Satana, una realtà

Un piccolo regalo per gli amici del blog: il primo capitolo del mio libro “Come satana corrompe la società”. E’ in questo capitolo che riporto la visione dell’inferno di Santa Veronica Giuliani. Terribile visione in cui è protagonista anche Giuda Iscariota.

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imagesRicordo molto bene le letture della mia infanzia; sono cresciuta con Biancaneve e i sette nani, Cenerentola, Cappuccetto rosso, Pinocchio.
Il primo obbiettivo su cui puntavo lo sguardo era la copertina, mi soffermavo a guardarla fin nei minimi particolari. Poi, con molta calma aprivo il libro e iniziavo a leggere. «C’era una volta…», queste parole evocavano in me arcani misteri. Improvvisamente ero catapultata in un mondo estraneo al mio; fuori del tempo, dove vi era un altro mondo; un mondo fatto di folletti, di principesse, di animali parlanti. Un mondo nel quale il bene e il male si scontravano, tenendo il piccolo lettore con il fiato sospeso fino alla fine della storia, dove inevitabilmente il male era sconfitto e il bene trionfava. La parola «fine» mi riportava alla realtà, la favola era conclusa e, non senza un po’ di tristezza, ritornavo alla vita quotidiana. Rimaneva in me, il ricordo vivo di ciò che avevo appena letto e pensavo, nella mia ingenuità di bambina, che il bene avrebbe sempre trionfato. Crescendo ho scoperto che non sempre è così. Purtroppo molte volte è proprio il male ad avere il sopravvento.
Ho realizzato questa verità nel momento in cui ho avuto tra le mani un altro libro, un libro non più di favole, ma di vita reale, attuale, un libro che parla della storia di tutto l’universo: la Sacra Scrittura. In Essa è descritto il mondo conosciuto, ma anche quello sconosciuto ai nostri occhi. Quel mondo sconosciuto che, come un fiore, si schiuderà ai nostri sensi spirituali nel momento della morte. Allora, come d’incanto vedremo cieli nuovi e terra nuova e all’interno di essi lo svolgersi della battaglia che fin dalla fondazione del mondo si è susseguita tra il bene e il male. Vedremo come sarà alto il prezzo della libertà donata da Dio per alcuni esseri creati.
Fu Lucifero la prima creatura ad usufruire della libertà in modo sbagliato e a causa del suo orgoglio il male entrò nel mondo. La libertà che Dio gli aveva donato fu da lui mal usata e ribellandosi divenne da libero schiavo di se stesso; infatti, come amore genera amore, così odio genera odio e Lucifero e i suoi adepti vivono in un luogo di torture dove vi è solo male e odio perenne provocato da loro stessi. «Nei dannati vige un odio perfetto» (San Tommaso d’Aquino).
Ma quale fu la causa che scatenò la ribellione di Lucifero, lui che era l’angelo più bello creato da Dio, il suo stesso nome significa portatore di luce, e nella gerarchia celeste era considerato come l’essere più intelligente?
«Il Figlio di Dio non doveva farsi uomo», è questa secondo san Tommaso d’Aquino e secondo i più celebri padri della Chiesa, il motivo che portò alla ribellione di Lucifero. Uno dei più grandi teologi contemporanei scrive a questo proposito:«Data la probabilità dell’Incarnazione, segue necessariamente che gli Angeli dovevano adorare come loro Dio il Figlio dell’uomo che si presentava loro nella natura umana. (…) Ciò, naturalmente, fu per gli Angeli una specie di Copertina_satanaumiliazione. Tanto superiori all’uomo per natura, dovettero vederlo preferito a se stessi che la natura umana, secondo la dignità, fu collocata al di sopra della loro. (…) Quando l’Angelo, specialmente il più splendido di tutti, Lucifero, immerso nella contemplazione della sua stupenda natura, fu colto dal pensiero che Dio aveva preferito a questa natura sublime quella umana, poteva non bruciare d’invidia contro il genere umano prescelto, specialmente di odio indomabile per il Figlio dell’uomo, che egli era obbligato a onorare e adorare?».
Si narra nella Sacra Scrittura che ci fu una tremenda battaglia: «Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli» (Ap.12, 7-9).
Apostatato che ebbe, da luce si trasformò in tenebre, divenendo l’essere più mostruoso che mente umana possa concepire. «Come mai sei caduto dal cielo, Lucifero, figlio dell’aurora? Eppure tu pensavi: Salirò in cielo, sulle stelle di Dio innalzerò il trono. Salirò sulle regioni superiori delle nubi, mi farò uguale all’Altissimo. Invece sei stato precipitato negli inferi, nelle profondità dell’abisso!» (Is 14,12-15). E per Lucifero e i suoi satelliti fu creato l’inferno, o meglio, loro stessi furono gli artefici della sua creazione. Padre Candido Amantini,2 durante un esorcismo, si sentì dire dal demonio per bocca di un ossesso riguardo alla creazione dell’inferno: «Non è stato Lui a crearlo, siamo stati noi. Lui non ci aveva neppure pensato».
