TELE – DIPENDENZA Tratto da Come satana corrompe la Società

Cari amici, desidero regalarvi un pezzo del mio libro “Come satana corrompe la società”, l’ho tratto dal capitolo:

TELE – DIPENDENZA

Copertina del Libro di Annalisa Colzi- Come satana corrompe la società

Copertina del Libro di Annalisa Colzi- Come satana corrompe la società

Sono le ore 11.00 del 3 gennaio 1954 quando la bionda Fulvia Colombo annuncia: «Signore e signori, buongiorno. Oggi hanno ufficialmente inizio le trasmissioni della televisione italiana». Queste brevi parole aprono un nuovo sipario sulle abitudini degli italiani. La televisione entra nelle case accolta a braccia aperte come la più gradita delle ospiti. Amata, accarezzata, sognata viene sistemata nelle case ottenendone l’attenzione assoluta; glorificata e ammirata come la più ambita delle prede.

Frugando tra le mie vecchie scartoffie mi sono imbattuta in alcune dispense risalenti al 1979, che omaggiavano le nozze d’argento tra la televisione e il popolo italiano e incuriosita cominciai a sfogliarle. Queste le prime parole riportate nell’editoriale: «Da quando 25 anni fa è nata ufficialmente la televisione, è entrata a far parte integrante delle nostre famiglie. Vice-madre, baby-sitter, amica, rivale, maestra, a volte cattiva a volte buona educatrice, persuasore occulto, creatrice di un consumismo sfrenato, compagna capace di alleviare la solitudine, la Tv è stata tutto questo. E anche qualcosa di più. Ha suscitato le ire di mogli che si sono sentite trascurate per “colpa” degli interminabili pomeriggi sportivi domenicali; si è guadagnata la gratitudine perenne di mamme che, grazie al video davanti al quale si placano anche i bambini più vivaci, hanno potuto avere momenti d’insperato relax; ha tolto a molti il gusto delle serate passate a conversare con gli amici, ma ha insegnato ad altri un linguaggio forse piatto ma corretto; ha diviso le opinioni; ha dato, grazie a certi programmi, la popolarità a uomini e donne che mai se la sarebbero aspettata; si è accaparrata perfino un posto alla tavola dei suoi più affezionati estimatori che, pur di non perdere anche un solo programma, hanno cominciato a cenare in sua compagnia. Insomma, comunque la si voglia considerare, la televisione è stata, ed è, un fenomeno che ha profondamente inciso nel tessuto della vita sociale e del costume del nostro paese».

Che strano, penso tra me e me, si onorano i 25 anni di vita della televisione italiana mettendo in risalto i suoi effetti negativi più che quelli positivi.

Improvvisa una domanda, o meglio, quasi una certezza: «E, se la televisione fosse il nuovo oppio dei popoli?».

I primi anni la televisione suscitava allegre compagnie: il giovedì sera l’appuntamento con Lascia o raddoppia al bar sotto casa era un rituale. Le amicizie si rinsaldavano, le opinioni aiutavano il confronto, e a fine trasmissione la scatola veniva spenta. Niente zapping, ma ampio spazio al dialogo, magari sulla trasmissione appena vista. Dopo pochi anni, la situazione si è capovolta e adesso i programmi televisivi vengono guardati nella solitudine della propria stanza, annullando ogni tipo di rapporto. Padre, madre e figli a pranzo e a cena si ritrovano davanti allo stesso tavolo nella più completa indifferenza. Non si può parlare, non si può dialogare, non si può fiatare, perché la televisione «è diventata un potere politico colossale, potenzialmente, si potrebbe dire, il più importante di tutti, come se fosse Dio stesso che parla».

Nell’editoriale sopra citato, si legge: «Quella sera veniva trasmesso un teledramma “I figli di Medea”, e per esigenze di copione, prima dei titoli di testa, l’attore Enrico Maria Salerno lesse un comunicato in cui richiedeva l’aiuto di tutti per ritrovare un bambino rapito. Scoppiò il caos. I telespettatori non pensarono che quel comunicato facesse parte della commedia e telefonarono terrorizzati alla polizia per avere notizie del bambino rapito. L’episodio rivelò la credibilità abnorme assunta dal mezzo televisivo: il teleutente prendeva per oro colato qualunque cosa detta in video».

Era il 1959. Dopo 52 anni è cambiato qualcosa?

Di Annalisa Colzi

Nel 1959 la televisione si proponeva ad un pubblico semi-analfabeta, oggi si propone ad un pubblico semi-laureato, ma come allora vale la stessa legge: «L’ha detto la televisione». (IPSE DIXIT).

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9 thoughts on “TELE – DIPENDENZA Tratto da Come satana corrompe la Società

  1. Eh già! L’ha detto la televisione!!! Oggi ho spento la televisione (non ce l’ho più) e ne sono contenta. Ma a volte mi rendo conto che il suo posto è stato preso da Internet. Forse dobbiamo ancora imparare ad usarlo bene, perché Internet è un’arma a doppio taglio. Ma almeno c’è pluralità di informazione (cosa che in TV non esiste) anche se non sempre è facile non lasciarci ingannare. Insomma, Satana si è insinuato anche nel Web. Ma per fortuna ci sono anche tanti siti come questo che ci aiutano ad aprire gli occhi…

  2. Fino a qualche anno fa era così, ora invece è Internet, nella fattispecie Facebook a dettare regole.
    Basti pensare a quante bufale anche assurde vengono giornalmente condivise come fossero dogmi religiosi, senza nemmeno informarsi o trovare confronto.
    La gente non si informa, non confronta, non si domanda e non ragiona ripete e basta.

