In cosa consistono i princìpi non negoziabili – prima parte

di Giovanni Lazzaretti

NEWS_93194Elezioni in vista. Caos in vista.
Caos non per tutti, naturalmente. Una gran numero di cattolici sta lì ben tranquillo e sa già per chi votare: Berlusconi, Bersani, Monti,… Il problema è che, se gli chiedi perché votano questo o quello, dicono banalità ed errori che non stanno né in cielo né in terra.
Perché il cattolico (ma dovrebbe essere così per ogni uomo di buona volontà) ha uno schema obbligato attraverso il quale vagliare i partiti in lizza.
“Schema obbligato” che non vuol dire “schema automatico”: vuol solo dire che ci sono certe cose che si devono fare, certe altre che non si devono fare, certe cose che sono principali, certe altre che sono secondarie: il tutto per poter arrivare a un voto giusto e pulito.
Voto giusto e pulito che non necessariamente è unico.
Al vertice dello schema c’è sempre lei, l’essenziale e negletta “legge naturale universale”: dovrebbe essere la guida nel buio del cattolico e dell’uomo di buona volontà, e invece viene riposta nell’angolo degli oggetti inutili.
Proprio lei che “pone le basi della legge civile” e che dovrebbe quindi essere il punto cardine di ogni elezione.

416. In che cosa consiste la legge morale naturale?

La legge naturale, iscritta dal Creatore nel cuore di ogni uomo, consiste in una partecipazione alla sapienza e alla bontà di Dio ed esprime il senso morale originario, che permette all’uomo di discernere, per mezzo della ragione, il bene e il male. Essa è universale e immutabile e pone la base dei doveri e dei diritti fondamentali della persona, nonché della comunità umana e della stessa legge civile. (Compendio del Catechismo)

I 4 pilastri
I comandamenti dal quarto al decimo indicano la base minima per il funzionamento di una società ordinata, e individuano di fatto quattro pilastri:
– vita (non uccidere),
– proprietà privata (non rubare, non desiderare la roba d’altri),
– famiglia (onora il padre e la madre, non fornicare, non desiderare la donna d’altri),
– verità (non dire falsa testimonianza).
Quattro pilastri che si illuminano a vicenda, non indipendenti tra loro, ma legati fortemente l’uno con l’altro, fino a diventare un tutto unico.
La vita è un assoluto. Ma la verità ci illumina e ci fa capire che l’assoluto è solo la vita dell’innocente e del giusto. La vita del colpevole può invece essere “disponibile”, ad esempio nei casi tipici della legittima difesa, o della difesa dell’innocente da un ingiusto aggressore.
2264 L’amore verso se stessi resta un principio fondamentale della moralità. E’ quindi legittimo far rispettare il proprio diritto alla vita. Chi difende la propria vita non si rende colpevole di omicidio anche se è costretto a infliggere al suo aggressore un colpo mortale. Se uno nel difendere la propria vita usa maggior violenza del necessario, il suo atto è illecito. Se invece reagisce con moderazione, allora la difesa è lecita. E non è necessario per la salvezza dell’anima che uno rinunzi alla legittima difesa per evitare l’uccisione di altri: poiché un uomo è tenuto di più a provvedere alla propria vita che alla vita altrui [San Tommaso d’Aquino, Summa theologiae, II-II, 64, 7].
2265 La legittima difesa, oltre che un diritto, può essere anche un grave dovere, per chi è responsabile della vita di altri. La difesa del bene comune esige che si ponga l’ingiusto aggressore in stato di non nuocere. A questo titolo, i legittimi detentori dell’autorità hanno il diritto di usare anche le armi per respingere gli aggressori della comunità civile affidata alla loro responsabilità. (Catechismo della Chiesa Cattolica)
La proprietà privata è un assoluto. Ma non può andare a danno della vita e dei bisogni immediati delle persone.

