Padre Slavko e la Santa Messa

Amici cari,

vorrei, insieme a voi, riflettere sulle parole del compianto padre Slavko riguardo alla Santa Messa.

Che il Signore Gesù ci aiuti a fare scendere in profondità il Suo amore.

Il Dio che si è fatto carne perdoni le nostre debolezze e ci faccia innamorare sempre più di Lui.

Buona lettura

Annalisa Colzi

      

        Alcuni spunti di Padre Slavko sulla Santa Messa

02 feb 2013Da una catechesi di Padre Slavko Barbaric del 18.5.1985

 

Sono convinto e vedo l’esperienza di questa S.Messa qui e di tante altre

S. Messe anche da voi:

la gente viene all’ultimo momento quando suonano le campane e dopo alla fine esce subito; se ha avuto difficoltà per trovare un posto per parcheggiare la macchina diventa anche un po’ nervosa ed entra in chiesa quando la S.Messa è già incominciata, trova forse un po’ di pace durante la S.Messa ma appena finita va via.

Se si fa così c’è sempre un rischio: che la S.Messa non può diventare in questo modo una esperienza viva di Dio; cioè ci si deve preparare.

Una volta la Madonna ha detto: «Venite un po’ prima nella chiesa », dopo ho capito: il tempo di un S.Rosario, venti minuti prima per prepararsi e restare dopo la S.Messa dieci minuti. Guardate, quando si vuole educare qualcuno non si dice dieci minuti, venti minuti, ma si deve

restare un tempo durante il quale

può succedere qualche cosa. (…) Vedete, forse adesso potete capire perché si prega da noi un ora prima della Messa e perché si resta per i sette Padre Nostro e per la preghiera dei malati.

Guardate, con i misteri del Rosario noi ci prepariamo e nella S.Messa succedono le grazie, ho visto che non è molto importante capire le parole, molto importante è pregare nella propria lingua, meditare e poi vengono le grazie.

Alla Comunione si dice: « Mio Signore non sono degno di riceverti nella mia anima, ma dì una parola e la mia anima sarà guarita »; ora, se corriamo via subito dopo la S.Messa, Gesù non ha tempo di guarire la nostra anima, se tutto diventa un meccanismo.

Allora restate, pregate, ringraziate, pregate sempre per la vostra guarigione, per la guarigione degli altri con le vostre parole.

Così la S.Messa diventa una esperienza viva di Dio.

Conferenza su: Gli inganni del mondo mediatico Domenica 03 Febbraio a Modena

Cari amici,

troppo spesso lasciamo che gli eventi travolgano la nostra vita lasciando entrare tante spazzatura mediatica nella nostra testa.

E’ ora che ognuno di noi si faccia un esame di coscienza chiedendosi: “Sto aiutando me stesso e il mio prossimo a conoscere il male che ogni giorno entra nelle nostre case e travolge famiglie e giovani?”.

Ci vuole informazione per conoscere l’opera del maligno.

Ci vuole preghiera per contrastare l’opera del maligno.

Ci vuole dialogo per arginare il fiume di tenebre che invade le nostre case.

Vi aspetto numerosi.

Un abbraccio a tutti

Annalisa Colzi

Colzi Febbrazio Modena

Esultate o cieli e voi che abitate in essi

30 gen 2013In Polonia la Madonna viene chiamata “la Vittoriosa”.
Maria è potentissima presso Gesù a nostro favore, specialmente può tutto nella lotta contro satana e nello sconfiggere l’intero inferno. Oggi, nel mondo ci sono 800 mila satanici. E in Italia – scrive il giornale cattolico – ci sono più di 80 mila adepti in sette sataniche con 9 milioni di vittime di reati legati al satanismo (Avvenire, 9-V-2003). Purtroppo in questi nostri tempi il diavolo ha ottenuto la più grande vittoria. Qual è? Quello di essere riuscito a fare ignorare e perfino negare la sua stessa esistenzada parte di non pochi cristiani e perfino da parte di qualche teologo ribelle a Cristo Dio e alla Madonna e alla Chiesa.
 L’esistenza dei demoni è certissima.

La Sacra Scritturaracconta la spaventosa origine di satana e dei diavoli: “Scoppiò una guerra nel cielo; Michele e i suoi Angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo o satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli. Allora udii una gran voce nel cielo che diceva: Ora è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo, poiché è stato precipitato l’accusatore dei nostri fratelli.
…Ma essi lo hanno vinto per mezzo del sangue dell’Agnello.
…Esultate, dunque, o cieli e voi che abitate in essi. Ma guai a voi terra e mare, perché il diavolo è precipitato sopra di voi pieno di grande furore” (Apocalisse 12, 7-12).
La Bibbia nel Nuovo Testamento ha espressioni terribili su satana.
Lo chiama “principe di questo mondo”(Gv. 12, 31; 14, 30; 16,11); “il dragone grande, il serpente antico” (Apoc. 12, 9); il “maligno” (Mt. 6,13); “colui che seducetutta la terra abitata” (Apoc. 12,9); “il dio di questo mondo”che “ha accecato la mente” incredula (2 Cor. 4,4); “il leoneruggente in cerca di chi divorare” (1 Pietro 5, 8); “bugiardoe padre della menzogna” (Gv. 8,44); “omicida fin da principio”(Gv. 8, 43). Inoltre dice che coloro che non seguono Gesù enon ascoltano la sua parola è perché “hanno per padre il diavolo” (Gv.S, 43).
 Gesù parla frequentemente del diavolo. Egli è venuto nel mondo “per distruggere le opere del diavolo” (1 Gv. 3, 8). Gesù nel deserto è tentato dal diavolo, e nonsolo per tre volte (come molti pensano), ma per molte volte“con ogni specie di tentazione” (Luca 4, 1-12).
Gesù ha scacciato molti demoni da tanti indemoniati e da uno di costoro ne ha scacciato una legione (Cf. Luca 8, 30).
 Gli Apostoli, parlano chiaramente del diavolo. Per esempio S. Pietro ammonisce: “Fratelli, siate sobri e vigilate perché il demonio come leone ruggente va in giro cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede” (1 Pietro 5,8-9). S. Giovanni: “Chi commette peccato viene dal diavolo” (1 Gv. 3, 8).
di

Fra Crispino Lanzi

Un’ex maga si racconta: ecco come ho risalito la china dell’occultismo

29 gen 2013Il fenomeno dell’occultismo è più esteso di quanto si pensi comunemente. In Occidente, anche in ragione della crescente secolarizzazione, il ricorso a maghi, sette e astrologia è una realtà che va radicandosi nel tessuto sociale. Questa pretesa moderna di sopperire in modo disperato al vuoto spirituale, già nel secolo scorso fu così argutamente inquadrata da Chesterton: “Chi non crede in Dio finisce col credere a tutto”.

di Federico Cenci

Se si esamina la diffusione del fenomeno in Italia, si può riscontrare quanto la frase dello scrittore britannico sia tutt’oggi aderente al nostro ambito nazionale. Contestualmente al progressivo allontanamento dalla pratica religiosa, fioriscono case editrici, negozi e gruppi esoterici. Nel Belpaese, intorno a chiese più vuote rispetto al passato, pertanto allignano cartomanti, medicina alternativa a sfondo magico, spiritismo, mania degli oroscopi e guru della cosiddetta New Age. Il paranormale è inoltre propagandato dai media attraverso la cinematografia e la pubblicità, persino l’azienda telefonica nazionale fornisce agli abbonati oroscopi e lettura dei tarocchi. Si stima che la magia muova ogni anno una cifra che oscilla intorno agli 800 milioni di euro. Può apparire paradossale, ma i finanziatori di questo immane giro d’affari sono proprio quegli stessi italiani che stanno subendo gli effetti recessivi della crisi economica. Ma ciò che preoccupa oltremodo è il fatto che la diffusione dell’occultismo finisce per rivelarsi un problema sociale, giacché dietro le seduzioni dell’ignoto si celano spesso biechi interessi di plagio, talvolta connessi a fenomeni di pedofilia(1), stupro(2) e omicidio(3).

