La Gospa colpisce ancora…

Testimonianza di Katiuscia

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“… Non mi ritornerai mica convertita con una sfilza di rosari…..!!!”

“…no, non credo…. Mi conosco troppo bene…..”

questo è uno degli ultimi messaggi scambiati su FB con una mia amica, mentre ero sull’autobus che ci avrebbe portato a Medjugorje la mattina dopo; stavo salutando tutti prima di perdere la connessione alla frontiera italiana.

Non avevo ancora idea di cosa mi aspettava, alcuni mi dicevano che era un posto bellissimo, altri mi chiedevano cosa ci sarei andata a fare; io, che sono un po’ come S. Tommaso, prima di esprimere un’opinione volevo andare a vedere con i miei occhi.

Il cammino di fede, secondo me, è una strada accessibile a tutti, anche se non perfettamente asfaltata; io però non ho cercato quella strada volontariamente, mi ci sono trovata sopra.

Le basi per una vita cristiana, le ho avute come moltissimi altri: il Battesimo a pochi mesi dalla nascita, la Comunione in quarta elementare, la Cresima alle medie… poi si “appoggia lo zaino” del viaggio e ci si dimentica un po’ dove lo si è lasciato… e si va avanti convinti di essere più leggeri.

Dopo diverse esperienze, sia positive che negative nella vita di tutti i giorni, nel lavoro, nelle amicizie, negli affetti, ho incontrato Andrea, la persona giusta, ci siamo messi insieme nel dicembre del 1999 e poco dopo abbiamo deciso di metter su prima la famiglia, poi la casa (….sarebbe stato meglio il contrario, beata gioventù spensierata….)

Nell’aprile del 2001, dopo otto settimane di gravidanza, ci siamo tristemente ritrovati in due.

Dopo lo sconforto iniziale, mentre cercavamo 4 mura dove andare ad abitare, in settembre 2001 arriva la bella notizia e comincia finalmente l’avventura a tre; contemporaneamente troviamo anche un appartamentino, ancora in costruzione che sarà pronto più o meno alla nascita del cucciolo.

Matteo nasce a Maggio del 2002, con 5 settimane di anticipo, dopo aver trascorso la maggior parte del tempo a letto per consentire alla gravidanza di andare il più avanti possibile.

Intanto l’appartamento viene reso abitabile e alla dimissione dall’ospedale ci trasferiamo tutti e tre nella nuova casa, con una cucina, un letto e poco altro.

Avevamo saltato un passaggio importante, anche se allora non ci sembrava così essenziale.

Non ci eravamo sposati. Tanti lo fanno… a cosa serviva poi? Forse si hanno più privilegi rimanendo così, gli assegni familiari sono più alti, poi se due vogliono stare insieme, non importa che ci sia un legame ufficializzato, ci si riesce lo stesso… Questo è stato il nostro pensiero fino a poco tempo fa.

Dopo tre anni arriva Massimo, febbraio 2005, il matrimonio era l’ultimo dei nostri pensieri.

“Mamma, perché non siete sposati???” “Se non ti sposa babbo, ti sposo io!!”

I figli crescono, e con loro cresce la curiosità. Abbiamo sempre risposto “Prima o poi lo faremo”, ma nessuno dei due voleva cominciare a parlarne seriamente.

Si cerca di far crescere i propri figli nella maniera migliore possibile, io personalmente non ho avuto un’educazione cattolica da parte dei miei familiari, a Messa ci si andava perché si doveva, ma non ricordo di essere stata accompagnata da mia mamma ad una Messa che non fosse una festività solenne come la Comunione; addirittura il giorno della mia Cresima, mio babbo non si alzò nemmeno da letto e non venne… devo ancora capire il perché.

Mi sono accorta presto che i figli prendono esempio dai genitori: non puoi pretendere che un bambino stia legato ad un seggiolino in auto se poi non metti per primo la cintura di sicurezza.

Lo stesso vale per l’educazione religiosa, non potevamo pretendere di mandare i nostri figli a Messa, quando io per prima (Andrea è sempre stato un po’ più bravo di me) mi agganciavo a qualsiasi scusa per rimanere a casa (i lavori in casa erano l’alibi migliore…).

Una delle poche cose che riuscivo a frequentare senza cercare scuse erano le Rogazioni durante il mese di Maggio. Ai bambini piaceva e cercavamo quindi di esserci puntuali.

Matteo è stata la persona che ha messo in moto un po’ tutto.

