L’ha detto la televisione

L’evangelista Giovanni nella sua prima lettera (2,18), parla di molti «anticristi» presenti nel mondo. Se questo è vero, uno, a mio parere, è certamente la televisione. Questa scatola, da cui oggi viene trasmessa tutta la «spazzatura» possibile, ha un’enorme potere. Passa come principio di verità. Si sente infatti dire «l’ha detto la televisione». Quindi è una cosa certa, sicura. Invece il processo di degrado sembra essere senza fine. I programmi come i reality show, che risultano essere i più graditi agli adolescenti, creano una sorta di dipendenza dalla quale difficilmente ci si riesce a liberare.

Cosa c’è di vero in un programma come il Grande Fratello, la cui moralità è sempre più a livello di bestie? Come si può tollerare che dei giovani privi di qualsiasi valore vengano ripresi da dentro una gabbia dove regnano gli istinti triviali peggiori? Durante le persecuzioni romane si narra di folle che si radunavano nelle arene per vedere le fiere e i gladiatori che si accanivano sui cristiani, fino a farli morire. Oggi, nonostante il progresso, siamo uguali, anzi, peggio perché un’altra folla, molto più numerosa (si parla di circa sette milioni di telespettatori sintonizzati sul Grande Fratello!) si diverte a guardare le «fiere» televisive. Solo che adesso ci sono solo gli animali che si sbranano da soli, senza più i cristiani.

Diciamo basta, come cristiani, a questo scempio televisivo. Riappropriamoci della nostra dignità di figli di Dio. Ricominciamo a ragionare con la nostra testa. Non siamo più abituati a farlo perché altri ragionano per noi. I nostri giovani sono talmente assuefatti a pensare e ad agire come il mondo mediatico comanda, da non riuscire più a distinguere ciò che è bene da ciò che è male.

E’ indispensabile che i genitori dialoghino con i figli. E’ vero, il tempo a disposizione è sempre troppo poco, ma un piccolo spazio si riesce sempre a trovare. Cominciamo dal pranzo e dalla cena. Televisione spenta e dialogo tra marito, moglie e figli. E’ questo che al maligno fa paura: il dialogo, la comprensione, le risate; ecco perché anche nei luoghi pubblici c’è un bombardamento televisivo continuo. Schermi enormi piazzati ovunque, pronti a catturare l’attenzione e a sovrastare le voci.

Stacchiamo, dunque, la spina – nel vero senso della parola – e ritorniamo ad un sano, corroborante, arricchente dialogo.

Annalisa Colzi

 

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