Provvidenzialmente, tuttavia, non mancano storie in controtendenza con questo desolante scivolamento verso l’occulto. Una di queste riguarda Zita Michielin, una signora veneta che ha risalito la china della cartomanzia grazie “all’aiuto dello Spirito Santo”. Agenzia Stampa Italia la ringrazia per la disponibilità a raccontare la propria esperienza.

Gentile Sig.ra Zita, come è avvenuto il suo ingresso nel mondo dell’occulto?

Anni fa sono andata a lavorare in un call center, uno di quei centralini telefonici dove per parlare con qualcuno si doveva digitare il costosissimo 144, numero che oggi è stato sostituito. In quel centralino c’erano diverse linee per varie tipologie di “chiacchierate” e tra queste c’era anche la linea dedicata alla cartomanzia.

Un giorno mi venne detto di sostituire una cartomante e mi passarono una telefonata; non lo volevo fare perché non ne sapevo nulla di carte e tarocchi, pensavo che per fare l’indovina si dovesse studiare molto e io non lo avevo mai fatto in vita mia. Non ho avuto scelta e ho dovuto rispondere al telefono. Da quel momento sono diventata una cartomante.

Io che non conoscevo il mondo esoterico, mi sono trovata a guardare i tarocchi sparsi casualmente davanti a me e incomprensibilmente ho cominciato a raccontare alla cliente all’altro capo della cornetta, particolari della sua vita che non potevo sapere. La cosa strana, è che tutto ciò che dicevo, veniva immediatamente confermato. Ero allibita, spaventata, ma allo stesso tempo eccitata per quello che stava accadendo.

Ovviamente volevo trovare una risposta a tutto questo e desideravo conoscere meglio quel mondo a me tanto lontano ma che in un baleno mi aveva sconvolta, coinvolta e affascinata. La prima cosa che ho fatto è stata fermarmi da un tabaccaio a comprare un mazzo di tarocchi. All’interno c’erano le istruzioni su come usare le carte, come iniziare un percorso di “risveglio interiore”. È bastato quel piccolo foglietto per alimentare ancor di più la mia voglia di sapere. Ho continuato a cercare, la mia sete di conoscenza era molta e le risposte che trovavo non mi bastavano mai. Ne avevo bisogno ancora e ancora.

E come ha soddisfatto la sua sete di conoscenza scaturita da questo episodio estemporaneo?La mia voglia di scoprire l’oltre, cioè le cose che vanno aldilà del visibile, per me era diventata ormai una smania. Cercavo libri che mi potessero saziare; mi sono avvicinata al mondo della cristalloterapia, della pranoterapia, della cromoterapia, dello studio dell’energia per l’apertura dei chakra (ciacra), che sono dei punti energetici nel corpo umano. Ho aperto anche una linea telefonica per la cartomanzia. Ho conosciuto Scientology, dinamica mentale, analisi transazionale, training-autogeno, yoga, reiki, shiatzu e altre discipline che venivano dal mondo orientale. Ho frequentato corsi per potenziare e utilizzare l’energia delle mani. Ero completamente immersa nel mondo delle filosofie orientali che ormai erano diventate per me la verità. Ma in realtà non trovavo mai pace, non ero mai sazia.

Riscontrava che le consulenze offerte a chi si rivolgeva alla sua linea telefonica avevano aderenza con la realtà?Oltre al contatto telefonico, ricevevo persone in casa per aiutare con spirito di conoscenza e di guarigione. Più applicavo le tecniche che imparavo e più vedevo succedere cose strabilianti. Ero arrivata al punto di passare una mano sul corpo di una persona e sentire dove c’era una sofferenza fisica, un dolore. Addirittura anticipavo un male che ancora doveva arrivare, usavo tecniche per guarire anche a distanza. Ero diventata per i miei clienti una sorta di vate, davo consigli su come affrontare la vita per evitare danni al corpo ed elevarsi spiritualmente. Mi sentivo bene perché mi dicevo: anche oggi hai aiutato qualcuno a sollevarsi da una sofferenza fisica o psicologica.Con mia sorpresa ho scoperto che le tecniche studiate che usavo, fanno parte della New-Age.

C’è molta leggerezza in giro nell’approcciarsi alla New-Age. È possibile da parte sua, che l’ha praticata, rivelarci in cosa consiste?La New-Age è una mentalità che ha invaso ogni ambito della nostra vita senza che noi ce ne accorgessimo, dal cibo, alla musica, persino ai cartoni animati. Si fonda su elucubrazioni astrologiche, secondo le quali finora la costellazione che avrebbe abitato dietro il sole sarebbe stata quella dei Pesci. Le guide del pensiero New-Age sostengono però che ora stiamo per entrare in una nuova era, appunto la New-Age o Era Acquariana. Dai Pesci si passa all’Acquario.

L’era dei Pesci, contraddistinta da Gesù Cristo, non basta più all’uomo. Ora l’uomo cerca la sua salvezza ponendo al centro sé stesso, puntando alla salute psico-fisica attraverso tecniche, pratiche e rituali, per mettersi in contatto con quella che viene definita “energia vitale” o “forza vitale” dell’universo. Si crede infatti, che la malattia fisica, vada risolta a livello “spirituale”, curando le disarmonie energetiche interne all’individuo si raggiunge la guarigione del corpo e dello spirito.Un punto fondamentale della religiosità è il relativismo: se io faccio parte del tutto e tutto è Dio, allora io sono Dio. È buono solo ciò che mi sembra buono, non c’è nessun valore assoluto, io sono il creatore dei miei valori, non ci sono religioni rivelate o non, che mi possano dare verità assolute. E l’assenza di valori condivisi dalla collettività – aggiungo io – ha effetti deleteri sul tessuto sociale.

Riconduce le sue vecchie capacità di chiaroveggenza ad aspetti che trascendono la dimensione fisica?Nel mondo invisibile e visibile sappiamo che esiste il bene e il male. Devo dire che per me il mondo invisibile è sempre stato “aria fritta”. Sono pienamente convinta che qualcuno abbia parlato di me con Dio e Lui, vista la mia cervice molto dura, pur di mostrarmi prima o poi che era innamorato di me, ha consentito che vagassi nel mondo del paranormale.

Con le tecniche della New Age, prima di ogni seduta, invocavo le forze dell’universo con i palmi delle mani rivolte verso l’alto; nei palmi sentivo un grandissimo calore, tanto da sentire dolore; mettevo le mani sulla parte malata del corpo di una persona, ad esempio il ginocchio, e sentivo sotto le mie mani un grande movimento e a quella persona spariva il male che aveva. Là ho capito che ci sono più cose che non si vedono di quelle che si vedono, e là ho capito che le cose invisibili creano effetti sul piano visibile. Grazie a questa consapevolezza, solo più tardi, ho capito cosa accade durante la Transustanziazione nella Santa Messa. Il valore intrinseco del vino e del pane, diventano realmente il Sangue ed il Corpo di Cristo, anche se gli occhi non lo vedono, proprio come succedeva a quel ginocchio che all’esterno rimaneva uguale a prima, ma non certo all’interno. Come potevano la mia capoccia, la mia razionalità, la mia intelligenza, accettare tutto questo, se non avessi toccato con le mani, l’invisibile…

Questo paragone che ha fatto potrebbe fornire un’immagine positiva della New-Age…Allora fugo il campo da ogni equivoco. Con le tecniche della New-Age che io usavo, purtroppo, non sapevo di aprire nelle persone che venivano da me, ferite ben più grandi di quelle che erano venute a farsi curare. Quando io, volontariamente, in prima persona, invocavo queste forze, queste energie invisibili su qualcuno, per portare guarigione, senza passare per l’Amore Puro che è Dio, chiamavo in causa entità spirituali che non sono da Dio. Immagini lei da dove vengono.

