Ci rendiamo conto del potere televisivo?

Ben conoscendo la psiche umana, satana studia continue strategie per rovinare adulti e ragazzi. È innegabile che attualmente i mass-media siano l’arma più potente nelle sue mani.

«Siate temperanti, vigilate.
Il vostro nemico, il diavolo,
come leone ruggente va in giro,
cercando chi divorare.
Resistetegli saldi nella fede»
(1Pt 5, 8-9)

In tempo di elezioni politiche si assiste ad un vero e proprio bombardamento mediatico. Ogni giorno, ogni ora, ogni minuto si è costretti a sorbirsi volti, discorsi, promesse dalle forze in lotta tra loro per la vittoria. Si rischia di venire sommersi da un eccesso di informazioni. È questa una strategia studiata a tavolino da persone che, conoscendo bene la psiche umana, tentano di manipolare le idee e le volontà altrui. Questa ingerenza avviene non solo nel mondo naturale, ma anche in quello soprannaturale. Proviamo a fare una sommaria indagine.

Quando si parla di mondo soprannaturale, ci si riferisce a Dio e ai suoi benefici spirituali, ma, in senso lato, ci si può riferire anche a satana e ai suoi mali spirituali; ed è proprio su quest’ultimo aspetto che mi soffermerò. Dio e satana, Bene e Male, Amore e Odio. Sono binomi, questi, che esistono fin dall’inizio del mondo, o meglio da quando Lucifero ebbe la sventura di ribellarsi al suo Creatore: «Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli» (Ap 12,7-9). Satana, quindi, precipitato sulla terra, riversa il suo perenne conflitto con Dio sugli uomini. Questi ultimi, fin da Adamo ed Eva, sono ingannati dall’astuto serpente con ogni mezzo.

In questo periodo, i mezzi più utilizzati dal demonio per la rovina delle anime sono i mezzi mediatici: televisione, internet, videogiochi, riviste, libri. Come il più abile dei politici, satana sferra il suo attacco attraverso un bombardamento sottile e continuo per vincere la sua battaglia. Egli, che conosce bene la psiche dell’uomo, insieme ai suoi adepti studia continue strategie atte a scardinare la morale. Ultimamente, poi, si assiste ad un vero e proprio assalto nei confronti dei giovani.

Tempo fa, intervistando don Gabriele Amorth, chiesi se secondo lui in questi ultimi tempi si è accentuato da parte dei mass-media il desiderio di corrompere i giovani. Riporto integralmente la sua risposta: «Non c’è dubbio. La ricerca di pervertire i ragazzi, anche i ragazzini, si è molto accentuata. Uno dei mezzi usati sono i giornali per ragazzi. I genitori pensano che siano buoni e invece sono pessimi. Il desiderio di corrompere i bambini è un male grande che si sta spingendo in tutto il mondo. Sì, si cerca di corromperli fin da bambini e questo è diventato un male generalizzato. Penso a quando una volta passando per le strade di campagna a certe ore di sera, si sentiva dalle varie finestre il Rosario che veniva recitato. Non c’è dubbio che la televisione ha sostituito il Rosario. Quando è stata inventata la televisione, padre Pio era furioso; a chi gli diceva è un’invenzione meravigliosa, rispondeva – sì, lo so, lo so, è un’invenzione meravigliosa, ma vedrete che uso se ne farà –. E io credo che la televisione sia quella che ha corrotto preti, suore… perché se la vedono per conto loro» (Annalisa Colzi, Come Satana corrompe la società, Città Ideale, pp. 290-291).
La prima virtù ad essere attaccata è la purezza, tolta questa, se non interviene la grazia di Dio, per l’anima è una continua discesa all’inferno. Questo il demonio lo sa perfettamente, ecco perché televisione, internet, riviste per adolescenti, videogiochi traboccano di riferimenti sessuali.

Viene in mente un pensiero di Bernanos: «Se il peccato è soprattutto una menzogna, la sessualità ne è la sua più grande immagine: mezzo multiforme di tradurre tutta la presenza del male. Il suo valore sta qui, che il corpo che doveva servire alla manifestazione fenomenica dell’amore spirituale, serve più a velarlo che a rivelarlo, serve a pervertirlo anziché a tradurlo in un puro dono di sé». Così la carne diventa cancro che produce la morte nell’uomo.

