Sant’Agata e l’amore eterno

E’ sempre bello ricordare coloro che per Gesù hanno dato la vita. I martiri sono davvero belli e sant’Agata è una di questi.

L’amico Tony, con questo articolo, desidera aiutarci ad entrare nel misterioso mondo di sant’Agata. Buona lettura.

Annalisa Colzi

Francesco_Guarino_Sant_Agata_Museo_di_Capodimontedi Tony Puglisi

Come ogni anno, in questo periodo prendo la tastiera in mano per scrivere qualcosa riguardo una persona che mi sta molto a cuore, Sant’Agata.
Come ogni Catanese che si rispetti ho una profonda ammirazione e devozione per questa donna così forte e determinata con dei grandi valori del quale si sente così tanto la mancanza.
Chi mi conosce bene poi sa, che quello che ho nel cuore non è una semplice devozione che arriva nei due giorni di festa ma un amore dal profondo che mi fa commuovere anche solo a sentire il suo nome.
Dopo ben 1762 anni (l’ultima fase del martirio di Agata avvenne il 05 Febbraio del 251 D.C), la storia e il carattere di Agata possono e devono insegnarci il valore di molte cose, che abbiamo perso per strada.

Chi non conosce la storia di Agata deve sapere che era una ragazza (la tradizione vuole che abbia subito il martirio a 15 anni, studi invece ci dimostrano come ne avesse circa 19), di nobile famiglia cristiana, che in giovane età si consacrò a nostro Signore, con un movimento che negli ultimi anni è nuovamente tornato in vigore le Ordo Virginium, ovvero delle vergini consacrate, che dedicavano la loro vita in opere di carità e di preghiera, ispirandosi a quella carità che doveva essere propria della madre di DIO, Maria Santissima, di cui in Sicilia se ne conservava già una lettera (leggi Madonna della Lettera di Messina ).
La sua bellezza non rimase inosservata e l’allora proconsole di Catania, Quinziano la voleva per se, davanti ai rifiuti di Agata, che era sposa solo del Signore, volle tentarla con un mese di “rieducazione” da una meretrice di corte, Afrodisia, che doveva tentarla con i piaceri della vita, ma Agata non cedette, davanti all’ennesimo rifiuto, Quinziano come tutte le persone cieche e ignoranti non avendo argomenti iniziò con la violenza, accusandola dell’unica cosa col quale la si poteva accusare all’epoca: Era Cristiana.
Le fasi del processo sono molto belle da leggere e ogni parola che esce dalla bocca di Agata è una vera perla di saggezza che fa davvero riflettere su come la promessa di Gesù (lo Spirito Santo parlerà per voi) si compia realmente.
Agata si presenta al processo con l’immancabile velo delle Ordo Virginium e in abiti servili, dichiarandosi Serva di Cristo e per questo Libera (“la verità vi farà liberi” disse il maestro), al contrario di Quinziano che si riteneva libero ma schiavo degli idoli (quanti schiavi oggi ci sono ? gli idoli di oggi, lavoro, soldi, oroscopi, lottomatica, carte, satana)….
Quinziano la invita alla conversione e alla sua richiesta di inchinarsi agli dei augura di “essere come Giove e di avere Venere per moglie” (Giove ladro e Venere adultera), Quinziano le fa prima stiracchiare le ossa poi bruciare le carni con tizzoni ardenti, tale da suscitare la domanda “Perché se ti arrabbi ? se stimi tanto questi dei a un augurio simile dovresti esserne contento”. (le grandi contraddizioni dell’ateismo, per esempio oggi si rinnega DIO ma lo si bestemmia, da molto fastidio la sua presenza).
Quinziano ordina l’estirpazione a carne viva delle mammelle la risposta di Agata è scioccante: “Empio e crudele tiranno, non ti vergogni di troncare in una donna quelle sorgenti della vita, da cui tu stesso traesti alimento, succhiando al petto di tua madre?” dicendo anche che le stava facendo strappare quello che non poteva avere ma che aveva delle mammelle dentro di se che sarebbero state per Gesù in eterno.

Agata viene riportata in carcere moribonda, col seno estirpato e con l’ordine di non darle ne mangiare ne bere, nella notte avvenne il miracolo, un vecchietto entrò nella cella col preciso intento di guarirla, Agata dapprima rifiutò “perché il suo corpo non aveva conosciuto medicina di uomo ma solo quella celeste e perché per lei era una gioia di soffrire per Cristo“, ma quando il vecchietto si fece riconoscere (era San Pietro) accettò per obbedienza di farsi guarire.
Cinque giorni dopo fu ricondotta davanti a Quinziano, guarita e bella come il sole, Quinziano chiese “Chi ti ha guarita?” la risposta di Agata era ovvia “Cristo Gesù“, “Ancora osi nominare Gesù?” e li la professione di fede che ogni martire fa prima di morire “Io confesso Cristo con le labbra e non smetto mai di invocarlo con il cuore” Agata venne spogliata nuda e buttata nella brace ardente, coperta solo dal suo velo (che miracolosamente non bruciò e che si conserva ancora).
Insorse un violento terremoto e la gente interpretandolo come segno Divino ebbe finalmente il coraggio di ribellarsi, il braccio destro di Quinziano morì scacciato da una colonna, e Quinziano scappando morì annegato nel Simeto, mentre Agata portata moribonda in carcere ebbe l’ultime forze per dire una bellissima preghiera.