  3. L’attenzione esagerata della gente per la tv la si può evincere dal fatto che chi vi lavora è strapagato in funzione dell’ “odiens”, cioè di quanta gente è capace di attrarre.
    Proviamo ad immaginare se la gente non guardasse più la tv nemmeno con personaggi che “fanno odiens”. Scommettiamo che certi cosiddetti “vip” sarebbero disoccupati?

  4. Satana si sta prendendo gioco di tutti quanti! Grazie Annalisa per l’abnegazione con cui ti dedichi all’apostolato. Sono un catechista di 21 anni(ho iniziato su invito del mio parroco a 15 anni) cui ora è affidata una prima elementare. L’anno scorso ho congedato i miei ragazzi di terza media, avendo essi concluso l’itinerario catechistico ordinario. Ho voluto, prima di lasciarli, affrontare i cosiddetti temi “scomodi del cattolicesimo”: Mysterium iniquitatis(ho invitato persino l’esorcista diocesano a dar testimonianza reale di ciò), tentazione, conversione, combattimento spirituale, morale cattolica, cercando di sottolineare la dimensione soprannaturale e preternaturale del Cristianesimo Cattolico. Mi sono accorto che i ragazzi di oggi sono completamente privi di orientamenti sicuri, per loro il soprannaturale consiste in quello che i media chiamano paranormale(fantasmi, presenze, alieni etc.) e di conseguenza accennare al soprannaturale provoca sempre più di qualche risatina di compatimento. Non capiscono che, per quelli di loro che partecipano ogni sentimana alla santa messa domenicale, il soprannaturale interviene in quell’occasione laddove un po’ di pane e vino diventano, per opera dello Spirito Santo, il corpo e il sangue di Gesù! Non sembrano essere consapevoli che il loro meraviglioso Dio si rende fisicamente e spiritualmente presente in mezzo a loro! Nemmeno capiscono che ha seguito della Confessione dei peccati non è il sacerdote ad assolverli ma Gesù in persona, tramite il suo ministro, li riaccoglie con smisurato amore nella sua amicizia(quale regalo è per Gesù una Confessione ben fatta, quale inimagginabile festa avviene. in Cielo per un solo peccatore pentito e convertito!!!). Tra le altre cose, avendo io letto il tuo libro, ho anche, cara Annalisa, fatto visionare una tua conferenza “I mass media corrompono?”. Affrontando la visione del tuo intervento, alcuni dei miei ragazzi, ridendo, obiettavano che sarebbe stato alquanto improbabile(ovviamente) che un bambino dopo aver visto Pollon, ad esempio, andasse poi a farsi di eroina! Io ho spiegato loro, che il problema non sta nella conseguenze immediate, bensì nell’assuefazione al male che si sviluppa nel tempo. Un’assuefazione che a lungo andare disintegra i confini tra male e bene, accumunando o talvolta, invertendo la realtà: ciò che è male viene percepito come bene, ciò che è bene viene percepito come qualcosa da sfigati, contronatura! Cara Annalisa, ti consiglio, ogni qualvolta intervieni nei tuoi incontri di sottolineare ancora più marcatamente la pericolosità di questa assuefazione favorita e influenzata oltretutto dalle circostanze esterne e interne alle persone(famiglia, amicizie, disinformazione, particolare debolezza delll’individuo etc.) Grazie ancora Annalisa, spero ti abbia fatto piacere sapere che, in qualche modo, hai contributo anche alla formazione cristiana dei miei ragazzi! Un abbraccio in Gesù, Ale. Siano lodati Gesù e Maria!!!

  5. Neo ho già ricevute due. Ho scoperto che erano bufale facendo una semplice ricerca su “google”.
    Ho capito che molti le fanno girare senza controllarne la fonte.
    Poi ci stupiamo che i media ci snocciolano numeri e presunte teorie, come se nulla fosse.
    Siamo talmente bombardati da tutto e da tutti che nemmeno si ha il tempo di controllarne la veridicità.
    E intanto si fanno passare ideologie e propagande come se tutto fosse scontato.
    Poveri noi. ha ragione la Madonna a dirci di spegnere la TV.
    E sarebbe anche il caso di limitare il web alle cose necessarie.

  6. Caro Alessandro, ti ringrazio di vero cuore e sono altresì stupita di come il Signore opera anche attraverso dei poveri strumenti come la sottoscritta. A Lui solo la gloria.
    Grazie per quello che fai.
    Il Signore benedica te e l’apostolato che fai.

  7. don dolindo ruotolo nel commento all’apocalisse vede nella bestia ferita a morte il cinema e la televisione la rinascita altro che oppio dei popoli è l’anticristo finale che tutto il mondo adorera’ speriamo ancora per poco e il trionfo del cuore immacolato di Maria si realizzi se no poveri noi

  8. Oggi questa società mi pare molto confusa non riescono più a rimanere un minuto in silenzio per paura magari di scoprire che qualcuno dentro ti sta parlando. … La tua coscienza

  9. La cosa più assurda che ho notato di questi tempi, è stato vedere queste bufale condivise anche da testate famose.
    Non dico le testate e manco le bufale, ma è successo la cosa mi ha fatto davvero riflettere… siamo una generazione di pensatori razionali che non usano il cervello !

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