Ci possiamo e dobbiamo chiedere: che cosa guardano gli adolescenti alla televisione?
I palinsesti, decretano gli studiosi, sono affollati da trasmissioni assolutamente diseducative per il 57%, poco comprensibili per il 48% e addirittura traumatiche per il 43% (cf Fabio Santini, Ascolti a confronto, in Libero, 4 novembre 2006).

Tommaso Scandroglio scrive: «L’aspetto più raro della vita continuamente riproposto diventa la normalità […]. Omosessualità, perversioni sessuali, adultèri, divorzi, aborti, divengono comportamenti normali, da accettare e, se si vuole, da emulare. Il caso estremo presentato in televisione più e più volte influenza chi sta a casa e si diffonde nella società: da raro il comportamento si trasforma in costume» (Tommaso Scandroglio, Tv accesa cervello spento, ART, Milano 2005, p. 57). E siccome “L’ha detto la televisione”, ecco che l’argomentazione della “velina” a sostegno dell’aborto, del divorzio, dell’omosessualità, diviene la verità assoluta. Dicono baggianate? Distruggono la morale? Sputano sentenze su argomenti di cui non capiscono nulla? Non importa… sono famosi e quindi onnipotenti.

Anche i cartoni animati, purtroppo, non hanno più i contenuti ilari e casti di un tempo. Oggi sono trasgressivi, anticonformisti, irriverenti, violenti, impuri ed esoterici. Dalla volgarità dei Simpson, al “potere dei cristalli” di Sailor Moon, dalla violenza di Dragon ball alla stregoneria delle Witch, ed infine un pizzico di sciamanesimo con il cartone animato Shaman King, ovvero il re degli sciamani.

Sono statistiche abbastanza inquietanti, ma che ci rivelano solo superficialmente ciò che i nostri ragazzi guardano. Per rendersi conto della gravità di ciò che la televisione propina, bisogna addentrarsi nello specifico di alcuni programmi, tipo i reality: Grande fratello, Tamarreide, L’isola dei famosi. Sono contenitori completamenti vuoti, privi di valori, pieni di doppi sensi, sesso, trivialità e, non in ultimo, bestemmie; e se all’inizio questo atteggiamento scandalizza, alla fine viene accettato come “normale”, anzi, spesso come modello di vita.

Sono messaggi che penetrano e formano la coscienza. È risaputo che i bambini fino a 9-10 anni assorbono come verità ciò che vedono, ascoltano, leggono; anche se viene detto loro che è pura fantasia, rimane nell’inconscio una sorta di “realtà”. Questa “realtà” s’imprime con forza proprio nell’età della formazione umana.
Scrive il filosofo Popper: «Ma che cosa significa realmente “imparare”? E che cosa significa “insegnare”? Significa influenzare il loro ambiente in modo che possano prepararsi per i loro futuri compiti […]. Come generazione precedente, noi abbiamo la responsabilità di creare le migliori condizioni ambientali possibili. Ora, il punto è che la televisione è parte dell’ambiente dei bambini ed una parte per la quale noi siamo ovviamente responsabili, perché si tratta di una parte dell’ambiente fatta dall’uomo» (Karl R. Popper – John Condry, Cattiva maestra televisione, Reset s.r.l., Milano 1996, p. 44).

In ultimo, ma è forse il primo dei problemi, c’è la solitudine che la televisione crea. La famiglia riunita attorno alla tavola per il pranzo e la cena utilizza un unico messaggio per interagire con i familiari: “Ssst, zitto! Devo ascoltare il telegiornale”. “Ma, papà volevo dirti cosa mi è successo a scuola”. “Non adesso, più tardi…”. Naturalmente “più tardi” c’è lo sport, il film, il reality, ecc., e quindi il dialogo finisce prima di iniziare. Il seguente tema scritto da un bimbo delle elementari, può renderci più consapevoli del tiranno a cui siamo sottoposti giorno e notte: «Quella scatola sta sempre accesa, perché la mattina la guarda il papà prima di andare via e poi la mamma che fa le pulizie. E dopo quando torno e si mangia è bella alta che la guardano un po’ tutti. E gridano per farsi sentire. Poi il pomeriggio l’accende il mio fratello grande, e poi arrivano i cartoni. Ah, che belli i cartoni, però sono anche brutti; poi quando si mangia la sera bisogna litigare perché ci sono i cartoni e le altre cose e anche il telegiornale del papà e allora il papà dice sempre che ne compra un’altra come gli americani che non si può andare avanti così. Mi dicono sempre di non guardare il film, ma poi lo guardo sempre perché mi piace tanto. Ecco la Tv è una cosa che si guarda sempre e c’è tutto e anche lei ti guarda però non ti fa fare mai i compiti» (Angelo Quattrocchi, Dai… stacca la spina, Erre Emme, Roma 1996, pp.103-104).