Si parla molto poco di questo luogo di tortura e spesso quasi in modo scherzoso, come se la possibilità della dannazione fosse una cosa remota o addirittura impossibile. Molti pensano che l’inferno sia un’invenzione della Chiesa per spaventare le anime, in modo da tenerle lontane dal peccato. Ma la Sacra Scrittura ci parla ripetutamente di questo luogo di tortura eterna, e a molte anime è stato permesso da Dio di penetrare in questo misterioso luogo infernale. Sono rivelazioni private, ma possono aiutarci a riflettere su questa terribile realtà e alla possibilità di perdere Dio definitivamente.
Santa Veronica Giuliani, clarissa vissuta a cavallo tra il XVII e il XVIII secolo, ebbe una visione atroce dei supplizi che tormentano le anime dannate. Fu Maria santissima che, il 7 gennaio 1716 comparendo a santa Veronica, chiamò i due angeli che la servivano da custodi e ordinò loro di condurla in spirito all’inferno; Ella la benedì dicendole: «Figlia mia, non temere, io sarò con te e t’aiuterò».
«Ad un tratto – scrive la santa nel suo diario – mi trovai in un luogo oscuro, profondo e fetente, udìi mughii di tori, ragli d’asino, ruggiti di leone, sibili di serpenti, ogni sorta di voci confuse e spaventose e grandi rombi di tuono che riempivano di terrore. Vidi lampi e fumo molto denso. Scorsi una gran montagna tutta coperta di serpenti, di vipere e di basilischi fra loro attorcigliati in numero incalcolabile. Udendo uscire di sotto a loro delle maledizioni e voci orrende, chiesi ai miei angeli che voci fossero quelle, ed essi mi risposero che lì si trovavano molte anime nei tormenti. Infatti quella gran montagna ad un tratto si aprì ed io la vidi tutta ripiena di anime e di demoni. Quelle anime erano tutte avvinghiate insieme, per modo che formavano una sola massa; i demoni le tenevano così legate a se stessi con catene di fuoco; ogni anima aveva parecchi demoni attorno a sé. Di là fui trasportata ad un’altra montagna ove si trovavano dei tori e dei cavalli furiosi che mordevano come cani arrabbiati. Usciva loro fuoco dagli occhi, dalla bocca e dal naso, i loro denti parevano lance acutissime e spade taglienti, che riducevano in frantumi in un istante tutto ciò che afferravano. Compresi che mordevano e divoravano anime. Vidi altre montagne ove si praticavano dei tormenti più crudeli, ma mi è impossibile descriverli. Al centro di tal soggiorno infernale si erge un trono altissimo; in mezzo a quel trono vi è un seggio formato dai demoni che sono i capi e i principi. Là siede Lucifero, spaventoso, orribile. O Dio che figura orrenda; sorpassa in orrore tutti gli altri demoni. Sembra avere una testa formata di cento teste e piena di lance, a capo di ciascuna delle quali vi è come un occhio che proietta frecce infiammate che infiammano tutto l’inferno. Benché il numero dei demoni e dei dannati sia incalcolabile, tutti veggono quella testa orribile e ricevono tormenti sopra tormenti da quello stesso Lucifero. Esso li vede tutti e tutti lo vedono. Qui i miei angeli mi fecero comprendere che, come in cielo la vista di Dio rende beati tutti gli eletti, così nell’inferno l’orribile figura di Lucifero, orrendo mostro infernale, è un tormento per tutti i dannati. La maggior pena è l’aver perduto Iddio. Questa pena Lucifero la sente per il primo, e tutti vi partecipano. Egli bestemmia, e tutti bestemmiano; maledice e tutti maledicono; soffre ed è torturato, e tutti soffrono e sono torturati.
In quel momento gli angeli mi fecero osservare il cuscino che era sul seggio di Lucifero e su cui stava seduto; era l’anima di Giuda. Sotto i piedi di Lucifero vi era un cuscino molto grande, tutto lacero e coperto di segni; mi si fece capire che erano anime di religiosi: Allora il trono fu aperto e, in mezzo ai demoni che stavano sotto il seggio, vidi un gran numero di anime. Chi sono queste? Domandai ai miei angeli; ed essi mi risposero che erano dei prelati, dei dignitari della Chiesa, dei superiori di anime consacrate a Dio.
Io credo che se non fossi stata accompagnata dai miei angeli ed anche, come penso, invisibilmente fortificata dalla mia buona Madre, io sarei morta di spavento. Tutto ciò che io ne dico non è nulla e tutto ciò che udii dire dai predicatori non è nulla in paragone di quello che io vidi».

