MO’ BASTA!

Giovanni Bardazzi è un tipico «toscanaccio» di Prato. È iscritto al Partito Comunista fin dal 1947 e per la sua intraprendenza e irruenza diviene presto un capocellula pieno d’iniziative. Vuole mettere a posto le cose e lo vuol far con le idee e la forza del comunismo. Non può vedere preti, frati e suore: e pensare che un giorno alcune di queste ultime se le trova in casa: manco a dirlo; le butta fuori… e se la piglia con la moglie che le ha lasciate entrare. Vorrebbe trasformare le chiese in sale da ballo. Si dà da fare come un forsennato un po’ dappertutto. Ma una notte gli viene in sogno un Frate con la barba e le mani coi mezzi guanti, che gli dice: «Mo’ basta! È ora di finirla! Ti aspetto a S. Giovanni Rotondo!». Rimane impressionato: ma chi sarà mai questo Frate? E S. Giovanni Rotondo dove sta? Ne parla con la moglie, la quale non solo gli dà le spiegazioni sul Frate e S. Giovanni Rotondo ma lo incita ad andare di persona per chiarirsi le idee. Bardazzi tentenna: Andare? Non andare? Passa del tempo; poi si decide: Andrà a vedere di che si tratta. E così un giorno si mette in viaggio con la moglie e altri.

Arrivato a S. Giovanni Rotondo, manda la moglie e gli altri al convento; lui va alla sezione comunista del luogo, per prendere informazioni dai compagni su Padre Pio. Crede di averli dalla sua parte nel convenire che si tratti di un mistificatore, ma si accorge che i compagni non la pensano affatto così: Padre Pio non si tocca! Ma allora che razza di comunisti sono questi di S. Giovanni Rotondo?! Non riesce a capire. Allora va al convento per rendersi conto di persona della faccenda. Come arriva trova un’altra sorpresa: c’è gente che aspetta di entrare in chiesa e intanto prega con la corona in mano e tra quella gente ci sono degli uomini pure essi con la corona in mano! Adesso gli saltano proprio tutti gli schemi mentali e non si raccapezza più in niente. Ma in che mondo è capitato?!…

Il giorno dopo vuole affrontare Padre Pio per «metterlo a posto», come lui pensa, giacché è convinto che tutta questa storia è uno di quegli imbrogli che gabellano la povera gente. Già, ma a lui non la si fa! Padre Pio viene e lui nel vederlo passare si sente addosso, dalla cima dei capelli fino ai piedi, come una scossa che lo scuote tutto. Diamine, ma che cos’è questa roba?! Padre Pio nel passargli accanto mormora: «È arrivata questa pecora rognosa!». Caspita! Che bel complimento! Adesso sono troppe cose che lo avvolgono in un’atmosfera strana e il povero Bardazzi non può sfuggire a una crisi che lo sconvolge.

La mattina dopo va a sentire la Messa del Padre Pio, che allora la diceva all’altare di S. Francesco nella vecchia chiesina. Bardazzi si mette in posizione adatta per osservare bene Padre Pio. Questi, nel voltarsi per l’«orate fratres», mostra le mani senza mezzi guanti con le ferite al centro e tanto sangue intorno. La gente è sgomenta nel suo silenzio sepolcrale per la sofferenza che vede nel volto di Padre Pio. Bardazzi vuole una prova: se è vero che questo Frate adesso soffre la passione di Gesù Cristo, perché non sentirne una parte anche lui? Non lo avesse mai pensato: d’un subito gli viene addosso una sofferenza insopportabile. Non dura che un istante, ma Bardazzi crede che duri un secolo! Ora il malcapitato Bardazzi, il toscanaccio baldanzoso e violento è entrato nell’atmosfera soprannaturale che circonda Padre Pio e si sente smarrito. Non vede più le cose come prima, ma alla luce della grazia si riconosce pieno di peccati. Vuole confessarsi e va da Padre Pio, ma questi l’abborda con queste parole: «Dimmi un po’ tu: cosa t’ha fatto il Signore?». E Bardazzi: «Niente, non so neanche se c’è!».

Padre Pio: «Come, non sai se c’è! C’è!». E s’intreccia un dialogo serrato, che però si conclude con un nulla di fatto, perché Padre Pio lo vede ancora impreparato e gli dice chiaro e tondo: «Io non ti posso dare l’assoluzione, perché all’inferno per te non ci voglio andare». Bardazzi è proprio al colmo del buio. S’arrovella il cervello, interroga la sua coscienza, ma è deciso a uscire da questo pasticcio e a uscirne con chiarezza e convinzione. E finalmente un poco alla volta nella sua anima si fa luce che, con la grazia di Dio e la preghiera di Padre Pio, cresce fino a diventare di tutta chiarezza. Allora Bardazzi si vede com’è davanti a Dio, ne ha rimorso, si pente e chiede sinceramente perdono a Dio; poi si presenta a Padre Pio che finalmente lo assolve e lo purifica in modo totale. Ora Bardazzi è completamente cambiato. Torna a Prato, lascia il Partito Comunista, affronta gli scherni degli antichi compagni e si presenta con nell’anima quella certezza spirituale che ha acquistato con l’aiuto di Padre Pio e intraprende una nuova vita.

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