Ci rendiamo conto del potere televisivo?

 

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L’ha detto la televisione

L’evangelista Giovanni nella sua prima lettera (2,18), parla di molti «anticristi» presenti nel mondo. Se questo è vero, uno, a mio parere, è certamente la televisione. Questa scatola, da cui oggi viene trasmessa tutta la «spazzatura» possibile, ha un’enorme potere. Passa come principio di verità. Si sente infatti dire «l’ha detto la televisione». Quindi è una cosa certa, sicura. Invece il processo di degrado sembra essere senza fine. I programmi come i reality show, che risultano essere i più graditi agli adolescenti, creano una sorta di dipendenza dalla quale difficilmente ci si riesce a liberare.

Cosa c’è di vero in un programma come il Grande Fratello, la cui moralità è sempre più a livello di bestie? Come si può tollerare che dei giovani privi di qualsiasi valore vengano ripresi da dentro una gabbia dove regnano gli istinti triviali peggiori? Durante le persecuzioni romane si narra di folle che si radunavano nelle arene per vedere le fiere e i gladiatori che si accanivano sui cristiani, fino a farli morire. Oggi, nonostante il progresso, siamo uguali, anzi, peggio perché un’altra folla, molto più numerosa (si parla di circa sette milioni di telespettatori sintonizzati sul Grande Fratello!) si diverte a guardare le «fiere» televisive. Solo che adesso ci sono solo gli animali che si sbranano da soli, senza più i cristiani.

Diciamo basta, come cristiani, a questo scempio televisivo. Riappropriamoci della nostra dignità di figli di Dio. Ricominciamo a ragionare con la nostra testa. Non siamo più abituati a farlo perché altri ragionano per noi. I nostri giovani sono talmente assuefatti a pensare e ad agire come il mondo mediatico comanda, da non riuscire più a distinguere ciò che è bene da ciò che è male.

E’ indispensabile che i genitori dialoghino con i figli. E’ vero, il tempo a disposizione è sempre troppo poco, ma un piccolo spazio si riesce sempre a trovare. Cominciamo dal pranzo e dalla cena. Televisione spenta e dialogo tra marito, moglie e figli. E’ questo che al maligno fa paura: il dialogo, la comprensione, le risate; ecco perché anche nei luoghi pubblici c’è un bombardamento televisivo continuo. Schermi enormi piazzati ovunque, pronti a catturare l’attenzione e a sovrastare le voci.

Stacchiamo, dunque, la spina – nel vero senso della parola – e ritorniamo ad un sano, corroborante, arricchente dialogo.

Annalisa Colzi

 

MASS MEDIA E GIOVANI

 “Siate temperanti, vigilate.

Il vostro nemico, il diavolo,

come leone ruggente va in giro,

cercando chi divorare.

Resistetegli saldi nella fede” (1 Pt 5, 8-9).

 

In tempo di elezioni politiche si assiste ad un vero e proprio bombardamento mediatico. Ogni giorno, ogni ora, ogni minuto si è costretti a sorbirsi volti, discorsi, promesse dalle forze in lotta tra loro per la vittoria. Si rischia di venire sommersi da un eccesso di informazioni. È questa una strategia studiata a tavolino da persone che, conoscendo bene la psiche umana, tenta di manipolare le idee e la volontà altrui. Questa ingerenza avviene non solo nel mondo naturale, ma anche in quello soprannaturale. Proviamo a fare una sommaria indagine.

Quando si parla di mondo soprannaturale, ci si riferisce a Dio e ai suoi benefici spirituali, ma ci si riferisce anche a Satana e ai suoi mali spirituali; ed è proprio su quest’ultimo aspetto che mi soffermerò. Dio e Satana, Bene e Male, Amore e Odio. Questi binomi esistono fin dalla fondazione del mondo o meglio da quando Lucifero ebbe la sventura di ribellarsi al suo Creatore: «Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli» (Ap 12, 7-9). Satana, quindi, precipitato sulla terra riversa il suo perenne conflitto con Dio sugli uomini. Questi ultimi, fin da Adamo ed Eva, sono ingannati dall’astuto serpente con ogni mezzo.