Quando si tende la mano per poter avere poteri occulti, anche senza fare invocazioni al mondo spirituale, questa è un’invocazione implicita; quindi, non v’è potere occulto senza l’intervento di entità spirituali. Anche il male sa fare i miracoli, ma non sono gratuiti: il conto è molto salato. Lo Spirito Santo, che è l’Amore di Dio in azione e che dà quello che realmente ti serve al fine di gioire adesso e per l’eternità, io non l’ho mai invocato perché le religioni orientali non lo contemplano e perché ne avevo solo sentito parlare da piccola. Con le tecniche della New-Age, si vedono i risultati sul fisico, ma allo stesso tempo si aprono nella persona, degli spiragli spirituali dove, prima o dopo, il male si intrufola, creando dei disagi ben più gravi. Io che volevo essere al servizio delle persone, le ponevo invece, in balia di forze occulte. Avevo due amici, non clienti miei, che frequentavano abitualmente, erano guaritori come me. La loro vita è finita tragicamente: si sono suicidati. I loro corpi, però, nella bara, erano perfettamente sani.

Gesù lo dice in una sua parabola: se viene cacciato un demone e la casa (cioè l’anima) rimane pulita (cioè come prima), questo, ne và a prendere altri sette che si instaurano in quella casa. Solo ora comprendo il contenuto e la verità delle Sue parole. Per approfondire il tema in modo esauriente, consiglio caldamente di leggere il libro in due volumi “ Come leone ruggente” e il libro “ Voi chi dite che io sia?”, entrambi di Tarcisio Mezzetti, editi dalla Elledici di Torino.

Degli episodi in particolare hanno rappresentato per lei il punto di rottura con il mondo dell’occulto. Vuol parlarci per esempio del “cappotto di cemento” cui fa riferimento nel libro che ha scritto insieme a Lidia Magni (“Dai tarocchi alla Fede” – ed. libreria del Santo, 2011)?Un giorno ho praticato una normale seduta di riequilibrio energetico su un uomo che da tre mesi, da quando la moglie lo aveva lasciato, non riusciva più a vivere, non dormiva, non mangiava, non lavorava. Grazie alla mia seduta, però, quella persona ricominciò a sentirsi viva.

Dopo poco tempo tuttavia, scoprii che quella persona frequentava moltissime donne. Ed ecco il primissimo dubbio: ma sto facendo la cosa giusta?

Passati un po’ di giorni, ad un’altra persona che aveva l’artrite, prima di sottoporla alle mie grinfie di guaritrice, le dico: ogni parte dolorante del nostro corpo ci parla, quello che emaniamo da noi, atti, parole, pensieri è come un’onda che va nell’etere e ci ritorna con la stessa frequenza. Quando noi abbiamo un atteggiamento critico verso le persone, verso le cose o verso noi stessi, questo, và a colpire le nostre giunture.

Mentre dicevo questo, una frase mi balzò alla mente in modo prepotente: “Ama il tuo prossimo come te stesso”. Venni letteralmente rivestita come da una specie di “cappotto di cemento” arrivato da chissà dove, per queste parole piombate nei miei pensieri. Rimasi pietrificata. Come se non bastasse, prima che mi potessi riprendere, mi arrivò in testa sempre prepotentemente un’altra frase: “Non è quello che fate entrare nel vostro corpo che vi fa male, ma quello che esce da voi”. Non riuscivo più a connettere i pensieri e non sentivo più le gambe, rimasi così per un bel po’, annullai la seduta congedando il mio cliente. Quando rimasi sola, iniziò dentro di me un lungo travaglio.

Mi dicevo che queste frasi le avevo già sentite da bambina e che io le stavo ripetendo, ma solo con parole diverse. Pensai: se queste poche frasi che si trovano nel Vangelo, io ora le capisco e le riscontro vere nel piano visibile e tangibile sui corpi fisici, allora deve essere vero e sperimentabile tutto il Vangelo. Ma allora, il Vangelo non è quella cosa morta che io pensavo servisse a consolare i vecchi.
Mi balenarono in testa una serie di domande, la cui ultima fu: Vuoi vedere che la Persona Gesù Cristo è venuto qui in terra e si è fatto addirittura uccidere perché io possa unirmi con Dio il Creatore, e non con Dio = Universo, Dio = Energia Cosmica, Dio = il Tutto, Dio = Io, meta di tutte le ideologie alternative di cui io mi sto nutrendo? Nessun guru si è fatto mai uccidere per me! In quell’istante mi sono sentita come se fossi arrivata a casa al caldo dopo un lungo viaggio al freddo, ho sentito acqua fresca che spegneva la mia sete di ricerca, mi è sparita ogni paura, il mio corpo ha perso i suoi confini, mi sono trovata con tutto il mio essere dentro all’attimo di Dio, il quale racchiude, adesso, in un solo istante, tutto il tempo e tutto lo spazio. Gusto l’Eternità. Ma allora è questo il punto d’arrivo che io cercavo da tanto e per tutte le vie del mondo: l’unione con Dio Creatore. E qui, anche la mia mente e la mia razionalità si sono espanse, tanto da contenere l’evidenza meravigliosa che mi veniva regalata.

Cosa le ha donato questa consapevolezza dell’unione con Dio Creatore?

Da là in poi è stata un’immersione totale per capire cosa Dio Creatore mi vuole dire e cosa Dio Creatore mi vuole dare. Ho partecipato una settimana ad un ritiro spirituale di “Guarigione e Liberazione”. Ho assistito alla spiegazione delle “10 Parole” che Dio ci dà per poter vivere felici e non farci del male da soli, tenute dai Padri Carmelitani di Treviso. Dio, con la sua Parola, mi guida alla Verità tutta intera.

Mi accorgo che Dio anche se non mi preserva dalle sofferenze, mi custodisce continuamente. Io, sì, cercavo delle risposte sul senso della vita, ma la mia ricerca non era rivolta a Lui. Era la Grazia che mi disponeva alla Grazia. Lui era lì anche quando Lo ignoravo; il suo progetto su di me, che è quello di innalzarmi a Lui, non lo ha mai mollato. Nonostante me. Scopro che questo suo disegno amorevole, non esclude nessuno, scopro che noi non dobbiamo affannarci tanto per raggiungerLo. Scopro che l’alleanza è unilaterale, è Lui che viene da noi, non perché siamo bravi e ce lo meritiamo (vedi nel mio caso) ma solo perché ci ama e vuole una relazione con noi. È Lui che ci mette nelle correnti ascensionali e ci fa librare nell’aria, la nostra sola fatica è quella di tenere aperte le ali per restare in equilibrio. È Lui che fa incontrare l’abisso che abbiamo nel cuore con il Suo abisso e poi trasporta tutto questo alla coscienza della ragione. Ora parlo con Dio di tutte quelle persone che ho “curato” e Lo prego di liberarle dai danni che involontariamente ho creato loro.

Ci racconti com’è cambiata la sua vita mediante la conversione…Guardi, anzitutto non accadono più in casa mia certi episodi strani che si manifestavano quando usavo le tecniche della New-Age. Facendo le invocazioni alle forze dell’universo, sentivo voci, rumori e avevo il mio gran da fare a sostituire le lampadine. Una volta addirittura, fui sfiorata dal lampadario intero, staccatosi dal soffitto senza un motivo pertinente.

