Sfogo di un anima purgante

Questo articolo di Tony Puglisi, verrà diviso in due parti, data l’importanza della meditazione e delle riflessioni proposte!

21 gen 2013

“Dio ha tanto amato il mondo da donare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna» (Gv 3, 16)

Passiamo un intera vita, immersi in situazioni felici o spiacevoli, in successi o dolori, senza conoscere o forse dare mai tanta importanza a questa breve affermazione, che da sola è il riassunto più efficace del Vangelo, spesso si pensa poco a DIO o forse in maniera sbagliata, trovandosi in strade sbagliate, dalla quale abbiamo un’estrema difficoltà a uscirne.
Nel web leggiamo svariate storie, molte delle quali ci lasciano perplessi e basiti, altre un po’ increduli, raramente ce ne ricordiamo però oltre i cinque minuti successivi alla loro lettura.
Forse è accaduto spesso così anche nel vangelo, quando abbiamo incontrato Gesù, quest’uomo che gridava alle forze conversione e penitenza, non in virtù della giustizia, che pur esiste ed è temibile, ma in virtù di un sacro amore, che è giusto e doveroso nei confronti del creatore..
Abbiamo forse citato varie volte la parabola del figliol prodigo (o del padre misericordioso) ad esempio del DIO che “perdona sempre”, o della donna che rischiava la lapidazione, e che viene salvata in virtù della celeberrima frase “chi di voi è senza peccato scagli una prima pietra”, non un assoluzione del peccato per tutti, anzi una condanna del giudizio o del “pregiudizio” visto che i peccati addosso li hanno tutti, forse anche peggiori di quella donna.
Forse proprio con quella donna…forse è proprio da questo che parte la meditazione che sto per inserire, il tema è un anima che svolta la sua vita, si trova in purgatorio, e ne fa la sua riflessione, la sua meditazione.. spingendo chi legge a farne una propria…
Non chiedetevi se è vera o no, o chi potrebbe essere costei, sono inutile curiosità, in fondo tutti ma proprio tutti ci troveremo davanti a DIO, in fondo tutti ma proprio tutti potremmo trovarci al punto di fare una simile meditazione, con amarezza, e allora se ciò può essere fatto nel tempo della misericordia, e ciò può essere costruttivo, ben venga.. e se qualcuno possa rifletterci (me compreso), DIO sia lodato…buona lettura:

Da giovani si può tutto, i giovani possono tutto, hanno in sé il pieno delle forze, il vantaggio dell’età, la morte sembra così lontana, e si è pronti a digrignare tra i denti, un offesa contro tutti, pur di stabilire la propria identità, si è convinti davvero che si può lasciare il segno, e tale segno lo si vuole lasciare in un modo o nell’altro..

ma io non ero una fanatica, anzi, ero una persona tranquilla, onesta, e con i miei sani principi, forse proprio per questo i miei hanno subito pensato che fossi entrata in maniera diretta in paradiso.. (chi non lo pensa di un giovane?).

Credevo in DIO anche in vita, mia nonna mi aveva insegnato delle pie pratiche, che con l’andar del tempo vennero dimenticate, ricordo che recitavamo insieme il rosario e facevamo le preghiere.. abitudine che finì durante le mie prime uscite la sera, sapete ? Si torna stanchi, si ci accontenta di un padre nostro.. poi man mano non si fa nemmeno quello.. finché si finisce col dire “io credo in DIO ma lui si fa la sua vita e io la mia..così siamo tranquilli tutti..”

Portavo un crocifisso sempre al collo, melo aveva regalato il sacerdote, per la comunione, più avanti lo sostituì con uno più “fashion” e che a una croce ci assomigliava solo “vagamente”, ho studiato e ho lavorato, volevo bene alla mia famiglia, e anche se avevo sempre troppo da criticare, ci ero molto attaccata, onesta, non rubavo ne commettevo omicidi “una brava ragazza”.

La chiesa ? Beh dopo il periodo “sacramentale” pian piano mi sono fatta la mia concezione, Dio lo si può trovare ovunque, e quindi non è necessaria la messa, ci andavo se era il caso, ma non ne sentivo l’esigenza, ogni tanto magari passeggiando entravo in chiesa rapita da un enorme senso di malinconia..

Ero fidanzata, col mio ragazzo naturalmente avevo i miei rapporti (non è forse il modo di esprimere l’amore in questo mondo?) e pur non facendo niente di male, ci sapevamo anche divertire..