In questo periodo, i mezzi più utilizzati dal demonio per la rovina delle anime sono i mezzi mediatici: televisione, internet, videogiochi, riviste, libri. Come un politico, Satana sferra il suo attacco attraverso un bombardamento sottile e continuo per vincere la sua battaglia. Egli che conosce bene la psiche dell’uomo, insieme ai suoi adepti studia continue strategie atte a scardinare la morale.

Ultimamente, poi, si assiste ad un vero e proprio assalto nei confronti dei giovani.

Tempo fa, intervistando don Gabriele Amorth, chiesi se secondo lui in questi ultimi tempi si è accentuato da parte dei mass media il desiderio di corrompere i giovani. Riporto integralmente la sua risposta: «Non c’è dubbio. La ricerca di pervertire i ragazzi, anche i ragazzini, si è molto accentuata. Uno dei mezzi usati sono i giornali per ragazzi. I genitori pensano che siano buoni e invece sono pessimi. Il desiderio di corrompere i bambini è un male grande che si sta spingendo in tutto il mondo. Sì, si cerca di corromperli fin da bambini e questo è diventato un male generalizzato. Penso a quando una volta passando per le strade di campagna a certe ore di sera, si sentiva dalle varie finestre il Rosario che veniva recitato. Non c’è dubbio che la televisione ha sostituito il Rosario. Quando è stata inventata la televisione, padre Pio era furioso; chi gli diceva è un’invenzione meravigliosa, rispondeva – sì, lo so, lo so, è un’invenzione meravigliosa, ma vedrete che uso se ne farà – e io credo che la televisione sia quella che ha corrotto preti, suore… perché se la vedono per conto loro» (Come Satana corrompe la società, Città Ideale, pp. 290-291).

La prima virtù ad essere attaccata è la purezza, tolta questa, se non interviene la Grazia di Dio, per l’anima è una continua discesa all’inferno. Questo il demonio lo sa perfettamente, ecco perché televisione, internet, riviste per adolescenti, videogiochi traboccano di riferimenti sessuali.

Dice von Balthasar (Ordre et Pènitence, p. 345) citando un pensiero di Bernanos: «Se il peccato è soprattutto una menzogna, la sessualità ne è la sua più grande immagine: mezzo multiforme di tradurre tutta la presenza del male. Il suo valore sta qui, che il corpo che doveva servire alla manifestazione fenomenica dell’amore spirituale, serve più a velarlo che a rivelarlo, serve a pervertirlo anziché a tradurlo in un puro dono di sé». Così la carne diventa cancro che produce la morte nell’uomo.

Ci possiamo e dobbiamo chiedere: che cosa guardano gli adolescenti alla televisione?

I palinsesti, decretano gli studiosi, sono affollati da trasmissioni assolutamente diseducative per il 57%, poco comprensibili per il 48% e addirittura traumatiche per il 43% (Fabio Santini, Ascolti a confronto, in Libero, 4 novembre 2006).

Tommaso Scandroglio scrive: «L’aspetto più raro della vita continuamente riproposto diventa la normalità […]. Omosessualità, perversioni sessuali, adultèri, divorzi, aborti, divengono comportamenti normali, da accettare e, se si vuole, da emulare. Il caso estremo presentato in televisione più e più volte influenza chi sta a casa e si diffonde nella società: da raro il comportamento si trasforma in costume» (Tommaso Scandroglio, TV accesa cervello spento, ART, Milano, 2005, p. 57). E siccome «L’ha detto la televisione», ecco che l’argomentazione della velina a sostegno dell’aborto, del divorzio, dell’omosessualità, diviene la verità assoluta. Dicono baggianate? Distruggono la morale? Sputano sentenze su argomenti di cui non capiscono nulla? Non importa… sono famosi e quindi onnipotenti.

Anche i cartoni animati, purtroppo, non hanno più i contenuti ilari e casti di un tempo. Oggi sono trasgressivi, anticonformisti, irriverenti, violenti, impuri ed esoterici. Dalla volgarità dei Simpson, al «potere dei cristalli» di Sailor Moon, dalla violenza di Dragon ball alla stregoneria delle Witch, ed infine un pizzico di sciamanesimo con il cartone animato Shaman King ovvero il re degli sciamani.