Oggi le persone che conosco da sempre, non comprendono, rimangono sbalordite, quando parlo del mio incontro con Gesù si guardano tra loro; mi guardano con sufficienza, mi assecondano e so che pensano: “Questa è andata fuori di testa; era tanto piacevole prima stare con lei. Avrà avuto qualche delusione e allora si aggrappa alla fede pur di rimanere in piedi”.

Ma non sanno che la prima ad essere sbalordita sono proprio io. Non sanno che Dio Padre, che nei momenti d’ira io addirittura calunniavo pur non conoscendolo, – beh – quel Padre mi fa assaporare la sua compassione, la sua pietà e il suo perdono. Ha cancellato tutte le mie ferite passate, mi fa vedere come vede Lui, mi fa amare chiunque come lo ama Lui, senza condizioni e io mi beo nel suo cielo, pur respirando ancora l’ossigeno della terra e pur rimanendo sempre io con quasi tutti i difetti di prima.

Ho capito che è Dio che cerca l’uomo e lo guarisce; i carismi che elargisce non sono per chi li riceve, ma per gli altri affinché si diffonda il suo Amore.

Le “credenze” e religiosità varie, invece, ritengono sia l’uomo a guarire per mezzo delle proprie conoscenze, dei propri doni. Un uomo arrogante che vuole incanalare e dirigere Dio. Eccolo qua il punto. Il solito punto. Dio = Io!

Dio si è fatto uomo perché l’uomo divenga Dio e partecipi appieno alla sua Divinità e ci ha insegnato come fare: con l’Amore. L’uomo invece, da solo, anche se fa i miracoli, rimane il dio di sé e non si salva, spera che al prossimo giro (reincarnazione) gli vada meglio. Posso dire un’altra cosa?

Prego.

Per capire se si agisce nel nome di Dio bisogna ricorrere alla guida del Vangelo. Gesù dice che si vede dai frutti se l’albero è buono.

Usando la carità teologale, che vuol dire amare le persone come le ama Lui, invocando sempre lo Spirito Santo che smaschera ogni inganno e facendosi aiutare da un sacerdote santo, in questo modo i frutti non possono che essere “buoni”.

Quale messaggio vuole rivolgere alle persone che subiscono il fascino dell’occulto?Le abbraccerei una ad una e sussurrerei all’orecchio di ognuna: non fare come ho fatto io, per placare la voglia di infinito che senti, prendi la scorciatoia. Anche se non l’hai mai fatto, prendi in mano il Vangelo, là dentro c’è il medico ed il guaritore gratuito per l’anima e per il corpo e se qualcosa non ti è chiaro cerca qualche brav’uomo di Chiesa che ti aiuti a comprendere. Direi poi che l’Eternità è entrata nel tempo con Gesù Cristo e Lui opera ora, qui e sempre.E poi darei loro un bacio.

So che vorrebbe dire qualcos’altro…

Si. Ho un grido strozzato in gola.

La Croce di Gesù Cristo, che racchiude in sé l’Amore sublime, dà fastidio a tanti nel mondo e questi tanti La vogliono cancellare. In modo evidente, con le chiese bruciate, con gli assassinii di sacerdoti, vescovi e laici cristiani; ma, quel che è peggio, anche in modo subdolo. Operando all’interno della stessa Chiesa, Satana sta tarmando il legno della Santa Croce volendo vanificare la Redenzione di Gesù. Lo sta facendo divulgando anche nelle nostre parrocchie la New-Age (yoga, schiatzu, reiki e altre pratiche inconciliabili con una pace autentica in Cristo).

Io invoco la Chiesa gerarchica a ché possa aiutare tutti i nostri preti, che sono le nostre guide, a comprendere che in queste discipline di moda nel mondo moderno, mostrate come dei semplici rilassamenti in totale compatibilità con la Fede cristiana, c’è la grande volontà di cancellare la Croce di Gesù Cristo. Io imploro ancora la Chiesa gerarchica di rifuggire traduzioni della Scrittura che La minimizzano e La sviliscono, appannando la magnificenza di Dio.
Basta la Parola – limpida e schietta – che Dio ci ha rivelato, per non cedere ai mille inganni che sono pronti ad accoglierci e tradirci. Alla luce della mia esperienza, invito tutti, laici e non, a prestare grande attenzione: il male è molto seducente e ingannevole.

Guardiamo il Crocefisso

28 gen 2013Che questo sia un periodo particolare, non è un segreto e non ci vuole molto a capire che questi sono tempi molto difficili, non solo sul piano della fede ma sul piano della vita stessa.

di Tony Puglisi

E’ un momento in cui il presente è buio e il futuro è un incognita e in cui guerre, rumori di guerre, catastrofi naturali ed eventi disastrosi di cronaca nera sono devastanti e se sul piano della fede si ci chiede se sia arrivato il momento descritto nel discorso escatologico di Gesù, anche sul piano ateo si ci interroga quanto a lungo possa durare questa umanità che si dice tecnologicamente avanzata ma che di fatto è molto malata.

E se le catastrofi naturali vengono a volte interpretati come “castighi di DIO” o “ribellioni della natura” i fatti devastanti di cronaca nera dovrebbero farci riflettere su come l’umanità ha perso ogni lume della ragione, proprio in questi giorni per esempio mi è capitato di leggere di una 13enne picchiata a sangue dalla sua compagna perché le aveva rubato il ragazzo, incommentabile.

Siamo in un periodo fortemente “Social”, che permettono di raccogliere tutte le opinioni del mondo, ma sopratutto l’opinione del mondo, con un relativismo impressionante, in nome della libertà della parola (che è valida solo finché si dicono parole rispettate dal mondo, altrimenti vieni etichettato come razzista, bigotto, superstizioso ecc…) si da come dogma rivelato qualsiasi nefandezza, come ad esempio il discorso aborto post parto .

Nei social passano link di loschi figuri, magari condannati per far passare messaggi “fighi” da persone dure, di quell’impavida generazione che grida tutto in faccia, anzi no, in tastiera.

L’umanità ha deciso di non volere DIO, di rifiutarlo, sta facendo “Autogestione” perché la religione è l’oppio dei poveri, l’origine di tutte le guerre, un inutile perdita di tempo ma soprattutto il modo in cui la Chiesa vi usa per fregarvi i soldi.

Un dato molto allarmante è per esempio che in Italia solo il 5% dei battezzati va in Chiesa (in altre nazioni, come la Francia anche di meno), ciò significa che chi oggi richiede un sacramento lo fa più per tradizione o abitudine che per vera devozione e fede, forse la colpa è anche un pò nostra (dei credenti praticanti) che non riusciamo a trasmetterne la differenza o per meglio dire il “vantaggio” tuttavia è una freddezza di cuori che poi si trasmette in un grande relativismo, se DIO non esiste, tutto è lecito.

Abbiamo tolto i crocifissi dalle scuole ma con cosa li abbiamo sostituiti ? ne ho parlato in questo articolo : Quel crocifisso che manca e la sua chiazza bianca

Ma il vero problema è che spesso si ha la sensazione che sia stata la Chiesa stessa (e per chiesa intendo sopratutto me che scrivo e tu che leggi), a tradire Gesù, per esempio è dal periodo del Catechismo che non sento più all’interno di una Chiesa ricordare ai propri parrocchiani i peccati che gridano vendetta al cospetto di DIO:

1-Omicidio volontario
2-Peccato impuro contro natura
3-Oppressione dei poveri
4-Defraudare la giusta mercede a chi lavora

Basta fare un piccolo esame di coscienza per verificare quante volte giornalmente tradiamo questi precetti, vi faccio due esempi per ognuno:

1) Aborto, Eutanasia – 2) Sodomia (anche tra uomo e donna), rapporto orale – 3) Tasse che non aiutano le famiglie ma le devastano, indifferenza verso i barboni (abbiamo un caso di qualche giorno fa di un barbone morto per strada proprio vicino un bar dove tranquillamente prendevano il caffè) – 4) basta leggere i giornali, pagamenti in ritardo spesso miseri, precarietà del lavoro, contratti che ti mettono il cappio al collo e via dicendo.