2408 Il settimo comandamento proibisce il furto, cioè l’usurpazione del bene altrui contro la ragionevole volontà del proprietario. Non c’è furto se il consenso può essere presunto, o se il rifiuto è contrario alla ragione e alla destinazione universale dei beni. E’ questo il caso della necessità urgente ed evidente, in cui l’unico mezzo per soddisfare bisogni immediati ed essenziali (nutrimento, rifugio, indumenti..) è di disporre e di usare beni altrui [Cf Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 69]. (Catechismo della Chiesa Cattolica).
La famiglia è un assoluto. Ma la separazione familiare è lecita se la cattiveria o la follia di un coniuge mette a repentaglio vita e beni dei familiari.

2383 La separazione degli sposi con la permanenza del vincolo matrimoniale può essere legittima in certi casi contemplati dal Diritto canonico [Cf Codice di Diritto Canonico, 1151-1155]. Se il divorzio civile rimane l’unico modo possibile di assicurare certi diritti legittimi, quali la cura dei figli o la tutela del patrimonio, può essere tollerato, senza che costituisca una colpa morale.

2384 Il divorzio è una grave offesa alla legge naturale. Esso pretende di sciogliere il patto liberamente stipulato dagli sposi, di vivere l’uno con l’altro fino alla morte. Il divorzio offende l’Alleanza della salvezza, di cui il matrimonio sacramentale è segno. Il fatto di contrarre un nuovo vincolo nuziale, anche se riconosciuto dalla legge civile, accresce la gravità della rottura: il coniuge risposato si trova in tal caso in una condizione di adulterio pubblico e permanente. (Catechismo della Chiesa Cattolica)
La verità è un assoluto. Ma la verità va detta solo a persona che sia legittimata a conoscerla. Non c’è violazione della verità se mento a un nazista che vuole catturare un ebreo.

2489 La carità e il rispetto della verità devono suggerire la risposta ad ogni richiesta di informazione o di comunicazione. Il bene e la sicurezza altrui, il rispetto della vita privata, il bene comune sono motivi sufficienti per tacere ciò che è opportuno non sia conosciuto, oppure per usare un linguaggio discreto. Il dovere di evitare lo scandalo spesso esige una discrezione rigorosa. Nessuno è tenuto a palesare la verità a chi non ha il diritto di conoscerla [Cf Sir 27,16; Pr 25,9-10 ]. (Catechismo della Chiesa Cattolica)

Tienili sempre nella mente, questi quattro pilastri.
Sono quattro assoluti semplici e ovvi, alimentati da secoli di filosofia pulita, e dovrebbero essere patrimonio naturale di ogni persona che entra nell’agone politico.
E invece noi abbiamo dei politici che fanno a gara per indebolire i quattro pilastri.
Quattro pilastri.
Quattro “princìpi non negoziabili”.

– Continua –

gruppo di preghiera

Incontro di preghiera a Montemurlo
martedì 26 febbraio 2013

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7 thoughts on “In cosa consistono i princìpi non negoziabili – prima parte

  1. Grazie per questo articolo, devo ammettere che alcuni pilastri non mi erano del tutto chiari ho veramente ancora molte lacune nella conoscenza della Religione che professo

  2. Chiunque di noi sia autenticamente cristiano (e quindi non tale per essere un battezzato , frequentatore distratto e abitudinario di messe ,riti e cerimonie della Chiesa ma perchè vive da discepolo attivo di Cristo,con Maria ,in relazione d’amore con la Trinità e in ascolto del Paraclito,unico infallibile Maestro di Verità) ha il dovere primario di cessare ogni strepito e diatriba conflittuale ,di non giudicare nessuno,e quindi di non conformarsi al mondo .

    Ma nel silenzio e nella preghiera ,teniamo lo sguardo fisso ai principi inderogabili ,e per quanto ci è consentito dalla nostra vita,condizione sociale,rete di conoscenze ,diffondiamo queste conoscenze in spirito di umiltà ,per informare correttamente e obbiettivamente i nostri familiari,amici,conoscenti etc senza pretendere nulla.Seminiamo Verità con Amore

  3. mi piace ma occorre attenzione- specialmente per quanto riguarda il diritto canonico ( cann.1151 ss.) a non sostiuire il termine”divorzio” al termine sepatrazione con permanenza del vincolo!

  4. grazie per gli spunti di riflessione.
    qundi riflettendo o non vado a votare oppure vado e voto movimento 5 stelle giusto?

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