Raccontare tutti i miracoli avvenuti per intercessione di Agata risulterebbe lungo, e ci sono molti siti che ne parlano, così come la tavoletta che il Signore volle lasciare sul suo sarcofago con la scritta “MENTEM SANTAM SPONTANEAM HONOREM DEO ET PATRIAE LIBERATIONEM” Cioè Mente santa, spontanea che ha onorato DIO e ha liberato la sua patria.

In questo articolo si vuole riflettere su quello che insegna la storia di Agata oggi, partendo proprio dal comportamento della gente, che oggi come ieri è omertosa di fronte al potere compiendo il peccato più pericoloso e più diffuso e anche il più sottovalutato, il peccato di Omissione, trovando il coraggio di aiutare la donna solo dopo il terremoto, anche se anche solo dal profilo umano la tortura che stava avvenendo a quella ragazza era disumana, è successo così continuamente nel corso della storia, e succede ancora.
Iniziando proprio dai valori perduti poi Agata è morta per difendere la sua purezza, la sua castità, sapeva che il suo corpo era un bene prezioso non barattabile con ricchezze, vanità, potere e nemmeno con la vita stessa.
Suona strano questo in un mondo dove ragazzi e ragazze hanno un libertinismo sessuale imbarazzante, dove nelle discoteche succede tutto e il contrario di tutto e dove in nome del dio denaro si compie ogni tipo di nefandezza.
Suona strano in un periodo in cui ogni tipo di peccato sessuale viene giustificato con il termine di “libertà”.
Agata ci insegna il valore della maternità, non ha avuto figli, ma sa di essere figlia, sa quanto è importante essere madri, un valore e una dignità ineguagliabile in natura e che DIO ha voluto affidare alla donna.
Oggi giorno, la donna sente la sua dignità perché esce, perché fa sesso libero, perché fa lavori che prima erano prerogativa dei soli uomini, perché l’otto Marzo va a vedere qualche spogliarello e in molti casi ignora la cosa che più le da dignità, l’essere madre, Giovanni Paolo II disse che l’amore materno è l’amore che più si avvicina a quello Divino, Agata questo lo sapeva bene.
La coerenza e la fermezza di idee di Agata è un altro bell’insegnamento, aveva delle idee, dei valori, non barattabili, non vendibili erano quelli e basta, oggi invece si pensa quello che pensa la massa e si va dove soffia il vento, politicamente come nella moda, così come a lavoro, si ha paura di andare contro corrente, di esser presi per pazzi, anche tra noi cristiani dove abbiamo paura di professare un idea per paura di essere derisi.

Ma il più grande valore che Agata ci può insegnare in questi tempi sta proprio nella sua confessione “Io confesso Cristo con le labbra e non smetto mai di invocarlo con il cuore” Quanti di noi potrebbero in coscienza ripetere questa frase ? quanti di noi non si abbattono nelle difficoltà, non hanno paura del dolore, hanno fiducia ? quanti ? Agata non ha sopportato un martirio perché era una superdonna, o perché era speciale, ma perché la sua fede in Gesù faceva si che lo invocasse continuamente, ricevendo continuamente da lui forza e illuminazione, Mente Santa e Spontanea, appunto.

Tra un pò a Catania ci sarà la festa di Sant’Agata, ci saranno i fuochi di artificio, i telefonini, le corse e le candelore, qualche iniziativa di qualcuno che prega (come gli Amici del Rosario di Catania ) ma molta, molta, molta profanità.

Molti contatti su Facebook, stanno facendo il countdown per la festa di Agata, condividendone i link e alternandoli a qualche altro magari meno rispettoso.

Nella nostra pagina, L’amore di Gesù e Maria Trionfa Sempre, non metteremo molti link, cercheremo di ricordare invece che passano le persone, le mode, i poteri, i dittatori, passano le leggi ma quel che è vero, santo, saggio e bello e Divino, non passa mai, nemmeno dopo quasi duemila anni e per questo Lodiamo Gesù Cristo,

Pax et Bonum

Pubblicazione1

PROSSIMA CONFERENZA DI ANNALISA COLZI

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8 thoughts on “Sant’Agata e l’amore eterno

  1. Questa per me è una triste verità:

    “Oggi giorno, la donna sente la sua dignità perché esce, perché fa sesso libero, perché fa lavori che prima erano prerogativa dei soli uomini, perché l’otto Marzo va a vedere qualche spogliarello e in molti casi ignora la cosa che più le da dignità, l’essere madre, Giovanni Paolo II disse che l’amore materno è l’amore che più si avvicina a quello Divino”