Riguardo l’aborto poi, volevo dare un dato di cui si parla poco e lo do proprio per chi giustifica gli aborti con motivi di povertà e malattia.

In Italia nel 2004 erano circa 150 mila .

Sono un numero astronomico (tutti poveri o con gravi malattie ?), in quest’epoca molti criminali vengono lasciati liberi o scontano un quarto della pena e si condannano degli innocenti a morte per la sola colpa di essere “indesiderati” c’è pensare.

Padre Pio è un santo molto amato in Italia, molti suoi devoti però dimenticano che egli stesso disse “Basterebbe che il mondo smettesse di fare aborti per un solo giorno e DIO ci concederebbe la pace fino alla fine del mondo” –

Spesso noi cristiani per paura di esporci pecchiamo di omissione e non facciamo nulla per contribuire a questa strage rendendoci anche noi complici, e anche questo è un peccato di cui, ricordiamocelo chiediamo perdono nella quando diciamo “Confesso a DIO onnipotente e a voi fratelli che ho molto peccato in pensieri, parole, opere e OMISSIONI” il peccato di omissione è il più frequente, forse uno dei più pericolosi e sicuramente il più sottovalutato, dovremmo ricordarcene più spesso. Molta gente si dice atea, ma si affida a stregoni, cartomanti e oroscopo per risolvere i propri problemi, si offre ai culti satanici, vende l’anima al diavolo e lo venera, è pronta a scagliare malocchi e fatture pur di cambiare il corso degli avvenimenti o consultare una medium per parlare (o illudersi di parlare) col proprio caro defunto, oggi la gente sperpera soldi con tanta vita di lusso (anche ostentato) e poca preghiera.

Molto spesso noi cristiani non preghiamo, diciamo soltanto delle preghiere, dobbiamo riprendere la pratica di guardare il crocifisso, senza dire una parola, osservarlo, meditarlo, guardarlo negli occhi, amarlo…

Entriamo in chiesa per guardare come è vestita la vicina o per giudicare l’omelia del sacerdote (almeno ascoltassimo le parole del vangelo) ci siamo fatti prendere da quella superficialità che è caratteristica del nostro tempo.

Una superficialità che fa si che affidiamo a un “mi piace” il compito di esprimere un emozione, una superficialità che fa si che non si dialoghi ma si “commenti” una superficialità che ci fa chiamare “amici” dei semplici contatti di rubrica telefonica.

Abbiamo detto sempre che la preghiera è dialogo, non sappiamo più dialogare, ne tra marito e moglie (per questo tanti divorzi) ne tra genitori e figli (uso spasmodico di Internet), ne tra persone del quartiere (amici perfetti on line e poi al vicino non lo salutiamo), e tantomeno riusciamo più a dialogare con DIO.

Siamo sempre di fretta e non riusciamo mai a spegnere il mondo intorno per preoccuparci di meditare e ascoltare DIO dentro di noi che ci parla, ci consiglia e ci ama.

Non so quale sarà il futuro, ma ricordo una citazione di Gandhi “Tu devi essere il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” ecco, noi non lo siamo…

Riflettiamoci… e non guardiamo, come si dice dalle mie parti, solo la “gobba” degli altri, ogni tanto guardiamo pure la nostra.

FORTETO: “LA COOP DEGLI ORCHI”

fortetodi Federico Cenci – Il Faro sul Mondo

Nei giorni scorsi, l’apparizione di una notizia su qualche quotidiano avrà senz’altro colto di sorpresa molti lettori, suscitando in loro rabbia e sgomento. Il contenuto riguarda una località di nome Forteto, ignota all’italiano medio, specialmente a chi vive al di fuori dei confini toscani. Facendo una ricerca in Rete, tuttavia, si apprendono diverse informazioni, utili a capire che le notizie agghiaccianti riportate di recente sulla stampa, non fanno altro che svelare qualcosa che in tanti già sapevano da anni.

La “comune” del libertinaggio.
È stato costituito anche un comitato per denunciare che il Forteto, apparentemente una serena azienda agricola del Mugello nata nel 1977, è stato un ricettacolo di delinquenti e pervertiti, riuniti in una setta dedita, più che alla mungitura delle vacche e alla coltivazione dei campi, agli abusi sessuali nei confronti di minori e di animali. Sono le stesse vittime, coloro che hanno costituito questo comitato, a togliere il velo romantico della “comune” fiorita sul terreno degli ideali sessantottini. Comunitarismo anarchico, recisione d’ogni legame con la tradizione, con la famiglia, rifiuto della società borghese. Sogni del pensiero libertino che, nei fatti, si traducono in un orripilante incubo. Un laboratorio progressista intento a scardinare l’ordine naturale delle cose, dove chi ci finisce dentro viene plagiato, vessato e persino violentato.

Il sistema di potere.
Impressiona che questo vero e proprio lager di nome il Forteto sia stato incensato per anni dall’intellighenzia rossa. Ma ciò che più sbigottisce non è tanto l’applauso convinto di quegli illusi discepoli da salotto del “sol dell’avvenire”, quanto le coperture e i finanziamenti garantiti al Forteto da parte dei “compagni” che occupavano i posti di potere della politica. Soltanto tra il 1997 e il 2010 la Regione Toscana, mentre nelle proprie Asl andava dilatandosi un grosso buco di bilancio, ha elargito a questa comunità oltre 1,2mlioni di euro.

Processi, condanne, coperture e malelingue.
Se non fossero sopraggiunti – come testimoniano i membri del Comitato Vittime del Forteto – intralci sospetti al lavoro di qualche magistrato di buona volontà, forse le attività di cui sopra sarebbero state interrotte a suo tempo, risparmiando a tanti ragazzi nel corso degli anni le sofferenze patite in quel lager. Appena un anno dopo la fondazione del Forteto, il giudice Carlo Casini arrestò il suo fondatore, Roberto Fiesoli, per violenza sessuale. Nel giugno 1979 venne però scarcerato, e il giorno stesso il giudice Giampaolo Meucci, padre del diritto minorile italiano, gli affidò un bambino con sindrome di Down. Già, perché a questa comunità situata tra le colline toscane, venivano abitualmente affidati da magistrati complici, o quantomeno negligenti, minori affetti da problemi o reduci da esperienze violente.

Sei anni dopo, nel 1985, un altro processo. Stavolta, sembrava proprio dovesse esser posta la parola fine all’incubo del Forteto. I due guru della setta, Fiesoli e Goffredi, vennero infatti accusati e condannati per diversi capi d’imputazione fra cui atti di libidine violenta, corruzione di minorenne e sottrazione consensuale di minore, questo “dopo aver scardinato, ricorrendo a forme di convincimento ossessive, aggressive e umilianti, ogni preesistente valore e le figure parentali, in modo da renderli del tutto dipendenti da loro, costretti ad accettare e a praticare il regime di vita da loro imposto e caratterizzato da promiscuità assoluta tra persone della stesso sesso, pratica dell’omosessualità, messa a disposizione della cooperativa di ogni risorsa”. Neanche stavolta, però, si riuscì a interrompere l’attività della setta. Giampaolo Meucci, ancora lui, permise al Forteto di “accogliere” altri 58 minori con disagi d’ogni sorta anche dopo quella pesante condanna, ritenuta dal giudice fiorentino una macchinazione orchestrata da magistrati suoi rivali. Fiesoli – a quanto oggi racconta un ex ospite del Forteto – parlò espressamente di una congiura nei suoi confronti da parte di “fanatici cattolici”. Un’idea, quella della persecuzione moralistica, del resto, che serpeggiava diffusamente. A rivelarlo, oggi, è un ex funzionario Asl, Marino Marunti, che dice: “Ci fu una presa di posizione di una certa parte culturale di Firenze che cominciò a dire: sì, la sentenza c’è stata, però è stato un errore perché ci sono state malelingue…”.