“Come satana corrompe la società” ed. Città Ideale.

Prezzo di copertina euro 14,00.

Si può ordinare anche presso l’autrice a soli euro 12,00 comprense le spese postali. Scrivere a: annalisa.colzi@alice.it

Colzi 04 feb 13

PROSSIMA CONFERENZA 15 FEBBRAIO A CITTA’ DI CASTELLO

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16 thoughts on “Satana, una realtà

  1. credo a questi racconti e non sono un bambino ma … vorrei esserlo.
    «In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli». [Mt XVIII,3]

  2. E’ importante conoscere questa realtà…perchè far finta di niente e ignorarla è solo un altro inganno…leggerò il libro, cercando di lasciarmi istruire, per una conoscenza responsabile del bene e del male. Grazie Annalisa per il tuo lavoro!

  3. come mai le anime dei prelati dei dignitari della Chiesa e dei consacrati sono sotto al trono di Satana?

  4. Chissà, forse perchè a “Chi più è dato più sarà richiesto” e credo che non ci sia maggiore sofferenza che trovarsi sotto il trono di colui che odia in modo perfetto.

  5. Il problema sta in noi stessi che a volte non crediamo neanche alla Sacra Scrittura e pensiamo che siano cose messe lì per far paura a qualcuno, invece Dio vuole solo farci sapere che, da come utilizzeremo la nostra libertà, dipenderà la nostra vita eterna! Ringrazio il Signore e la Madonna che mi hanno aiutata nel processo di conversione che è ancora in atto.

  6. forse non centra nulla ma voglio pubblicare il testo della canzone di cristicchi, quella che porterà al festival di sanremo 2013

    GIUDICATE VOI:

    Testo di La prima volta (che sono morto) di Simone Cristicchi
    di S. Cristicchi – L. Pari – S. Cristicchi

    La prima volta che sono morto
    Non me ne sono nemmeno accorto
    Mi ero distratto solo un secondo
    L’attimo dopo ero già sepolto
    La prima volta che sono morto
    Ho immaginato fosse uno scherzo
    Mi sentivo abbastanza tranquillo
    Ma dopo tre giorni non sono risorto
    E’ successo così all’improvviso lo scorso sabato mattina
    Il mio cuore ha cessato di battere mentre giocavo la schedina
    Sono atterrato sul pavimento come da un platano cadon le foglie
    Non ho nemmeno avuto il tempo di dare un ultimo bacio a mia moglie
    L’ambulanza è arrivata in ritardo quando non c’era più niente da fare
    Solo chiamare le pompe funebri e organizzare il mio funerale
    Poi prenotare la chiesa, avvisare i parenti, scrivere il necrologio
    Qualcuno mi ha tolto il pigiama, infilato il completo… Quello del matrimonio
    La prima volta che sono morto
    Non me ne sono nemmeno accorto
    Mi ero distratto solo un secondo
    L’attimo dopo ero già sepolto
    La prima volta che sono morto
    Ho immaginato fosse uno scherzo
    Mi sentivo abbastanza tranquillo
    Ma dopo tre giorni non sono risorto
    E’ così che sono finito in quello che chiamano “sonno eterno”
    Non è vero che c’è il paradiso, il purgatorio e nemmeno l’inferno
    Sembra più una scuola serale, tipo un corso di aggiornamento
    Dove si impara ad amare la vita ogni singolo momento
    Il pomeriggio passeggio con Chaplin poi gioco a briscola con pertini
    E stasera si va tutti al cinema c’è il nuovo film di Pasolini
    Ieri per casdo ho incontrato mio nonno che un tempo ha fatto il partigiano
    Mi ha chiesto “L’avete cambiato il mondo?”
    Nonno dai…lascia stare… ti offro un gelato
    La prima volta che sono morto
    Non me ne sono nemmeno accorto
    Ma ho realizzato dopo un secondo
    Che si sta meglio nell’altro mondo
    Ma se dovessi rinascere ancora
    Cosa mi importa del destino
    Cambierei sulla tomba la foto
    Con quella faccia da cretino
    Certo mi ero visto un po’ pallido, pensavo fosse il neon dello specchio
    Il dottore me l’aveva detto: “fumi meno… pochi alcolici”
    E chi fumava… ero pure astemio… certo un po’ di sport in più meno televisione
    Quante cose avrei voluto fare che non ho fatto…
    Parlare di più con mio figlio…
    Girare il mondo conmia moglie…
    Lasciare quel posto alla Regione e vivere finalmente su un’isola…
    … E vabbè sarà per la prossima volta.

