JIM MORRISON IV

Morrison 16 01 2013 wedding certificate  Attested to their handfasting on June 24 1970Ecco l’ultima parte dell’articolo del mio amico .

Francesco Santia D’Apice   .

Lo ringrazio per averci fatto compagnia in questi giorni ed averci fatto riflettere!

Ti racconto bugie, ti racconto malvage bugie, ti racconto bugie, ti racconto malvage bugie. Ti racconto di un mondo che inventeremo, uno sfrenato mondo senza rimpianto, iniziativa, incitamento, invito e creatività… Il tempo dell’attesa affievolisce la tua gioia, decapita gli Angeli che distruggi, Angeli combattono, Angeli piangono, Angeli danzano e Angeli muoiono…”  di “The Woman is a devil” (registrata nel 1969, album “Esential rarities”, elektra 1999) “La donna è un diavolo” “Io e il diavolo, camminando fianco a fianco. Io e il diavolo ti porteremo sulla via lunga e malvagia… Il diavolo è una donna, è una donna. Beh, io recito i miei atti, tesoro. Lei si prende tutta la dannata parte… Lei si sente morire. Ha solo ventuno anni. Non è l’unica, non è l’unica. Va bene, va bene, va bene. Va bene, va bene, salva tutto il mondo. Va bene…” di “L.A Woman” (Album L.A.Woman, elektra 1971) “Donna di Los Angeles” “Beh sono arrivato in città da circa un’ora, ho dato un’occhiata in giro per capire da che parte tira il vento, dove sono le ragazzine nei loro bungalow di Hollywood, sei una piccola, fortunata signora nella città delle luci? O sei solo un altro angelo perduto, città della notte, città della notte, città della notte, città della notte… Mister Mojo deve salire, Mister Mojo deve salire”, di “Riders on the storm” (Dallo stesso album) “Cavalieri nella tempesta” “Cavalieri nella tempesta, cavalieri nella tempesta, in questa casa siamo nati, in questo mondo siamo stati scagliati, come un cane senza un osso, un attore senza scrittura, cavalieri nella tempesta. C’è un assassino per strada, il suo cervello si contorce come un rospo, prenditi una lunga vacanza, lascia giocare i tuoi bambini, se dai un passaggio a quest’uomo la dolce famiglia morirà, un assassino per strada. Ragazza, devi amare il tuo uomo, ragazza, devi amare il tuo uomo, prendilo per mano, fagli capire che il mondo dipende da voi, la nostra vita non avrà mai fine, devi amare il tuo uomo…” e di “Build me a woman” (The doors in concert in parte censurata nella versione discografica “Costruiscimi una donna” “Costruiscimi una donna, costruiscimi una donna, falla alta tre metri, non farla brutta, non farla… oh, piccola, sono un camionista della Domenica, un figlio di puttana Cristiano, sono un ragazzo sveglio, che cerca una ragazza ancora più scafata…”  viene da chiedersi, se in realtà il Peccato Originale non sia stato un peccato di origine sessuale… Nelle sessioni di An American Prayer – Una Preghiera Americana, registrato nel 1970, sembra voler emulare Charles Baudelaire in una versione modernizzata delle sue Litanie di Satana, in alcuni estratti di Curses, Invocations. Maledizioni, Invocazioni “Maledizoni, invocazioni, strani microcefali, mi aspetto che uno di voi si elevi, strabordanti checche obese, tossici duri dei gabinetti e veterani della figa, bizzari santi del cavolo, ammassamerda e individualisti, pallosi spogliarelli d’impiegati, perdenti a denti stretti e avidi magnaccia. I miei dandy militanti, tutti i più strani generi di mostri, anelanti l’estasi alcolica. Siete i benvenuti alla nostra processione…” e di Lament  “Lamento” “Lamento per il mio cazzo, afflitto e crocifisso, cerco di conoscerti acquisendo saggezza sentimentale, puoi aprire le mura del mistero, spogliarello… Perdona la vecchia povera gente che ci diede la vita, e che ci insegnò Dio nella infantile preghiera serale, chitarrista, antico Satiro saggio, canta la tua ode al mio cazzo… Questo sicuro amico e le bestie del suo zoo, sbarbate dai capelli impazziti, donne sbocciate nel loro splendore, mostri di pelle, ogni colore combacia per produrre lo scafo che culla il corso della vita. Potrebbe esserci un inferno più orrendo che ora e più reale? Le strinsi le cosce e la morte sorrise. Morte vecchia amica, la morte e il mio cazzo sono il mondo. Posso perdonare le mie ferite in nome di Saggezza, piacere, idillio. Frase dopo frase le parole leniscono il Lamento. Per la morte delllo spirito del mio cazzo, non hanno senso nel dolce fuoco, le parole mi hanno ferito e mi guariranno, se ci credi. Ora tutti si uniscono al Lamento per la morte del mio cazzo, un idioma consapevole nella notte alata. Ragazzi impazziscono e soffrono, sacrifico il mio cazzo sull’altare del silenzio.” Da alcuni versi della canzone “Orange County Suite” registrata nel 1970 (Album Essential Rarities Elektra 1999) “La Suite di Orange County” “Beh conoscevo qualcuno veramente attraente, aveva nastrini arancioni nei capelli, era davvero uno sballo, era fuori, ma la amavo lo stesso. La strada da cercare era davvero lunga, tutto quello che facevamo era rompere e farci, avevamo tutto quello che avevano gli amanti, ma abbiamo buttato tutto al vento, e non sono triste, sono arrabbiato, e sono cattivo…” affiorano il bellissimo volto appena velato dalle lentiggini di Pamela Courson, la ragazza che gli era rimasta accanto in tutto quel periodo (e che sarebbe morta di lì a qualche anno, devastata dall’eroina) e la consapevolezza di aver perso tutto. La Beata Madre Teresa di Calcutta diceva che la parola porta al silenzio, ed il silenzio porta alla Parola. Rimane la speranza che nei suoi ultimi istanti di vita Parigina abbia aperto il suo cuore a nostro Signore Gesù Cristo. In quanto come l’inferno anche la Sua Bontà e la sua Misericordia, sono infinite…

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