Entrato nel gruppo scout, era la persona tra noi più vicina all’ambiente della Chiesa e nel 2012, con la prima Comunione, ci ha portato molto più “vicino all’altare”.

Abbiamo frequentato la festa parrocchiale, almeno c’era qualcosa per passare un po’ il tempo.

In quell’occasione abbiamo partecipato all’incontro con Annalisa Colzi, per curiosità e con la consapevolezza che più si andava avanti, più sarebbe stata dura crescere i figli adolescenti.

Conoscevo già l’esistenza del demonio, ma non la sua presenza dietro ogni angolo, però quella sera il concetto mi è rimasto impresso molto bene.

Come difendere i nostri figli dai suoi attacchi??? Annalisa dice: “Consacrateli al Cuore Immacolato di Maria”.

“Bello!” ci siamo detti, con lo stesso entusiasmo che ha un medico quando trova la cura giusta,

“Ma come si fa????”

Non me la sono sentita di chiedere approfondimenti, sembrava che tutti lo sapessero e mi vergognavo al pensiero di fare la figura dell’ignorante in materia.

A casa ho cercato su internet, ma quando l’argomento è nuovo, non sai bene come muoverti e non sai se quello che trovi in rete è veramente quello che stai cercando.

Poteva cadere tutto nel dimenticatoio, ma stavolta col pensiero ricadevo spesso su quella domanda; l’incontro con Annalisa mi aveva dato la prima “infarinatura” di quello che avrei incontrato più avanti.

Comincia a starmi scomoda la nostra situazione familiare, senza il matrimonio, cominciava a pesarmi fino quasi a farmi sentire in colpa…. ma nei confronti di chi??

Se Andrea fosse arrivato a casa e mi avesse detto “Dai, ci sposiamo?” avrei detto subito di sì, senza pensarci su due volte.

Ma quella proposta non arrivava mai.

Andrea era più interessato di me ai messaggi ricevuti a Medjugorje, ogni tanto veniva a casa dal lavoro con un fogliettino  che gli aveva dato un suo collega. Li teneva sul comodino, ma non credo di averne mai letto uno.

Dal punto di vista religioso, Andrea ha avuto un’educazione migliore della mia, sua nonna ha tutt’ora una fede d’acciaio, per quel che la conosco, potrei descriverla con tre semplici parole: “Rosario, uncinetto e un bicchiere di vino rosso” tutti i giorni…. L’anno scorso ha compiuto 97 anni, per problemi alla vista ha dovuto mettere da parte l’uncinetto, ma non si addormenta mai senza prima aver pregato la Madonna con un Rosario intero.

Non seguivo le testimonianze raccontate da chi, prima di me, era stato a Medjugorje, non mi interessavano. Quelle fatte da alcuni personaggi famosi, le immaginavo come un tentativo di rimanere a galla nell’ambiente dello spettacolo, in un momento in cui la loro carriera magari non andava a gonfie vele.

Solo dopo mi sono resa conto che mi sbagliavo!

Per il capodanno 2013 la mia parrocchia organizzò un pellegrinaggio a Medjugorje.

Io dovevo ancora programmare le ferie del periodo natalizio, così, in accordo con le colleghe riesco ad ottenere gli stessi giorni in cui era organizzato il pellegrinaggio.

Propongo ad Andrea di iscriverci, lui mi è sembrato subito d’accordo.

All’uscita da Messa incontriamo Mauro, uno degli organizzatori; il posto per noi c’era, quindi si decide di andare, con non poche perplessità da parte soprattutto dei bambini.

“Mamma, non andremo mica a Messa tutti i giorni….. uffa…..”

Quante volte me lo sono sentito dire.matrimonio-in-chiesa-letture-più-belle

Non avevo nessun tipo di aspettative, ho detto un sacco di volte:”vado e poi vedo….”

Non avrei mai creduto di inciampare proprio in quello “zaino” che avevo lasciato x strada dopo la mia Cresima.

La partenza la sera in autobus, i bambini formavano un bel gruppetto, lasciati i videogiochi a casa, hanno scoperto nuove strategie per divertirsi insieme, quelle che usavamo noi quando eravamo piccoli.

Abbiamo pregato, tentato di dormire, chiacchierato…. fino ad arrivare la mattina finalmente a destinazione.

La pensione dove abbiamo alloggiato era nuova, semplice e accogliente, dopo aver sistemato i bagagli e fatto colazione, siamo andati ad incontrare il primo testimone.