  7. Credo che i ministri di Dio siano proprio le prede più ambite da quello là. Amministrano i Sacramenti, tra cui l’Eucarestia, ovvero Gesù in persona, profanandoli. Il massimo godimento per quel bugiardo è sviare i prediletti.

  8. mi viene male a pensarci… e mi spavento da matti anche leggendo questa descrizione dell’inferno :-((((

  9. Si Francesca, non centrava proprio niente, la prossima volta evita, mi è stato insegnato che quando non si ha nulla di intelligente da dire, sarebbe meglio stare zitti! Ecco, la prossima volta metti in pratica il suggerimento e farai più bella figura pur non dicendo niente! Per quanto riguarda la canzone, un inno alla tristezza e al non senso… adattissimo ad un festival della tristezza e del non senso!

  10. Ma forse Francesca voleva solo farci riflettere sulla bassezza della canzone e anche su come è anticlericale. Anzi desidero ringraziarla per avercela fatta presente.

  11. Sono imbarazzato …ti chiedo scusa cara Francesca, ma quando sento nominare il Festival di Sanremo con tuttologi d’egitto annessi, buoni solo a idre e cantare cavolate, credendosi depositari della verità, mi viene tanta voglia di dare fuoco alla televisione. Stando così le cose, mi aggiungo ad Annalisa nel ringraziarti per averci fatto riflettere! Scusa ancora, a volte il nervoso gioca brutti scherzi!

  12. Gentile Annalisa mi piacerebbe conoscere le sue impressioni riguardo agli ultimi, in ordine di tempo, pronunciamenti di esponenti della Cei concerneti un’apertura nei confronti delle coppie di fatto anche omosessuali. Andando al sodo, cosa pensa dell’intervento di Mons. Paglia? A me è sembrata, personalmente, una preziosa occasione sprecata per rimanere zitti. Infatti nei giorni successivi alcune testate giornalistiche, approfittando dell’ingenuità di S.E Mons. Paglia, hanno partorito titoli roboanti come “una clamorosa apertura da parte della Chiesa”, “la Chiesa si sta ricredendo” e menzogne simili! Cosa ne pensa lei Annalisa? Comunque grazie al Cielo abbiamo un pastore come Benedetto XVI che non smette di riportare tutte le pecorelle sulla giusta starda e persino di disinnescare con estrema discrezione ma anche impressionante autorevolezza il potenziale esplosivo di alcune improvvide dischiarazioni anche da parte di ecclesiali di spicco!

  13. Caro Fede, perfettamente d’accordo con te. Purtroppo i media estrapolano a loro piacimento, mettendolo in risalto, qualsiasi cosa che faccia supporre un’apertura della Chiesa riguardo a certi temi “scottanti”. Non so se realmente mons. Paglia abbia parlato di una apertura o più di una preoccupazione, comunque sia il Magistero parla chiaro e noi dobbiamo attaccarci solo a quello. Un abbraccio e grazie.

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