Nascosti con Cristo in Dio

La morte del giovane è sempre qualcosa che, di per sé, colpisce in modo particolare. Innanzitutto i genitori: una cosa è perdere un figlio nel fiore dell’età, e altra cosa è accompagnare verso il passo definitivo l’anziano genitore. E su questo penso che non ci siano dubbi.
E perché? Perché il ragazzo ha ancora una vita davanti a sé, ha dei progetti, ha delle realizzazioni in corso: é un cantiere aperto. La morte appare come una brusca – e a volte ingiusta – interruzione di un discorso iniziato; invece la morte dell’anziano appare come il compimento della vita, specialmente se l’anziano ha vissuto sempre nella fede e ha contemplato nella morte l’incontro atteso dopo una lunga vita di fedeltà a Lui.
Gregorio Sannino è morto a 28 anni, Elena Cavazzoni a 35, Emer Mezzanotte a 18, Ivana di Lorenzo a 31. Abbiamo voluto, con loro e in loro, parlare della morte cristiana proprio perché tutti e quattro hanno dato una testimonianza credibile – e in alcuni casi quasi impensabile – di come un cristiano vero si avvicina e affronta una realtà così cruda come la sofferenza e la morte.
Dobbiamo conoscere Gregorio, Elena, Emer e Ivana, perché il Signore ce li ha dati, perché tutti e quattro hanno risposto in modo meraviglioso alla Grazia nella loro sofferenza improvvisa, e per questo sono diventati, da giovani, dei maestri.

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