Su questi binari procedeva tranquilla la mia vita, finché il Signore non mi chiamò.. di fatto non è una cosa esatta dire “mi chiamò”, poiché io ho scelto di morire con la mia incoscienza, potevo vivere ancora a lungo, ma sapete ? Tirar tardi la sera, magari euforici, e forse un po’ bevuti.. guida un po’ “trasgressiva” e la tragedia, incidente, abbiamo perso la vita, io, il mio ragazzo, mentre l’altra persona s’è salvata (anche se ridotta un po’ male).

Non meritavo la salvezza, ma intravedendo l’incidente in un attimo toccai quel crocifisso “fashion”(pensando fosse quello di sempre) che portavo al collo e invocai la madonna, l’impatto ci fu, il mio ragazzo morì imprecando e scelse la sua strada, io ebbi dei minuti di coma, dove vidi l’impatto dell’incidente, rendendomi conto del male mentalmente dicevo a DIO “Signore pietà”, le forze mi abbandonarono, e la mia anima lasciò il mio corpo..

La luce di DIO mi trafisse, mi vidi totalmente nella mia miseria, che brava ragazza ? Peccatrice in tutto, era finito il tempo della misericordia, il tempo della giustizia era iniziato, l’atto di misericordia ultimo l’ebbe DIO, perdonandomi, ma adesso toccava a me pagare il mio debito fino all’ultima dramma In purgatorio.

Non potevo entrare in paradiso, così indegna, così sporca, e così il mio angelo custode mi accompagnò in purgatorio a rendermi conto dei miei “danni”, e a ringraziare il Signore per avermi salvata in punta di capelli..

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12 thoughts on “Sfogo di un anima purgante

  1. GRAZIE PER AVER AVUTO L’OPPORTUNITA’ DI LEGGERE QUESTO ARTICOLO……….E DI AVERMI FATTO “RIFLETTERE” ! ANTONELLA

  2. E’ difficile a volte impegnarsi a vivere come Dio vuole, a volte può sembrare che non ne valga la pena …. Testimonianze come questa mi incoraggiano a perseverare, a non mollare, a non scoraggiarmi mai.
    Anna

  3. grazie x questo tuo lavoro istancabile ANNALISA grazie perchè tanti giovani attraverso di te incontrano la VERITA

  4. toccante questa testimonianza e non vedo l’ora di leggere la seconda parte.
    Mi piace pensare che le preghiere della nonna abbiano potuto aiutare questa ragazza. Ricordiamoci di pregare sempre per gli altri, cominciando da TUTTI i nostri familiari.

  5. quello che purtroppo viene fuori da questa storia e che ci si abitua a qualunque cosa perchè tutti lo fanno e se tutti lo fanno è una cosa normale. Ricordiamoci sempre cosa disse Gesù ‘siete in questo mondo, ma non siete di questo mondo’. Viviamo nel mondo, ma ascoltiamo solo Gesù e seguiamo i suoi insegnamenti senza farci coivolgere nelle cose di tutti.
    Santa giornata Pino

  6. Questa testimonianza racconta una triste realtà. L’abitudine all’allontanamento dalle pratiche che potrebbero aiutarci ad entrare in buon rapporto con Dio. Danielle

  7. Ciao, sono io che ho scritto l’articolo, non è una rivelazione ne un dono mistico, scritto nello stesso modo in cui scrivo tutti gli articoli del mio blog chiudo gli occhi, Ave Maria e si parte, tutto di getto finché non c’è più niente da dire.
    Son contento sia piaciuto, significa è davvero ispirato.

  8. Pingback: Altarini | Il blog di Annalisa Colzi

  9. Questo racconto mi ha piuttosto inquietata……… E poi non capisco come una persona in purgatorio possa tornare sulla terra e raccontare la sua esperienza, non ho ben capito, ma questo racconto e di fantasia vero????

  10. Come detto in fase introduttiva e anche nel corso dei commenti il racconto è di fantasia.
    Anche se esperienze di mistici con le anime del purgatorio ne abbiamo, per esempio la Beata Anna Schaffer o la serva di DIO EDVIGE CARBONI.
    Questo racconto, lo ripeto non è un racconto mistico, non spiega com’è il purgatorio che si fa li ecc…
    Semplicemente dovrebbe far riflettere … a volte ci riesce a volte no..
    Pax et Bonum

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