alcuni amministratori cittadini che hanno pensato bene, nel nome della laicità, di trasformare le festività prettamente religiose, in generiche festività, ribattezzando il Natale: “Biancoinverno” o la Pasqua: “Festa di primavera”, in nome della laicità …ma si può? Mi limito al riscontro diretto di questa volontà da “contraerea”, mirata all’abbattimento delle cose del cielo che ho avuto dalle parole di un amico, uno dei soliti laicisti a tutto tondo che recentemente l’ha “sparata”, tanto per rimanere in tema da contraerea, veramente grossa, ha sentenziato: “…la religione è un fatto privato tra l’individuo e una presunta divinità”.

Detta così, a prima vista, può sembrare anche appropriato come concetto perché il rapporto con il divino in effetti riguarda, in primo luogo, il singolo, l’individuo, come dice anche il Catechismo della Chiesa ma è l’ottica con la quale è stata pronunciata quella frase, che denuncia tutta l’assurdità dell’affermazione. Il mio amico, infatti, si riferiva ai discorsi che spesso uomini di Chiesa: Vescovi, Cardinali e lo stesso Papa, fanno riguardo alla società in genere ed a quella italiana in particolare, ai suoi costumi e alle sue leggi, quelle dello Stato. Con quell’improvvida esternazione intendeva dire che queste persone, essendo religiosi, dovrebbero farsi, in poche parole, i fatti propri e non intervenire nelle questioni dello Stato che è laico. Secondo quest’ottica, infatti, deve esserci una separazione netta, invalicabile, tra ciò che è della religione, della fede e ciò che è dello Stato, come se il credente non fosse anche cittadino dello Stato o peggio: l’individuo credente non può essere cittadino, per diventare cittadino deve svestire l’abito del credente.

LA “MAGNA” CARTA? NON SE MAGNA LA RELIGIONE! 

E l’articolo 19 della Costituzione dice che…

Considero quest’amico, cui voglio bene, una sorta di musa ispiratrice perché tutte le volte che leggo o ascolto qualcuno dei suoi editti di tono giacobino, riesco a percepire pienamente tutta la contraddizione e la ferocia demolitrice, di certe posizioni laiciste e mi viene naturale rispondere. Perciò prima di proseguire nel senso generale del nostro discorso, permettetemi di spiegare perché ciò che lui afferma è un’improvvida sparata.

Premesso che le dichiarazioni dei rappresentanti della Chiesa sono di osservazione critica e di auspicio al cambiamento di certe leggi e non d’intervento diretto nelle questioni dello Stato, c’è una ragione laica che più laica non si può, per cui le affermazioni del mio amico sono assurde ed è contenuta nell’articolo 19 della nostra Costituzione, proprio in quella “magna” carta che i laicisti chiamano sempre in causa quando si parla di Stato, per certificarne la laicità. L’articolo recita così: “Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume”. Mi interessa sottolineare, in particolare, quel: “…di farne propaganda” e anche: “…e di esercitarne …in pubblico il culto”; insomma due chiari indirizzi che si scontrano frontalmente con le sue affermazioni che sono decisamente settarie, anti-democratiche e anti-liberali, il contrario di ciò che professano tutti i laicisti quale credo, cioè: “la libertà!”.

Il Papa, i Cardinali, i Vescovi e più indegnamente, anche, il sottoscritto, propagandiamo la nostra fede e i suoi inevitabili collegamenti con la società e dunque con lo Stato che amministra questa società, nel pieno rispetto della Costituzione laica e delle leggi di quello stesso Stato del quale anche noi siamo partecipi, fermo restando il diritto di critica se queste leggi sono per noi sbagliate. Ricordo, inoltre, che l’articolo 19 è stato scritto, nel 1947, anche in risposta alle leggi razziali, legate strettamente a un culto religioso, quello ebraico, che avevano afflitto il nostro paese negli anni immediatamente precedenti alla stesura della carta costituzionale. Pertanto non solo le affermazioni del mio amico e di tutti quelli che usano il laicismo come “religione di stato”, sono anti-liberali ma rasentano addirittura l’apologia del fascismo. Insomma, la situazione è molto semplice, siamo tutti facenti parte di uno stesso ordinamento laico che prevede la libertà di culto e d’espressione, cercare di relegare la religione e il culto in una sorta di retrobottega della società non solo non è democratico ma richiede una modifica della costituzione!

