San Pio da Pietrelcina e l’aborto

9 dicembre 2011

PADRE PIO 4
Riflessione di Padre Pio tenuta nella parrocchia Santuario Maria SS. dello Sterpeto a Barletta.

Vogliamo fare una piccola rassegna di peccati come li ha “visti” P. Pio, cominciando proprio dall’aborto di cui oggi tanti non avvertono più la malizia e l’ingiustizia. La Chiesa insegna: “La vita umana deve essere rispettata e protetta in modo assoluto fin dal momento del concepimento. Dal primo istante della sua esistenza, l’essere umano deve vedersi riconosciuti i diritti della persona, tra i quali il diritto inviolabile di ogni essere innocente alla vita”.4

Molti di fronte a questo peccato confondono la legge dello Stato – che permette ed assiste l’interruzione della gravidanza – con la legge di Dio, per la quale il procurato aborto rimane sempre un peccato contro il quinto comandamento “Non uccidere” (Es 20, 13; Mt 5, 21-22), che difende la vita qualunque sia il numero degli anni, mesi, e giorni dell’essere umano.

Una gravidanza interrotta costituisce sempre un trauma, un dramma; e non si può negare che quanto vive la donna, che purtroppo non intende essere mamma fino in fondo, coinvolga tutti quelli che le sono vicino, fino alla partecipazione fortemente emotiva ed a volte alla giustificazione di una scelta tanto sbagliata. Di questo coinvolgimento ne sanno qualcosa i confessori, anche se essi non potranno mai giustificare la soppressione di una vita.1

P. Pellegrino un giorno disse al nostro Santo: «Padre, lei stamattina ha negato l’assoluzione per procurato aborto ad una signora. Perché è stato tanto rigoroso con quella povera disgraziata?».

Rispose P. Pio: «Il giorno in cui gli uomini, spaventati dal, come si dice, boom economico, dai danni fisici o dai sacrifici, perderanno l’orrore dell’aborto, sarà un giorno terribile per l’umanità. Perché è proprio quello il giorno in cui dovrebbero dimostrare di averne orrore».

Poi, afferrato con la mano destra l’interlocutore con il saio, gli calcò la sinistra sul petto, come se volesse impadronirsi del suo cuore, e riprese con un fare molto perentorio: «L’aborto non è soltanto omicidio, ma pure suicidio. E con coloro che vediamo sull’orlo di commettere con un solo colpo l’uno e l’altro delitto, vogliamo avere il coraggio di mostrare la nostra fede? Vogliamo recuperarli sì o no?!».

«Perché suicidio?» domandò p. Pellegrino.sguardo_neonato

“Assalito da una di quelle, non insolite furie divine, compensate da uno sconfinato entroterra di dolcezza e di bontà”, P. Pio rispose: «Capiresti questo suicidio della razza umana, se, con l’occhio della ragione vedessi ‘la bellezza e la gioia’ della terra popolata di vecchi e spopolata di bambini: bruciata come un deserto. Se riflettessi allora sì che capiresti la duplice gravità dell’aborto: con l’aborto si mutila sempre anche la vita dei genitori.

Questi genitori vorrei cospargerli con la cenere dei loro feti distrutti, per inchiodarli alle loro responsabilità e per negare ad essi la possibilità di appello alla propria ignoranza. I resti di un procurato aborto non vanno seppelliti con falsi riguardi e falsa pietà. Sarebbe un’abominevole ipocrisia. Quelle ceneri vanno sbattute sulle facce di bronzo dei loro genitori assassini.

A lasciarli in buona fede mi sentirei coinvolto nei loro stessi delitti.

Vedi, io non sono un santo, eppure non mi sento mai così vicino alla santità, come quando dico parole forse un po’ forti ma giuste e necessarie a quelli che commettono questo crimine. E sono sicuro di avere ottenuto l’approvazione di Dio per il mio rigore, proprio perché da Lui, dopo queste dolorose lotte contro il male, ottengo sempre, anzi mi sento imporre qualche quarto d’ora di meravigliosa calma».

Obiettando p. Pellegrino che, “se non riesci ad estirpare le fissazioni ossessive dalla mente dei procuratori di aborti, è inutile maltrattarli con i rigori della Chiesa”, il Padre disse: «Il mio rigore, in quanto difende il sopraggiungere dei bambini del mondo, è sempre un atto di fede e di speranza nei nostri incontri con Dio sulla terra. Purtroppo con il passare del tempo la battaglia diventa superiore alle nostre forze, ma deve essere combattuta ugualmente, perché dalla certezza della sconfitta sulla carta, la nostra battaglia attinge la garanzia della vera vittoria: quella della nuova terra e dei nuovi cieli».2

Che ragioni o giustificazioni di tale peccato si possono opporre a considerazioni simili?

