La Società, Satana e i giovani

Lo scrittore Charles Baudelaire diceva che «la più grande astuzia del demonio è di persuaderci che non esiste». In questo modo può agire indisturbato, senza che nessuno si accorga delle sue malefatte. E devo dire, purtroppo che ci è riuscito molto bene. Oggi pochi fanno caso alla sua azione diabolica, tentatrice, invasiva.

I giovani si drogano? Colpa della società.

I giovani sono violenti? Colpa della società.

I giovani si suicidano? Colpa della società.

Ma questa società l’abbiamo plasmata noi, e l’abbiamo modellata a nostro uso e consumo, togliendo ogni riferimento religioso, o addirittura costruendosi una religione fai da te.

Ed ecco allora perché ho scritto il libro Come Satana corrompe la società: per cercare di far conoscere l’azione di Satana attraverso un mondo, soprattutto quello mediatico, in cui il relativismo la fa da padrone.

Sesso, droga, bellezza, potere sono questi i punti di riferimento della maggior parte dei nostri giovani. D’altra parte non potevamo aspettarci di meglio, visto che la maggior parte di essi sono cresciuti a pane e televisione, a pane e internet, a pane e cattiva stampa. Con questo tipo di educatori non potevamo che aspettarci una futura società malata.

Ho ritenuto quindi opportuno ristabilire una verità imprescindibile: Satana esiste e vuole le nostre anime, egli desidera distruggere i nostri figli per portarci alla disperazione. Penso che sia arrivato il momento di difenderci da questo assalto malefico, e la prima cosa che dobbiamo fare è conoscere la sua strategia. D’altra parte per iniziare una guerra bisogna conoscere prima le mosse del nemico. Bene, Satana è il nostro più grande e astuto nemico e l’attacco più feroce e subdolo lo sferra attraverso i mezzi che sono alla portata di tutti.

Come scrive don Gabriele Amorth nella prefazione, è un libro per adulti, perché ci sono dei passaggi molto crudi. Ma non si può dimenticare che il libro è tratto da esperienze vere che i giovani e giovanissimi fanno ogni giorno.

Sicuramente è per i genitori, gli insegnanti, i sacerdoti, gli educatori. E’ il momento, come dicevo prima, di non appoggiarsi più al caso, ma di istruirsi per poi istruire.

Se vogliamo rendere un po’ di dignità alla società di oggi, bisogna riappropriarsi del concetto di bene e di male. Il mondo, come diceva Sant’Agostino, è diviso in due città: la città di Dio e la città di Satana e queste due città convivranno fino alla fine dei secoli. Sta alla nostra libertà di decidere a quale città appartenere. Se si decide di stare con Dio, bisogna però dare un taglio netto e deciso a tutto ciò che ci allontana da Lui; San Paolo, il grande apostolo ce lo ricorda: «Non conformatevi alla mentalità di questo secolo».

Invece molti, anche fra i cattolici, si sono adeguati ad un certo andazzo: rapporti prematrimoniali, divorzi, vestiti ridotti «ai minimi termini». Ma in questo modo si rischia, come è scritto nel libro dell’Apocalisse, di essere vomitati da Dio perché «tiepidi».

Eppure è così semplice sconfiggere il maligno, basta seguire i Comandamenti di Dio e affidarci alla Vergine Maria. E’ questo un consiglio che vorrei dare in primo luogo ai genitori: rimettere la preghiera al centro della famiglia. Qualsiasi tipo di preghiera, ma certo un posto speciale lo riserverei al Santo Rosario.

Non c’è problema che non si possa risolvere con questa preghiera meravigliosa, e non dobbiamo dimenticarci che la Madonna è la più acerrima nemica di Satana.

Ritorniamo allora a vivere in pienezza il Cristianesimo attraverso il Cuore Immacolato di Maria, solo così riusciremo a trasmettere quei valori di cui oggi, come mai la società ha bisogno, solo così potremo colmare quel vuoto presente in tanti giovani.

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Satana odia Cristo e la sua discendenza

Satana odia Cristo e la sua discendenza. La Sacra Scrittura è chiara a questo proposito: «Allora il drago si infuriò contro la donna e se ne andò a far guerra contro il resto della sua discendenza, contro quelli che osservano i comandamenti di Dio e sono in possesso della testimonianza di Gesù» (Ap 12,17). Ed ecco perché, in ogni tempo e in ogni luogo, il maligno ispira i suoi seguaci, volontari od involontari, a divulgare eresie, creare divisioni, incitare alla blasfemia e quant’altro offenda il Re dei re. Non c’è da meravigliarsene. Così sarà fino alla fine dei secoli quando la zizzania verrà raccolta e separata dal grano buono.