Ivo, Suor Emmanuel, Draga e tanti altri… è stato bellissimo ascoltarli, ognuno aveva un passato e una storia diversa, ma un solo filo conduttore… la fede.

Dopo il primo giorno, Andrea, i miei figli ed io avevamo ciascuno una corona del Rosario personale, scelta come più ci piaceva, che ancora oggi teniamo sempre a portata di mano.

Sante Messe e S. Rosari tutti i giorni, senza sentirne il peso; salire le cime del Podbrdo e del Krizevac pregando insieme, con i bambini sempre davanti; visitare le case di accoglienza e ascoltare le loro storie e le loro esperienze…. Ovunque andavi ti sentivi accolta, coccolata dalla sensazione di pace che non mancava mai.

Abbiamo partecipato all’apparizione quotidiana di Marja, con un’emozione fortissima, soprattutto quando i nostri bimbi sono stati portati davanti con lei. Ho faticato a trattenere le lacrime dall’emozione, anche se non riuscivo a capire perché fosse così forte.

Salendo sul Podbrdo, ripensavo ad un sacco di cose tutte insieme, frasi, immagini, persone, testimonianze. In mezzo a tutte queste cose mi è venuta in mente l’idea di consacrare me, i miei figli, la nostra famiglia “in cammino” a Maria; quale momento poteva essere migliore di quello in cui ci trovavamo tutti di fronte alla statua, nel luogo della prima apparizione ai veggenti.

Non avevo idea di cosa dire, non conoscevo formule o preghiere adatte…

Ho preso i miei figli per mano, davanti alla Sua immagine, e senza che nessuno mi sentisse Le ho presentato i bambini e le ho chiesto il Suo aiuto per farli crescere nella fede e nell’amore di Dio.

Non so se come consacrazione potesse bastare, ma mi sembrava comunque un buon inizio; in seguito ho trovato la preghiera giusta e l’ho utilizzata.

Tra un momento di preghiera e l’altro, mi sono ritrovata davanti alla statua del Cristo Risorto, dove tutti stavano in fila per cercare di attingere la gocciolina che trasudava dal ginocchio. Ci sono ritornata una sera, ma me ne sono dovuta andare perché il comportamento di un gruppo di persone faceva più pensare ad un mercato che ad un momento di preghiera.

Non sono riuscita a “toccare” il ginocchio della statua, ma un amico che era con me, ha detto una frase che tutt’ora mi fa piacere ricordare :”Non importa se non sei riuscita a toccare quella statua, le Ginocchia di Gesù le tocchi sul tuo lavoro, tutte le volte che medichi uno dei tuoi pazienti”.

Non ci avevo mai pensato.

“Famiglia – Matrimonio – Figli”…..

Quante volte ce lo siamo sentiti ripetere in quei giorni… sembrava tutto pianificato per noi quattro; organizzato per convincerci a fare finalmente il “passo” che ci mancava, per essere una Famiglia a tutti gli effetti, davanti a Dio e davanti agli uomini.

I bambini sono stati i primi ad accogliere il segnale, seguiti dopo poco da Andrea; ci siamo detti scherzando: “Da qui non si scappa… Stavolta ci tocca….”

Già nella strada del ritorno si cominciava a pianificare l’evento e oggi siamo già a buon punto, incontri per le coppie in parrocchia, pubblicazioni fatte… il 26 Maggio è vicino!!

Non mi aspettavo di vedere segni visibili durante le apparizioni, l’unica cosa particolare è stato un bellissimo raggio di sole apparso nel cielo grigio il 2 gennaio, mentre veniva letto il messaggio dato a Mirjana. L’ho fotografato, quando lo guardo, ripenso a quei giorni passati quasi per intero nella preghiera.

I giorni sono volati; al rientro, durante il viaggio, ci siamo scambiati le nostre esperienze, alcune inaspettate, come la nostra.

La prima cosa che hanno sentito i miei bimbi, ma forse anche altri, scendendo dall’autobus, era la mancanza di quella sensazione di pace che si respirava là; abbiamo dovuto promettere loro che appena possibile ci saremmo tornati.

Come avevo scritto prima, siamo partiti con Matteo e Massimo poco propensi a partecipare a più di una S. Messa.

Al ritorno hanno recitato un mistero del Rosario ciascuno, spontaneamente e nemmeno adesso, se si presenta l’occasione, si tirano indietro.