    La Madonna da Medjugorje ci invita a pregare affinché i nostri cuori riscoprano l’Amore di Suo Figlio. La Santissima Vergine ci invita con queste parole:
    “Consacratemi i vostri cuori e io vi guiderò”

  2. Anche per me, vedo molte ragazze o donne adulte che si sentono libere e donne perché hanno raggiunto la parità dei sessi nelle cose che più fanno schifo, come appunto gli spogliarelli o il libero sesso.
    E che proprio per questo rinunciano ai loro figli abortendoli, distruggendo di fatto la più grande dignità che DIO gli ha dato.
    Hai citato Maria Santissima, ricordo un sacerdote che una volta disse “prima ancora di essere perfetta discepola e serva di DIO” è Madre… ci siamo dimenticati del valore di questa parola…

  3. La libertà vera, che poi è quella che Dio ci da, è quella di poter scegliere tra il bene e il male.
    L’uomo è libero quando si libera dalle catene della mentalità sbagliata, e decide da solo cosa fare di se stesso, della sua vita e del suo corpo, tenendo le distanze da chi vorrebbe relegare tutto in un atteggiamento comune sbagliato.
    Finchè si seguono le masse che indicano il male per buono, o conforme ad una società che da tempo lo ha sfidato, e il bene come roba da sf..ti, saremo sempre schiavi convinti che essere “liberi” significhi trasgredire.
    “Tutti lo fanno”, “ormai lo dicono anche alla tv”, “tanto al giorno d’oggi si fa così”, “si usa così”, “il mondo è cambiato” ( sì, in peggio).
    La libertà è andare controcorrente, sfidando i pregiudizi e le mentalità chiuse.
    Non seguire la massa, i media e tutto ciò che ci fa credere di essere liberi per legarci con le catene del vizio. La libertà è capire che si può scegliere tra l’avere rispetto di se e del proprio corpo e la “schiavitù” di chi ti induce ad usarlo per puro piacere.
    Decidere di usare il proprio corpo dignitosamente, fregandosene di seguire le mentalità sbagliate, è la libertà più grande che una donna possa avere.
    Pare ormai che la donna “che sta al suo posto” non vada più di moda, secondo la mentalità comune, eppure sento parecchi uomini chiedersi dove sono finite le “brave ragazze”, le donne che amano la famiglia.
    Allo stesso modo non sopporto quelli che, per giudicare un bravo ragazzo /uomo, che cerca solo una donna seria, viene preso in giro perchè non “si da da fare”. Ormai il mondo moderno vuole la donna “libera” di darsi a chiunque e l’uomo “libero” di averne quante ne vuole.
    Ma quanta maturità può avere una persona che non sa amare nessuno e non è mai sazio di piacere?

  4. Chiedo scusa volevo aggiungere una cosa.
    La libertà di scegliere tra il bene il male, presuppone che qualcuno possa scegliere anche la parte buona, cioè il bene.
    Essere condizionati dalla società, dai media o da chiunque a scegliere a senso unico (verso il male) perchè il bene è mostrato come roba da perdenti, e il male, la trasgressione un’espressione di libertà, non è libertà.

  5. Condivido il tuo concetto ed è quanto ho provato a scrivere in questo articolo quando ho scritto che questo è un grande insegnamento di Agata, avere i propri ideali e non tradirli e non cambiarli in base a come soffia il vento è un grande segno di libertà.
    Così come l’essersi presentata in abiti servili sebbene fosse di famiglia nobile dicendo che la sua libertà fosse nell’essere cristiana, evidenziando il grande paradosso di un proconsole ricco e potente ma schiavo degli dei (e delle sue passioni)

  6. Io sono d’accordissimo su ciò che avete detto…xò vorrei precisare un fatto che probabilmente mi tocca molto da vicino…io sono una donna di quasi quarant’anni che ha rispettato e tutt’ora rispetta la propria dignità di donna…xò come dite voi tutti questi maschietti desiderosi di una “brava ragazza” in 8 anni nn l’ho trovato..probabilmente nn sarà questo il disegno divino x me..ma penso + (in base alle mie umili esperienze di vita) che sia una bella frase di facciata…e nn mi dilungo oltre xchè è un mio sfogo personale…x cui vi chiedo scusa di aver preso spazio ad un argomento molto bello come quello di questa stupenda anima S. Agata…dalla quale dobbiamo imparare veramente tantissimo…ancora scusatemi…buona giornata

  7. Ciao Daniela, bel commento, in realtà non era mia intenzione criticare l’universo femminile, Agata è una donna, ma le critiche fatte e l’insegnamento vale tanto per le donne che per gli uomini, è proprio la generazione odierna che manca di valori, quindi condivido il tuo commento e il tuo sfogo.
    Ti auguro un futuro migliore.
    Pax et Bonum

  8. Grazie infinite..mi fa piacere che condividi il mio pensiero soprattutto xchè seguendoti ti stimo molto..x cui sono ancora più onorata..mi sento non di questo mondo e spesso x reggere le mie idee cado nella tristezza..ma Dio ti invia chi ti può sollevare anche se per un momento..come la tua risposta..Lode e Gloria a Gesù Nostro Signore

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