I nostri ragazzi e la Musica

Cari amici,

molteplici incontri che ho tenuto nel mese di novembre mi hanno dato modo di riflettere sull’urgenza di estendere il più possibile le tematiche da me trattate riguardo la corruzione dei costumi attraverso il mondo mediatico. La mia riflessione è nata dalla contemplazione dei volti sconvolti durante le mie conferenze. Guardandoli mi sono resa conto che, quello che per me è diventata “normale routine” da esternare, non lo era per loro. Ed hanno ragione! Non è normale il bombardamento a cui i nostri giovani vengono sottoposti. Non è normale che noi cattolici rimaniamo zitti davanti a questo sfacelo di anime. No, non è normale. Preghiera, digiuno e formazione sono diventati indispensabili.

Chiediamo alla Vergine Maria di illuminare il nostro cammino affinché possiamo essere luce per gli altri.

Di seguito trovate un articolo che scrissi per “Il Cittadino” e dai cui spero possiate trarre degli spunti interessanti.

Quando iniziai a scrivere il libro Come satana corrompe la società non pensavo di scoprire tanto degrado giovanile. Per questo motivo, arrivare alla fine del libro è stata per me una tortura.

Televisione, internet, riviste, fumetti, cartoni animati, discoteche, cantanti… sono per la maggior parte negativi. Non tutti o tutto, questo è sottinteso, ma molti lanciano messaggi deleteri ai nostri giovani.

Cantanti tipo Lady GagaFabri Fibra, J-AxEminemRhianna, punto di riferimento per tanti giovani, non solo conducono una vita sregolata, ma ne fanno ampio sfoggio sia nelle interviste che nelle canzoni.

La canzone di Fabri Fibra dal titolo Ci sono cento modi per morire dice: «Ci sono cento modi per morire, funzionano tutti (…). Il modo migliore per morire è con la droga, un mix di pasticche, eroina e altra roba». E a fine canzone si sente uno sparo di pistola a significare che si è suicidato.

I testi di Lady Gaga invece non hanno un significato logico, ma i suoi video stranamente sono pieni di simbologie. Naturalmente ciò che viene preso di mira, spesso e volentieri, sono i simboli cattolici. Così fece Veronica Ciccone quando, durante una sua performance musicale, con in testa una corona di spine si fece issare su una croce fatta di preziosi Swarosky; e così ha fatto Lady Gaga quando nel video Alejandro vestita da suora ingoia un rosario.

Uno dei punti cardini dei cantanti amati e venerati dai giovani è la blasfemia cattolica. Ma ci sono altri punti fermi presenti in tante canzoni: droga, alcool, sesso, violenza, istigazione al suicidio e all’omicidio. Tutti temi che si ritrovano anche in alcuni videogiochi, telefilm, reality.

Non sottovalutiamo il potere mediatico! Non sdrammatizziamo queste parole perché ci fanno paura. Non abbandoniamoli a loro stessi, ma rimbocchiamoci le maniche per dare ai essi un futuro. Combattiamo contro il sistema mediatico, contro i programmi spazzatura, contro i cantanti che regalano oscenità e cattivi esempi. Tiriamo fuori la testa e diciamo: basta! Lo dobbiamo fare per i nostri ragazzi, per il loro futuro!

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2 thoughts on “I nostri ragazzi e la Musica

  1. Più che di “blasfemia cattolica” direi che si tratta di blasfemia anti-Cristiana. Bisognerebbe guardare a queste cose con un’angolatura internazionale, perché è ben evidente che in Italia il Cristianesimo è in massima parte cattolico, ma complessivamente, nel mondo, la diffusione del Cristianesimo è piuttosto variegata, con quote assai significative di interpretazioni non cattoliche del Cristianesimo. Inoltre, gli “artisti” qua sopra citati si propongono su una scena non esclusivamente Italiana. I fenomeni di blasfemia, nel mondo di oggi, sono soprattutto in chiave anti-Cristiana. In territori dove predominano altre religioni la blasfemia è assai limitata, ed è attivamente contrastata a vari livelli, tanto che “spesso e volentieri” si eccede in senso opposto alla blasfemia, sconfinando ampiamente oltre quanto per noi è considerato moralmente accettabile. In molti paesi si travalica in qualcosa che non è più religione, fede o purezza, qualcosa che assume i cupi contorni di ossessione, fanatismo ed estremismo religioso e politico. Con buona pace di tanti benpensanti della decrepita Europa, di questi tempi, nel mondo, è il Cristianesimo che soffre le maggiori discriminazioni ed i principali attacchi, sul piano religioso, politico, morale etc. Auspico che la protesta espressa da persone di fede genuina assuma un’angolo visuale più ampio, per comprendere come questi fenomeni “blasfemici” affondano le proprie radici non solo nei territori soprannaturali, ma anche nei nostri propri cieli, quelli delle dinamiche politiche e culturali, a livello di singoli paesi come negli scenari internazionali. Il male non è solo qualcosa di spirituale, che noi riceviamo o accettiamo più o meno passivamente da una dimensione “altra”. Il male fa parte di quella dinamica tra questa e le altre dimensioni, in cui il nostro vivere concreto, compreso il libero arbitrio, giocano una parte attiva, qui ed ora.

  2. Carissimo nel Signore, la dicitura “blasfemia cattolica” è ben indovinata. La simbologia usata nel video è nettamente rivolta (contro) verso il Pontefice romano (vedi vestiario utilizzato), e la corona del Santo Rosario, viene pregata “pienamente” con Maria Santissima nella Confessione cattolica. Sicuramente ci sono riferimenti che possono ferire altre Confessioni cristiane, ma l’attacco sferrato è contro la Chiesa Cattolica (forse perchè detiene la pienezza per opera dello Spirito Santo). Difficilmente si verificano attacchi precisi alle altre Confessioni cristiane, se non per motivi prettamente politici. In tutti i casi se la simbologia è precisa, perchè “annacquare” l’evidente interpretazione? Il Male è una persona, il Maligno, e opera, attraverso le suggestioni, in tutti i livelli della persona, creando relativismo e pan-cristianesismo. Ormai tutti si appellano cristiani: new age, testimoni di varie sette, ecc. Se questo traduce la parola cristiani: essere di Cristo, ben venga, ma prima bisogna intendere quale Cristo, e, a mio avviso, ce n’è uno solo, il Figlio di Dio nella Santissima Trinità, vissuto, testimoniato e tramandato dalla Tradizione Petrina.

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