Matteo si è inserito nel gruppo dei chierichetti, non sbuffa più per andare alla Messa, anzi, partecipa molto più volentieri.

Massimo vorrebbe seguirlo, ma è ancora un po’ piccolo e sta aspettando il prossimo anno per cominciare.

In casa nostra è entrata la preghiera, “in punta di piedi” senza esagerazioni.

Abbiamo cominciato a sentire la necessità di pregare, ho cominciato a leggere libri che prima, anche solo dalla copertina, giudicavo noiosi.

La paura più grande al rientro è stata quella di perdersi di nuovo durante quel cammino appena ritrovato; non è durata tanto, basta guardarsi attorno: ci sono tante occasioni di preghiera, tanti momenti per stare insieme con amici nuovi, che come noi parlano “la stessa lingua”.

Nei primi giorni mentre lavoravo, ero accompagnata mentalmente dai canti a Maria che mi erano entrati nella testa e nel cuore; anche adesso se mi fermo un attimo in silenzio mi accorgo di sentirle ancora, Maria mi ha ascoltato: non mi lascia da sola.

Quelle che io chiamavo coincidenze, soprattutto nel mio lavoro, adesso le riconosco come “Dio-incidenze” (parola nuova che mi è entrata nelle orecchie da poco).

Tante volte mi sono ritrovata al posto giusto nel momento giusto, mi sono sempre detta:”ma guarda che coincidenza…. Se arrivavo più tardi….”

Mi sono resa conto che Qualcuno mi guida anzi… una volta ho veramente avuto la sensazione che Qualcuno guidasse la macchina al posto mio!

L’anno scorso a gennaio, sono arrivata a casa di un mio paziente nel momento esatto in cui la nipote partoriva improvvisamente la figlia. E’ filato tutto liscio, non ero indispensabile, ma mi sono sentita necessaria a gestire la situazione (ovviamente c’era un po’ di panico generale) e a tranquillizzare le persone presenti. In vent’anni non avevo mai assistito ad un parto naturale, era un’esperienza che mi mancava, dopo il sangue freddo iniziale, la sensazione delle “ginocchia morbide” l’ho avuta eccome! Ho sempre creduto che fosse stato un caso, adesso invece penso che niente succeda per caso.

A febbraio di quest’anno, in una normalissima giornata di lavoro, ho avuto la sensazione di avere Maria accanto a me, in auto, che mi conduceva dove più c’era bisogno.

Erano le sette di mattina, ero appena partita per il giro dei prelievi di sangue a domicilio. Di solito ho tre persone e mi organizzo partendo dal posto più lontano dalla mia sede fino a quello più vicino, in modo da fare meno strada possibile (non ho molto tempo e gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo).

Mentalmente avevo già definito il mio percorso e mi stavo quindi recando dal primo paziente con l’abitazione più lontana.

A metà strada squilla il telefonino, era la mia collega che chiedeva indicazioni per una strada.

Senza rendermene conto, parlando al telefonino, (…lo so che non si deve fare mentre si guida, ma se mi fermassi ad ogni telefonata non mi basterebbe una giornata intera per finire la programmazione dei pazienti…) sono entrata nel cortile della persona che avrei assistito per seconda in base al mio schema mentale di partenza.

Ho visto subito che la situazione era d’urgenza, aveva un’emorragia in atto, causata da farmaci anticoagulanti (dovevo farle un prelievo per il dosaggio proprio di quei farmaci), i parenti non si decidevano a chiamare l’ambulanza perché aspettavano l’infermiera.

Nonostante tutto, la persona era lucida e, in attesa dell’ambulanza, abbiamo parlato un po’.

Sopra al letto aveva un’immagine della Madonna, era una tela dipinta di vecchia data.

La signora mi ha spiegato che l’aveva trovata suo marito ai tempi della guerra, tra le macerie di alcune case, nella ex Jugoslavia. Dopo tante peripezie, nascondendola ai tedeschi, è riuscita a portarsela a casa.

Personalmente sono convinta di essere stata “accompagnata” in quella casa, stravolgendo la mia programmazione; non ne ho parlato con molti, può darsi che fosse suggestione, ma la sensazione di avere avuto Maria vicino è stata molto forte, perciò tengo stretta questa esperienza senza pensare a cosa possono credere gli altri.