Per la Chiesa anche “la cooperazione formale all’aborto costituisce una colpa grave”.3

In sagrestia di fronte al confessionale, dove p. Pio ascoltava i penitenti, attendeva il suo turno Mario Tentori, seduto sulla panca. Mentre era intento a fare il suo esame di coscienza, sentì il Padre gridare: «Vai via, animale, vai via…!». Le parole del Santo erano indirizzate ad un uomo, che si era appena inginocchiato ai suoi piedi per confessarsi e che usciva da dietro la tendina umiliato, sconvolto e confuso.

Il giorno dopo Mario si mise sul treno a Foggia per far ritorno a Milano. Prese posto in uno scompartimento in cui c’era un solo viaggiatore. Questi cominciò a guardarlo ed esprimeva nel suo atteggiamento voglia di iniziare un discorso. Finalmente ruppe gli indugi, e domandò «Tu ieri non eri a S. Giovanni Rotondo, in sagrestia, per confessarti da P. Pio?».

«Sì!» rispose Tentori.

Riprese l’altro: «Noi eravamo seduti sulla stessa panca, io ti precedevo nel turno. Io sono quello che P. Pio ha cacciato, appellandolo col titolo di ‘animale’. Ricordi?».

«Sì!», disse ancora Mario.

Continuò il compagno di viaggio: «Voi che stavate intorno al confessionale forse non avete sentito le parole che hanno motivato il Padre a cacciarmi via. Ebbene, P. Pio ha detto testualmente: Vai via, animale, vai via, perché d’accordo con tua moglie hai abortito tre volte”. Capisci? Il Padre ha detto “Hai abortito!”. Si è diretto a me, perché l’iniziativa di fare abortire mia moglie era partita sempre da me».

E scoppiò in un pianto dirotto che esprimeva – come egli stesso confessò – dolore, volontà di non peccare più e la ferma determinazione di tornare da P. Pio per ricevere l’assoluzione e cambiar vita.4

Il rigore di P. Pio aveva salvato la vita di un padre che, dopo aver negato la vita a tre creature, stava correndo il pericolo di perdere la sua anima per tutta l’eternità.

 

1 Catechismo della Chiesa Cattolica, Libreria Editrice Vaticana, 1993, n.2270.

2 P. PELLEGRINO FUNICELLI, Il rigore fraterno…, in Voce di Padre Pio, dicembre 1976, 11-12.

3 Catechismo, n.2272

4 Don Bruno Borelli, Erba 19.9.1998.

(Tratto da “Il PadreSan Pio da Pietralcina, la missione di salvare le anime, di P. Marcellino Iasenza Niro, Edizioni Padre Pio da Pietralcina, 2004)

aborto incontro

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12 thoughts on “San Pio da Pietrelcina e l’aborto

  1. Cara Annalisa cosa ne pensi dell’analisi che, nel suo racconto, fa Gloria Polo riguardo l’aborto?
    Io la trovo molto veritiera….in poche semplici parole, ogni volta che si uccide un innocente si liberano demoni dall’inferno che portano il male nel mondo.
    Forse anche questo è un suicidio della razza umana …uccidere innocenti e dare potere al male.
    Che ne pensi?

  2. Queste verità raccontate da Padre Pio e anche da Gloria Polo è bene tenerle sempre presenti. Sono convinto che ogni male nasca dall’aborto. Preghiamo il Santo Rosario tutti i giorni e preghiamo sempre gli uni per gli altri.

  3. Ho una convinzione personale che il Signore castiga l’umanità con vari tormenti (terremoti, inondazioni varie guerre proprio a causa dell’aborto, quindi castighi che ci attiriamo noi) ; non prendetemi per un catastrofista. Se noi possiamo uccidere una creatura pensata dal Padre Eterno e che deve venire al mondo attraverso la nostra collaborazione ( che bello ; si dovrebbe riflettere di più sulla parola collaboratori di Dio , non schiavi o sottomessi come si considerano purtroppo i musulmani (muslin – sottomesso) che però in certi frangenti sono meno negatori di Dio dell’occidente., allora tutto è possibile. Maria ieri nel suo messaggio ci ha chiesto pregate soltanto pregate; quel soltanto mi fa venire in mente che siamo all’epilogo di tempi oscuri e che attraverso la preghiera (l’unica arma) ci salveremo. Un caro sia lodato Gesù Cristo e che la protezione di Dio altissimo sia su tutti noi.