DA “CREDERE, OBBBEDIRE E COMBATTERE” A “NON-CREDERE, DISOBBEDIRE E ABBATTERE!”

Il demonio vorrebbe trascinarci in quel “fango” in cui è precipitato, dopo essersi allontanato da Dio.

Ora però lasciamo l’amico, mia musa, meditare sulle sue esagerazioni e veniamo alle note veramente dolenti, al vero motivo che certifica definitivamente come assurda la sua visione della società e torniamo alla nostra era a quella iniziata con il Natale e all’attuale tentativo dell’uomo di trasformarla da cammino verso la divinizzazione a cammino verso la “demonizzazione” …e sì, avete letto bene perché di questo si tratta. Qui siamo sulla terra miei cari e se non si va verso l’alto, se non si trascende, si va per la legge di gravità verso il basso, si discende …se non ci credete domandate ad Isaac Newton! L’assenza di gravità, fluttuare senza peso, è cosa da spazio, da universo, da infinito e quest’ultimo, guarda caso, è uno degli attributi esclusivi con il quale, nel cristianesimo, è qualificato Dio, mentre lo stare in basso nel fango, è molto più confacente a chi è caduto da quell’infinito.

Immagino che, anche in questo caso, abbiate capito a chi mi riferisco: a quell’angelo di luce che per sua scelta autonoma e irrevocabile ha preferito il basso all’alto, il buio alla luce, la distruzione alla creazione. Infatti, di questo si tratta di distruggere, di abbattere per godere di queste macerie, per poter dire: “hai visto? sono più forte di te!” …pensate che grado di superba stupidità! Somiglia molto a quella storiella del marito che per far dispetto alla moglie si taglia gli attributi. Lucifero che con la caduta è divenuto satana, ha fatto la stessa cosa per far dispetto al suo Creatore si è condannato al basso, al fango, alla tenebra, in poche parole si è castrato per non dire: ubbidisco! (ndr: non serviam!) Tra l’altro pensavo a quanto sia più facile distruggere che costruire ma anche a quanto sia più triste distruggere che costruire. Costruire implica fatica ma porta in se gioia, distruggere è meno faticoso ma lascia l’amaro in bocca e un pugno di mosche in mano.

C’ERANO UNA VOLTA DARWIN, RENAN E MARX… MA ORA È PEGGIO!

Homo saecolaris o homo eschatologicus?

La verità è che siamo a un passaggio molto particolare della nostra era e di quel combattimento escatologico cominciato, con quella caduta, tanto tempo fa. Sembra l’inizio di una favola: “c’era una volta, tanto tempo fa” e, alla fine, lo è ma è una favola, purtroppo, molto reale perché le sue conseguenze pratiche coinvolgono tutti noi, l’umanità intera e la coinvolgeranno fino alla fine delle cose, di tutte le cose. Non se ne abbiano a male i laicisti, ma sono proprio loro, con la loro visione esclusivamente secolare del mondo, gli strumenti, le truppe d’assalto, di uno dei due schieramenti che si affrontano in questo combattimento. A loro si oppongono i credenti, i cristiani, quelli che credono nell’escatologica della storia del mondo e la Chiesa Cattolica, vero fortilizio di queste schiere di credenti.

Mi viene in soccorso in questo senso una recente intervista a Vittorio Messori nella quale lo scrittore-giornalista traccia il percorso del laicismo moderno dal 1800. Quel laicismo che ha nei suoi “ismi: razionalismo, positivismo, socialismo, liberalismo, con tutte le altre ideologie post-cristiane, il nucleo dell’attacco alle radici della fede cristiana e della dottrina Cattolica che è formata, come afferma Messori: “…da tre cerchi concentrici e via via decrescenti: Dio, Cristo e Chiesa”. La demolizione di questi tre cerchi è stato ed è l’obiettivo di chi guida le armate laiciste e per far questo, ha usato ideologie molto sottili e pervasive che hanno abbagliato molti, soprattutto nell’occidente progredito accelerando in maniera esponenziale il processo di demonizzazione che è l’opposto esatto di ciò che il Natale è venuto a dirci che possiamo cioè divinizzarci!

