JIM MORRISON II Parte

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A cura di

Francesco Santia D’Apice

Un brano tratto dal libro biografia dell’amico Ray Manzarek “Light my fire, la mia vita con Jim Morrison. Pagina 137/138 Editori riuniti 2002):” Disse che vedeva un satiro che lo seguiva sull’altro lato dalla strada. Un piccolo satiro con le corna e le orecchie a punta, che camminava su due gambe di capra. Un piccolo satiro greco-romano. Un fauno come nel Prélude à l’après-midi d’un faune di Debussy, che Vaslay Nijinsky aveva ballato e di cui aveva diretto la coreografia così brillantemente per il balletto russo di Diaghilev. Pan il dio delle foreste. E questo piccolo satiro appariva e scompariva dietro le macchine parcheggiate, faceva cenni a Jim, faceva il pagliaccio, scherzava e faceva facce buffe. Jim disse più tardi che sembrava che il satiro lo invitasse a danzare o giocare. Disse che il piccolo abitante dei boschi lo aveva seguito per cinque isolati. Sempre sull’altro lato della strada, senza mai attraversare verso Jim, continuamente lo invitava e sorrideva e si comportava, in generale come si addice ai fauni. Come Jim si avvicino’ a Fraser, il satiro balzò semplicemente dietro a una palma e scomparve. “Sono stato seguito fino casa da un satiro”, disse come attraversò la porta. I suoi occhi erano selvaggi e dardeggianti. Non troppo dissimili da un satiro lui stesso. “E’ ancora con te?” chiesi, sicuro che fosse fatto di acido. Guardò fuori, dietro di sè. “No, è andato”, disse. E quindi andò nella stanza da letto in silenzio, collassò sul letto e dormì per le successive dodici ore… E Jim vide il diavolo in quel particolare trip da acido… Lo guardò negli occhi… non battè ciglio… voltò le spalle e se ne andò” ed una poesia scritta dallo stesso cantante-poeta tratta dal libro “Deserto” Poesie inedite” pagine 42, 43, 44 pubblicato in Italia da Arcana editrice “In quell’ anno ci fu un’intensa visitazione d’energia. Io lasciai la scuola & scesi a vivere sulla spiaggia. Dormivo su un tetto. Di notte la luna si cambiava in un viso di donna. Io incontrai lo Spirito della Musica. Un’apparizione del diavolo su un canale a Venice. Correndo, vidi un Satana o un Satiro che mi seguiva di lato, un’ombra incarnata della mia mente segreta. Correndo, comprendo. Il giorno che lasciai la spiaggia. Rincorso da un Satiro peloso dietro e un pò a destra. Nel benedetto solilpsismo della giovinezza. Ora non posso camminare per le strade di una città senza occhieggiare ogni singolo pedone. Sento le loro vibrazioni attraverso la pelle, il pelo sul mio collo – si rizza” raccontano di questo episodio. Dove sta la differenza tra allucinazioni e visioni del mondo invisibile che ci circonda… Nel libro di poesie The Lords. Notes on vision/ I Signori appunti sulla Visione pubblicato in Italia da Kaos Rockbooks gamma libri pagina 8, iniziamo a intravederla: “Guarda dove teniamo i nostri culti. Viviamo tutti nella città. La città forma – spesso fisicamente ma sempre mentalmente – un cerchio. Un Gioco. Un anello di morte con il sesso al centro. Dirigiti verso la periferia dei suburbi cittadini. Al margine scopri zone di vizio sofisticato e noia, prostituzione infantile. Ma nella sordida cerchia che cinge dappresso il distretto degli affari alla luce del sole esiste l’unica vera vita collettiva della nostra specie, l’unica vita di strada, la vita notturna. Tipi morbosi in alberghi da poco, pensioni economiche, bar, banchi dei pegni, varietà e bordelli, in portici morenti che non muoiono mai, in strade e strade di cinema notturni. Quando il gioco finisce inizia la Partita, quando il sesso finisce inizia l’Orgasmo.” e nei i versi di “Whiskey, mystics and men” (registrata nel 1970 Cofanetto The doors Box set, 1997 cd “Without a safety net”, elektra “Whiskey, mistici e uomini” “Bene, vi narrerò una storia di whiskey, mistici e uomini, e dei credenti e di come tutto iniziò. In principio c’erano donne e bambini che obbedivano alla luna, poi troppo presto, la luce del giorno portò saggezza, febbre e nausea. Puoi tentare di ricordare me invece di altro, puoi. Puoi fare in modo di essere sicuro del nostro incerto comando. Se non mi ascolti, non tenterò di dirti il tuo nuovo gioco. E’ così; non vedi che prima o poi tutti noi finiamo. E se tutti gli insegnati ed i predicatori del benessere fossero incolpati, potremmo vedere un futuro per me nella prosaica clessidra. E se tutta la gente potesse pretendere di analizzare simili rimpianti, beh non avremmo perdono, oblìo, senso di colpa fideistico. Così ti dico, ti dico, ti dico, dobbiamo andare via. Dobbiamo tentare di trovare una nuova risposta, invece di una direzione.”

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