  4. Sono d’accordo.Anche a me era stato proposto l’aborto terapeutico(già nel1971quando l’aborto non era ancora legale)per grave forma di tossiemia,sia alla prima che alla terza gravidanza.Avevano detto che,se fossi arrivata al parto in vita,nella migliore delle ipotesi,a40anni mi sarei trovata su1sedia a rotelle perché,x denutrizione(dovuta a vomito incoercibile)e mancanza di calcio.ho 68 anni e,nonostante le conseguenze subite,sono attiva e posso accudire la mia numerosa famiglia.Anche Gabriele non ha subito danni né dalle cure che mi sono state fatte(solo dal sesto mese di gravidanza quando ho trovato un ginecologo disposto ad aiutarmi),né dal parto distocico subito.Mi ha regalato 3 meravigliosi nipoti e,quando sono con loro penso alla gioia che sarebbe mancata a me e alla mia famiglia se,uccidendo Gabriele,non ci fossero stati.Anche x Luca(il mio terzo figlio) mi è stato riproposto l’aborto come unica soluzione per la sopravvivenza mia,e perché le cure che avrei dovuto farmi,avrebbero provocato malformazioni al bambino.Lo abbiamo rifiutato di nuovo,ma al terzo mese di gravidanza,per stato di pre coma,ho dovuto iniziare a curarmi e ha subito danni agli apparati ghiandolare e respiratorio.Ciò rendeva la sua vita precaria e,proprio,perché tale,a ogni nuovo giorno ringraziavamo Dio perché era ancora con noi e affrontavamo le immancabili difficoltà con gioia.Questo per 16 anni,quando il Signore lo ha guarito durante una preghiera di guarigione di Don Serafino Falvo.Ora gode di ottima salute e mi aiuta nella conduzione della mia numerosa famiglia,con i figli avuti in affido e,soprattutto con i loro genitori.Devo dire che mio marito ed io siamo contenti delle scelte fatte perché siamo nella gioia e,nella mia famiglia,c’è molta allegria.L’aborto terapeutico non è terapeutico per nessuno!

  5. Sento che oggigiorno il più grande distruttore di pace è l’aborto, perché è una guerra diretta, una diretta uccisione, un diretto omicidio per mano della madre stessa. […] Perché se una madre può uccidere il suo proprio figlio, non c’è più niente che impedisce a me di uccidere te, e a te di uccidere me.
    MADRE TERESA DI CALCUTTA

    Basterebbe un giorno senza nessun aborto e Dio concederebbe la pace al mondo fino al termine dei giorni.
    PADRE PIO

    L’aborto procurato è l’uccisione deliberata e diretta, comunque venga attuata, di un essere umano nella fase iniziale della sua esistenza, compresa tra il concepimento e la nascita.
    GIOVANNI PAOLO II – Evangelium Vitae

    Per questo è necessario aiutare tutte le persone a prendere coscienza del male intrinseco del crimine dell’aborto che, attentando contro la vita umana al suo inizio, è anche un’aggressione contro la società stessa…
    BENEDETTO XVI – L’Osservatore Romano – 4 Dicembre 2005

  6. A me lo disse un padre esorcista, che le empietà si traducono in disgrazie e calamità, e che l’unico modo per evitarle è l’intensa preghiera di riparazione.

  7. Cara Andreina, un grande Siano lodati Gesù e <Maria che ti hanno donato tanta perseveranza; solo una fede forte può provocare queste risposte insieme a tanta preghiera. Sono felice anche perchè ho risentito con piacere il nome di Don Serafino Falvo grande sacerdote umile del Rinnovamento Carismatico, che abbiamo avuto l'onore di invitare 3 volte nella nostra città ed anche di essere andati a trovarlo più volte a Pontassieve. Le sue celebrazioni erano cariche della presenza di Gesù e quindi del suo Santo Spirito e molte p'ersone ricevevano benefici. Preghiamo Gesù e Maria che ci donino ancora sacerdoti così che ci ricordano anche con severità la strada da percorrere. Preghiamo anche per tutte quelle ragazze che incinte pensano di abortire affinchè il Signore le illumini a trovare un aiuto da parte nostra per non compiere quel gesto. Un caro saluto a tutti.

  8. Andreina grazie per la tua bellissima testimonianza! E grazie anche ad Annalisa per i suoi preziosissimi contributi. Buona preghiera a tutti, ricordando soprattutto queste povere creature e le loro madri. La preghiera e’ potente ricordiamolo sempre!

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