I racconti agghiaccianti.
Adesso uno spiraglio di luce sembra finalmente essersi posato sulla vicenda. Il tempo delle coperture da parte dei piani alti della politica e della magistratura appare superato; più che le lingue, ora, a far male è la relazione pubblicata da una commissione d’inchiesta creata dalla Regione Toscana nel giugno scorso, poco dopo l’ultimo arresto di Fiesoli per atti di pedofilia e zoofilia. Emerge che il Forteto, oltre a una proficua fattoria con un centinaio di dipendenti, è stata anche una comunità ove “l’abuso risulta essere la prassi”, “i rapporti eterosessuali chiaramente osteggiati” e “l’omosessualità non solo permessa ma incentivata, percorso obbligato verso quella che Fiesoli definiva liberazione dalla materialità”. Un contesto in cui – come raccontano le vittime degli abusi – “qualunque comportamento, qualunque gesto, tutto viene ricondotto al sesso, alle fantasie sessuali”, con i “minori che spesso divenivano o continuavano a essere prede”. E ciò “col consenso non solo collettivo, ma anche dei genitori affidatari”. Di più: si racconta di “abusi sessuali sui ragazzi da parte dei genitori affidatari, siano essi uomini o donne, e di un atteggiamento compiacente nei confronti delle “strane” attenzioni del Fiesoli sui ragazzi”. Un ex abitante del Forteto riavvolge il nastro orribile della sua memoria: “Io non ce la feci più e fuggii dopo aver assistito a scene incredibili di cinismo, quando al figlio disabile di un magistrato facevano mangiare l’insilato di mais. Lui vomitò, glielo fecero ingoiare di nuovo. E allo stesso ragazzo ogni tanto davano una bastonata in testa, o lo tingevano di rosso per metterlo nel recinto tra gli arieti”.

Il processo.
“È un processo unico nella storia della nostra Repubblica per la durata e la gravità dei fatti contestati”, ammette il procuratore aggiunto Giuliano Giambartolomei. “Dobbiamo capire come è possibile che tutti si fossero convinti dell’eccellenza del Forteto, che persone di quel tipo siano state trasformate in esempi per l’educazione dei giovani con tanta disinvoltura. Al dibattimento si scoprirà la vera storia del Forteto”, gli fa eco il sostituto procuratore Ornella Galeotti. Un auspicio che condividono in tanti, poiché, se è vero che la Regione Toscana ha annunciato che si costituirà parte civile nel processo, è anche vero che per anni il Forteto è stato l’oggetto della protezione e degli onori del mondo politico di cultura progressista. Un esempio esplicativo? Nel febbraio 2010 il gruppo Pd al Senato presentò il libro dello stesso Fiesoli, “Una scuola per l’integrazione”.

I nomi degli amici del Forteto
L’ingresso del libro di Fiesoli in un’aula parlamentare non è un caso isolato di connivenza politica e istituzionale. Dalle parti di quella cooperativa agricola, alle porte di Firenze, negli anni sono passati decine e decine di politici, magistrati, medici; tutti uniti dalla smania di rivolgere ossequi al Forteto. Nella commissione d’inchiesta si fanno i nomi di Piero Fassino, Susanna Camusso, Rosi Bindi, Livia Turco, il giustizialista Antonio Di Pietro (che ha scritto la prefazione di un libro di Fiesoli, nonostante la condanna per pedofilia di quest’ultimo fosse già passata in giudicato), Tina Anselmi. Sergio Pietracito, presidente della Comunità Vittime del Forteto, durante una trasmissione di una tv locale, ha aggiunto all’elenco Claudio Martini, ex presidente della Toscana, Michele Gesualdi, allievo di don Milani ed ex presidente della Provincia di Firenze, Alberto Cecchi, ex deputato comunista e membro della commissione parlamentare sulla P2, la femminista Vittoria Franco, senatrice Pd, e anche l’ex sindaco di Roma e candidato alla presidenza del Consiglio, Walter Veltroni. Uno dei visitatori, Alex Zanotelli, prete comboniano e fondatore della Carovana della Pace, ebbe a dire che al Forteto “più famiglie alla luce del Vangelo vivono controcorrente”.

E ora che il coperchio sarà tolto?
Gli imputati sono 22, per loro è stato chiesto rinvio a giudizio per reati di abuso sessuale e maltrattamento di minori. “Sarà un dibattimento drammatico e complesso, ma che scoperchierà tutto”, spiegano gli inquirenti. È da anni che attendeva questo momento il presidente del Comitato Vittime del Forteto, Sergio Pietracito, che afferma: “Sta emergendo la verità, è quello che volevamo. Ed è significativo che la relazione sia stata approvata all’unanimità, e integralmente”. Chissà se la stessa soddisfazione sta pervadendo anche gli animi di tutti quei politici, quei magistrati, quei medici che il Forteto lo hanno frequentato e che, fino ad oggi, ne hanno tessuto le lodi.

Fabrizio De Andrè II Parte – la musica eleva l’anima quando trasmette messaggi positivi, invece…

“. L’altro disco dovrebbe essere un LP sul Medioevo. Su un lato metterò una selezione delle migliori canzoni del Medioevo dell’Europa occidentale, mentre sull’altro riporterò i Vangeli apocrifi. Sai cosa diceva Lenin? L’etica sarà l’estetica del futuro. Grazie tante, preferisco Karl Kraus: l’etica e l’estetica sono una cosa sola. E non trovo nulla di più etico, e potenzialmente estetico, d’un disco sui Vangeli.

