Il frutto maledetto

di Tony Puglisi

peccato_originale“Il Signore Dio diede questo comando all’uomo: «Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti» “ (Genesi 2 – 16:17)

Chissà quante volte abbiamo letto questo passo della Genesi dove un misterioso comando viene impartito da DIO all’uomo, ovvero di non mangiare il frutto dell’albero del bene e del male (curiosamente identificato con la mela seppur mai specificato nella Bibbia).
Nel corso dei millenni ci si è chiesto perché DIO avesse dato un simile comando all’uomo e soprattutto cosa effettivamente simboleggiasse questo frutto.
Dalle opinioni sul peccato sessuale (DIO avrebbe comandato all’uomo di non fare sesso) all’opinione che personalmente mi trova più d’accordo ovvero che questo frutto simboleggiasse il decidere da se cosa è bene o cosa è male, proprio perché la conoscenza dell’uomo è limitata, questo decidere da se lo avrebbe condotto alla morte (dell’anima quanto corporale).
La conoscenza del bene e del male significa anche distruggere l’innocenza e la purezza del cuore macchiando inevitabilmente le nostre azioni con un’ impurità che spesso contraddistingue l’età adulta (ricordate S. Paolo ? “Tutto è puro per i puri”) La conoscenza del male inevitabilmente distrugge questa purezza.

La grande impostura di questa società è non solo far conoscere il male all’uomo ma farlo passare per bene anzi per conquista di una libertà desiderata inculcando ciò già nell’infanzia, e da qui viene in mente la risposta di satana a Eva: “Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male” (Genesi 3: 4-5) Come non notare in questa risposta l’eco di tanti benpensanti della nostra epoca che criticano la Chiesa di essere Bigotta, Moralista, Antiquata di non volere la libertà dei fedeli educandoli nell’ignoranza.

Al giorno d’oggi s’inculca il bene e il male fin dall’infanzia spiattellandolo direttamente dentro le menti dei bambini senza nessun tipo di filtro.
Una volta nella TV esistevano le fasce protette (che anche oggi dovrebbero esistere ma sono poco rispettate), anche se grazie a Internet diventano quasi inutili, e se molti genitori assicurano di controllare i propri figli impedendogli di visitare siti “non degni di fiducia” spesso il male arriva dai parenti stessi nel modo più sottovalutato.

Facebook per esempio, quanti di quelli che stanno leggendo hanno un profilo ? Io c’è l’ho, ci gestisco pure una pagina religiosa “L’amore di Gesù e Maria Trionfa sempre” molti di noi abbiamo come amici i bambini in famiglia (per esempio io ho molti cugini più piccoli di me) quanti di noi però si preoccupano se un tale notizia o un tale link è adatto alla visione dei più piccoli ? E non parlo solo dal versante sessuale (c’è chi puntualmente condivide foto di belle donne nude), ma anche di notizie (ragazze violentate, droga, guerra) che di suo sono notizie ma che lette senza un filtro possono far molto male a un bambino e che tramite Facebook sono sotto gli occhi di tutti.

In realtà non è tutta colpa di Facebook, secondo il regolamento l’età minima di iscrizione è 13 anni (è comunque un’età bassa) ma spesso si trovano bambini anche più piccoli, dovrebbe essere una nostra sensibilità condividere rispettando tutti.

Giusto per confermare la mia tesi arriva la notizia che in Croazia, il governo Milanovic ha imposto un folle programma di educazione sessuale nelle scuole. Già in terza elementare (circa nove anni) (Fonte : La Nuova Bussola Quotidiana).
Questo significa che gli alunni apprendono quali sono i toccamenti ‘accettabili’ e quelli ‘inaccettabili’. Gli insegnanti invitano i bambini a toccarsi gli uni gli altri in determinate parti del corpo, ivi incluse quelle ‘indesiderabili’. Ai genitori, poi, viene negato il diritto di scelta se fare partecipare o meno i propri figli a tali lezioni.
Insomma per dirla in termini biblici si mettono i bambini di fronte all’albero del bene e del male, gli si dà il frutto e gli si spiega pure come e quando mangiarlo, in questo caso senza dare nemmeno la possibilità di scelta ai genitori (che però legislativamente sono sempre i responsabili dei figli) se farglielo mangiare o meno.

“Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male” (Genesi 3: 4-5)

Se per l’uomo diventare come DIO significa leggere quello che si legge ogni giorno nella cronaca dei giornali, onestamente sarebbe meglio che restasse un uomo.

Noi tutti credenti o meno sappiamo qual è il finale del racconto della Genesi (tra l’altro uno dei miei preferiti della Bibbia), sappiamo come si è ritrovato l’uomo e viviamo ogni giorno il retaggio di questa scelta scellerata che oggi è ostentata come un grande bene.

Tempo fa, leggendo un commento alla genesi, ricordo come l’autore facesse notare che nessuno di coloro che avevano contibuito al peccato, avesse chiesto scusa ammettendo il proprio sbaglio: sesso_educazion stato_avvenire

«Chi ti ha fatto sapere che eri nudo? Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?».
Rispose l’uomo: «La donna che tu mi hai posta accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato». Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato». (Genesi 3: 11-13)

Dio chiede spiegazioni all’uomo che se ne lava le mani accusandolo velatamente (la donna che TU mi hai posta accanto) Dio si rivolge alla donna che accusa il serpente, non una parola di scusa, la colpa è sempre di qualcuno che non siamo noi.
Chissà magari se qualcuno avesse ammesso lo sbaglio chiedendo scusa si sarebbe risparmiata la condanna ma siccome l’uomo tutt’ora prende i frutti dell’albero del bene e del male, la condanna si ripete, giorno per giorno, momento per momento.