Sono statistiche abbastanza inquietanti, ma che ci rivelano solo superficialmente ciò che i nostri ragazzi guardano. Per rendersi conto della gravità di ciò che la televisione propina, bisogna addentrarsi nello specifico di alcuni programmi, tipo i reality: Grande fratello, Tamarreide, L’isola dei famosi. Sono contenitori completamenti vuoti, privi di valori, pieni di doppi sensi, sesso, trivialità e non in ultimo bestemmie; e se all’inizio questo atteggiamento scandalizza, alla fine viene accettato come «normale», anzi, spesso come modello di vita.

Sono messaggi che penetrano e formano la coscienza. È risaputo che i bambini fino a nove – dieci anni assorbono come verità ciò che vedono, ascoltano, leggono; anche se viene detto loro che è pura fantasia, rimane nell’inconscio una sorta di «realtà». Questa «realtà» si imprime con forza proprio nell’età della formazione umana. Scrive il filosofo Popper: «Ma che cosa significa realmente “imparare”? E che cosa significa “insegnare”? Significa influenzare il loro ambiente in modo che possano prepararsi per i loro futuri compiti […]. Come generazione precedente, noi abbiamo la responsabilità di creare le migliori condizioni ambientali possibili. Ora, il punto è che la televisione è parte dell’ambiente dei bambini ed una parte per la quale noi siamo ovviamente responsabili, perché si tratta di una parte dell’ambiente fatta dall’uomo» (Karl R. Popper – John Condry, Cattiva maestra televisione, Reset s.r.l., Milano, 1996, p. 44).

In ultimo, ma è forse il primo dei problemi, c’è la solitudine che la televisione crea. La famiglia riunita attorno alla tavola per il pranzo e la cena utilizza un unico messaggio per interagire con i familiari: «Ssst, zitto devo ascoltare il Telegiornale». «Ma, papà volevo dirti cosa mi è successo a scuola». «Non adesso, più tardi …». Naturalmente «più tardi» c’è lo sport, il film, il reality, ecc. e quindi il dialogo finisce prima di iniziare. Il seguente tema scritto da un bimbo delle elementari, può renderci più consapevoli del tiranno a cui siamo sottoposti giorno e notte: «Quella scatola sta sempre accesa, perché la mattina la guarda il papà prima di andare via e poi la mamma che fa le pulizie. E dopo quando torno e si mangia è bella alta che la guardano un po’ tutti. E gridano per farsi sentire. Poi il pomeriggio la accende il mio fratello grande, e poi arrivano i cartoni. Ah, che belli i cartoni, però sono anche brutti; poi quando si mangia la sera bisogna litigare perché ci sono i cartoni e le altre cose e anche il telegiornale del papà e allora il papà dice sempre che ne compra un’altra come gli americani che non si può andare avanti così. Mi dicono sempre di non guardare il film, ma poi lo guardo sempre perché mi piace tanto. Ecco la TV è una cosa che si guarda sempre e c’è tutto e anche lei ti guarda però non ti fa fare mai i compiti» (Angelo Quattrocchi, Dai… stacca la spina, Erre Emme, Roma, 1996, pp.103-104).

Ci rendiamo conto del potere televisivo?

Annalisa Colzi

Come satana corrompe la società

Quando iniziai a scrivere il libro “Come satana corrompe la società” non pensavo di scoprire tanto degrado giovanile. Per questo motivo, arrivare alla fine del libro è stata per me una tortura.

Televisione, internet, riviste, fumetti, cartoni animati, discoteche, cantanti… sono per la maggior parte negativi. Non tutti o tutto, questo è sottinteso, ma molti lanciano messaggi deleteri ai nostri giovani.

Cantanti tipo Lady Gaga, Fabri Fibra, J-Ax, Eminem, punto di riferimento per tanti giovani, non solo conducono una vita sregolata, ma ne fanno ampio sfoggio sia nelle interviste che nelle canzoni.

La canzone di Fabri Fibra dal titolo Ci sono cento modi per morire dice: “Ci sono cento modi per morire, funzionano tutti (…). Il modo migliore per morire è con la droga, un mix di pasticche, eroina e altra roba”. E a fine canzone si sente uno sparo di pistola a significare che si è suicidato.

