Annalisa Colzi

Annalisa Colzi è nata a Montemurlo, un piccolo paese alla periferia di Prato, nel 1962.

Non ci sono grandi novità da dire riguardo la sua infanzia se non che a pochi mesi di vita rischia di morire a causa di una broncopolmonite capillare, a due anni si rinchiude dentro ad un frigorifero, a quattro anni scappa di casa, a quattro anni e mezzo rischia di essere schiacciata da una macchina e a cinque si ubriaca. Un’infanzia alquanto serena e tranquilla…

Nel 1980 incontra il suo boy, con il quale, dopo lunga e penosa titubanza si sposa.

Il matrimonio, celebrato nel 1994, è frutto della conversione della futura scrittrice, la quale assume il cognome del marito in modo così risolutivo da dimenticarsi il proprio.

Nel 1996 incontra uno dei più grandi mistici contemporanei, don Divo Barsotti, e con il marito si consacra nella Comunità da lui fondata.

Povera di studi, ma ricca del cognome del marito, decide di mettersi a scrivere. E fu così che uscirono i seguenti testi:

 

Una comunità e il suo fondatore: don Divo Barsotti (2004)

Nel 2006 esce la seconda edizione riveduta e corretta per l’editrice Shalom

Gesù unica via di salvezza (2006)  Shalom – esaurito

Nascosti con Cristo in Dio (piccolo contributo)   

Come satana corrompe la società (prima edizione: aprile 2009 – seconda: maggio 2009 – terza aggiornata: febbraio 2011) edito da Città Ideale

Spiritismo, new age, maghi, Sai Baba… (2010) ancora con Città Ideale

Che altro dirvi se non augurarvi una buona navigazione nel Blog di Annalisa Colzi

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One thought on “Annalisa Colzi

  1. VAMPIRISMO E GIOVANI. “(…) A Venezia, un barista, consapevole del fascino che su questi può suscitare il vampirismo (fenomeno, purtroppo, in rapida ascesa e alimentato dalla diffusione di film, trasmissioni e giochi sul tema) serviva il proprio sangue in tazzine di caffè a 4 ragazzi trevigiani, di eta’ compresa tra i 17 e i 18 anni. La notizia e’ forte ma va denunciata, al fine di un monito ai genitori, i quali, con un maggior grado di consapevolezza, devono affrontare il loro delicato compito educativo, senza rimetterlo a strumenti privi di un sistema di valori coerenti e che forniscono scarse informazioni sull’io della persona.” Questo uno stralcio dall’articoletto apparso ieri 27 Nov. 2012 nel notiziario della Associazione A.M.I. Avvocati Matrimonialisti Italiani. Ecco il link alla notizia:
    http://www.ami-avvocati.it/leggi_articolo.asp?id_articolo=1631&autore=la%20redazione

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