La colpa è sempre nostra anche quando non agiamo direttamente, spesso facendo il peccato di omissione per “quieto vivere” ci mettiamo nella triste posizione di chi dice “Tutto il mondo fa così chi sono io per cambiare il mondo?”

E così passano le leggi, fanno successo i programmi, si condividono cavolate, si commettono reati, non si puniscono i malfattori.

Si puniscono innocenti come i bambini che vengono uccisi per la sola colpa di esistere anche se non desiderati (come l’aborto) con l’assenso di molti cristiani che sotto sotto consigliano la nipote o la figlia o la cugina quando questa “cosa” capita a loro pur di non rovinargli la giovinezza.

Si puniscono i nostri figli quando nelle scuole si insegnano dottrine che sono fuori dai nostri valori, dalle nostre etiche e spesso pure fuori dalle nostre leggi.

Poi però leggiamo sconsolati il giornali dicendo “E’ la fine del mondo non se ne capisce più nulla”.

E tra vip che ostentano satana, giornali che criticano i valori cattolici, adolescenti ribelli con nessun punto di riferimento e noi che omettiamo quanto di bene possiamo dare, l’umanità se ne va in malora.

Non cadiamo nella sottile trappola del diavolo che vuol farci credere che tutto è perduto, che la chiesa è ladra e che l’umanità va in malora, il mondo siamo noi, la chiesa siamo noi, il futuro siamo noi e i nostri figli.
Il presente è una bella piantina, se la coltiviamo bene crescerà un bel futuro, sennò… piangeremo i nostri errori.

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8 thoughts on “Il frutto maledetto

  1. “noi che omettiamo quanto di bene possiamo dare, Non cadiamo nella sottile trappola del diavolo che vuol farci credere che tutto è perduto … il mondo siamo noi, la chiesa siamo noi, il futuro siamo noi e i nostri figli.”
    Grazie Tony per queste tue parole che mi aiutano ad andare avanti. Spesso sono preso dalla sfiducia e per poca fede ho paura del futuro. La realtà è che se guardo alle mie giornate non posso non vedere quante cose “buone” ometto di fare ogni giorno …
    è in atto un grande piano di salvezza, lodiamo Dio per la sua Misericordia, affidiamoci alla Sua Santissima Madre e cerchiamo ogni giorno di migliorare i nostri difetti, di fare qualche piccolo gesto positivo in modo da evitare di cadere nella trappola della disperazione che porta a dire: “Tutto il mondo fa così chi sono io per cambiare il mondo?”.

  2. secondo me e correggetemi se sbaglio, il peccato di eva non riguardava il sesso pechè, leggedo la genesi, adamo conobbe eva (conobbe nel senso sessuale) DOPO la cacciata dal paradiso. percio il peccato di eva consiste nel non essersi fidata del comando di DIO cioe: di non mangiare dell’albero. avrebbe dovuto rispondere al serpente ” non mi fido delle tue parole ma mi fido di DIO mio creatore. percio il suo fu un peccato di fede e di orgoglio presuntuoso. vi prego di correggermi se mi sono sbagliato grazie

  3. Ciao, Luciano, infatti l’ipotesi del mio articolo è proprio questa tua, mangiando il frutto dell’albero del bene e del male è una metafora per dire a DIO “Faccio quello che voglio, la vita è mia e ne sono io la padrona” (come si sente spesso dire anche oggi) e il frutto è proprio la conseguenza di questa scelta.
    Quale azione poi letteralmente sia stata davvero non lo sappiamo, però è stata sicuramente una scelta contraria.
    Al serpente non doveva nemmeno rispondere, non si ascoltano voci che non sono quelle Divine, perché l’astuto serpente ha la sapienza angelica e se ti ci metti a discutere, stai tranquillo che ti abbindola, come le è successo.
    Il peccato più grande è stato però non chiedere scusa.

  4. si hai ragione, è stato non chiedere scusa, e perchè non l’ha fatto…? perchè siamo (tutti) schiacciati dall’orgoglio e senza la Santa Grazia donataci da Gesù nessuno ce la puo fare. dice sant’agostino che il paradiso è pieno di peccatori pentiti e l’inferno è pieno di brava gente piena d’orgoglio. grazie per la cortese risposta e per le sue testimonianze che leggo sempre volentieri. che DIO benedica lei e annalisa

  5. Ricordo quando ero piccola qualcuno già sosteneva che era giusto farsi vedere nudi dai figli o fare il bagno con loro. Ricordo che mia madre rimase attonita e schifata da questa notizia. Sto parlando degli anni ’70.
    Diversi anni fa, avevo quasi 20 anni, ero in camera mia e mio padre mi chiamò al telefono (non c’era il cellulare) perchè mi aveva chiamato un’amica.
    Quando risposi , un po’ in ritardo, mi scusai dicendo: “scusa ma mi stavo vestendo per scendere”. lei mi disse: “ma come, ti vergogni a girare per casa svestita davanti a tuo padre? ”
    Ebbene si io non sono stata abituata a girare nuda per casa anche se c’è solo mia madre.

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