Nel 1859, Charles Darwin pubblicava il suo “Sull’origine delle specie”, il testo su cui (anche di là del volere dell’autore che era un credente) poggerà tutta la negazione «scientifica» di un Dio creatore; nel 1862, Ernest Renan pubblicava quella “Vita di Gesù” che dissolverà la fede di tanti nella verità dei Vangeli e, dunque, nell’origine divina di Gesù; nel 1867, Karl Marx pubblicava “Il Capitale” che indicava nella Chiesa cattolica il baluardo, il fortilizio, principale da demolire per superare l’alienazione nel Cielo delle masse popolari. Questi tre “testi sacri” del laicismo sono le cariche di dinamite poste alla base di quei cerchi concentrici, richiamati da Messori e con la loro deflagrazione hanno prodotto anche una serie di figli e figliastri, quali le teorie del “gene egoista” di Dawkins o il gossip mediatico sulla veridicità o meno dei Vangeli, di cui il Codice da Vinci è stato l’ultimo “asso” in ordine di tempo. Ma la vera bomba termonucleare che le schiere della demonizzazione hanno lanciato per tentare di vincere la guerra si chiama: modernismo, l’ultimo, in ordine di tempo, degli “ismi”.

Quest’ultimo “ismo” è in realtà un concentrato di tutti quelli precedenti ed ha quale obiettivo la distruzione definitiva della visione dell’uomo quale creatura per confinarlo a creatore di se stesso, insomma da una visone dio-centrica a una visione omo-centrica, cioè prettamente secolare. Con un colpo solo, mettendo le mani sulla vita, con aborto ed eutanasia e sulla procreazione naturale nell’ambito del matrimonio eterosessuale, si vuole abbattere definitivamente la visione dio-centrica e chi la sostiene, guarda caso proprio la Chiesa Cattolica Apostolica Romana, quella del Natale, quella del Dio creatore, quella che ha quale nemico dichiarato: il demonio!

Piccola digressione: chi non ha visto “Il Gladiatore” di Ridley Scott? Massimo Decimo Meridio (Russel Crowe), il generale romano fedele a Marco Aurelio, per incitare i suoi uomini prima della battaglia gridava: “…fratelli ciò che facciamo in vita riecheggia nell’eternità!”. E’ solo la battuta di un film di cassetta che ha però in sé una verità molto evidente: se tutto finisse veramente qui, se tutto fosse solo un gran carosello destinato a terminare in un tempo esclusivamente secolare, diciamolo francamente, non avrebbe veramente nessunissimo senso, neanche minimo! Secondo gli ateo-laicisti saremmo solo organismi biologici atti a nutrirsi ed espellere i residui di questo nutrimento, residui che sono peggio del fango, perché in più puzzano! Il tutto solo per attendere il definitivo e ineluttabile disfacimento dell’organismo biologico che nutriamo al solo scopo di produrre residui maleodoranti …ma dico,vi sembra accettabile?

SECOLARE O ESCATOLOGICO? IO O DIO?

L’uomo è libero? Sì, ma se non sta attento, guardate chi c’è dietro la sua libertà…

Ovviamente ho usato i due termini, secolare ed escatologico, appositamente, perché sono le due visioni della vita oggi in conflitto. La visione escatologica è quella che ci è stata rivelata definitivamente a tutti con il Natale, quella che la Chiesa, intesa come ecclesia, cioè comunità dei fedeli, laici e consacrati, è tenuta a manifestare a tutti, mentre la visione secolare è quella generata dall’uomo o dall’orgoglio dell’uomo. Quella secolare è l’ottica omo-centrica dove l’uomo è deus ex machina di tutto e può tutto ma ha il difetto, il vizio d’origine, di finire con lui, con l’uomo, mentre la visione escatologica ha il pregio, non da poco, di donare la speranza di un dopo, al di là del tempo secolare.

A Fatima la Madonna in una delle apparizioni disse che il demonio sarebbe stato sciolto dalle catene per cento anni e avrebbe tentato di distruggere la Chiesa Cattolica Apostolica Romana e non altre “chiese”, …è bene precisarlo per quelli che credono in Gesù e si rivolgono a Maria Santissima per ricevere “grazie” ma ritengono la Chiesa di Roma un orpello inutile mentre è l’obiettivo di satana, perché la Chiesa è l’unico “vero” portavoce di Dio. Le apparizioni sono del 1917, pertanto ormai ci siamo, la scadenza è vicina e lui, il demonio, lo sa perfettamente ed ha messo in campo la sua arma finale: il modernismo, che ha quale esplosivo la stupidità e come detonatore l’orgoglio, dell’uomo laicista che si crede libero mentre è alle dipendenze sue, del burattinaio. Liberandoci di Dio, che è Padre e non padrone e ci tratta come figli avendoci donato il libero arbitrio, siamo caduti sotto il giogo di un burattinaio che ci usa, invece, come un padrone usa gli schiavi e ci tiene prigionieri con l’inganno di una falsa libertà.