Sono successe altri episodi, sono capitata a casa di una persona con un giorno di anticipo per poi accorgermi che questa non stava bene e aveva bisogno di cure subito…

Tutte queste cose nuove hanno cambiato un po’ il mio atteggiamento; il cammino della fede per me è ancora lungo, lo vedo tortuoso e in salita, soprattutto perché le persone che ho accanto a partire dai miei genitori non condividono le stesse cose; sinceramente adesso non saprei cosa fare per orientarli verso la strada buona.

Ho chiesto aiuto a Dio, nel frattempo prego…

02 Aprile Pell

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16 thoughts on “La Gospa colpisce ancora…

  1. che bella testimonianza…
    avete risposto tutti alla chiamata della Gospa
    e adesso non tornerete più indietro
    🙂

  2. Grazie Katiuscia per aver condiviso questa tua esperienza con tutti noi, preghiamo gli uni per gli altri in modo particolare per la conversione dei nostri cari. il 26 maggio non dimenticherò di pregare in modo particolare per il tuo matrimonio e la tua famiglia anche perchè questa è la data del mio compleanno

  3. ..è meraviglioso quello che ho appena letto..e lo capisco perfettamente…io e mio marito abbiamo intrapreso da poco un cammino di fede…e la strada è lunga..difficile..tortuosa..piena di dificoltà..ma andremo avanti,perchè nella vita di tutti i giorni io sento che qualcosa è cambiato e non è cambiato per caso…..mi ritrovo a pregare spessissimo..cosa che prima non facevo…e questo mi fà stare bene….Medjugorije è ne mio cuore…prima o poi ci andremo…..

  4. fantastica!!! sai… anche io ero ero a Medjugorie per capodanno e ho assistito al raggio di sole… era il giorno del mio compleanno … emozione unica!!! io sono sempre stata credente… e quando ero piccola praticavo molto di piu… nell’estate del 2010 mi trovavo in una situazione un po triste e mi sono messa a pregare… ma dopo due minuti ho smesso… mi sono sentita ipocrita nel pregare e chiedere aiuto solo quando ne avevo bisogno…dopo una settimana incontro una mia amica che mi parla del suo viaggio a Medjugorie… mi ha fatto vedere delle foto spettacolari e il suo racconto mi ha affascinato e ha fatto venire in me la voglia di visitare quel posto… in piu mi ha donato il fazzolettino con le lacrime del Gesù in croce. Il giorno dopo sono stata male, era una giornata grigia e piena di nuvole, ma nel trasporto in ambulanza penetravano dei raggi sole dal finestrino alla mia destra che mi arrivavano in faccia. In quel momento ho guardato il cielo, e ricordandomi il racconto del miracolo del sole ho chiesto alla Madonna di aiutarmi. la sera in ospedale appena sono arrivata mi hanno fatto le analisi del sangue e nel frattempo mi hanno messo delle flebo. Dopo quattro ore arrivano gli esiti dei miei esami, tutti perfetti, ma il mio dolore non passava, o meglio avevo tutto il ventre indolenzito, normale poteva anche mandarmi a casa con qualche terapia. il dottore è stato illuminato da qualcosa e ha deciso di ripetermi gli esami, e dopo esattamente venti minuti arrivano gli esiti di urgenza, PANCREATITE ACUTA con valori altissimi. Dopo aver perso un amico per pancreatite acuta io mi sono sentita morire, pensavo che per me non c’erano piu speranze. Sono stata immediatamente sottoposta alla terapia. il giorno dopo metto il mio fazzolettino sotto il cuscino del letto e nel frattempo pregavo veramente tanto. il giorno dopo ancora passa una volontaria dell’AVO e nel parlare del piu e del meno mi dice che lei accompagna i malati a Medjugorie. Io abbasso la testa e rifletto, è il terzo giorno che mi viene nominata la Madonna di Medjugorie. nel frattempo i miei esami erano tornati alla normalità nel giro di un giorno. nel pomeriggio esco nel corridoio e noto che la mia stanza in ospedale era l’unica con la statua della Madonna davanti rivolta verso la mia porta. Mi vengono i brividi, mi avvicino per ringraziarla e sento de brividi circoscritti alle braccia come se qualcuno mi stesse tenendo stretta. lei era li con me… la sera c’era una signora che diceva il rosario e io con mia madre ci siamo avvicinate per recitarlo anche noi. la signora aveva un rosario di legno e nella croce sai che c’era scritto?Medjugorie. … tutte coincidenze????? non credo… sto meglio e mi dimettono dall’ospedale, ma dopo tre settimane mi sottopongono a un intervento per levare la colecisti piena di fango e che ha causato la mia pancreatite. la sera prima dell’intervento esco nel corridoio per fare un giro, mi volto e lei era li… attaccata al muro della mia stanza… coincidenze??? mah…. sta di fatto che tutto è andato bene… ho promesso alla Madonna che andrò a trovarla appena ho la possibiltà e tutto ciò ha fatto si che io mi avvicinassi alla fede… ora non perdo una messa dominicale , la confessione e comunione… è una gioia immensa sentirla far parte di te… affido la mia vita a lei che ne faccia il suo volere. sogno di formare una famiglia se lei vorrà tutto è possibile!!! avevo promesso che sarei andata entro il 2012 e… ho finito il 2012 e iniziato un nuovo anno sotto la Sua benedizione… e affidando a Lei la mia vita insieme al mio fidanzato che ho portato con me e venuto con me solo per accompagnarmi… devi vederlo adesso— 🙂 🙂 🙂