26 gen 2013

Si ma quelli apocrifi, mica quelli sinottici, scritti dall’ufficio stampa di Cristo. Gesù fu un grande rivoluzionario, e un rivoluzionario non può che essere un laico. Già da bambino, secondo gli apocrifi era un enfant terrible: se un compagno gli faceva un dispetto lui lo stecchiva. Poi si pentiva e lo resuscitava. L’idea del disco come ce l’ho in testa, è una falsa partenza, molto ligia, fatti conto un coro da chiesa, l’organo, giaculatorie. Poi una serie di vicende, e alla fine Gesù in croce, ma non si vede e non parla: al suo fianco, uno dei due ladroni (Tito, da de André “erroneamente” scambiato per il ladrone buono) smonta uno per uno i dieci comandamenti. E si sente di nuovo il coro. Ma stavolta dice una cosa molto laica: Laudate Hominem. Tra l’altro il Latino è la lingua più bella che sia stata inventata. Capisco Paolo VI quando pianse, firmando il decreto che introduceva l’italiano nella liturgia. E’ un Vangelo concreto. Cristo non appare mai ma c’è sempre: è il filosofo anarchico, il profeta dell’amore che dalle quinte determina tutto. Il Vangelo visto da un non credente, come quello di Pasolini. Non per niente lui ha dedicato il suo Vangelo a Giovanni XXIII, un Papa così anomalo da sembrare addirittura un uomo comune. Battute a parte, il problema è: l’uomo ha bisogno di un’entità parentale, perciò si è inventato Dio. Sai come si dice: Dio è qualcosa che, se non ci fosse bisognerebbe inventarlo. Ed è quello che l’uomo fa da milioni di anni. Poi, un giorno, Nietzsche ci rivelò che Dio è morto. Allora io dico: chissenefrega, ci è rimasto Cristo. Ho scritto queste canzoni in pieno Sessantotto e resto convinto che abbiano una forte carica rivoluzionaria. Con La buona novella ho voluto dire ai miei coetanei di allora: guardate che le nostre stesse lotte sono già state sostenute da un grande rivoluzionario, il più grande della storia. Molti ritennero il disco anacronistico perchè parlavo di Gesù Cristo nel pieno della rivolta studentesca. Eppure ciò che gli studenti volevano non era poi così lontano dagli insegnamenti di Cristo. abolizione delle classi sociali e dell’autoritarismo, e creazione di un sistema egualitario. Gesù ha combattuto per una libertà integrale, piena di perdono. Al contrario di certi casinisti nostrani che combattono per imporre il loro potere. Il perdono è un elemento straordinario. Nel disco racconto la storia di Maria e Giuseppe, di Cristo, dei due ladroni Dimaco e Tito, rileggendo la Natività alla luce di quanto risulta dai Vangeli cossiddetti  apocrifi: e cioè i fatti sono molto più umani che divini. Considero Cristo il più grande rivoluzionario della storia. Ho bisogno, e credo tutti come me di considerarlo come uomo e di considerare “umana” tutta la sua storia. Perché se lo si considera un Dio non si può imitare; se lo si considera un uomo, sì. L’amore è un potere che non può avere padroni e nessuno può esserne dominato: con l’amore non si sopravvive, si vive. Bisogna restituire dignità alla carnalità. Gaber e Luporini hanno scritto un monologo dove il signor G incontra Gesù, gli parla come un topo di sacrestia, ma Cristo lo blocca. “Tutto questo è superato” dice “sull’anima abbiamo lavorato abbastanza: è il momento di lavorare sul corpo.” Appunto. Io dico: i teologi hanno derubato la Madonna dell’eros, l’hanno condannata alla verginità. E allora restituiamole il maltolto: Maria è una ragazza costretta a sposare un uomo molto vecchio, un giorno incontra un individuo misterioso, giovane come lei e presumibilmente bellissimo e si fa mettere incinta, credendolo un angelo. Questo voglio raccontare. Probabilmente si ripeterà quello che è accaduto con Si chiamava Gesù: la Rai l’ha ritenuta blasfema, e non l’ha mai trasmessa, mentre Radio Vaticana l’ha mandata in onda senza problemi. Oggi fior di teologi mi invitano ai loro convegni, ma io non ho niente da spartire né con la teologia, né con l’antropologia, né tantomeno con il con la metafisica. Mi sono limitato a rendere umani dei personaggi consacrati, come nei Vangeli apocrifi, più autonomi rispetto alla Bibbia e più attenti alle ragioni dell’umanità. E perciò sgraditi alla Chiesa, poco disposta ad ammettere che la figura di Cristo sia stata rappresentata molto meglio da autori non cristiani: alcuni, addirittura, di fede islamica, ché i maomettani rispettano Cristo molto di più di quanto i cattolici rispettino Maometto. Per i primi Gesù è un profeta da venerare, per i secondi Maometto è poco più di un prestigiatore. Il testamento di Tito è, insieme ad Amico fragile, la mia miglior canzone. Dà un’idea di come potrebbero cambiare le leggi se fossero scritte da chi il potere non ce l’ha. E’ un altro di quei pezzi scritti col cuore, senza paura di apparire retorici, che riesco a continuare a cantare ancora oggi, senza stancarmene. Avevo urgenza di salvare il cristianesimo dal cattolicesimo. I Vangeli apocrifi sono una lettura bellissima con molti punti di contatto con l’ideologia anarchica. Il cattolicesimo inteso come fondazione della Chiesa, ha rovinato tutto. Per questo ho scritto il pistolotto finale: è troppo facile eludere le regole del Vangelo pensando che quest’uomo fosse un dio. Bisgna responsabilizzarsi. Non mi va di essere sotto interrogatorio. E’ una sorta di nevrosi. Sento che mi devo difendere in qualche modo, cercando di accontentare le persone che mi considerano, volente o nolente, un personaggio. Allora finisco per dire alla gente quello che che vuole e così mi nascondo meglio. In fondo la gente si ferma a interessi molto superficiali. Però sono anche esibizionista. Penso di riuscire bene nel mio “mestiere”, di avere accumulato un certo partimonio di valutazioni positive e anche lusinghiere. Vorrei essere perfetto nei corollari del mio lavoro: ad esempio nel rispondere alle domande di un’intervista, ma temo di non avere l’intelligenza sufficiente per riuscirci. Il mondo va verso l’autodistruzione e allora scrivo canzoni in cui “salvo” parecchia gente, i cossiddetti diseredati, i suicidi, i drogati, ma devo ammettere che questo approccio mira soprattutto a salvare me stesso. Insomma cerco di essere “buono” perché desidero la bontà degli altri. Distribuendo carezze è meno facile ricevere pugni che non facendo il contrario. Dovrei condannare una società? Preferisco sospendere il giudizio. Non è forse vero che la scienza sta scoprendo che certe persone hanno in sé elementi biologici che le spingono al male? Dunque può essere il male insito nella natura umana? Lascerei l’ultima parola alla biochimica. Anche la violenza, l’egoismo, sono un bisogno di espandersi, di sopravvivere. E’ chiaro che, se ci sono persone inevitabilmente portate al male, si tratta di casi. E’ chiarissimo che una sociatà competitiva come la nostra è uno stimolo alla violenza, se non a qualcosa di peggio. Ma come liberarsi di questa società? Per essere liberi bisognerebbe essere liberi individualmente. Vorrei non essere un “conservatore”. Vorrei conoscermi meglio, agire psicanaliticamente su di me, ma ho le idee confuse. Vedo che il mondo se ne fotte di chi muore per strada, delle tragedie del Vietnam e delle migliaia di persone che muoiono nei disastri naturali dell’Asia (e di come ci vivevano). Io non sono ancora così indifferente. Forse sono ancora in tempo a salvarmi dall’indifferenza e penso che, se due uomini si incontrano, hanno già fatto una società. Voglio sentirmi libero da un senso di colpa. Mi sento bollato per aver fatto parte di quel gruppo sociale che deteneva il potere. Vorrei che non esistessero le classi sociali, ma ci sono e io non posso non essere “borghese”. E’ il senso di questa parola che mi sento dentro. Ora posso dire anch’io che mi sento un diseredato. Anch’io sono entrato in un ingranaggio dove si deve fare ciò che vogliono gli altri. Nelle mie canzoni dico quello che penso. Ma è in questo “fare canzoni” che già non conto più soltanto io. Credo che, dopo La buona novella, non dovrei più fare dischi. Non ho più niente da dire. Ma ho un contratto che devo rispettare per altri due anni. Così sto vivendo appieno le mie contraddizioni e sto comprendendo il mio “senso di colpa”.

Messaggio di Medjugorje: 25 gennaio 2013

marija

Cari figli! Anche oggi vi invito alla preghiera. La vostra preghiera sia forte come pietra viva affinché con le vostre vite diventiate i testimoni. Testimoniate la bellezza della vostra fede. Io sono con voi e intercedo presso il mio Figlio per ognuno di voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. 

Fabrizio de Andrè I conigli bianchi

Cari amici,

sappiamo che la musica eleva l’anima quando trasmette messaggi positivi. Ma l’abbassa quando invece i messaggi sono negativi e deleteri per la nostra vita spirituale.

Certi concetti lanciati dai cantanti attraverso le loro canzoni – volente o nolente – arrivano dentro e il rischio grosso è che vi rimangano dando adito a dubbi e incertezze riguardo alla fede.