I testi di Lady Gaga invece non hanno un significato logico, ma i suoi video stranamente sono pieni di simbologie. Naturalmente ciò che viene preso di mira, spesso e volentieri, sono i simboli cattolici. Così fece Veronica Ciccone quando, durante una sua performance musicale, con in testa una corona di spine si fece issare su una croce fatta di preziosi Swarosky; e così ha fatto Lady Gaga quando nel video Alejandro vestita da suora ingoia un rosario.

Uno dei punti cardini dei cantanti amati e venerati dai giovani è la blasfemia cattolica. Ma ci sono altri punti fermi presenti in tante canzoni: droga, alcool, sesso, violenza, istigazione al suicidio e all’omicidio. Tutti temi che si ritrovano anche in alcuni videogiochi, telefilm, reality.

A proposito di cantanti, cito molto volentieri Vasco Rossi, il cantante italiano più amato e venerato da migliaia di giovani. Da tanti anni sulla cresta dell’onda, Vasco Rossi, nella canzone Siamo solo noi dice: “Siamo solo noi che andiamo a letto la mattina presto e ci svegliamo con il mal di testa (…) che non abbiamo vita regolare che non ci sappiamo limitare,  siamo solo noi… quelli che poi muoiono presto quelli che però è lo stesso (…) che non abbiamo più niente da dire dobbiamo solo vomitare”.

Il Blasco non teme di iniettare il veleno del non senso della vita, tanto lui, come ha detto in una delle sue ultime canzoni dal titolo Manifesto futurista della nuova umanità non ha più fede e quindi per lui “la cosa più semplice sarebbe quella di non essere mai nato”.

Ma Vasco non si ferma qui e con l’avvento di Fb ama esternare le più disparate opinioni ai suoi innumerevoli fan. Leggiamo cosa scrive a proposito degli incidenti causati dagli ubriachi al volante: “Non voglio qui sostenere che mettersi alla guida un po’ alticci sia una buona idea, ma solo cercare di riflettere meglio sulla questione… Noi cerchiamo sempre una causa; abbiamo sempre bisogno di trovare una ragione: è una caratteristica prettamente umana! Ma, purtroppo, la verità è che spesso gli incidenti e le disgrazie non hanno nessun motivo razionale, sono parte costitutiva della vita, inclusi nel pacchetto dell’esistenza: accadono e basta! Ostinarsi a cercare una causa, un motivo, una ragione…e, diciamolo pure: un colpevole da punire…!. (…) Non voglio assolutamente offendere la sensibilità e i sentimenti di tutti coloro che hanno avuto un parente coinvolto in un incidente stradale mortale: sono traumi e sofferenze di fronte alle quali non esistono giustificazioni o spiegazioni che valgano o che significhino qualcosa! Ciò nonostante la questione è complessa, e deve essere affrontata punto per punto in modo razionale… Pensata e ri-pensata!”.

Mi piacerebbe sapere cosa c’è da riflettere su un incidente mortale causato da un ubriaco che si mette al volante?!?

Ma oggi il mondo va’ così: se sei famoso puoi dire tutto quello che vuoi, tanto sarai osannato, ascoltato, imitato.

E una delle più frequenti imitazioni riguarda il sesso. L’erotismo è diventato come il prezzemolo, lo si trova dappertutto. Nella televisione, in internet, nei testi delle canzoni, nei fumetti, nelle riviste ecc… Oggi c’è un bombardamento vero e proprio nei confronti dei giovani affinché perdano per prima cosa la purezza. Tolta quella, in alcuni casi, è una discesa agli istinti peggiori.

Si è perso gran parte della bellezza giovanile. Peccato, perché i giovani sono il futuro. Ma quale futuro potrà esserci se questa generazione già a 11 anni comincia a fare uso di spinelli, di alcool, di cocaina? Quale futuro se a 8 anni cominciano ad avere problemi legati alla anoressia e bulimia? Quale futuro se i suicidi, anche se i giornali non ne parlano, sono in continuo aumento?

Non sottovalutiamo il potere mediatico! Non sdrammatizziamo queste parole perché ci fanno paura. Non abbandoniamo i giovani a se stessi, ma rimbocchiamoci le maniche per dare ai nostri giovani un futuro. Combattiamo contro il sistema mediatico, contro i programmi spazzatura, contro i cantanti che regalano oscenità e cattivi esempi. Tiriamo fuori la testa e diciamo: basta! Lo dobbiamo fare per i nostri ragazzi, per il loro futuro, per la loro vita eterna.

Annalisa Colzi