TOUT VA TRÈS BIEN MADAME LA MARQUISE! 

Va tutto bene? A dire il vero, no…

Quanto sia “ottuso” l’uomo laicista, lo si può costatare facilmente dal raccolto che sta mietendo da ciò che ha seminato con il modernismo. “Tutto va ben, madama la Marchesa!”, è il titolo italiano dell’omonima canzone del 1934 del compositore francese Paul Misraki, portata al successo in Italia, l’anno successivo, da Nunzio Filogamo che suonò, all’epoca, come una sorta di premonizione per i tempi drammatici che si stavano preparando con il conflitto mondiale. Il testo della canzone era, infatti, la conversazione telefonica tra una Marchesa, quella del titolo e il suo maggiordomo che la tranquillizzava, nascondendole che il castello di proprietà era in realtà in fiamme.

Il titolo è anche il refrain, il ritornello, che si ripete più volte nel testo ed è diventato, con il corso degli anni un modo di dire, usato ancora oggi, che indica la volontà di nascondere con del falso ottimismo una realtà opposta, negativa, catastrofica. A mio modesto avviso questo refrain si adatta a pennello al modernismo, spacciato dai socio-filosofi odierni, di qualsiasi estrazione sociale e orientamento politico, quale speranza di un futuro migliore per l’umanità ma che in realtà vuole nascondere il naufragio, l’incendio del castello, che stiamo vivendo nella nostra società occidentale.

Per percepire questo disastro non è necessario sviscerare i grandi avvenimenti o essere professori di sociologia, la prova migliore che il fuoco ormai divampa viene da quei fatti all’apparenza marginali, di poco conto che si susseguono nella cronaca di tutti i giorni. Uno tra i tanti: poco tempo fa in Olanda, un gruppetto di adolescenti, tutti minorenni, ha ucciso a pugni e calci un uomo di 42 anni che aveva svolto il ruolo di guardialinee nell’incontro di calcio che quegli stessi adolescenti avevano disputato con un’altra squadra di coetanei. Mi direte: cosa c’è di strano? Il calcio ha sempre avuto manifestazioni di violenza che hanno portato alla morte di persone, tifosi ultras o semplici spettatori. C’è di strano che quest’episodio è la punta di un iceberg ben più grande, infatti, nel 2012, solo in Olanda si sono verificati altri 852 episodi analoghi, di violenza legata al calcio dilettantistico che non sono assurti agli onori della cronaca solo perché non hanno prodotto vittime ma solo feriti.

Il fatto, all’apparenza marginale ha, invece, un’enorme rilevanza perché denota una tendenza di comportamento diffuso non solo per il numero degli episodi ma anche perché quel tragico atto è stato compiuto da un gruppo di ragazzi della stessa età, non è stato l’atto di un singolo preso da un raptus di follia. Questo significa che una fascia cospicua della popolazione giovanile di quel paese è sulla stessa lunghezza d’onda e guarda alla società con la stessa ottica, un’ottica distruttiva!

 IL DEMONIO È SCIOLTO DALLE CATENE MA L’UOMO LAICISTA È SUO PRIGIONIERO!

Libertà… o libertinaggio?

L’Olanda è considerata una nazione all’avanguardia per quanto riguarda le libertà dell’individuo secondo il punto di vista laicista, possiamo tranquillamente affermare che è lo stato laico per eccellenza. Ha una normativa relativa alle unioni matrimoniali omnicomprensiva, manca solo quello tra essere umano e animale, normative relative alla procreazione che rasentano l’eugenetica ed è da tempo consentita l’eutanasia. Libertà sessuale assoluta, addirittura è in corso di legalizzazione anche la pedofilia, prostituzione libera, droghe libere, insomma una sorta di “paradiso” per tutti quelli che considerano lo stato moderno un contenitore che non deve avere nulla a che fare con limiti di carattere etico e morale ma solo acconsentire, regolandole, a tutte le istanze dei cittadini, siano queste ragionevoli o meno, il tutto in nome della modernità.