  5. Grazie per questa testimonianza favolosa,grazie per averci resi partecipi grazie Gesù grazie Maria.Sono appena tornato e la 4 volta che vado ogni volta e come se fosse la prima.

  6. cosa devo fare per consacrare i miei figli al Cuore Immacolato di Maria? siamo stati a Medjugorje, ma il primo figlio che ha 8 anni, continua a rifiutare di dire qualsiasi preghiera e anche di farsi il segno della Croce…. noi siamo molto credenti ed io ho spesso interpretato il comportamento di mio figlio come una specie di ribellione… anche se non gli abbiamo mai imposto di pregare, lo lasciamo libero.
    Durante il pellegrinaggio a Medjugorje ho visto che lui era felice e che qualcosa ha toccato il suo cuore, ma è un bambino con problemi di socializzazione ed estrema timidezza, che non rivela mai i suoi pensieri più profondi.
    mi suggerite una preghiera per consacrare i miei figli a Maria? grazie!

  7. Grazie ad Annalisa per avermi dato l’opportunità di condividere la mia storia e grazie a tutti per le cose belle che mi avete scritto. Alla fine della cerimonia per la Comunione di Matteo, tutti i bambini hanno cantato una bellissima canzone che rende l’idea: “La ricetta di Gesù”.
    In poche parole spiega che se apri il tuo cuore (… quante volte me lo sono sentito dire a Medjugorje…) Gesù te lo riempie d’amore, poi a tua volta lo devi spargere nel mondo.
    Io, nel mio piccolo, sto cercando di farlo

  8. Con i bambini ci vuole pazienza, il mio piccolo, anche lui di 8 anni, passa dal recitare il Rosario alla crisi isterica x non andare alla Messa. Probabilmente per il suo carattere ha bisogno di più tempo, Maria lo sa.

  9. Questa l’ho messa sul blog, è una consacrazione al Cuore Immacolato di Maria. per i figli e per i cari.

    “O Cuore Immacolato di Maria, ardente di bontà, io desidero consacrare (e qui si dice il nome della persona) al tuo Cuore Immacolato.
    Mostra il tuo amore verso di lui difendendolo dagli attacchi del maligno.
    La fiamma del tuo amore, o Maria, lo avvolga e lo preservi dalla dannazione eterna.
    Noi ti amiamo tanto, accetta questo amore in riparazione alle offese che (dire il nome) ti procura.
    Imprimi nel cuore di (nome) un amore grande, infinito, ardente verso Gesù. Fa’ che il suo cuore abbia un continuo desiderio di te.
    Donagli, per mezzo del tuo Cuore Immacolato, la salute spirituale.
    Fa’ che il suo sguardo non sia più verso il male ma verso il bene.

    O Maria, Vergine Immacolata, accogli questa consacrazione e imprimila nel tuo cuore e nel cuore di (nome), affinchè satana non possa più nuocergli.
    Grazie Madre, perchè tu sempre ascolti il grido del povero che invoca aiuto, e grazie a Gesù per averti mandata tra noi. Amen”.

  10. Grazie della bella testimonianza! Ti auguro di continuare in questa nuova ‘strada’ e di avere sempre a te persone che ti accompagnino un questo Cammino!

  11. cose molto belle anch’io ho provato queste emozioni, ma a distanza di tempo penso che il maligno mi voglia allontare ,quell’entusiasmo di prima,quell’amore che provavo per tutti a poco a poco va scemando, pregate tutti grazie , con il computer non sono brava quindi non so quello che devo fare

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