W il Papa

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di Salvatore Di Fazio

In questi giorni si è scritto, detto, letto, immaginato tanto sul Papa; così tanto che questo post sembrerebbe inutile. Così inutile che non avevo tanta voglia di scriverlo, ma ho dovuto cambiare idea proprio oggi. Quindi vorrei scrivere con voi queste riflessioni per poterle rileggerle e seguire un percorso, immaginario, che ci possa far capire cos’è accaduto.

Mi trovo in imbarazzo e in difficoltà nel trovare un punto di partenza ma, forse, è meglio partire da un punto stabile: il Santo Padre è stato fedele alla sua missione, l’ha portata a termine e “Rinuncia in piena libertà, la Chiesa è di Cristo” (cit. discorso in Aula Nervi per l’Udienza Generale del 13 Marzo).

Penso sia evidente agli occhi di tutti che una missione possa terminare prima ancora che un uomo muoia. Ad esempio un soldato può vincere una battaglia e ritirarsi dalla guerra, o vincere la guerra e smettere di fare il soldato.
Chi potrà ma dire che quel soldato è scappato dalla sua missione?

Così sta avvenendo per il soldato Papa Benedetto XVI, che si dimetterà dalla carica solamente dopo aver portato a termine battaglie come quella sulla pedofilia interna alla Chiesa, i problemi sollevati da wikileaks, imbarazzi economici di vario tipo, dopo aver aperto al dialogo con ebrei e alle altre chiese sorelle e tanto altro; insomma non sta fuggendo per paura davanti ai lupi (cfr. OMELIA DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI 24 aprile 2005).

Le presunte parole del Cardinale Dziwisz: “dalla croce non si scende”, potrebbero mettere imbarazzo ma, come ben sappiamo, il cardinale ha detto ben altro (vedi http://www.news.va/it/news/il-cardinale-dziwisz-gratitudine-e-fedelta-a-bened); anche perché questo Santo Padre ha accettato la sua croce. Una mente così fina, un teologo così grande ha deciso la croce dell’oblio. Così lo ricordano anche i suoi sacerdoti romani (Il Papa incontra il clero romano e parla del Concilio: audio integrale dall’Aula Paolo VI).papa-172
Ecco qual è questo atto di umiltà di cui tanti buoni giornalisti parlano. Mentre il mondo cerca sempre una via per stare sul palcoscenico, incapace di dire qualcosa di sensato, lui, che da dire ne avrebbe ancora per anni, obedisce umilmente alla volontà del Pastore del gregge e si fa da parte perché adesso è il momento di un altro.

Il Papa è venuto a conoscenza di questa volontà dopo tante notti di preghiera e in piena coscienza (la Voce di Dio negli uomini).
Nota principale è il carisma di infallibilità promesso da Cristo a Pietro, il così detto primato Petrino nelle cose di fides et morales.
Detto in maniera spicciola, credere che sta sbagliando significa non credere al primato Petrino, significa non credere alla promessa di Cristo. Ricordiamo sempre che è quando iniziamo ad avere dubbi su ciò che il Papa fa che siamo ad un passo dalla bocca di satana.

Credo sia semplice capire perché Dio voglia questo: per il bene della Chiesa (cfr. ANSA).
Come, non è dato saperlo. Chi vivrà vedrà. Dobbiamo fidarci di Dio, della Sua Volontà che è Amore.

Tutte le altre idee e illazioni sono solamente degne di un pessimo romanzo o dei migliori anticlericali per partito preso.

Un utilissimo ascolto, molto più utile di questo post, è sicuramente il commento alla stampa di giorno 13 Febbraio di Padre Livio Fanzaga su Radio Maria: http://radiomaria.it/mercoledi-13-febbraio-2013.aspx

Radunate il popolo,
indite un’assemblea solenne,
chiamate i vecchi,
riunite i fanciulli, i bambini lattanti;
esca lo sposo dalla sua camera
e la sposa dal suo talamo.
Tra il vestibolo e l’altare piangano
i sacerdoti, ministri del Signore, e dicano:
«Perdona, Signore, al tuo popolo
e non esporre la tua eredità al ludibrio
e alla derisione delle genti». (Gl 2, 16-17)

Poiché siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio. Egli dice infatti:
«Al momento favorevole ti ho esaudito
e nel giorno della salvezza ti ho soccorso».
Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza! (2Cor, 6, 1)

Coraggio non temete, Egli viene a salvarvi. (Is 35, 4)

Rimbocchiamoci le maniche, preghiamo e digiuniamo. Siamo solamente all’inizio per arrivare ad un tempo di primavera (cfr. Messaggi Medjugorje 25 ottobre 2000).

Pubblicazione1

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7 thoughts on “W il Papa

  1. san paolo l’ha scritto nella seconda lettera ai tessalonicesi al cap.2 vers,3 e seguenti era necessario poiche’ deve manifestarsi l’uomo iniquo il figlio della perdizione coraggio poco tempo e il cuore immacolato di maria trionfa

  2. sn 2000 anni che cercano di distruggere la chiesa….nn ci riusciranno perchè cosi’ è scritto ……lo spirito santo aleggia sempre su di noi….nulla puo’ contro nostro Signore…..rassegnatevi

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