Nel frattempo i cattolici sono chiamati a difendere le radici cristiane per non rischiare di farle seccare in tanti cuori. La radice è quella che dà vita, produce, germoglia. Ecco perché va difesa, coltivata, custodita. Varie dottrine si sono susseguite nell’arco dei secoli per cercare di distruggere la Verità, ma il Signore ha contrapposto alle eresie dell’epoca grandi personaggi o meglio grandi Santi che con digiuni, preghiere, scritti e insegnamenti hanno tolto dalla radice cristiana il verme nocivo.

Anche noi, che viviamo nell’era moderna, abbiamo questo compito. Certamente non mancano i presupposti per una difesa apologetica. Oggi le eresie che vanno diffondendosi sempre più, anche in ambiente cattolico, sono molteplici. Pseudo – teologi che sponsorizzano le unioni gay, la Comunione ai divorziati, la moglie ai sacerdoti; che non credono più ai miracoli, alla reale Presenza di Gesù nell’Eucaristia, al demonio. Gettonatissimi dai media, li si ritrova in tanti salotti televisivi o sulle pagine patinate dei giornali mondani per sparare a destra e a manca: contro i tradizionalisti, contro il Papa, contro i cattolici «bigotti», che sarebbero poi quelli che seguono la sana Dottrina. Gesù Cristo per loro è ridotto ad un figlio dei fiori più che al Figlio di Dio. Infatti giustificano tutto e tutti con la frase: «l’importante è l’amore. Lo diceva anche Gesù: amatevi gli uni gli altri». E’ in questa frase che racchiudono tutta la loro teologia e gran parte del popolo approva perché, giustamente, fa più comodo questa interpretazione che l’interpretazione del Catechismo della Chiesa Cattolica.

Certo che la lotta fra le forze del bene e quelle del male – parlando in termini mediatici – è piuttosto impari, poiché il male ha asservito al suo potere gran parte dei media e, attraverso questi, promulga le più grandi falsità, mentre raramente verrà detta la Verità attraverso di essi. Ed è così che il pensiero dell’uomo cattolico cambia, si trasforma, si adegua.

Ogni tanto c’è qualcuno che si indigna – contro la rimozione del crocifisso o per lo spettacolo blasfemo di Romeo Castellucci Sul concetto di volto nel Figlio di Dio – salvo poi accettare e difendere la tesi dei teologi progressisti: sì alle unioni gay, sì all’aborto se necessario, sì al matrimonio dei preti, sì alle donne sacerdote.

Il cattolico, invece, deve reagire sempre agli attacchi subdoli lanciati contro le radici cristiane. Prima di tutto con la preghiera e i sacrifici, e poi con i fatti. E’ giusto combattere perché non siano tolti i crocifissi dalle scuole; è giusto difendere il Volto di Gesù dagli escrementi lanciati durante lo spettacolo di Castellucci, ma questa difesa va perpetuata anche contro i cantanti blasfemi, le pubblicità amorali, i film eretici.

Chi si è indignato per il film La Sacra Famiglia del regista Raffaele Mertes? Quanti hanno gridato allo scandalo per il ruolo eretico affidato a san Giuseppe nel venire rappresentato come un uomo qualunque con moglie e figli prima di conoscere Maria? E Maria Santissima ridotta ad una adolescente qualsiasi che fa innamorare di sé il maturo Giuseppe? E soprattutto: quanti cattolici sono andati a vedere il suddetto film?

Perché qui si gioca il nostro cattolicesimo: nella coerenza.

Qualche mese fa, il fotografo Toscano Olivieri, su commissione della Benetton, realizzò una pubblicità irriverente che rappresentava il Santo Padre Benedetto XVI nell’atto di baciare sulla bocca l’imam del Cairo. Grazie a Dio intervenne la Santa Sede; ma quanti cattolici hanno boicottato i prodotti della Benetton dopo aver visto questa pubblicità?

Quanti battezzati hanno disdetto l’abbonamento Sky dopo che furono mandati in onda i vari spot dal titolo: Solo su Sky lo sport fa miracoli. Beato che si abbona, dove si vede un pallone dentro l’ostensorio al posto dell’Eucaristia? O la statua di Totti portata in spalla come un santo e che ad un certo punto suda e il popolo grida al miracolo?

E ancora, quanti cattolici entrano nei Centri Commerciali o nei Supermercati alla domenica per comprare, costringendo in questo modo padri e madri di famiglia a lavorare? La Madonna a La Salette ha detto: «Vi ho dato sei giorni per lavorare, mi sono riservato il settimo, e non me lo si vuole concedere. E’ questo che appesantisce tanto il braccio di mio Figlio».

L’indignazione del cattolico non deve fermarsi alla blasfemia di Castellucci o alla rimozione dei crocifissi, ma deve contrastare questa ondata anticattolica con la coerenza. Coerenza che parte dal boicottaggio.

Quando il dio danaro non entrerà più nelle casse dei potenti, allora siate certi che satana sarà costretto ad inventare nuove strategie per cercare di distruggere il Popolo di Dio. Ma come ci ricorda il Salmo 124 (125) «Chi confida nel Signore è come il monte Sion: non vacilla è stabile per sempre».

Annalisa Colzi