Lo vediamo che senza Dio – come dice un mio caro amico – tutto il resto è noia.

Sì, è noia e apatia.

Con Dio invece si vola in alto e si respira il suo buon profumo.

Ecco che allora desideriamo darvi un aiuto analizzando alcuni testi che i cantanti – a volte famosi – propinano.

Buona lettura a tutti

Annalisa Colzi

Vi proponiamo un secondo articolo di Francesco D’Apice che, a causa della lunghezza, verrà suddiviso in diverse puntate.  

25 gen 2013

Confesso che inizialmente quando ho pensato di scrivere di James Douglas Morrison & di Fabrizio De André ho avvertito una specie di dolore molto forte, quasi fisico. In quanto le loro canzoni, seppur in maniera diversa avevano per me e non solo; rappresentato l’essenza della poesia moderna. Americana e Italiana, una specie di cocktail quasi perfetto: la ribellione al di là di ogni bandiera che veniva sventolata dai vari cantanti dell’epoca… Alla fine della mia gioventù ho personalmente recitato alcune parti parlate di De André, rifiutando istintivamente di recitare quelle dove si parlava in modo irriverente dal Santo Padre e di Dio… Mi è poi venuta in mente una delle meravigliose visioni della Beata Anna Caterina Emmerick nella quale vide, presso Eliopoli; gli idoli Egiziani andare in frantumi al passaggio di San Giuseppe, di Maria Santissima & del piccolo Gesù… (dalle Rivelazioni di Caterina Emmerick pagina 117 di don Eugenio Pilla edizioni Cantagalli 1998)… Ho avuto modo di vedere De André nell’ultimo tour e nella parte finale del concerto presentando le canzoni della Buona novella aveva detto parole che mi avevano colpito in maniera non del tutto positiva anche se inizialmente non gli avevo dato troppo peso… Voglio citare alcuni brani del libro Autobiografico e registrazioni in studio e dai concerti per cercare di capire, insieme a chi leggerà dov’è il confine tra la Poesia, la ricerca di Dio, l’anticlericarismo, l’odio per Gesù Cristo e per la Sacra Famiglia, la negazione dell’esistenza di Dio, dell’odio verso il Creatore infinitamente degno di essere amato al di sopra di tutto e non sbeffeggiato come un personaggio uscito da un opera di Bertolt Brecht…

Dal libro autobiografico Una goccia di splendore (edizioni Rizzoli) che raccoglie appunti personali, interviste, biografie e parlati da concerti, pagine 115,116,118, 121, 123 leggiamo: Ho in programma due dischi nuovi: il primo tratterà genericamente e ampiamente un certo tipo di alienazione, quella che si può chiamare la diversificazione dei valori umani: un discorso alla Nietzsche, vizi che diventano virtù, virtù che diventano vizi. Comincio con Pietro L’Eremita che arringa la folla, alla stessa maniera in cui Gobbels (manca l’umlaut sulla o) arringava le SS, e lo faccio finire cercando di dare una spiegazione non tanto logica quanto addirittura onirica, cioè: faccio partire dalla coscienza di un ipotetico uomo le forze del male e le forze del bene. Un diavolo e un angelo che lo tirano a destra e a sinistra e non gli lasciano poggiare i piedi sulla terra, lo coinvolgono sempre in situazioni più grosse di lui, sia nel bene che nel male. Questi due personaggi partono e si vedono costretti ad affrontare la vita come deve fare un uomo normale. Si trovano subito a mal partito. All’angelo capita di gettare bombe al napalm sul Vietnam, al diavolo di medicare i bambini denutriti del Biafra. Ritornano tutti sporchi, stracciati, con una scatola di cartone, sotto il braccio: il diavolo ha un impianto-lacrime, perchè ha dovuto imparare a piangere per vivere con la gente, mentre l’angelo ha un’enciclopedia dell’ingiuria, perchè anche lui ha dovuto imparare a parlar male per riuscire a comunicare. L’uomo loro padrone, dalla cui coscienza sono usciti questi due spiriti, appena li incontra li tratta malissimo, gliene dice di tutti i colori. Poi tutto sommato, siccome è loro affezionato, dice: “Vi siete resi conto di cosa vuol dire essere uomini? Vi prendo con me, però mi lasciate in pace. Non mi portate più a crisi mistiche nè a svaligiare banche. Lasciatemi tranquillo”. L’altro disco dovrebbe essere un LP sul Medioevo. Su un lato metterò una selezione delle migliori canzoni del Medioevo dell’Europa occidentale, mentre sull’altro riporterò i Vangeli apocrifi. Sai cosa diceva Lenin? L’etica sarà l’estetica del futuro. Grazie tante, preferisco Karl Kraus: l’etica e l’estetica sono una cosa sola. E non trovo nulla di più etico, e potenzialmente estetico, d’un disco sui Vangeli.

PADRE PIO CONFESSA IL DIAVOLO

Uno sconcertante episodio su padre Pio è narrato da padre Tarcisio da Cervinara. Il confratello del santo racconta: “Il Padre usava dire che il diavolo è una creatura cattiva, malvagia, perfida costituzionalmente, ma resta sempre un angelo decaduto, perciò dotato di un’intelligenza superiore a quella degli uomini, anche se pervertita.
Il Serafino di Pietrelcina ebbe modo di sperimentare tale intelligenza, subdolamente sottile. E la sperimentò in un modo del tutto singolare.

23 gen 2013
Satana un giorno si è “confessato” da Padre Pio! Il Padre, dopo una mia pressante richiesta, mi ha raccontato come erano andate le cose: “Una mattina, mentre stavo confessando gli uomini, mi si presenta un signore alto, snello, vestito con una certa raffinatezza e dai modi garbati, gentili. Inginocchiatosi, questo sconosciuto incomincia a palesare i suoi peccati che erano di ogni genere contro Dio, contro il prossimo, contro la morale, tutti aberranti.
Mi colpì una cosa: per tutte le accuse, dopo la mia riprensione, fatta adducendo come prova la parola di Dio, il Magistero della Chiesa, la Morale dei Santi, questo enigmatico penitente controbatteva le mie parole giustificando, con estrema abilità e con ricercatissimo garbo, ogni genere di peccato, svuotandolo di qualsiasi malizia e cercando allo stesso tempo di rendere normali, naturali, umanamente indifferenti tutti gli atti peccaminosi.
E questo non solo per i peccati raccapriccianti contro Dio, Gesù, la Madonna, i Santi, che indicava con perifrasi irriverenti senza mai nominarli, ma anche per i peccati che erano moralmente tanto sporchi e rozzi da toccare il fondo della più stomachevole cloaca.
Le risposte che questo enigmatico penitente dava di volta in volta alle mie argomentazioni, con abile sottigliezza e con ovattata malizia, mi impressionavano. Tra me e me, interrogandomi, dicevo: “Chi è costui? Da che mondo viene? Chi sarà mai?”. E cercavo di fissarlo bene in volto per leggere eventualmente qualcosa tra le pieghe del suo viso; e allo stesso tempo aguzzavo le orecchie ad ogni sua parola in modo che nessuna di esse mi sfuggisse per soppesarle in tutta la loro portata.
Ad un certo momento, per una luce interiore vivida e fulgida, percepii chiaramente chi era colui che mi stava dinanzi. E con tono deciso ed imperioso gli dissi: “Di’ viva Gesù, viva Maria!”.
Appena pronunziati questi soavissimi e potentissimi nomi, Satana sparisce all’istante in un guizzo di fuoco, lasciando dietro a sé un insopportabile fetore”.

Tarcisio da Cervinara, “Il diavolo nella vita di Padre Pio”, pp. 47-48