Questo modernismo ha però creato un moloch: il dio chiamato “laico” che ha nel relativismo e nel libertinaggio, la sua religione, il suo culto. Come tutti i moloch che si rispettino pretende tra le manifestazioni di culto anche il sacrificio e in questo caso il capro espiatorio è la tradizione cristiana, diciamo tutto ciò che fa parte di quella legge naturale morale, alla quale si richiama la Chiesa Cattolica, iscritta nel cuore di ogni uomo fin dalla sua nascita. La legge naturale che Santa Caterina da Siena definiva: “il cane da guardia alla porta della città dell’anima”, la coscienza, che ha le radici nella nostra stessa essenza e dice a tutti noi che ci sono punti fermi oltre i quali è deleterio andare. Mi riferisco in particolare a quei punti fermi che coincidono, guarda caso, con quei principi non negoziabili, difesi dalla Chiesa cattolica, che hanno per secoli indicato il modello di organizzazione sociale alle generazioni di esseri umani che si sono succedute su questo pianeta.

Il modernismo è voluto andare oltre la legge naturale e ora sta raccogliendo i frutti della sua semina: mostri fuori controllo, ragazzini che non hanno più il senso del limite e uccidono per futili motivi, per una segnalazione errata di fuori gioco, perché vivono in una società senza rispetto che ha generato una società senza limiti. Non c’è rispetto per la vita, perché c’è libero aborto e libera eutanasia, non c’è rispetto per la famiglia perché c’è libero divorzio e libera unione omosessuale.

La vita quale valore intoccabile e la famiglia naturale che della vita è la culla, sono i due pilastri sui quali si regge la società umana e se li demolisci, viene giù anche la società che su di essi si poggia ma la cosa più assurda che tutto questo avviene in nome della libertà! Mi sembra sia stato Seneca a scrivere in una delle sue famose lettere a Lucilio: “ora è evidente che non vi è schiavitù più sicura di quella di chi si ritiene libero scambiando per libertà la lunghezza della propria catena”. Quest’affermazione scritta nel primo secolo dopo Cristo, all’inizio della nostra era, calza a pennello all’uomo del terzo millennio che si crede libero ma ha solo allungato la catena che lo tiene prigioniero e l’altro capo di questo “guinzaglio” non è certamente nelle mani di Dio ma del demonio!

“LIBERTÈ, EGALITÈ, FRATERNITÈ”… MA LA “RESPONSABILITÈ” DOV’E’?  

Da Twitter del 6/10/2011: “Era il mio idolo. Il suo spirito non sarà mai dimenticato”.

L’ideologia io-centrica, anti-divina, anti-religiosa e soprattutto anti Chiesa Cattolica Apostolica Romana, ha, però, il suo limite e tutta la sua debolezza, nella necessità di alzare in continuazione l’altezza dell’asticella del liberismo al quale arrivare per far sì che l’individuo possa raggiungere la felicità promessa da questa libertà modernista ma quest’operazione è destinata, per forza di cose, al fallimento perché non ci sarà mai un livello dell’asticella sufficiente a regalare questa felicità. Perché la felicità non è nelle cose, non è nella forma sociale, non è nella libertà, intesa come fare tutto ciò che si vuole, che sarà sempre relativa  ma è nella risposta alle nostre più profonde esigenze che sono molto più pressanti delle semplici necessità contingenti.

Esigenze profonde che scaturiscono dalla domanda che tutti gli uomini si pongono: perché vivo? e se riduci tutto al secolare, alla libertà senza responsabilità, una libertà fine a se stessa, non rimane nulla e la domanda resta senza risposta, perché tutto finisce con la morte. Stupidità nella stupidità cosa si è inventato l’uomo laicista per esorcizzare questa fine ingloriosa e senza speranza? il rituale della morte fine a se stessa, guardate a ciò che è successo alla scomparsa di Steve Jobs o con quella più recente della Montalcini, tutti i media e i social network, trasudavano, anzi peggio grondavano retorica imbecillità o imbecille retorica, decidete voi!

Noi siamo esseri liberi, creati liberi ed è proprio in questa libertà, nel libero arbitrio, che c’è la nostra somiglianza con Dio, con il nostro creatore, perché è una libertà così grande che possiamo addirittura dire di no a Dio stesso a Colui (YHWH: Io sono colui che sono!) che ci ha creato. Questa libertà, nessun liberismo modernista potrà mai offrirla, è una libertà talmente grande che implica però una responsabilità altrettanto grande per le conseguenze che le nostre libere scelte producono ed è per questo, per le conseguenze che le nostre libere scelte possono provocare che Dio ci ha indicato, diciamo suggerito o meglio scritto nei cuori quei limiti che San Tommaso d’Acquino chiamava il diritto naturale.

Tra l’altro mentre scrivevo queste righe, un’amica mi ha regalato una notizia che non conoscevo riguardo proprio San Tommaso, “padre” della Dottrina della Chiesa Cattolica, uomo di grande cultura e di profondissima fede, grandissimo teologo famoso per i suoi scritti ma non certo per il misticismo profetico. Però anche lui profetizzò, una sola profezia, che letta alla luce di ciò che viviamo oggi appare quantomeno stupefacente, disse: “Quando il diritto naturale sarà calpestato definitivamente, quando sarà tolto, eliminato il diritto naturale che l’umano genere conosce quale legge naturale, allora comincerà il regno dell’Anticristo”.

Alla fine dei conti, forse, avevano ragione i Maya siamo ad un passaggio cruciale, il demonio sta sparando le ultime cartucce che ha a disposizione, prima che termini il suo periodo di libertà, cercando di trasformare l’era del Natale, della nascita, nell’era della morte. Cerca in tutti i modi di impedire all’uomo di sollevarsi con la sua polvere verso il cielo e cerca, invece, disperatamente di invischiarlo nel suo fango da dove lui non può più uscire. E sì, perché la scelta “evirante” dell’angelo della luce che ha poi coinvolto anche noi, per lui è senza ritorno perché presa in piena autonomia, dolosa, mentre per noi è una scelta colposa, perché istigata e non premeditata e per questo abbiamo la possibilità di ripensarci, ravvederci e redimerci, ovviamente con la Grazia del Signore, non certo con le nostre mani. Lui, satana, cerca, invece, in tutti i modi di coinvolgerci in quella stessa morte nella quale giace senza più speranza, l’opposto esatto di quella promessa che 2013 anni fa si è concretizzata in quella nascita e nella rivelazione legata a quel Natale:

 “…non siete fango, non siete solo acqua e polvere, siete di origine divina e chi vi ha creato, vi ama e intende togliervi da questo fango che continuate a produrre e nel quale vi divertite a sguazzare e per farlo è diventato polvere e acqua anche Lui come voi, per rendervi comprensibile come fare per ritornare allo stato originale dal quale provenite, cioè a ‘faccia a faccia’ con Lui, ‘santi e immacolati al suo cospetto nella carità’, nella piena felicità e immortalità!”.

Buon proseguimento di era, permettetemi però un consiglio da amico: abbiate cura della vostra libertà, non lasciate che siano altri a dirvi quali sono i suoi limiti e soprattutto che non ha limiti, in particolare non ascoltate quelli che spacciano quale libertà il “grido di battaglia” del famoso occultista e satanista Alisteir Crowley: “…fai ciò che vuoi!”, cioè i fanatici laicisti! I limiti ci sono e sono scritti nel vostro cuore ed è lì che dovete cercarli, ascoltando quella “vocina”, sì proprio quella: la coscienza, quella scintilla di divino che è in ognuno di noi, perché alla fine tutti risponderemo, in prima persona, della nostra libertà, del nostro libero arbitrio e dell’uso che ognuno di noi ne avrà fatto!

“…tornate, tornate, e non aspettate la verga della Giustizia; perocchè dalle mani di Dio, non potiamo escire. Noi siamo nelle mani sue, o per giustizia o per misericordia: meglio è a noi di ricognoscere le colpe nostre, e staremo nelle mani della Misericordia; che di stare in colpa e nelle mani della Giustizia. Perchè le colpe nostre non passano impunite!” (da: “Le Lettere di S. Caterina da Siena” – lettera CCCX)

depliant colzi 24 maggio2013

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2 thoughts on “Il più grande spettacolo dopo il Big-Bang… è Lui. L’Evento dopo l’Avvento

  1. Quello che è scritto nell’articolo è il prodotto del modernismo.
    Il problema è che siamo nel post modernismo…incomincia la “caccia” alla vita. il moloch si rivolta contro se stesso e sta decidendo come togliersi la vita. Il veleno è stato iniettato lentamente, adesso agisce poliformemente.
    Stiamo vicini alle persone. un sorriso, un santino, un litro di latte di nascosto (se si riesce) e offriamo a Dio tutte le sofferenze.
    LIRReverendo

  2. Blog davvero interessante, peccato non sia ancora disponibile la versione mobile. Almeno io non l’ho trovata, infatti per leggere questo articolo sul mio telefono ci messo mezz’ora. Perlomento era interessante e ben scritto.

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